venerdì 27 novembre 2009

Pomeriggio intelligente

Sproloquiato da eppifemili alle 8.30
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E' domenica.
Io e Homo siamo alla rinomatissima mostra sul Surrealismo e Dadaismo che si tiene in pieno centro storico, nella città eterna.
A due passi dal foro romano; anzi, praticamente in mezzo.

Come ogni mese, ci uniamo ad un gruppo di ragazzi che seguono periodicamente un luminare della storia dell'arte il quale, con fare accattivante e spirito critico, ci fa emergere dalla nostra bieca desolazione culturale.

Lui è il Professor Antonio Maria Ulderico de Contis.

La sua voce è profonda, suadente, incantatrice e teatrale.

Il Professor Antonio Maria Ulderico de Contis ha un'inestimabile dono: spiega l'arte con ragionamenti e discorsi ineccepibili che tuttavia non mancano di essere conditi con aneddoti divertenti ed inattesi; la qual cosa rende queste visite non solo interessanti, ma anche divertenti persino per chi ha un elettroencefalogramma totalmente piatto.

Camminiamo lungo le pareti bianche tempestate di opere inestimabili che vanno da Duchamp a De Chirico, a Magritte, a Mirò, fino ad arrivare infine a Dalì.

Ed è proprio qui che casca l'asino.

Premetto che del gruppo di giovani assetati di conoscenza (nonchè già satolli di carbonara, dato che le visite si svolgono sempre dopo un ricco pranzo domenicale), fa parte anche amica S.
Ve la ricordate?
(Chiunque volesse per caso fare un ripassino è pregato di leggere QUI e anche QUI).

Ma torniamo sui nostri passi.

Il Professor Antonio Maria Ulderico de Contis è intento a pontificare, altisonante e leggiadro, ammaliandoci ed ipnotizzandoci tutti con le sue frasi ritmate e pregne di sapienza.

E' il protagonista assoluto, il deus ex machina che si cala dal soffitto centenario e che, ponendosi di fronte a ciascun quadro, ce ne svela i segreti, i travagli, le sfide.

Siamo di fronte al quadro di Dalì (quello dove appunto cascava l'asino).

"Ragazzi, potete ora ammirare questo splendido dipinto di Salvator Dalì.
Qui il nostro ha voluto esprimere l'incombenza del tempo che trascorre inesorabile sulle nostre teste e sulle nostre coscienze.

Sullo sfondo, un paesaggio deserto, lunare, che suscita i sentimenti più disparati.
In primo piano potete notare la presenza di un libro.
Un libro che si trasforma, si evolve, e si deforma creando una protuberanza del tutto simile ad una spada".


Sono rapita, seguo la sua voce volteggiare nell'aria e poi disperdersi nei corridoi fino a svanire, risucchiata dalle tele policrome.
Tutte le menti
dei giovani seguaci che lo accerchiano, osservano il quadro assorte e silenziose, riflettendo sulle colte parole appena pronunciate (tuttavia ho il sospetto che l'occhio pallato e l'espressione corrucciata siano dovuti più che altro alla inoltrata fase digestiva della sopra citata carbonara).

Tutte le menti, ho detto.

Tranne una.

"Il libro, ragazzi - continua il professore - è semi aperto;
da esso vedete emergere un drappo sapientemente e realisticamente dipinto.
Questo drappo, è mosso da un vento leggero e, come certamente tutti voi avrete notato, al di sotto di esso si percepisce la forma ben delineata di un fallo".


A questo punto, prima che il professore riesca a proseguire nel ragionamento, mentre attorno al gruppo c'è un silenzio basito, dalla folla emerge una voce strombettante,
che rimbomba nel silenzio del museo come un tuono in un campo di grano.

"Io lì il fallo che emerge non ce lo vedo mica!", interviene S. dando voce al primo pensiero che in quel momento deve esserle passato nella mente.

"Beh! Cara, se non riesce a vederlo, mi spiace tanto per lei ma il problema è suo", risponde ironico e malizioso il Professor
Antonio Maria Ulderico de Contis.

E così, con questa botta di inarrivabile spessore culturale, si è conclusa la nostra gita al museo.

Devo dire che il cammino verso la conoscenza a volte è costellato di ostacoli insormontabili.

mercoledì 25 novembre 2009

Il business.

Sproloquiato da eppifemili alle 9.14
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Alcuni giorni orsono mi arriva una simpatica email dal signor Manager Creative Market Director Associate Furbetten di una compagnia che gestisce un network pubblicitario.
Questo mi chiede se sono interessata a promuovere sul mio sito alcune loro campagne pubblicitarie in cambio di una retribuzione economica.

