venerdì 29 maggio 2009

Adios Amigos!

Sproloquiato da eppifemili alle 15:05
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Ragazzi con ciò vi saluto e vi do appuntamento a dopo il Weekendone.

Mi mancherete.

(non è vero).

;)

Come dicevo ieri, considerando che mi sono sorbita sotto la pioggia nell’ordine:

a- il recente matrimonio

b- la festa del suddetto

se poco poco dovesse essere brutto tempo,

… mi butto in piscina.

MA PRIMA LA SVUOTO.

giovedì 28 maggio 2009

WEEKENDONE!

Sproloquiato da eppifemili alle 15:04
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Ce l’abbiamo fatta!

Pfui!

Dopo tre dico tre giorni di tentativi.

380 email dopo, abbiamo finalmente una destinazione!

Da Roma al Polo Nord tutto esaurito, prenotato, occupato.

E io, che sognavo una bella pausa romantico-rilassante a compensazione del rimandato fatidico viaggio di nozze, stavo quasi per rimettere il sogno nel cassetto e dare in pasto la chiave a Eppi-dog.

Ma non potevo credere che la mia celeberrima fortuna (anche detta “culospudorato“) in fatto di prenotazioni, mi avesse abbandonato così miseramente e senza pietà.

Mi sono data un’ultima possibilità.

Con la fronte imperlata di sudore ho rilanciato.

Ho gettato nell’etere altre 250 email di richiesta di prenotazione.

Più o meno verso ogni struttura ricettiva del centro Italia.

Dopo un’oretta decido di tornare su gmail.

Palpitazioni e sudore freddo.

Faccio “check mail”.

Ci sono, fra le altre cose lavorative (che ovviamente ignorerei anche se si trattasse della commissione di un progetto di un nuovo grattacielo a New York) alcune risposte.

Eccola. La vedo. E’ lei.

Lo sento.

La apro.

“Gentile signora siamo lieti di comunicarle che abbiamo disponibilità di posti per lei e suo marito per le date da lei richieste. Anche il cane sarà il benvenuto”.

Siano lodate tutte le divinità Shintoiste messe insieme!

Tiro un sospiro di sollievo e faccio mente locale realizzando che non mi pare il caso di andare con maglioni di lana e felpe; mi punge vaghezza che dovrei effettivamente tirar giù dal reparto estivo un paio di infradito e due costumini. Per la primissima volta in vita mia (ha del miracoloso) affronto il cambio di stagione col sorriso.

Ma poi ripensandoci: e meno male che c’è la crisi!!

Sennò che dovevo fare per trovare un agriturismo libero??! Andare in Nepal?!?

mercoledì 27 maggio 2009

Circa Homo…e basta!

Sproloquiato da eppifemili alle 15:03
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In seguito a risentiti giudizi (da parte del suddetto protagonista del post il quale si lamenta dell’effettochefa letto dal di fuori) e anche in seguito ad un mea culpa dovuto forse ad alcune battute salaci impreviste e a una mia visione della realtà senza mezze misure, mi vedo costretta in un tunnel senza uscita: devo dare dettagli su di lui, l’onnipresente Homo.

Come ho letto da qualche parte, se non riesci ad uscire dal tunnel…arredalo.

E io lo arredo. Per me poi, niente di più facile!

Homo, prima di tutto, è quello che ho ancora difficoltà a presentare…

“Salve. Lui è…..

lui è il mio fid…

No. Riproviamo.

Ehm! Lui è il mio…rag…no.

Cazzo! mi fa ancora così strano ….ma si!

Lui è mio M-A-R-I-T-O ! Quasi quasi, ogni volta, mi scappa da ridere.

Homo, è in realtà l’esatto contrario di un Homo Sapiens; cioè, si, è vero che la storia delle bombe a mano e della narcolessia non è mica tanto esagerata, però in realtà, qui trattasi di persona sensibile e molto attenta…sennò mica me lo sposavo! Mica so’ scema io. Grazie.

Homo, magari è pure vero che non sa cucinare (anche se lui dice di si, ma in realtà nessuno lo sa, perchè non ha mai cucinato nulla al di fuori di una leggendaria – si mormora – pasta con filadelfia (!) che il “nostro” si vanta di aver persino inventato – gulp!); però è altrettanto vero che è super fantastico quando si prende cura degli innumerevoli amici che ci calano in casa in ogni quando.

Homo, è vero che non è il campione mondiale di ordine (potremmo chiamarlo l’anti-Furio …non so se mi spiego);

come dice Aldonsa (vedi barra laterale dei personaggi) è un dessastro esto ragasso, che desastro! Però lui è anche un super cervello creativo, che mi bombarda di stimoli professionali e non, che mi riempiono i giorni e i pensieri.

Homo, sarà pure vero che, come tutto il genere maschile cui appartiene, due coseinsiemenunlesaffàmancodipinto. Però quella che fa, in ogni ambito e contesto (capisciammè aumm, aummm), la fa da dio!

Insomma Homo come me e come tutto il resto del mondo, ha i suoi difetti, ma me lo sono sposato anche per quelli, e me lo tengo con gioia e con amore proprio così com’è.

….

….

BLEAH! mi si sono cariati i denti da soli….

Sarò mica diventata troppo sdolcinata?!

Chiedo Venia. Domani recupero e sarò cattivissima.

martedì 26 maggio 2009

Sabato pomeriggio.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:02
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Sabato nuova emergenza Master (vedi legendalateralepersonaggi come sempre). I nuovi, inaspettati sviluppi della sua situazione tragico-sentimentale hanno imposto un incontro d’urgenza.

Appuntamento ore 13 al Bar San Calisto, storico covo dei Trasteverini pentiti (come me) e non.

Mi preparo, lascio Homo a casa che traffica con il computer e che a sua volta ha un appuntamento sentimental-consolatorio con amica in crisi (si, effettivamente dovremmo aprire un’agenzia recupero cuori infranti), e arranco sotto un sole cocente verso il mio fido bolide.

Il bolide consisterebbe nel mio SH anteguerra, risalente ai primissimi anni ‘90 e che io, per rispetto del suddetto nonchè per affezione sentimentale, mantengo in vita grazie a cure a base di flebo alla benzina, massaggi al pneumatico e paroline dolci ai freni (tipregofunzionatipregostavoltafunziona).

Ne vado fiera. Fatto sta che da quando siamo insediati in questo nuovo quartiere, il “nostro” , che mai mi abbandonò a piedi in 20 anni di onorato servizio, ha subito svariati sabotaggi. Ieri l’ultimo.

