giovedì 30 aprile 2009

UPSIDE DOWN – Inside out and round and round

Sproloquiato da eppifemili alle 14:32
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Mi è sempre piaciuta un frase che Benazir Bhutto disse un giorno: “Una nave in porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono state costruite”. Questo concetto è una costante della mia vita: per quanto io mi impegni a regolarizzare, normalizzare, sistemare, apparecchiare le vicende che mi vedono protagonista, succede sempre per un motivo o per un altro, il fantastico imprevisto che turns everything uspside down. Tiè! Pappappero!

E dunque, avendo Homo fatto di me una donna rispettabile (convolando a nozze) e avendo fatto di Eppi-dog finalmente una figlia non più illeggittima, avendo noi messo radici in una simpatica dimora con giardino che pare la casa degli Hobbit…secondo voi, o meglio, secondo me (anche) poteva per caso, tante volte, dice che… rimanere tutto così per almeno 30 scazzosissimi secondi??!! (secondo più secondo meno)

Minuto di suspance…Eccertochennò! (diciamo noi di Eppifemili in coro).

Inaspettatamente, a causa di congiunzioni astrali avverse che manco vi sto a spiegare (almeno per ora ma prima o poi un post sulla questione ve lo beccate zitti e mosca) e di uno stramaledettissimo Saturno incazzato, si paventa infatti l’ipotesi (non ancora accertata ma plausibile abbastanza da materializzare sulla testa mia, di Homo e di Eppi un gigantesco, enorme, mega puntointerrogativo) di un simpatico, allegro e affaaaattoooo impegnativo traslochino. Così, en passant. Tutto ciò, dopo appena 9 mesi di permanenza nell’attuale magione. Questo implica che noi, armibagaglieburattini, ritorniamo alle origini, e per la 250 volta cambiamo la nostra residenza. Benissimo. Ora io dico, va bene che le navi non sono costruite per stare in porto. Occhei. Però, accidenti, ogni tanto se dovranno pure fermà, o no?!?!

ps: voi storie di traslochi niente?

mercoledì 29 aprile 2009

UNA MACCHINA DA GUERRA – nome in codice: Overlord

Sproloquiato da eppifemili alle 14:30
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Nel notro freezer ci sono attualmente due torte rustiche, quattro teglie di arrosto, 300 polpette e una serie illimitata di porzioni di antipasti da infornare a tempo debito. In arrivo nei prossimi giorni ci saranno: una torta alle mele, una torta al cocco, una torta al cioccolato , 2 frittate di zucchine, 1 di carciofi…questo almeno che io sappia. Chiaro.

E’ ufficiale: se per caso non ve ne siete accorti, Macchina Da Guerra (MDG) è entrata in azione. Parlo della mamma di Homo, la quale (e in questo supera la mia che già di suo è parecchio attiva) avendo saputo che stiamo organizzando un mega party a corte per festeggiare le avvenute nozze del principe (Homo) e della principessa (la sottoscritta), ha cominciato a rimboccarsi le maniche e a trasformare la sua casa in una fabbrica della Buitoni. E’ già una fortuna avere una mamma pensionata. Ma noi ne abbiamo addirittura due! Questo comporta una serie praticamente illimitata di vantaggi…che vanno dalla gestione quotidiana delle piccole (ma incisive) rogne quotidiane, alla brillante organizzazione di eventi (come il mega party per amiconi) che si prospetta il prossimo week end. Il freezer panciuto e stracolmo, già urla vendetta e non sa ancora cosa lo aspetta nei prossimi giorni. Poveraccio! Arriveranno vagonate di cibi e pietanze; gira voce infatti che abbiano assegnato un itinerario speciale al centosessantabarrato per il recapito eccezionale del suddetto cibo. Il risultato sarà certamente quello che con MDG in piena forma e operatività…non solo sfameremo un reggimento che manco lo sbarco degli americani in Normandia nel ‘44 (nome in codice Overlord), ma a me, Homo e Eppi-dog (e mi sento abbastanza serenamente di poter aggiungere in questo periodo Master che si allunga spesso sul nostro divano) ci toccherà mangiare torte, frittate, tramezzini e pizze rustiche da qui al 2015. Buon appetito! Grazie.

PS: Meno male che ci sono le mamme srpint…capirai..io e Homo al massimo potevamo giocare col DolceForno (il cui cartellone pubblicitario predicava: “E’ facilissimo da usare. In pochi minuti dolci, biscotti, pizze e tante altre cose buone per te e da offrire ai tuoi amici”. Pensiero: quasi quasi vedo se lo trovo su Ebay)

martedì 28 aprile 2009

Quelli che fanno cose, vedono gente….