Ora, partiamo dal fatto che su 200 parole della suddetta mail (robbbba come piattaforma d'affiliazione, cpl, output, crascott, uscrott, arcratavitot - che manco i nomi dell'IKEA) ne avrò capite si e no 2.

Continuiamo con il fatto che non comprendo quale interesse economico o di investimento finanziario possa destare il mio sandaletto rosa glitterato, che - percarità! - fa tanto chic; ma oddio! Nel dargli un valore quantificato in moneta (soprattutto dopo questo), ci intravedo un'ombra di esagerazione.

Consideriamo anche il fatto che io non sono una purista del blog "essenziale" (ma questo forse si era capito) e, onestamente, non ci vedrei niente di male ad inserire un bannerino qua e là se la cosa mi aiutasse a finanziare quelle tre/quattro crocchette che ingerisce Eppidog quotidianamente (ovviamont di qualità sceltissima e rigorosamente al caviale oppure alla soja biologica sennò la signorina manco le annusa).

Tuttavia, signori Pubblicitari Manager Creative Market Directors Associates Furbetten , una cosa è certa.

Non vi aspettate che io mi sogni minimamente di inserire nel mio ultra chic e rosissimo blog, immagini di assorbenti, dentiere, detersivi o creme per i brufoli.
Eh no!
Non offenderò in questo modo brutale il mio notorio senso estetico.

Quindi, cari i miei signori Manager Creative Market Directors Associates Furbetten, spremetevi le meningi e a questa porta bussate solo per campagne di scarpe dal tacco 10 in su, cappottini leopardati, tutine da ginnastica con inserti in piume di struzzo o fermagli glitterati
per cani.
Mancoadillo, tutto RIGOROSAMENTE ROSA.

Solo allora vi sarà aperto.


Ps: guardate voi se la prossima volta il taccazzo 12 non ve lo ritrovate quotato a Wall Street...

lunedì 23 novembre 2009

10.000 grazie.

Sproloquiato da eppifemili alle 8.20
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Ho da alcuni giorni notato con gaudio e tripudio che Eppifemili ha superato le 10.000 visite.
Si, si.

Capito e visto bene.
10.000 !

A parte il fatto che non comprendo proprio cosa ci troviate di interessante in questi miei deliri indecisi, elucubrazioni malsane e titubanze egocentriche.

A parte il fatto che continuamente mi sorge l'atavico dubbio: "E' il caso di continuare a sproloquiare o è più saggio e certamente più dignitoso chiudere battente (direi anzi, chiudere link)?"

A parte il fatto che qualsiasi attività (ludica o meno), appare ai miei occhi un'alternativa validissima alla lettura di una tizia che si dipinge la casa di rosa, verde e oro.

E sempre a parte il fatto che la vita di una famiglia come tante altre, fra mille difficoltà e altrettante lampanti banalità quotidiane, non mi sembra poi proprio così "letterariamente" appetibile né sociologicamente pregevole.

VI RINGRAZIO DI CUORE PER LA VOSTRA ASSIDUITA' E MI SI RIEMPIONO GLI OCCHI DI LACRIMUCCE A PENSARE CHE PER BEN 1O.000 VOLTE AVETE AVUTO IL CORAGGIO (o la disperazione) DI CLICCARE SU
EPPIFEMILIPUNTOBLOGSPOTPUNTOCOM.

E NON VI HO MANCO PAGATI.
Robbadanoncredere.

domenica 22 novembre 2009

IL NONO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 9.02
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6 commenti
bravo

Il TEFPOW (The Eppifemili's favourite Post Of the Week) non poteva non premiare prima o poi la mia sorellina virtuale Tendallegra.

E non tanto per le sue vicissitudini canterecce (i cantatoni della settimana puntuali come orologi svizzeri) o personali (una ristrutturazione di casa che dura da tempo immemore e che viene puntualmente dettagliata sul blog).

Bensì la premio per un evento.
Si.
Un evento che si svolge ogni settimana, sicuro come una bolletta della Fastweb, impavido come un'aquila nei cieli desertici, acuto come ....beh! Come lei, Tendallegra.

Ogni mercoledì sera, a partire dalle ore 21 (minuto più minuto meno), sul blog di Tendallegra si accende nientepopodimenoche il DID (Delirio In Diretta).
Ovvero, la malsana e schizofrenica telecronaca delle puntate di X Factor condotta dalla nostra e foraggiata da un gruppetto di malefici aficionados (compresa la sottoscritta) .

Siete dei fan della trasmissione?
Allora, cari miei, non potete perdervi un' esilarante sequenza di centinaia e centinaia di commenti deliranti, nonchè l'esperta e professionalissima tendacronaca commentata
in diretta con infallibile acume.