Risulato: io sotto il sole cocente dell’una, che mi avvento sulla pedalina cercando invano di farlo rinvenire.

Responso: tagliati i fili del ….

i fili di…

beh! …dei fili.

Quindi non partirà mai.

Il mio appuntamento è tra 10 minuti e io sono un bagno di sudore che pare che m’hanno preso a secchiate.

Chiamo Master affranta, dicendo che o sono in ritardo o sono morta e non ne ho coscienza.

“Non ti preoccuare! Ti vengo a prendere”.

“Bene Allora rientro in casa. Mi faccio la decima doccia e ti aspetto”.

Eseguo e dopo 15 minuti mi preleva con il suo mitico vespone anni ‘70 (si. amiamo i catorci da queste parti) che un mese fà mi caricò con tanto di vestito da sposa e tacco 13 fino alla porta del Campidoglio in occasione del mio matrimonio (ahahaha!).

Arriviamo al Bar San Calisto e i miei occhi si illuminano. Fino a un anno fa abitavo a Trastevere ed era praticamente la mia seconda amata casa. Il posto dove, nonostante i camerieri ti sbattano le tazzine sul tavolo (e se non ti danno un calcioinculo si aspettano pure un grazie), io amavo trascorrere il mio tempo libero.

Posto frequentato da artisti, barboni, aspiranti scrittori, vecchiette di quartiere, attori sconosciuti, radical chic e turisti di passaggio. Tutti magicamente in equilibrio. Luogo dalle mille vite che cambiano ad ogni orario della giornata e che conserva il fascino ormai raro dei luoghi autentici di Roma. Quello del sanpietrino.

Comunque, avete presente la PSP (ovvero la Principessa Sul Pisello)?!? Beh! Quella sono io al Sanca.

Se il bar è pieno, si materializzano all’istante tavoli e sedie per me; quando incrocio lo sguardo dei camerieri o del proprietario, piovono immancabili complimenti; insomma sono la classica raccomandata del cavolo però solo per motivi di simpatia e, oserei dire, quasi amore reciproco fra me e tutti indistintamente quelli che lavorano lì.

Valli a capire i misteri della vita…

Ci sediamo.

Inizia la seduta psicoanalitica.

“Ieri mi manda questo messaggio. Leggi.”

“Master, qui la situazione si fa seria. O questa si decide a perdonarti per la cazzata che hai fatto, o si decide a darti il benservito definitivo. O io vado e le rigo la macchina con l’unghietta di Eppidog”.

“Eh! No! Lei No! Lei mi vuole far soffrire! Il più a lungo possibile! Ora lo so, si deve vendicare”. Dice affranto.

Nel frattempo arriva il cameriere che mi mette l’ombrellone e me lo apre perchè il mio faccino stava pericolosamente arrossandosi sotto il sole.

“Guarda, secondo me qui rasentiamo il masochismo. Devi assolutmente distaccarti dai singoli eventi ed avere una visione generale del tutto. Sennò esci pazzo!” – dico! Ma come mi vengono?! -

Arriva un altro camerire e mi porta un simpatico gelatino al cioccolato con la cialdina…tanto lo sa che prendo sempre quello quando fa caldo.

“Te che voj?” Fa a Master.

“Un succo d’ananas grazie”.

“Aoooo! – rivolto verso l’interno del bar – A questo portaje un succoooo d’anannasse!”

Circa un’ora e un’insolazione dopo, ne usciamo con una strategia sentimental-amorosa e, soddisfatti, decidiamo di alzare i tacchi.

Ci alziamo.

“Arrivederci signorina! Era da molto che non veniva a trovarci! A quando la prossima visita?”

Io con gli occhi a cuoricino: “Spero presto”.

“Quanto devo?”. Fa Master.

“Aooo! Faje er conto a questo! Er succo d’ananasse e er caffé. Er gelato pe’ la signorina lo offrimo noi”.

Che bello tornare a casa.

Ps: e voi? Ce li avete dei posti in cui vi sentite perfettamente a vostro agio, come foste a casa vostra? Sparate a raffica!

lunedì 25 maggio 2009

Lei non lo sa. Di essere un cane.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:00
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Ecco. Eppi-dog è un cane. Ma, come ho già accennato, lei è convinta di essere umana.

Infatti al parco:

“Dai bellina! Corri! Gioca con gli amichetti cani!”

Si avvicina la signora obesa col barboncino stronzissimo.

“E’ femmina?” Domanda di rito fra padroni di cani.

“Si”.

Io, core de mamma, la guardo male perchè quel barboncino l’ho già adocchiato prima, e mi pare proprio un brutto ceffo.

“Ah! Ma allora vanno d’accordo. Lui è tanto buono, sa?”. Si. Ora vediamo.

Il ciuffonatissimo, ridicolo barboncino Billy si appropinqua scondinzoloso e subito cerca di disonorare la mia creaturina indifesa la quale, essendo dotata di n.2 denti (in quanto gli altri sono talmente piccoli da essere visibili solo col microscopio del centro di ricerche della NASA) fa finta di difendersi. Ma è un’impresa disperata. E quindi viene fra le mie gambe in cerca di protezione.

“Ma cos’ha? Paura?”

No. A lei i biondi non piacciono. E allora?! Qualche problema con questo??!

Nel frattempo la signora cicciona tenta di intavolare una conversazione, mentre io, tesissima, provo invano a defilarmi con Eppidog al seguito.

All’ennesimo tentativo di barboncino Billy di attentare alla verginità della poverina (ma che non lo sa che prima deve chiedere formale invito a papà Homo, nonchè presentarsi con tanto di collarino di fidanzamento …sennò nonlavedemancoinfotografia??!! – che modi!) saluto la signora rompipalle e procedo verso stradina appartata.

Al chè:

“Vai bellina! Prendi la palletta! Vai!”.

Niente.

Rimane incollata alla mia gamba senza allontanarsi di più di 3 cm.

Si avvicina un bambino piccolissimo, barcollante sui suoi primi passi. Ovviamente Eppi-dog gli va incontro, Si avvicina. Scodinzola. Si fa carezzare. Cara! Cara! Fai cara al cagnolino.

“Finalmente (si deve essere detta) un mio simile! Questo qui mi piace! Ora si che si gioca!”

Dopo una decina di minuti, io, soddisfatta delle nuove amicizie, decido che è tardi.

Si torna a casa.