Sproloquiato da eppifemili alle 14:28
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E’ tipico: sapete quelli che “Mah! Non so se posso venire, ho delle cose da fare; devo vedere gente…”. Che poi li vorrei proprio vedere. Anzi, apro ufficialmente una raccolta fondi (manda un sms al numero 054679**##*@ scrivendo “CAZZARI TUTTA LA VITA”) per finanziare un centro di recupero per questa strana specie in lenta ma progressiva crescita.

Inoltre vorrei fare una ricerca sociologica per appurare un paio di cosette su un campione a caso dei suddetti elementi:

UNO: che cazzo di cose cianno effettivamente da fare (no perchè io ho il sospetto che, nonostante la mia ormai cronica – vedi post precedente archiviato sotto “quellegiornatineunpocosì” - semi infermità cerebrale dovuta alla…io do la colpa alla primavera, in ogni caso è una buona scusa): forse sono in missione segreta per conto degli alieni per salvare il mondo o almeno salvare la Marini dall’ascesa verso la mesosfera attaccata alle sue labbra.

DUE: quale gente devono vedere. MAQUALE??!?!! Ma non sarà che per fare tanto i fighi, alla fine stanno da soli come cani dentro alle proprie camerette?!! Mi punge vaghezza: ma non sarà che poi tutta sta gente che vede gente, appunto, invece non fa che passare il tempo compiaciuta davanti a uno specchio?

Giorni fa snocciolai la seguente perla di saggezza di fronte a Master sconsolato: “La vera rivoluzione è nella normalità”. Una cazzata? Ancora non lo so. Ci devo pensare. In quel momento era venuta spontanea…e comunque ora mi vado a fare l’ennesimo caffè.

lunedì 27 aprile 2009

Circa Homo Sapiens e il suo fantastico rapporto con Aldonsa

Sproloquiato da eppifemili alle 14:26
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“Che dessastro! Che dessastro! Esto ragasso, che dessastro!”.

Così cominciano e finiscono le giornate con Aldonsa, la gentile signora che una volta a settimana si impadronisce delle nostre misere esistenze e le rivolta come pedalini, con il risultato che oggetti precedentemente reperibili, dopo il suo passaggio non li rintracci manco col metal detector. Dove passa lei non cresce più polvere…manco fosse Attila il re degli Unni.

Aldonsa viene tutti i lunedi pomeriggio e tuttiisacrosantilunedipomeriggio si lamenta del cronico, irrecuperabile disordine di Homo. Per lui, lo so, non ci sono speranze. E’ una situazione disperata. Irrecuperabile. Praticamente un caso umano. Io lo so e ciò rinunciato tempo fa. Ma lei, Aldonsa, no. Lei lo rimprovera ogni volta, manco fosse figlio suo, carne della sua carne.

“Ah! Che fortuna!! Esto ragasso ha trovato una fidansatta!” mi disse quando la incontrai per la prima volta, ereditandola da Homo nella nostra nuova casa in comune. Lo considerava praticamente un miracolato per aver trovato una poveraccia (io! Gulp!) in grado di sopportare il suo disordine ai limiti del disagio mentale. In conseguenza di ciò io, con la collaborazione di Aldonsa, ho stilato una lista dei cinque punti salienti su cui si concentrano le lamentele della suddetta povera donna, alla quale ogni settimana tocca fare giochi di prestigio che manco Houdinì, per creare una minima parvenza di ordine nella nostra magione:

punto 1. SCATOLE & SCATOLONI: Homo li accumula. Molto semplicemente. Avete presente Paperon de’ Paperoni quando accumula le monetine fino a farne montagne immense tutte sbrilluccicose? Beh! Homo fa lo stesso con le scatole; non importa di quale dimensione esse siano (e vi ho detto tutto !!!) Homo le accumula riempiendo ogni angolo, ogni resega, ogni intersitzio della casa (perchè a detta sua, non si sa mai……potrebbero sempre servire)

punto 2. LA SCRIVANIA: oggetto ormai informe che Homo ha completamente ricoperto di oggetti di qualunque tipologia; ci puoi trovare di tutto dalle costruzioni lego di quando eravamo piccoli, alle tazzine di caffè vuote e incrostate di una settimana prima, poi ci sono due schermi computer, due computer ovviamont, un fax, la stampante, la cartellina porta documenti ammuffiti, due o tre lampade, la macchina fotografica la fetta di pizza del 1987…ehm! devo continuare?!! Vi grazio e passo oltre.

punto 3. LA SACCA DELLA PISCINA: putrescente da almeno due giorni poichè il Nostro non si è ricordato di svuotarla lasciando tragicamente ammuffire il suo contenuto:..questo per la gran gioia di Eppi-dog che di fronte alle puzze di qualsiasi genere svalvola e va in estasi. Proseguiamo.