Siete di quelli che snobbano la tv, della serie "io non guardo quella roba"?
Beh! Allora vi compatisco.
Perchè non saprete mai chi è Richard Ginori (soprannome di derivazione logico/consequenziale dal precedente nomignolo affibbiatole ovvero "Cesso Atomico" - si lo so, Tendina è creativa assai).
Non saprete mai il motivo per il quale la suddetta
Richard Ginori viene anche chiamata alternativamente "Scassamicroonde".
A voi, snobbettari della tv, nessuno spiegherà mai chi è la Signorina Trinciapalle, o chi sono i Bimbominkia.
Nessuno vi raccoterà mai per quale motivo almeno una volta per puntata, alla cara Tendina, bisogna porgere una boccetta bella piena di sali per evitare che l'ormone sollecitato impazzisca.
Che pena mi fate!
Rimarrete all'oscuro, privati di cotali fondamentali informazioni.

In ogni caso, se tante volte un mercoledì sera vi capita di non saper cosa fare, fuori fa freddo e piove, e magari siete un po' giù per cavoli vostri, non dovete far altro che buttarvi sul blog di Tendina per farvi due chiacchiere e quattro risate con amici viruali mai visti.
State pur certi che li ritrovate tutti li, fedeli, assidui, ironici e meravigliosi.

So' certezze.
E con i tempi che corrono...

SCUSATESEE'PPOCO !

Rinnovandovi quindi l'appuntamento per mercoledì prossimo, eccovi:


Tendacronaca Live

- per leggerlo cliccaci su -



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

venerdì 20 novembre 2009

Eppi-sport

Sproloquiato da eppifemili alle 8.44
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E raccattare le energie la mattina presto per decidere di fare venti minuti di corsa.

E prepararsi indossando una fantastica tutina viola.

E cercare l'IPod per immaginare (mentre corri) di essere la protagonista di un film eroico, sensazionale, adorato dal pubblico e pure dalla critica.

E notare con gaudio che l'Ipod è completamente scarico.

E, in quest'era tecnologica (non essendo mio il suddetto IPod) non sapere come cazzo fare a ricaricarlo almeno per il tempo sufficiente ad espellere quei due/tre ettolitri di tossine dal mio corpo.

E incazzarsi con il famigerato IPod, con Homo che non si sa mai dove infila le cose, con tutto il resto del mondo, ma soprattutto con sé stessa per non averci pensato prima.

E uscire di casa comunque (di cattivo umore però) col grugnone che arriva fino a terra.

E dirigersi sotto gli argini del fiume, dove sembra esserci un paradiso isolato dal mondo terreno, senza dimensione e senza tempo, dove il massimo che puoi fare è incontrare un altro insonne come te con la sua tutina e il suo (beato lui) IPod.

E pensare che davvero beatoluiconilsuoIPod, perchè senza musica è tutto molto più moscio e faticoso.

E sentire, dopo il curvone, proprio di fronte alla Cloaca Massima, appena superato il Ponte Rotto, un unico suono inaspettato provenire da molto lontano: è musica.

E avvicinarsi.

E sentire quella insolita melodia sempre più forte, trasformarsi in un grido, un richiamo, un invito sussurrato.

E veder comparire in lontananza un puntino; è un ragazzo, con accanto un valigione di cuoio marrone ed in bocca una scintillante tromba; è solo; suona concentrato a occhi chiusi rivolgendosi all'acqua che scorre da secoli infiniti a meno di un metro da lui.
Parla con lei. Ed i suoi gesti lenti sembrano accompagnarla nel suo placido fluire.

E ascoltare la sua musica lenta e rimbombante che si propaga nell'aria mattutina, che incita i gabbiani a volare più in alto e le papere a giocare fra loro.

E correre allora. Più forte, nel tepore del primo raggio di sole, al ritmo senza tempo di quel fotogramma magico ed inatteso.

E pensare che la vita è bella.

ps: ragazzi lo so che questi post non sono propriamente ciò che vi aspettate da questo blog. Ma è così. 'Sto periodo mi escono riflessivi. Abbiate pazienza.

mercoledì 18 novembre 2009

La due giorni.

Sproloquiato da eppifemili alle 20.51
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Ho da poco accompagnato Homo alla stazione.

Va fuori città due giorni per lavoro.
Lo saluto e lo vedo scomparire nella folla dell'ora di punta.

Accendo la macchina e la infilo nel traffico per rientrare a casa.