Per oggi abbiamo socializzato abbastanza.

E capito quali sono le belle e le brutte compagnie.

venerdì 22 maggio 2009

Ho imparato a volare.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:59
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Era un po’ che non vi aggiornavo sulla mia nuova identità del giovedi sera.

Eh si!

Per chi non lo sapesse, io assieme ad Uby ( amico gay – ex drag queen ), il giovedi ci trasformiamo manco fossimo Superman e Supergirl (anche se mi si confà di più Eva kant e Diabolik) e indossiamo le vesti io della tanghera e lui di UPNS (uomo per una notte a settimana).

A distanza di quasi un mese, devo dire che le nostre qualità danzerecce si sono affinate notevolmente ed abbiamo cominciato a sfrecciare sulla pista al ritmo di fantastiche musiche dai sapori lontani che invadono le stradine di Trastevere.

Ora che l’afa si fa sentire e i finestroni sono aperti, si sente echeggiare questa musica antica per il quartiere; e noi dentro, sul parquet dell’enorme sala, piroettiamo in una serie di ochos e figure scenografiche.

E fin qui tuttapposto. Pausa primo tempo.

Il problema sorge quando el sempattico estruttore de eltango ce consiglia de cambiar el partner para provar un dansatore differente.

Panico.

Ormai io e Uby siamo due anime e un corpo solo. All’unisono come due Ester Williams sbattute in una piscina, leggiadri come due Carla Fracci ottantenni alla prima della Scala. Insomma ci siamo abituati, assestati, aggiustati.

Quando esse debono ecambiar elle coppie…è tipo una roulette russa.

Se ti capita il RMS (Rammollito con Mano Sudaticcia) e magari che cià pure il carattere di una lumaca invertebrata, beh! Li so’ cazzi.

In pratica è come ballare con una medusa.

Già è brutto di suo. Nel tango poi è una bestemmia.

Oppure c’è quello che si conta i passi e lo vedi che ti guarda concentratissimo (al limite dello sforzo fisico) perchè in realtà la sua testa fa: un, du, ttrè, un du’ ttre. E ti verrebbe voglia di dire: hey man! Relax. We are just having fun. Ma poi non lo fai perchè un po’ conti pure tu e allora succede che con quello lì viene fuori proprio una schifezza. Chelametàbasta.

Ho imparato questo. Come uccidere un ballo: ballare col rammollito RMS.

Poi ti prende lui, Estefan: el insegnante de tango arhentino che te enfila due dita enel naso e te porta en jiro ecome una jacchetta.

Lui, ti fa scoprire che sapevi fare cose che, in realtà, non sapevi fare; ma con lui le fai e ti vengono pure bene tanto da gridare: el miracolo! El miracolo!

Tuttavia, alla fine di ogni lezione, un pensiero si insinua losco….

Ma se facendo una rapida statistica lì in sala, (con l’unica eccezione del deus ex machina argentino) quello più virile di tutto il corso, quello più elegante e maschio nei movimenti, quello più dominatore nel ritmo è proprio lui, il mio amico Uby, beh! cari miei …secondo voi, macchè ce dobbiamo preoccupà???!!

giovedì 21 maggio 2009

Piovono gelsi.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:58
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Avete presente la scena di Magnolia quando a un certo punto dal cielo piovono rane?!?!

Beh, sarò scema, ma io quella scena non l’ho mai capita.

Fino a ieri.

Si perchè ieri mi sono messa in giardino tutta bella apparecchiata con il computer, i telefoni, l’agenda e altre cosette varie, decisa a godermi un’oretta di sana natura.

Stunc!

Mi guardo intorno: stunc!

Stinc!

Stunc, stunc! Statatank!

Guardo in su.

Dall’unico albero sfigato del giardino piovevano gelsi*.

Si, si. Piovevano gelsi che Dio li mandava.

Pensavo.

Simbolo di una nemesi vendicativa e riparatrice?

Giustizia divina che vuole riportare l’equilibrio fra il male e il bene che sono in me?

Boh! Io, molto più semplicemente ne avrei tratto una mia morale personalissima.

Morale del cazzo: non si sa mai cosa ti può piovere in testa quando sei in giardino.

ps: Oh! Ci credete che a un certo punto è arrivata anche una cacca di uccello??!! Mi son detta: sticazzi della natura. E sono rientrata in casa.

Se per caso anche a voi si sono palesate verità di rilevanza cosmica come alla sottoscritta, prego, condividetele con le mie orecchie assetate.

*per chi, come me fino ad un’ora fa, non sapesse cosa diavolo sono i gelsi…beh! sono questi qui , e poi sono anche questi qui ; e poi c’è anche la confettura di gelsi ; insomma come cavolo avete fatto a vivere senza gelsi finora!!??….che vita infelice avete avuto…

martedì 19 maggio 2009

A un mese dal matrimonio

Sproloquiato da eppifemili alle 14:56
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Esattamente un mese fa si celebrava il nostro matrimonio.

Per chi non avesse seguito il blog dall’inizio, matrimonio secretissimo e privatissimo fu, ah!…

Ora, non posso proprio ritenermi una moglie veterana (e a pensarci bene manco tanto moglie a dirla tutta), però qualche conlusione da principiante l’ho tratta pure io.

Eccovi una bella listarella:

- non mi sento più saggia di prima (faccio esattamente le stesse cazzate).

- non mi sento più seria (anzi su questo posso dire con serenità che sono addirittura peggiorata, in quanto il matrimonio è coinciso con l’inizio del blog – e su queste pagine di cavolate ne ho sparate già abbastanza chelametàbastano).

- non ho voglia di andare a pranzo con i parenti né partecipare a eventi formali più di quanto non facessi prima, cioè zero. Grazie.

- non ho acquisito un diverso senso del futuro (perchè la vita mi ha insegnato che non si deve mai dare niente per scontato….e che è meglio affrontare le cose giorno per giorno, che tanto poi succede sempre qualcosa che manda tutto a puttane). Puntoeaccapo.

- non sono più felice né più triste di prima: sono come sempre in balia degli eventi della vita; il matrimonio non mi ha reso invulnerabile come pare succeda a molte (non che io lo avessi mai sperato questo – però hai visto mai…).

- Sono sempre convinta che l’aver fatto un matrimonio semplice con poche persone (ma buone) senza niente di pomposo e SOPRATTUTTO senza assomigliare pericolosamente a una meringa coi tacchi, nonchè un viaggio di nozze consistito in un pranzo a fregene* come il giorno in cui la nostra storia è iniziata, sia stata la miglior cosa o almeno quella che assomigliava di più a noi.