punto 4. LE GIACCHE/MAGLIONI APPOGGIATI A MUCCHIO SULLE SPALLIERE DELLE SEDIE: questo è proprio un classico e non vado oltre perchè mi deprimo.

punto 5. I BORSONI DEL MATERIALE FOTOGRAFICO: vuole il caso che Homo sia un fotografo e che quindi la quantità e le dimensioni delle sue attrezzature superino notevolmente la cubatura della nostra intera casa. Ne deriva l’impossibilità per Aldonsa di trovare un qualsiasi posizionamento per tali oggetti se non accatastandoli in pile enormi e informi nel bunker di Homo (precisazione: nel bunker io non entro quasi mai perchè la vista mi terrorizzerebbe – per me potrebbe anche essersi trasformato in Gene Wilder e aver creato un novello Frankestein Junior , io non lo saprei).

Ora, io non è che sia una maga dell’ordine o della pulizia, e quindi sono sicura che se non ci fosse Aldonsa, sarei una donna finita, terribilmente depressa e sull’orlo del suicidio. Ehi! Lo so che mi state compatendo…E’ inutile che fate i vaghi! Vi ho visto eh!??!! So che dentro i vostri cuori la domanda serpeggia viscida : ma perchè te lo sei sposato?! Beh! Ora non saprei rispondere perchè ho bisogno di un altro caffè doppio…ma evidentemente un motivo ci sarà….a volte basta ricordarselo.

“Che dessastro! Che dessastro! Esto ragasso, che dessastro!”.

domenica 26 aprile 2009

E’ arrivato l’arrotino !

Sproloquiato da eppifemili alle 14:26
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Un’ora fa sono di colpo “scaracuzzolata” ** giù dal letto, non avendo assolutamente la più pallida idea nell’ordine

- di dove fossi

- di chi fossi

- di quanto pesassi (per inciso stavo sognando dei cani….bah!)

al suono tonante di un megafono che proveniva da un furgoncino evidentemente appostato a 5 centimetri dalla finestra della mia camera da letto:

“Donne! È arrivato l’arrotino.
Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto!
Donne è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l’ombrellaio, donne!
Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas.
Se avete perdite di gas noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas.
Lavoro subito, immediato.
Donne, è arrivato l’arrotino!”

Ora, comprendo che stiamo nell’epoca della precariteà e della generazione “mille euro”, ma che cazzo! Ancora esistono gli arrotini??!!! E soprattutto, esistono ancora quelli (o quelle) che si fanno arrotare i coltelli??!! No, perchè io potrei valutare la suddetta ipotesi solo nel caso in cui il suddetto arrotino fosse il fratello gemello di Johnny Depp…e comunque non di domenica e non alle 10 del mattino!

In tutto ciò, ovviamente Homo Sapiens ha placidamente continuato a dormire, e così ha fatto Eppi-dog (tale padre, tale figlia).

SGRUNT !

E comunque…. B-U-O-N-G-I-O-R-N-O !

PS: per chi volesse avere un risveglio simile al mio, prego cliccare qui . Grazie.

** voce del verbo “scaracuzzolare” da me coniato alla tenera età di 5 anni. Dicesi di persona che rotola in modo maldestro da un posto a un altro (questa volta non è su Wikipedia)