Seduta accanto a me, Eppidog che mi guarda fiduciosa e sicura del fatto che mai niente nella vita le capiterà di male.
Questo a patto che lei capisca cosa sia "male", dato che in vita sua i maggiori problemi sono sorti nel momento in cui ha dovuto scegliere fra palletta rosa e palletta blu, oppure fra carotine e carne o zucchine e pesce.

Le macchine mi scorrono davanti, accanto; svaniscono ingurgitate dai semafori, dalle strisce pedonali, dai cartelloni pubblicitari coloratissimi.

Mi sento dentro ad un vuoto pneumatico.
In silenzio assoluto.
I miei gesti non producono rumore.
Come se fossi imbottigliata, nessun suono filtra attraverso i finestrini.

Arrivo a casa.
Chiudo la porta.
Ho due giorni.
Due giorni di pausa.
Questa sera me la dedico.
Nel tepore delle mie pareti colorate e coccolata dal mio tavolo dorato.

Stasera spengo tutto e, se mi scappa, penso un po'.
A me.

Mi preparo una cena che mi piace.
E alla fine mi mangio pure un cioccolatino.

Rispondo al messaggio di Homo che fa:
"Ailoviù".

Sorrido.
E penso che sarà bello godersi attimi di stasi prima di realizzare che ti manca qualcuno.

lunedì 16 novembre 2009

absolute tanguera - il ritorno

Sproloquiato da eppifemili alle 8.28
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Forse alcuni di voi si saranno domandati del perchè non ho più avuto il piacere di menzionare le vicissitudini tanghere mie e di Uby (amico gay, ex drag queen ed ora di nuovo drag queen che l'altra sera ha pensato bene di andare in un locale del centro tutto bardato con un'impalcatura in testa che pareva la sorella di Madame de Pompadour).

Ebbene, il motivo è semplice.
Le vicissitudini non ci sono mai state (fino a ieri sera).

Perchè?
Elementare.
Perchè siamo due catorci umani (che se ci sparassimo un weekendino a Lourdes invece di andare a fare i pirla in giro per Roma
nonfaremmounsoldodidanno).

Io che, per colpa dell'infortunio al ginocchio
(triste evento) causato dal mio atletico spirito di iniziativa, sono rimasta bloccata per un mese nell'impossibilità (tragedia cosmica) di poter indossare un qualsivoglia tipo di scarpe con i tacchi.

Lui, che subito dopo il mio recupero, si è beccato un'influenza fortissima da lui testualmente ribattezzata "
la scrofa (altro che suina)".

Tutto ciò ci ha tenuti lontani dal parquet scricchiolante che dialoga con i passi di danza, dalla musica ondeggiante che si diffonde nelle stradine del centro, dallo sfarfalleggiare leggiadri nella grande sala a specchi.

Ma ieri no.
Ieri, determinati come ornitorinchi equatoriali, abbiamo ricominciato.

Io armata di tacco 12 e Uby con tanto di fondotinta maxfactor che fa tanto
tuttunoconlincarnato, abbiamo fatto il nostro nuovo ingresso nella sala dove Estefan (el insegnante de tango arhentino che te enfila due dita enel naso e te porta en jiro ecome una jacchetta) tiene il corso.

E quest'anno, signori miei è tutta un'altra storia!
Si respira aria nuova quest'anno.
Mica pizza e fichi!
Eh si!
Robbaseria!

Nonostante la nostra tendenza ad invertire i ruoli (io/uomo, lui/donna) tanto che spesso mi trovo a guidare la danza trascinandomi Uby sculettante per tutta la sala;

nonostante siamo certamente i più indisciplinati del corso, perchè io esplodo spesso in sonore risate che rimbombano molto più in alto del suono della musica;

nonostante quando el sempattico estruttore de eltango ce consiglia de cambiar el partner para provar un dansatore differente, facciamo gli gnorri al fine di evitare il RMS (Rammollito con Mano Sudaticcia) di turno, oppure quello che si conta i passi nella testa e lo vedi che ti guarda concentratissimo (tipo momento topico tazza del cesso) mentre si ripete nel cervello un, du, ttrè, un du’ ttre;

nonostante Uby sia tuttora segretamente e senza alcuna remota speranza di successo, innamorato de el sempattico estruttore de eltango Estefan (indubbiamente etero e, aggiungerei, pure convinto);

Ragazzi!
Nonostante tutto ciò, non siamo più catalogati come dei principianti assoluti (ovvero catafalchi leggiadri come otarie davanti ad una trasmissione condotta da Pippo Baudo).

Nossignori!

Quest'anno io e Uby siamo stati promossi.

Siamo stati inseriti nientepopodimenochè (rullo di tamburi),

con tanto di certificato (fiato alle trombe),

nell'agognato


Livello Intermedio
.

So' soddisfazioni.
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