Insomma in conclusione posso dire che io mi sento proprio ESATTAMENTE COME PRIMA.

Anzi, un po’ di più!

ps: a tutti quelli che mi dicevano macchittelofaffare ora rispondo: lucidalabbra (tendallegra questa la capirai solo tu ma amen)

*Fregene: località balneare a 30km da Roma. Per la cronaca l’anniversario (o complemese) oggi consisterà in aperitivo con bottiglia di vino bianco seduti sul muretto del parco sotto casa – vista mozzafiato sul colosseo…ecchistamegliodinoi.

lunedì 18 maggio 2009

Fermi tutti! Ci sono io.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:53
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Ieri, inaspettatamente, decido di prendermi il pomeriggio libero.

Ma libero, libero eh?!

Ne ho bisogno. Sarà il poco sonno, o i vari rodimenti degli ultimi giorni…ma, ho deciso: prima di iniziare la settimana, per un po’ stacco la spina.

Ecchissevvistosevvisto.

Homo è fuori.

Eppidog è tranquilla (una santa lei!)

Telefoni: spenti.

Siamo noi: io e me stessa. Concentrate sul nulla.

Indugio fra un pisolino e una sana ora di relax a letto davanti a un libro.

Opto per il pisolino..emmanco adirlo!

Mi trastullo nella penombra pomeridiana….con il sole che filtra fra le foglie dell’unico albero sfigato del giardino…cheffatanto relax.

Mi appisolo, mi giro e mi rigiro.

Gongolo, avvolta in una temperatura lieve che accarezza la pelle.

Me la godo! Si, si .Me la godo proprio.

Penso che la vita sia fatta di attimi, alcuni rilevanti e altri meno.

Capita che a volte quelli irrilevanti siano più importanti degli altri, come adesso nel mio sonnecchiare placido.

Insomma, una volta svegliata, scesa dal letto e rassettata (si fa per dire dato che avevo gli occhi appalla tipo NEMO per quanto mi ero rilassata) mi sono guardata allo specchio e mi sono detta:

certo che a volte non fare un cazzo fa davvero bene all’anima.

Ooops! Scusate mi è cascata la corona….e stavolta me sa pure lo scettro.

domenica 17 maggio 2009

Circa Homo e la narcolessia.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:52
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Ieri.

Torniamo da una scampagnata di piacere/lavorativa in Umbria.

Partiamo io e Homo la mattina.

Presto.

E già di per sè questo è quasi un miracolo.

Eppidog è in trasferta dalla nonna la quale ha portato la “povera creatura” in montagna all’inno di “anche lei, poverina, ha bisogno di una vacanza“.

Quando avremo degli eredi, il delfino di francia rispetto a noi… tzè! ….sembrerà un pezzente. Tuttapposto.

Devo fare un sopralluogo in un cantiere per verificare l’andamento dei lavori.

Ovviamont, che ci facciamo scappare l’occasione di unire l’utile al dilettevole??!! Naaaaaaaaaaaaaaa!

Quindi, dopo un sopralluogo durato circa 5 minuti (e pure troppi dato che è un mese che ’sti deficienti non fanno una mazza – domani mi sentono), come cani affamati, e sotto un caldo appiccicoso che ha trasformato la mia frangetta in una serie di strisce di bava di lumaca, decidiamo di fare una sosta in una simpatica tipica trattoria.

Ci avventiamo su affettati, carne alla griglia e vinello e ci sollazziamo soddisfatti per un po’ all’ombra dei frondosi alberi del giardino.

Torniamo sui nostri passi verso le 5, imboccando l’A1 che ci riporterà a Roma; invochiamo San Parcheggino che oggi si rivela clemente, e arranchiamo verso casa.

Ci buttiamo sul divano come otarie obese e ubriache.

Lui mi fa: “Eppi, credo che ora mi farò un pisolin…………..zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz!

Oh! Giuro.

Non ha nemmeno finito di pronunciare quella parola che, rombante dall’altro lato del divano, sento il suo russare…..

Roba da far impallidire i tromboni dell’orchestra di Santa Cecilia.

Ma, mi chiedo: come cavolo fanno gli uomini a cadere in catalessi così velocemente??

C’è un corso speciale che frequentano da piccoli ad insaputa delle bambine femmine?

Se qualcuno sa darmi delucidazioni e farmi sapere se ci sono lezioni di recupero che io possa frequentare, prego, abbia pietà di me e batta un colpo!

sabato 16 maggio 2009

Per oggi chiamatemi…Wonder !

Sproloquiato da eppifemili alle 14:51
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La mia giornata di ieri si è tranquillamente e serenamente svolta così.

Comincio dall’inizio:

Ore 1:45 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 2:10 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 3:45 am: penso che ora mi alzo e vado a suicidarmi buttandomi di sotto. Poi ci ripenso perchè sono al piano terra.

Ore 4:00 am: zzzzzz…

Ore 5:30 am: quella stronza di zanzara non aveva assolutamente niente da fare che banchettare sulla mia guancia….riprendo sonno finalmente.

Ore 8:00 am: Driiiiin ! Sveglia. Mi alzo. Bagno. Doccia. Caffè.

Ore 8:30 am: Solita prima bomba a mano in camera per svegliare Homo. Nessuna reazione.

Mi specchio e decido che ho bisogno di una restaurata a forza di botte di stucco in faccia date con la cazzuola (ma le occhiaie, loro, imperterrite, non desistono). Passo decisamente al piano B e aggiungo una spalmata di fard eppassalapaura. A quel punto sembro Maria Antonietta a Corte di Francia.

Ore 9:00 am: seconda bomba a mano. Sento dei mugugnii e spero in bene.

Ore 9:30 am: inizia la perlustrazione della casa in cerca di Eppi-dog la quale è l’unico esemplare al mondo di cane che NON VUOLE ASSOLUTAMENTE MAI USCIRE DI CASA (e sottolineo MAI: abbiamo seriamente pensato di comprarle un catetere a Natale).

Ore 10:00 am: approdo finalmente, arrancando, nello studio. Pensate che mi sarà possibile cominciare finalmente a lavorare? Naaaaaaaaaaa!

Salve ho un problema con la linea telefonica.

Buongiorno signora (sarà buono per lei. A me è cominciato malissimo). Ora controlliamo subito.

Grazie.

Si signora, effettivamente c’è un guasto in zona.