Cene fra compagni di sventura

Sproloquiato da eppifemili alle 14:15
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Dovete sapere che da tempo immemore, ad ogni disavventura amorosa di uno dei “compagni di sventure” corrisponde una serie interminabile di cene e cenette a rotazione che hanno lo scopo unico di sviscerare a fondo le argomentazioni, i perchè e i percome, i quando e i dove, fino allo sminuzzamento della questione in questione (appunto) e allo sfracellamento/frammentazione dell’io. La squadra di dei CDS (Compagni Di Sventure) è così composta: la sottoscritta, the Master of Ceremony – che da oggi in poi chiamerò Master - e Svampi (Svampi è la storica amica talmente rintronata che dire svampita è un gigantesco eufemismo). Il soggetto ovviamente cambia a seconda di chi dei tre sta sotto a un treno. Ogni casuale intruso blocca la conversazione e impedisce in modo spontaneo ma coordinatissimo che certi argomenti vengano affrontati. Come forse avrete capito da alcuni miei precedenti accenni (vedi post “Opera consolatrice” senzachestoaripete), il bisognoso di turno è Master. La cosa bella è che spesso e volentieri questi “caffè letterari” assumono un sapore fra il retrò (non c’entra niente ma lo scrivo perchè fa fico) e il filosofico. Se a questo aggiungete che il coronamento delle conversazioni è il denso fumo proveniente dalla pipa di Svampi…beh! Famo decisamente ride i polli! Se dovesse mai capitare a tutti e tre contemporanemante di essere in periodo nero…la cena finirebbe certamente in un suicidio collettivo alla People’s Temple. Ma di questo, almeno per questa volta, non dobbiamo preoccuparci in quanto io sono novella sposina e quindi presumibilmente felice. Detto questo, dopo esserci seduti al tavolo rotondo di Svampi (manco fosse una seduta spiritica) e cominciando a polverizzare un fantastico spezzatino con piselli, andiamo subito al dunque. Questa volta Master l’ha fatta grossa: è stato beccato in aria di tradimento e quindi mollato seduta stante dalla fidanzatina ufficiale. Voi direte: Brava! Lei è una grande! Beh! Da donna lo dico anche io, ma da amicadiMaster-perquestavoltamezzouomo, non posso che schierarmi in modo assolutamente politically incorrect (Puà! Berlusconi me fa un baffo) dalla parte del mio fratellone afflitto. Quindi dopo un sonoro “SEIUNCOGLIONE!” (reazione di quando ho appreso la notizia), io, indossati i panni di Mata Hari (da Wikipedia data come: pseudonimo di Margaretha Geertruida Zelle Leeuwarden nata il 7 agosto 1876 e morta il 15 ottobre 1917, è stata una danzatrice e agente segreto olandese, condannata alla pena capitale per la sua attività di spionaggio durante la prima guerra mondiale. Passo e chiudo ma capite lo spessore del ruolo), mi accingo a pianificare in ogni dettaglio, sotto l’egida filosofica di Svampi, la strategia di recupero da qui ai prossimi 5 anni. E’ si perchè Master ha fatto si la cazzata, ma è pure ancora follemente innamorato della fidanzata (ex?!! boh! Diciamo ancora fidanzata, siamo ottimisti noi). Ma perchè gli uomini sono così irrimediabilmente, incessantemente, stupidamente, irrecuperabilmente bambini? Idea del mese: apriamo una scuola di maturità per uomini bambini (si accettano tutti, anche i cinquantenni). Ma poi in fondo, forse nessuno si iscriverebbe: come i tossicodipendenti, loro non conoscono i loro limiti….

sabato 25 aprile 2009

Circa Eppi-dog e la sua temporanea inappetenza

Sproloquiato da eppifemili alle 14:14
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Eppi-dog è inappentente in questi giorni. Premetto che qualsiasi minima variazione nell’attegiametno di Eppi-dog, si ripercuote drasticamente sugli umori miei e di Homo Sapiens. Ma è un cane! Direte voi…NO ! ESSUQQUESTONONTRANSIGO! Eppi-dog non è un cane come tutti gli altri; Eppi-dog è un cane fermamente convinto di essere umano. A forza di essere convinta lei, ci ha convinto pure a noi. E quindi viene trattata come tale. Anzi, viene trattata come il delfino di Francia all’epoca di Maria Antonietta…e non so se rendo l’idea. Quindi potete immaginare cosa si scatena se solo per un paio di giorni Eppi-dog risulta essere inappentente….cominciano immediatamente ad essere sfornati manicaretti che farebbero impallidire Vissani e che si susseguono imbanditi in assortite variazioni e posizioni. Prima nella scodellina, poi nel piattino, poi con l’aeroplanino, poi a terra (si, perchè siamo convinti cha a lei, Eppi-dog, per qualche motivo pregresso risalente alla primissima infanzia, il piatto dia fastidio….la inibisca…. (ebbene si! Siamo arrivati all’analisi psicoanalitica dell’infanzia del cane che ammonta a ben 45 giorni prima che la prendessimo noi! Quindi presumiamo, dopo ponderate elucubrazioni e vivide deduzioni (a noi non ci si può nasconde niente) che il trauma sia avvenuto proprio in quelle primissime 6 settimane. E su questo, noncipiove.)

Dopodichè, eppi-dog comincia ad essere stimolata con ogni possibile gioco o giochino perchè, si sa, il movimento fa venire appetito; a partire dal giuoco della palletta di cui è indiscussa e assoluta campionessa mondiale. E anche su questo direi che noncipiove. Ma Eppi-dog continua a guardare il cibo con fare sdegnoso e superiore, di fronte alle nostre facce sconsolate e affrante, manco ci fosse capitata la più grande tragedia da quando l’australopiteco Lucy ha messo piede sul pianeta Terra. A questo punto non mi rimane che l’arma segreta infallibile. Dopo due giorni di semidigiuno e innumerevoli giochi di prestigio del tipo “croccantino su-croccantino giù” oppure ” “polpettina a destra-polpettina a sinistra” so che mi rimane una sola cosa da fare: sfoderare l’asso nella manica. Allungo davanti al micro naso di Eppi-dog un puzzolentissimo aspargo bollito…l’odore ricorda quello di un calzino di Homo indossato per due settimane dentro le superga dell’83 mai lavate da allora…lei si avventa manco avesse visto una fiorentina al sangue. Un altro e un altro ancora….il micro stomaco si è riaperto..So che ora tornerà tutto alla normalità….o quasi.

giovedì 23 aprile 2009

Decisioni spontanee…

Sproloquiato da eppifemili alle 14:04
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Oggi è deciso: riprendo la palestra. Ora che sono sposata, non posso certo lasciarmi andare! Ah no! Decisa a non diventare una donna-bigodino né tantomeno una donna tutonata-con-pedalo-tribanda mi decido e varco la soglia della palestra (che poi altro non è che un bunker sotterraneo dove l’umidità unita al sudore è una manosanta per i miei capelli sempre piastrati, stirati, macumbati, eccetera). Ne esco infatti puntualmente devastata, paonazza che manco Heidi cià i rossi sulle guance come i miei. Beh! In ogni caso, dato la riservatezza dell’ormai avvenuto matrimonio, non avevo fatto parola a CERBERO (l’istruttrice fustigatrice che all’urlo di “avete le chiappemosce” ci fa fare 8000 flessioni e 7500 piegamenti a botta). Ma voi pensate che eventi come questi possano minimamente rimanere privati?! CERTOCHENNO’! E infatti, immantinentemente, la mia adorata cuginetta aveva provveduto nottetempo a briffare tutta la comunità palestrifera non solo sull’esistenza del simpatico evento, ma anche sulle sue ormai celeberrime modalità (vedi post in cui descrivo le reazioni su Facebook senza che sto a ripetere). Oltre tutto, e qui faccio un inciso, pare che l’evento sia stato postato anche sul celeberrimo blog di una delle mie testimoni e quindi, dopo essere stata globalmente sputtanata nell’etere per aver acquistato il mio favoloso Valentino all’outlet (che grezza!), in pratica anche i moscerini delle Galapagos sono venuti a conoscenza delle mie nozze – Scusate l’inciso.

Insomma, entro in palestra e noto con piacere che CERBERO mi punta da lontano, scavalla gli attrezzi per i deltoidi e con un balzo mi raggiunge: “AUGURI!” rimbomba. E io un pò intimorita abbozzo un sorrisetto:”Grazie”. “Tua cugina mi ha raccontato!”. A quel punto, tutte le 30 assatanate palestrate dellunaemmezza in attesa famelica di autodistruggersi a forza di addominali e flessioni, avevano la curiosità a 2000 e mi fissavano tutte e trenta contemporaneamente. Io vaga. “Lei domenica si è sposata” sentenzia CERBERO col vocione rivolta alle girls (che poi quasi tutte cianno 150 anni pe’ gamba e degli addominali da far impallidire Swartzy quando faceva Conan il Barbaro). E loro: “Ma dai?!! Davvero??!! Auguriiii!! E come ci si sente e come non ci si sente…eddiqquà eddillà…ecchissà ecchinonlosà, ecceterà, ecceterà”. Segue un turbinio di domandine, risatine, rispostine e ammiccamenti, dopodichè il silenzio! “BASTA! ADESSO SI COMINCIA!” tuona CERBERO azionando lo stereo che riecheggia con il solito repertorio “cover-dance-cheap-eddaje-ancora-sta-canzone”. Ritorna la severità nel tempio del corpo. Le menti si spengono….(capirai! sai che differenza) e si accendono i bicipiti. Tutte composte, la seguiamo nell’ennesima seduta autodistruttiva che ci vedrà uscire ancora una volta da lì come delle amebe barcollanti. E’ proprio vero, il matrimonio non cambia niente…è sempre la solita solfa.

mercoledì 22 aprile 2009

triste ritorno alla realtà…

Sproloquiato da eppifemili alle 14:03
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Ecco che, dopo giorni di immobilità, timidamente e con titubanza mi avvicino a Eppi-car 2 (quella che si usa in città perchè fuori non glielafà); rinomato e glorioso maggiolone del ‘72 che mi ha accompagnato durante il corso di tutta la mia vita, per capirci dai 18 anni e un giorno in poi.