Si grazie, e per quanto ci sarà il guasto in zona? Sa, io avrei del lavoro da mandare avanti e senza internet né telefono mi risulta alquanto complicato.

Beh! Oggi verrà sicuramente riparato. Al massimo domani.

E lì volevo davvero tentare il suicidio ma ho ingoiato il rospo con grande signorilità.

Ore 12:00 pm: dopo aver sbrigato lo sbrigabile, rassegnata, esco e faccio delle commissioni che rimandavo da tempo, fra le quali annovero un’oretta di fila alla posta per irtirare una raccomandata che altro non si è rivelata che un cazzosissimo avviso di riunione di condominio.

Potevo anche lasciarla alla posta.

Ore 13:00 pm: pasto frugale e appuntamento con cliente rompipalle.

Scusi, ma le mattonelle in bagno come le scegliamo?

Ma signora, veramente mi pareva che avessimo escluso le mattonelle; potremmo usare dei materiali alternativi più moderni e dal look molto più interessante.

Ah! Davvero? Quali per esempio?

Non so, le resine oppure il corian. Hanno una resa estetica fantastica (parlo per un’ora spiegando per filo e per segno i pro e i contro, sembra convinta, meno male).

Si certo, interessante. Ma le mattonelle come le scegliamo?

Basta. Adesso mi suicido davvero.

Ore 16:30 pm: esco mezza morta dall’appuntamento e decido di andare direttamente in palestra….Cerbero mi aspetta.

Si. Sono masochista.

Indi, smadonno nel traffico per un’ora e arrivo.

Ore 18:30 pm: giungo stremata a casa.

Apro la porta e grazieatuttiisantiinparadiso trovo Homo sorridente e Eppidog che mi mettono finalmente in pace con il mondo.

Stappo una bottiglia di vino bianco decisa a scolarmela lentamente in giardino nelle successive due o tre ore….

Finalmente un momento per me.

Manco mi sono distesa un attimo che….

“Ma Eppi, ci dobbiamo sbrigare. Dobbiamo preparare la cena! Non ti ricordi che vengono Luigi, Laura, Domenico e gli altri?”

No. Evidentemente no. Non me lo ricordavo.

Se vabbè…e chi cazzo sono io??!! Wonder Woman???!!!

Anche se, effettivamente, con quel bustino d’acciaio che sfida ogni possibile legge di gravità, farei la mia porca figura…no?

venerdì 15 maggio 2009

A saperle, certe cose…

Sproloquiato da eppifemili alle 14:50
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TRAMA: Roma, 18 aprile 1978, ore 22:45. Anni di piombo.

Una Uaz verde militare si aggira a velocità moderata nel centro di Roma. A bordo una giovane donna ed un uomo. Una stradale con a bordo due poliziotti li ferma per un controllo. Improvvisamente, appena fuori dall’auto, la donna viene scarventata contro lo sportello e uno dei due poliziotti comincia a perquisirla tastandola ovunque in modo volgare.

“Lei la deve smettere!”

“Zitta stronza!”

“Non solo non si deve permettere di darmi della stronza, ma deve darmi del Lei. Ha capito??! Altrimenti io la denuncio!”

L’uomo che la accompagna la invita a calmarsi e cerca di tranquillizzarla. Non si scherza con quei ceffi.

Lei continua: “Portatemi in centrale! Voglio sporgere denuncia contro di voi! Questo è abuso di potere!”

Tempo mezz’ora e sono tutti in centrale. Li portano in una stanza dove attendono due ore buone. Attendono che qualcuno arrivi per sporgere formale denuncia contro i poliziotti.

Pensano loro.

La verità è che nella stanza accanto i poliziotti stanno inoltrando l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

FINALE: Vengono portati a Regina Coeli (noto carcere romano) dove lui resta 4 giorni e lei 2 (manco Paris Hilton e Lindsay Loan…!).

La successiva causa farà cadere ogni ingiusta accusa e dichiarerà i poliziotti colpevoli di abuso di potere.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

L’uomo era mio padre. La donna la sua attuale moglie.

Io sono venuta a conoscenza della vicenda dieci ore fa.

MORALE: la vita ti riserva davvero sempre delle incredibili sorprese se arrivi a 36 anni senza sapere che tuo padre è andato in prigione direttamente e senza passare dal via!

….vado a meditare, gente.

Voi rivelazioni taumaturgiche e ancestrali no?

giovedì 14 maggio 2009

PROVA CHE LE DONNE SONO DIABOLICHE

Sproloquiato da eppifemili alle 14:49
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Questa mattina, dopo ennesima notte insonne…(a ’sto punto è chiaro che m’ha morso la tarantola), mi alzo dal letto rincoglionita, inciampo nel cane che tanto ha continuato a dormire (tale padre tale figlia) e arranco tumefatta fino alla cucina. Metto su la macchinetta del caffè imprecando contro i fornelli elettrici (ora: non voglio farne una questione, ma chicazzolihainventatisticosicheilgasandavatantobene?!!??!). E mentre attendo che sia pronto, con l’unico occhio sveglio individuo il tasto ON del pc; mi sforzo per centrarlo. Lo centro. Accendo.

In casa tutto tace. Do una sbirciatina a Repubblica.it e poi, come al solito, mi faccio rapire dalla rete.

La seguente cosa mi sveglia definitivamente.

girls-are-evil

Di fronte a cotanta dedizione scientifica non posso far altro che documentare, diffondere e alzare le mani!

Mi sorge un dubbio: ci sarà un’ombra di verità in tutto ciò??!! Che ne dite?

….AZZZ! IL CAFFE’ !

mercoledì 13 maggio 2009

Prima o poi, giuro, mi deciderò a diventare intelligente

Sproloquiato da eppifemili alle 14:48
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Giuro che prima o poi smetterò di impelacarmi in gineprai familiari dai quali non se ne esce vivi se non con un chilo di corni rossi, due rughe in più e lo stomaco gonfio.

Giuro che prima o poi smetterò di lamentarmi, che tanto non serve a niente (anche se io mi sento comunque e sempre un po’ meglio di prima).

Giuro che prima o poi smetterò di mangiare la nutella col cucchiaino, che tanto solo una puntina perchè sto a dieta.

Giuro anche che prima o poi imparerò a stare zitta nelle situazioni del cavolo, ripetendo dentro di me il mantra “strigrancazzi – stigrancazzi – stigrancazzi per almeno trentavoltefacciamoquaranta.