Megliochestazittosennòquantecenavrebbedaraccontà! Lo guardo da fuori per fargli capire l’antifona, della serie: “Ci siamo intesi eh?!!”. Lui immobile (ovviamente! E’ una macchina). Entro con fare indiffirente ma deciso; faccio la vaga così lui non si accorge della fatidicità del momento. Inserisco la chiave e comincio a invocare tutti i santi in paradiso, anche gli scomunicati e gli spergiuri. La giro una, due e tre volte per avviare il gas…(ah già! Il motore è stato modificato quindi la macchina cià l’Eppi-trucco!). Provo ad avviare. A quel punto ho incrociato anche l’ unghia incarnita dell’alluce sinistro. La batteria arranca ma va. Buon segno. Riprovo una seconda volta come di consuetudine e mi dico che ancora è tutto nella norma. C’è speranza. Al terzo tentativo, con la fronte imperlata di sudore, mi rendo conto che comincia a salire l’agitazione. Alla quarta volta Eppicar 2 non da cenni di vita. Mi accascio sul volante sconfortata come una foca monaca su un iceberg di zucchero a velo. “Mi hai abbandonata! Traditore! Proprio nel momento del bisogno! Di te non ci si può proprio più fidare. Del resto, di che mi meraviglio? Sei un maschio!”. Scendo demoralizzata, occhio pallato, e lacrimone alla Hello Spank. So che la mia unica salvezza saranno i soliti “cavetti friends“. Rientrando in me, mi dico: lo farò più tardi quando mio….mio….mio marito (Ah! Già! Ora sono pure sposata!!?!!) deciderà finalmente di riemergere dal letargo dell’orso mammone. No! Questo non riuscirà a rovinarmi la giornata. A quel punto, dirotto verso il bar e mi godo un meraviglioso cappuccino mentre fuori ricomincia a piovere.

martedì 21 aprile 2009

Piccolo passo indietro: one day before the W.D.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:00
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La mia suocera nuova di zecca (persona adorabile quanto esuberante) mi regala un pomeriggio dall’estetista. Appuntamento: il giorno prima del Wedding Day. Voi direte: idea fantastica! SENZALTRO. Se non fosse per il fatto che sono entrata dentro al bunker estetico alle ore 13:30 esatte e ne sono uscita esanime alle ore 19 …19 !!! tutto, dopo essere stata rivoltata come un pedalino sporco… il trattamento è consistito in una serie di simpatiche azioni/reazioni sulla mia persona che mi hanno resa insensibile a qualsiasi sollecitazione fisica. Nell’ordine: massaggio completo su tutto il corpo, massaggio facciale, maschera, pedicure, manicure, parrucco e messa in piega. In pratica sarei dovuta uscire di lì tipo pretty woman quando va all’opera con Richard. Soltanto che io sono uscita con i capelli dritti e le budella aggrovigliate. La cosa è inziata con il fantastico massaggio corpo: “Prego, si sdrai sul lettino a facccia in giu”. E io con aria goduriosa mi accoccolo. Ad un certo punto con un carpiato doppio la simpatica donnona atterra sulla mia bassa spina dorsale causando un roboante CRACK ! Io impallidisco. “Vede, questo è un massaggio posturale…sente?! sente?! Come scioglie le tensioni?” Io sentivo solo di aver completamente perso la sensibilità alla spina dorsale e già mi vedevo, il giorno dopo, avanzare sulla scalinata del Campidoglio, con stampelle e tacco 12. Benissimo! Proseguiamo. “Si giri. Ora passiamo alla faccia e alla parte anteriore del corpo. Guardavo il soffitto e pensavo:quando finirà questa tortura…” Sporga leggermente con le spalle rilasciando il collo” . Doppio CRACK! Oddio! Ha cercato di terminarmi facendo roteare il mio collo di 280 gradi netti! “Ora dall’altro lato!”. E io: ” No! La prego no! Per pietà!”. “Si fidi, questo scioglie tutte le tensioni – prosegue con il massaggio – Certo che lei, signora, non si rilassa mai! – e ci credo, a quel punto ogni singola giuntura del mio corpo era completamente disarticolata. Avete presente i pupazzetti di legno di quando eravamo bambini (quindi più o meno risalenti al primo paleozoico), quelli con la molla sotto che si spingeva facendo collassare tutti i micropezzettini che li componevano? Beh! Io ero uno di quelli senza la molla. Ma ancora mi attendeva un ennesimo, fatidico step: la maschera facciale. ERRINGAZIOIDDIO non ha provocato nessuna allergia o gonfiore deformante (io già mi vedevo tipo la sorella gemella di mikey rourke in The restler). Tolta quella poltiglia appiccicosa dalla faccia di cui il 20% mi era finita negli occhi e il 35% nei capelli, il donnone (raggiante) mi fa: “Si specchi! Guardi che pelle! Che differenza rispetto a prima”…In pratica mi aveva appena detto che io prima ero un cesso ambulante e che adesso, grazie a lei, ero una strafiga. Gentile. Si, si. Molto gentile. Io comunque mi guardavo e riguardavo ma vedevo sempre la stessa me, solo un po più arrossata e tumefatta del solito. Senza dubbio più stressata. Dopo altre tre ore fra tintemmessinpiega , non sognavo altro che il miraggio del mio divano, il mio futuro marito, Eppi-dog e un po’ di calma piatta. Insomma, sarò pure uscita da lì bellissima, scioltissima e radiosa, ma ero pur sempre un miserabile in un fascetto di nervi !

lunedì 20 aprile 2009

Non osi dividere l’uomo ciò che qualcuno ha unito…

Sproloquiato da eppifemili alle 13:58
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Ebbene si! Il fatidico evento è avvenuto e da oggi possiamo dare ufficialmente inizio all’esistenza dell’Eppifemili. L’Eppi-dog ha cambiato status su Facebook da “figlia illegittima” a “leggittima”. Manco a dirlo, io e Homo Sapiens abbiamo tempestivamente cambiato la nostra situazione sentimentale da “impegnati” a “sposati” (scatenando una valanga di commenti di tutti quelli – cioè tutti – che non sapevano nulla dell’evento)…. quasi con maggiore ufficialità ed emozione della firma delle carte in Campidoglio!! Ah! Ah! Il potere del Web! Ufficializzare con Facebook è davvero avanti…così avanti che abbiamo fatto tutto il giro e siamo tornati indietro!! Che NERDS!

I casi della vita…Si mormorava: “Ma figurati! Le previsioni del tempo non ci azzeccano mai!”. E io, che controllavo maniacalmente e nervosamente meteo.it nei giorni scorsi, vedevo accumularsi sempre più lampi, fulmini e saette, proprio su casa mia, manco fosse stato invitato al matrimonio l’uragano Katrina. Cliccavo, cliccavo e ogni volta le saette aumentavano…altra premonizione?! Segno avverso del destino? Beh! Si sa, le previsioni non ci indovinano mai; ma ovviamente in questo caso si è verificata la famosa eccezione che ha confermato la regola. E io, tutta meringata, con sandalo tacco 12, pedicure da far paura, e strascico bianco, dopo essere scesa dalla vespa che mi ha portata a destinazione, mi so’ dovuta inerpicare, prima su per la scalinata e poi nel fantastico scenario campestre del ristorante, sotto una pioggia torrenziale….non vi dico lo strascico…non se l’è passata proprio bene e diciamo che gridava pietà gia verso le 13! Ma il terrore vero si concentrava su un altro punto del mio corpo: i capelli! L’incubo di vedermi riflessa in una pozzanghera con un’acconciatura tipo Jakson Five anni 70, avanzava nel mio inconscio e si concretizzava lentamente sulla mia chioma piastrata, antifrizzata, laccata, e macumbata! Beh! Per farla breve, tutto ciò non è avvenuto. Io ero sempre liscia anche alle cinquedelpomeriggio, il pranzo è stato fantastico ed il tempo ci ha concesso almeno un break nei momenti cruciali dei trasferimenti. Il celebrante depresso e sconsolato è stato più che all’altezza, brillante e delizioso. La giornata, insomma, è stata una vera, allegra e bella festa. Un Eppi-matrimonio insomma! Ma d’altro canto, Eppifemili chiama Eppiuedding, no??!!

sabato 18 aprile 2009

Ecco ci siamo…

Sproloquiato da eppifemili alle 13:26
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….e speriamo di non andare a finire così…

venerdì 17 aprile 2009

Opera consolatrice…

Sproloquiato da eppifemili alle 12:56
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Oggi l’Eppifemili ha dovuto affrontare un’emergenza. Chi di voi non ha mai avuto un amico distrutto dal dolore per una delusione, che ti piomba in casa, sbracandosi sul divano ed emettendo gemiti intermittenti a sospiri? Penso tutti. E certamente anche io. Nel qual caso, il soggetto in questione è il mio migliore amico (praticamente un fratello acquisito) che ho sempre avuto il piacere di raccattare col cucchiaino alla fine di ogni disastrata vicenda amorosa; i primi accadimenti, risalgono alla preistoria della nostra adolescenza. Il piccolo dettaglio è che tutto ciò è avvenuto esattamente 48 ore prima del fatidico “si”, proprio a lui, il celebrante! L’altro dettaglio è che una prova-fedi-matrimoniali-con incisa data e tutto il resto, bla, bla, bla, si è trasformata in una seduta psicanalitica vera e propria con annesso aperitivo a base di spumantino + sbornietta pomeridiana. Il bello è che fortunatamente, le nostre sventure non sono mai coincise e questo ha consentito l’innesco di un meccanismo consolatorio micidiale. In pratica, quando io sto bene, lui no; e quando a lui va tutto alla grande, io sto sotto a un treno. Risultato: avere sempre una spalla forte su cui accasciarsi senza il minimo ritegno né dignità. Questa volta mi pare grave. E’ come se un camion con rimorchio fosse passato a 350 km orari sulla sua schiena. Brutta faccenda che fortunatamente non ha offuscato il suo rinomato e tagliente humor inglese. Ma è proprio vero che you don’t know what you got till it’s gone? Qualcuno diceva che la vita non è altro che un brutto quarto d’ora, composto da momenti squisiti. Ma sappiamo davvero renderci conto di quando questi momenti squisiti arrivano? Oppure li percepiamo solo quando sono svaniti, andati, puff! evaporati. Paranoie esistenziali a parte, ho ravanato a fondo, con il famoso cucchiaino, nel cuore dello sventurato e… saranno state le bollicine oppure le cazzate che uscivano a valanga dalle nostre bocche, ci siamo fatti un sacco di risate. Ne deduco che, anche se la situazione rimane quella che è, e ci si vorrebbe gettare dal ponte con la classica pietra gigante attaccata al collo…beh! la vita ti riserva sempre dietro l’angolo una piccola inaspettata sorpresa. Non la pensate anche voi così?