Giuro che riordinerò prima o poi la rubrica del telefonino.

Giuro che prima o poi smetterò di essere l’eterna indecisa, per la serie civadoononcivadolofaccioononlofaccio che tanto poi ci vado sempre e lo faccio sempre.

Giuro che prima o poi smetterò di comprare splendide scarpe scomodissime che tanto poi me le metto cinque minuti e mi riempiono i piedi di vesciche.

Giuro che prima o poi, dopo aver fatto tutte queste cose, mi deciderò pure a diventare intelligente.

Adesso tocca a voi però.

Oppure sono l’unica scema che ha un’infinità di buoni propositi (non solo a capodanno) che puntualmente non porta a compimento?

martedì 12 maggio 2009

Il duro lavoro…

Sproloquiato da eppifemili alle 14:47
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Se mi aveste visto nel simpatico pomeriggio di ieri, probabilmente la mia credibilità (e quella del mio amico/collega che era con me in faccende affacendato) sarebbe praticamente scesa a livelli di molto inferiori allo zero.

Ma molto, molto eh?!

Io e lui ci fronteggiavamo. Fra noi un tavolo enorme e una gigantesca, morbida ed invitante palla di pongo.

Si, si! Il pongo. Ve lo ricordate quel coso morbido con cui giocavamo quando eravamo piccoli? Amico dei nostri pomeriggi e nemico delle mamme perchè si frammentava in migliaia di piccole palline che si incrostavano sotto le scarpe e quindi sul pavimento di tutta la casa?

Proprio quello lì. Il pongo.

Solo che io e lui stavamo facendo finta di lavorare. Cioè, l’alibi era quello.

Obiettivo: disegnare una collezione di arredi per esterni.

Metodologia: regressione infantile allo stato puro.

Due over thirty che ne dimostravano 4 in totale!

“Allora! Questa forma la prendiamo come base”.

“Io direi, la stondiamo un po’ qui e anche un po’ lì”.

“Ecco! Geniale! Abbiamo fatto il tavolo! E se poi ci mettiamo questo coso così…allora si che diventa una figata e lo trasformiamo in una chaise longue che fa tanto chic”.

“Grande idea! Ma allora esageriamo e modelliamo questo elemento, lo appiccichiamo qui…e …e…che GRANDE FIGATA!”

“Ok. Perfetto. Colore?”

“Bianco e rosa ovviamente!” Che domande?!”

“Bene basta! Ora sono stanca. Per oggi abbiamo lavorato abbastanza. Mi serve assolutamente una pausa caffè.”

Morale: quando comprate un costosissimo oggetto di design accendendo un mutuo trentennale, siate coscienti del fatto che dietro quelle superfici lucide e quelle fantastiche forme ardite, ci sono con ogni probabilità dei deficienti che giocano col pongo.

lunedì 11 maggio 2009

STRACOCCOLE !

Sproloquiato da eppifemili alle 14:46
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Non è notorio il fatto che sono le donne quelle che bramano coccole e tenerezze che più ce n’è e meglio è?

E non è forse notorio che quando Lei si sente un po’ giù e ha bisogno di coccole, Lui sbuffonchia dietro le sue spalle mentre la abbraccia, facendo roteare gli occhi e contando fra sé e sé fino a 99?

Beh! Facciamo a 35.

Non mi aveva forse detto qualcuno che prima di addormentarsi (e magari dopo aver fatto l’amore) Lei vuole carezze e baci per abbandonarsi placidamente al suono del respiro di Lui, mentre Lui vorrebbe soltanto girarsi dall’altro lato e comminciare imediatamente a russare all’unisono col cane e stigrancazzi?

Non mi pareva di aver sentito dire che a Lei piace la colazione a letto accompagnata magari da una rosa e/o da un bigliettino tenero tutte le mattine, mentre Lui vorrebbe alzarsi velocemente dal letto e buttarsi sotto una scrosciante doccia bollente?

E allora, spiegatemi.

Per quale strana congiunzione astrale qui da noi di Eppifemili (cazzo!) SUCCEDE TUTTO IL CONTRARIO ??!!

domenica 10 maggio 2009

Che invidia!

Sproloquiato da eppifemili alle 14:45
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Probabilmente si è capito che mi diletto a frequentare la palestra sotto casa. Quella in cui Cerbero (vedilistalateralepersonaggi) la fa da padrona. Il punto è che entro normale e esco tumefatta non solo fisicamente ma anche psicologicamente.

Quindi o io sono incorreggibilmente masochista o sono da psicanalizzzare.

Lì dentro si respira “aria femmina“. Uno pensa di entrare in palestra, e invece non sa che sta entrando nella più grande fabbrica mondiale di radiografie, in cui tutto viene osservato e studiato.

Di traverso.

Sguardi viscidi si insinuano sull’addominale e, scorrendo, arrivano al gluteo per bloccarsi poi sull’interno coscia.

Con il fine unico di trovare lui: IL DIFETTO .

E il difetto lo trovano eh! State sereni che lo trovano.

Ma venghino signore! Si accomodino pure! E’ tutta robba ‘bbona!

Striscianti paragoni fra donne di diverse età serpeggiano e gratificano la perfidia e la vanità delle temibili assidue frequentatrici del posto.

C’è la quarantenne fiera della propria vita (marito, due figli adolescenti, lavoro da impiegata e niente sesso)

C’è l’architetto impegnato che cià da fare solo lei e quindi va via prima…come a dire tu che resti qui a fare gli ultimi cinque minuti di stretching sei una povera scema.

C’è la casalinga flaccida e sfigata che cerca de tirasse su…(che, diciamocelo onestamente, tanto caruccia per carità…ma manco in tempo de carestia).

Io alla fine non sono né carne né pesce. Vado spesso si, ma certo non posso dire di appartenere, per quanto io mi impegni, alla categoria dei “culi di marmo“…

Ma per fortuna, manco a quella delle “viscidone”.

…Che dite mi concentro sul tango?

sabato 9 maggio 2009

la vera rivoluzione è nella normalità

Sproloquiato da eppifemili alle 14:43
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Ieri sono uscita a cena con un amico che non vedevo da un po’. Chiacchieravamo in vena di confidenze e gli faccio:

“Hai saputo che mi sono sposata?”

Silenzio.

“Ma dai, non dire cazzate”.

Imbarazzo.

“Ti giuro mi sono sposata, è vero”.

“Ma che cazzo dici?!” Ribadisce il concetto anche se l’avevo vagamente già afferrato.