giovedì 16 aprile 2009

E la storia inizia qui…

Sproloquiato da eppifemili alle 12:52
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E la storia inizia qui. Nei giorni prima del nostro matrimonio al quale in pratica non è stato invitato nessuno. Che quindi poi in teoria, cosa lo facciamo a fare? E tutti a dire: ma chi te lo fa fare (cioè quelli che si sono già sposati). Finora ti eri salvata! E io che dentro di me penso: ma a voi chi ve l’ha fatto fare allora? E tutti sempre a dire: ma dove andate per il viaggio di nozze. E io: ma… non sappiamo ancora; credo che lo faremo più in là. E altri a dire: ma come sarà il vestito. E io: …bla, bla, bla. Capisco “quelli che gli viene il panico il giorno prima” ! Con tutte le micro domandine ansiogene modello goccia cinese, che tutto il mondo intorno, girando vorticosamente, ti pone…meno male che noi abbiamo fatto un passetto indietro. E ci siamo trovati fuori dal vortice. E lo abbiamo guardato girare divertiti. Ah! Ah! EPISODIO TIPO: l’altro giorno siamo andati a prenotare un posto per mangiare dopo il grande evento, dove in pompa magna ci dirigeremo con fare carovanesco, noi davanti e tutto il micro-cucuzzaro in linea a seguire…non è così che si fa di solito? Comincia la signora: “c’è la scelta fra 750 primi fra cui dovete sceglierne 2; 333 secondi fra i quali ne prediligerete uno. I dolci li preferite a buffet oppure al tavolo? le sedie con il vestitino o senza?”. Io pallida, guardo Homo Sapiens con occhio pallato. Lui, fingendo un atteggiamento scaltro e consapevole, sprizza sicurezza da ogni capillare dell’occhio iniettato di sangue per aver dormito due ore. Fa il vago. Lo so che fa il vago. L’ho beccato. Io titubo intimidita e sotterrata da quella valanga di punti interrogativi che mai avranno una risposta (almeno non una risposta consapevole). Guardo la signora che mi siede davanti con fare rassicurante. Un pò la compatisco perchè so che non avrà da noi le risposte che si aspetta. La guardo: le sue unghie hanno una french da fare invidia alla Clerici. Chissà se è la moglie del proprietario che ha scalato le classi sociali, ponendosi prorompentemente al top della gerarchia del Casale Santa Costanza. Ha l’aria così rassicurante. “E la torta, la volete rotonda o quadrata, a millefoglie o crostata di frutta?” Magari è diventata mamma giovane, realizzando il sogno di tutta la famiglia…e poi… Mentre ero immersa in queste mie fantasie visionarie, sento una voce che dall’altro mondo parallelo in cui mi ero per un attimo assentata, mi catapulta nuovamente nello spazio-tempo matrimoniale: “Sicuramente come primo voglio le tagliatelle al sugo di cinghiale” – pausa di orrore e gelo – “Ma, le suggerisco però una pasta corta, più adatta alla cerimonia, sa, per via dei vestiti che possono macchiarsi” E Homo, di tutta risposta: ” Ma siccome il matrimonio è mio, io li faccio macchiare e gli faccio mangiare le tagliatelle!” Lei abbozza una risatina pensando di avere a che fare con due amebe extraterrestri, anche un pò stupide, a dirla tutta. Insomma per farla breve, siamo usciti da lì con una maggiore consapevolezza della nostra cronica impossibilità di confrontarci con alcune realtà convenzionali, un pò basiti e soprattutto con un atroce dilemma: le sedie, loro, avranno i vestitini oppure no?
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