E io convinta: “Perchè no? La vera rivoluzione è nella normalità“. Me ne sono uscita tronfia con la stessa perla di saggezza appioppata giorni prima a Master durante un critico momento consolatorio (me l’ero ripassata poco prima).

Lui laconico: ” Eppi, TU NON SEI MAI STATA NORMALE“.

“–”.

Silenzio.

venerdì 8 maggio 2009

absolute tanghera n.2

Sproloquiato da eppifemili alle 14:42
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Ecco qui, abbiamo appena affrontato il primo happening tanghero della stagione, fra sampietrini e tacchetti a spillo.

Entriamo nella scuola come due dive emozionate al primo ciack.

Lui, il mio amico Uby (perchinonlosapesse ex drag queen e più gay di Dolce e di Gabbana messi insieme), si presenta puntusalissimo, corredato di sorriso smagliante.

Altro che “far ridere i polli“!

Lì la vera star era lui!

Elegante come Cary Grant, fiero come Sean Connery, con lo sguardo assassino che manco Diabolik.

Lui,uomo per una sola notte a settimana, ci ha messo meno di un nanosecondo ad entrare completamente nel personaggio ed attuare la metamorfosi.

Ha dato il meglio di sé, vantando una postura eretta e assolutamente Maschia….

Chi l’avrebbe mai detto??!!

Circondato da sfigatelli impettiti come pali, lui avanzava sinuoso ma deciso e mi conduceva con passo felpato nel mio futuro da tanghera.

Tempo 10 minuti e già eravamo proiettati nelle milonghe fumose di Buenos Aires.

Lì, io e lui con fari a occhio di bue e sguardi puntati SOLO su di noi.

Noi lì, leggiadri e sexy, a svolazzare, sfringuellare, volteggiare sensuali.

Per un’ ora ho creduto di avere accanto il Joachim Cortez del tango.

Tuttavia, alla fine della lezione, verso mezzanotte, proprio come succede a Cenerentola, la carrozza si è trasformata nuovamente in zucca.

Mentre ci appropinquavamo verso l’uscita, una fulminea frase mi ha riportato bruscamente alla realtà.

Mi fa:

“Quella la odio…ha delle scarpe rosse che gli staccherei i piedi…le voglio assolutamente!

E comunque, cara, andiamo, usciamo per prime.

Per oggi ci siamo date fin troppo”.

Morale: aspetto con ansia il prossimo giovedi.

giovedì 7 maggio 2009

Absolute tanghera !

Sproloquiato da eppifemili alle 14:41
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Messaggio inviato:
”E’ confermato stasera alle 9:30?”

Nuovo messaggio: “Ettecredo! Sono già nei paraggi.”

E quindi, arrivata la conferma, cari miei scappo!

Inforco le scarpette rosse coi tacchi e volo leggiadra come una libellula.

A passo di danza.

E con una rosa fra i denti!

(shccccc! Non ditelo a nessuno ma sono già entrata nel personaggio)

cambio d’aria

Sproloquiato da eppifemili alle 14:40
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Ieri guardo Homo e improvvisamente gliela butto lì: “Come te lo senti il matrimonio a due settimane di distanza?”

Non nascondo che ero in femminilissima ricerca di paroline dolci e smielate, roba di amoruccio mio e picci picci su, picci picci giu.

Lui pontifica: “Il matrimonio è come quando passi dal Lazio alla Toscana: cambia l’aria”.

Io non l’ho mica capita.

Voi?

mercoledì 6 maggio 2009

Daje de tacco, daje de punta.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:38
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Il mio amico gay (ex drag queen, tanto per essere precisi) ha deciso che giovedi prossimo noi si inizia un corso di tango. Dico “ha deciso” perchè dopo avermi chiesto se mi sarebbe per caso piaciuto provare, io ho sorriso. Lui l’ha presa come un “si” convinto.

(Giuro, era solo un sorriso).

In un nanosecondo ha stilato una lista completa di tutte le scuole di ballo di Roma e dintorni e, dopo aver selezionato con perizia un quartiere ad hoc, si è attaccato al telefono per chiedere informazioni. Manco il 1240 sarebbe stato più rapido ed efficace…E pensare che io credevo che stesse scherzando…

Ora, premesso che io adoro il tango e che è da molto che vorrei imparare, considerando che trattasi di ballo estremamente passionale basato sull’intesa fra uomo e donna, ho il vago sospetto (poco vago e molto sospetto) che io e lui come coppia….famo davvero ride’ i polli. Preciso che il suo arco sopraccigliare è di gran lunga meglio definito del mio e che la mia manicure rispetto alla sua sembra fatta con le cesoie da pollo.

Tralascio la premonizione del momento in cui ci accapiglieremo per chi dei due dovrà fare l’uomo e vado subito a illustrare la seguente conversazione avvenuta al telefono pocanzi.

Lui: “Senti, allora ho chiamato prima una scuola, ma mi sembrava un po’ sfigata. Signora quanti siamo al corso? Eh! dipende! Ma domani ci sarà il corso signora? Dipende…se viene qualcuno ci sarà. Cara! Ho pensato bene di riagganciare e chiamare il secondo della lista!”

Io: “Beh! Mi pare il minimo.”

Lui: “L’insegnate mi risponde con l’accento argentino…e io già lì mi sono sciolta tutta…”

Io: “T’ha preso bene, eh?!!”

Lui: “Tecredo! Mi ha spiegato tutto con quel vocione! Dobbiamo essere lì giovedi sera. Oddio! Come sono emozionata! Pensa quando faremo le nostre grandes entrées nelle milonghe! Questa è la volta buona che trovo marito! E tu magari ne trovi un altro. Oddio! Comunque, detto questo, Eppi, passiamo alle cose serie: ma che ci mettiamo? Le scarpe coi tacchi le metto io o tu?”

Io: “_!_”

Secondo voi come promette ’sta cosa? Insomma, io non so se mai impareremo a ballare. Ho il presentimento che al massimo andremo lì a fare il seguito di Priscilla la regina del deserto .

martedì 5 maggio 2009

Bello di papà

Sproloquiato da eppifemili alle 14:37
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Alla festa di sabato scorso:

“Tesoro dai fai vedere a papà quanto sei bravo…cammina fino a qui , fai un passetto, poi un altro! Dai, bello di papà!

Ma che bravo lui, mciù mciù!

Ma?! Ma che l’hai fatta di nuovo? Ma, bello di papà, ti abbiamo cambiato adesso!!”

Da dietro l’angolo del giardino sento tuonare Master:

“Aò! Se l’ha rifatta, questo ha inventato una nuova fonte di energia alternativa: produce materia dal nulla”.

…i figli…

lunedì 4 maggio 2009

Perla di saggezza N.1

Sproloquiato da eppifemili alle 14:37
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Ero in motorino, ferma ad un semaforo. Aspettavo il verde. Mi guardavo un po’ intorno con aria distratta. Ho abbassato lo sguardo verso il marciapiede. C’era una micro aiuola (odddio quante vocali cià ’sta parola) di quelle incastonate nel cemento con dentro un albero, dell’erba secca e una manciata di rifiuti vari. Tutto intorno alla micro-aiuola c’era una graziosa bassissima inferriata a motivi arabescati divelta. Un lato giaceva lì, abbandonato fra la paglia e i rifiuti. Gli altri lati erano ancora aggrappati alla struttura ormai arrugginita. Continuavo ad analizzare la scena….(ovviamente nel frattempo il semaforo era diventato verde e poi giallo e poi di nuovo rosso). Ho guardato meglio (è ufficiale: mi ero accanita) e sono riuscita a scorgere fra la sporcizia e i rifiuti ammassati chissà da quanto tempo, tre piccolissime neonate piantine di violette: due gialle e una viola. Con dei fiorellini timidissimi, delicati e stupendi. Secondo me profumavano pure nonostante avessero tutto intorno solo immondizia e decadenza.

Loro ce l’avevano fatta. Loro avevano vinto.

Ho sorriso di gusto.

Embè?! E ’sticazzi. Direte voi.

CONCLUSIONE METAFORICA (nonchè altra eppi-perla-di-saggezza buttata lì…anzi quasi quasi ci faccio una categoria…anzi ho deciso ce la faccio proprio): anche nelle situazioni più infime, a guardare bene, può nascere un piccolo, inaspettato miracolo di bellezza.

Prendetela così come viene. Fatene quel che volete e …soprattutto…non mi mandate a cagare (che già mi ci sono mandata da sola). Grazie.

sabato 2 maggio 2009

Spolverare…

Sproloquiato da eppifemili alle 19:53
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Oggi, per caso ritrovo un vecchio cd dei Negrita che non sentivo da anni. Lo spolvero e lo metto su. A un certo punto arriva una canzone che parla di un aquilone . Ho un fulmineo flashback. E allora di colpo mi trovo catapultata nel 2002, quando io e Homo ci siamo conosciuti. Sono improvvisamente all’inizio della nostra storia che nasce. Sono in macchina durante la prima alba. Sono al bar dove abbiamo preso un caffè lungo 6 ore. Sono a pranzo su una spiaggia primaverile. Sono lì. E sono qui oggi. Siamo sposati. Da 2 settimane. Mi sono commossa.

Ok, avete ragione. Mi devono venire e sono schifosamente ipersensibile.

Missione compiuta.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:36
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Ore 21:23 di sabato sera. E’ ufficiale: sono distrutta. L’Eppi-wedding celebration party ha avuto luogo e nonostante piccole inezie, possiamo dire di essere tutto sommato soddisfatti… Inizio la giornata con un simpatico risveglio all’alba dovuto a una stranissima insonnia che non mi molla da giorni. Esausta, alle 8:00 decido di alzarmi e porre fine all’agonia. Ma andiamo con ordine.

Ore 9:30 – arriva il kamionconrimorkio con gli ultimi rifornimenti di cibo.

Ore 9:45 – chiamo il montacarichi per issarli fino a casa.

Dalle 10:00 alle 11:00 - mi divido fra le seguenti attività: sistemare le pietanze in bella vista sul tavolo del giardino, cercare di svegliare Homo con una bomba a mano e strappare il bigodino incastrato nel capello ribelle.

Ore 11:00 - vestizione + trucco. Seconda bomba a mano per svegliare Homo (questa volta ho successo).

Ore 11:30 - sistemazione e ultimi ritocchi in giardino.

Ore 12:00 – pausa caffè (a questo punto sono esausta).

Ore 12:30 - arrivano i primi invitati. Comincia il tran tran.

Dalle 12:30 alle 15:00 - arriviamo a circa 40 persone le quali si avventano come uno sciame di cavallette fameliche sul cibo, polverizzandolo.

Ore 15:20 - la nuvola di fantozzi pensa bene di materializzarsi sopra il nostro giardino. Siamo costretti ad abbandonare lo svaccamento e ad ammucchiarci in soggiorno, ma la cosa si rivela vantaggiosa per le locuste le quali si avventano sui dolci, polverizzandoli. (osservazione: giuro che dopo il diluvio del giorno del matrimonio e l’acquazzone durante la festa del medesimo, se per i prossimi 10 anniversari non si scomoda almeno l’uragano Katrina, mi incazzo. Ormai la considero una specie di tradizione di famiglia – by the way, dalle 15:20 alle 15:45 impreco e tiro giù tutti i santi del calendario aggiungendo anche qualche divinità shintoista).

Ore 16:30 – la nuvolazza di fantozzi pensa bene di levarsi dalle palle: smetto di imprecare.

Ore 17:00 – cominciano a sciamare le locuste satolle e brille. Nel giro di un’ora sono tutti andati. Io e Homo quasi ci stiamo per rilassare, quando, non ci posso credere, suona nuovamente il citofono. Arrivano i ritardatari!! EEEEEEEEEEEEHHEHHE??!! alle 17:30… Ma scusate, aiutatemi a ricordare….non era un brunch?!?!

venerdì 1 maggio 2009

To’ che bell’associazione!

Sproloquiato da eppifemili alle 14:34
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Dopo tanto scrivere, ieri sbircio per curiosità fra le statistiche del mio blog…(non fate i superiori che tanto lo so che lo fate anche voi blogghettari incalliti!) …e che ti scopro?

Nella scheda che dice:

Questi sono i termini usati nei motori di ricerca dai visitatori per trovare il vostro blog”

vado a leggere:

UNGHIA INCARNITA“.

Eehhh??!! Ma come unghia incarnita? Io che faccio tanto la figa sproloquiando di eventi di rilevanza cosmica (appunto, vorrei ben vedere), e snocciolo perle di saggezza a raffica, vengo pescata nel marasma infinito della rete, digitando nientepopodimenoche “UNGHIA INCARNITA“.

Che umiliazione. Credo che chiuderò il blog.

O forse no. Andrò a farmi la pedicure.

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