venerdì 26 febbraio 2010

ABSOLUTE TANGHERI...DE' NOANTRI

Sproloquiato da eppifemili alle 11:00
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Giovedi' sera: lezione di prova gratuita per principianti organizzata da el maestro arhentino de tango Estefàn per allargare el suos orisonte y tambien el suos portafolios.

Per promuovere l'evento sono stati affittati 8 cessna biposto, dai quali sono state scaraventate tonnellate e tonnellate di volantini che hanno poi tappezzato le vie di Trastevere (la mia compresa) per giorni e giorni a seguire.

E fin qui, NONFAUNAPIEGA.

Premetto che alla famigerata e AUGUSTA coppia tanghera formata da me ed Uby (se non sai chi è clicca QUI oppure fattene una ragione), tempo fa, se n'è aggiunta un'altra composta da Amica S. (storica amica di Eppi - per info clicca QUI) e Arcangelo G. (amico gay di Uby - per info clicca QUI e QUI).

Per i più affezionati so già che questo è un preludio alquanto interessante.
Agli altri consiglio vivamente un ripassino.

Fatto sta che la formazione danzereccia è la seguente:
Eppi + Uby
Amica S. + Arcangelo G.
Tutti e quattro pericolosamente insieme.

Io e Uby, nonostante ormai appartenenti al corso intermedio in quanto capaci di volteggiare come otarie sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, decidiamo comunque di onorare della nostra divina presenza la lezione di prova.
Con determinazione e buona volontà ci siamo rimboccati le maniche decorate di paillettes rosa, ed abbiamo deciso di fare un ripasso delle figure base (siamo molto umili noi), per poi proseguire nell'apprendimento, subito dopo, con la lezione intermedi.
La nostra.

Amica S. batte immediatamente il record mondiale di rimorchio a strascico, adocchiando prontamente un tipo con il quale nel giro di 30 secondi (il record mondiale era rimasto imbattuto da secoli) si scambia i numeri di telefonino promettendosi amore eterno.

Arcangelo G. un po' ingelosito, nell'attesa, viene invitato a ballare da una signora inglese ultra sessantenne con la quale, invece di volteggiare leggiadro, cerca di comunicare a gesti intramezzati da frasi in aramaico (visti i suoi evidenti limiti nell'idioma anglosassone).
Dalla fatica gli è già colato tutto il fondotinta.

Io e Uby, per non smentirci, la buttiamo fragorosamente in caciara, venendo ripresi più volte dal maestro Estefàn, come bambini ciarlieri in quinta elementare.
Nuntepoisbajà.

Velocemente termina la lezione principianti.
Amica S. e Arcangelo G. sono pronti per defilarsi.
Io ed Uby, teoricamente, dobbiamo restare per la lezione successiva.

...Certo che però, a pensarci bene, siamo un po' stanchini...

Amica S. e Arcangelo G. fanno per salutarci quando...
Io e Uby ci fissiamo attoniti e dubbiosi.

Attimo di silenzio.
Momento di panico e sguardi che dall'indeciso passano al complice.

Non ricordo esattamente cosa è successo nel frattempo.

So solo che cinque minuti dopo, invece che a ballare il tango, i quattro dell'Apocalisse si sono ritrovati, con le gambe stirate a quattro di bastoni sotto il tavolino
della trattoria dietro l'angolo (con tovaglia a quadri bianchi e rossi),
a gozzovigliare come forsennati davanti a una carbonara gigante e a due carciofi alla romana.

Ed è come sempre tuttapposto.

giovedì 25 febbraio 2010

LA BOTTA DI AUTOSTIMA.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:00
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Vi ho comunicato alcuni giorni fa che per qualche strano motivo sono stata segnalata da Ovverosia fra i blog migliori dell'anno (tipo per esempio QUI).

E questa, l'abbiamo con incredulità digerita.

Tuttavia ora, ritrovarsi anche recensita in una nuova e sbrilluccicanteperquantoènuova rivista on line....

BEH!
QUESTO HA DAVVERO DELL' INCREDIBILE !


In ogni caso, bando alle ciance e rullo dei soliti tamburi, perchè, cari miei, è tempo di:

- scaraventare fuori dalla finestra il cellulare;
- prepararsi un bel caffè con qualche pasticcino a distanza ravvicinata (massimo movimento concesso: la rotazione dell'avambraccio di 45 gradi nondippiù);
- sbatacchiarsi sul divano dopo aver frullato le scarpe in giardino;
- ed eclissarsi in una nuova e piacevole lettura (non per altro a pagina 9 ci sono io!).

SIGNORI E SIGNORE!
ECCO A VOI:

THE BEST MAGAZINE !

ps: ma secondo voi tutta questa esposizione mediatica farà male all'incarnato?!

lunedì 22 febbraio 2010

MISSION WEEK END 2

Sproloquiato da eppifemili alle 12:01
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...CONTINUING FROM
"MISSION WEEKEND"

Siamo speranzosi.
In programma c'è, non tanto il carnevale con la sfilata dei carri annessi, quanto l'evento vero per il quale stiamo partendo per cotali lontani lidi:


"Il festival del Burlesque".


Siamo motivatissimi.

Oltre alla curiosità per la novità dell'evento, siamo ospiti dell'organizzazione in tutto e per tutto e questo no può farci che piacere.
Arrivati al casello di uscita autostradale già scalpitiamo come cavalli ubriachi.
Per essere proprio sicuri ed arrivare senza indugio a destinazione, pensiamo bene di posizionare sul satellitare il nome e l'indirizzo dell'albergo che ci ospiterà.

Seguiamo pedissequamente le istruzioni.
A noi non la si fa.
Infatti...
Dopo circa 40 minuti di avvicendamenti stradali, comincia a pungermi vaghezza che forse non siamo esattamente su ciò che potremmo identificare come "la buona strada".
No.

"Homo, tesoro, ma tu sei sicuro?".

"Si. Guarda. Dice proprio che in questo punto dovrebbe esserci il famoso
Hotel Rivamare Paradiso del Cielo al Tramonto in un Giorno d'Estate ****".

"Sarà....ma a me sembra più che altro di stare in Burundi".

Accostiamo l'auto.
Distogliamo per un istante gli occhi dal satellitare.

Ci guardiamo intorno.

Siamo in mezzo ad una campagna sconfinata.
In un raggio di 300 chilometri non si vede anima viva.
Nel verde più totale, immerse nel nulla, si dislocano tre stradine in croce.
Tre.

In una di quelle, davanti al numero civico indicato, siamo noi.
Peccato che al numero civico suddetto, in luogo del notorio
Hotel Rivamare Paradiso del Cielo al Tramonto in un Giorno d'Estate****, ci sia una capannuccia scalcagnata con un giardinetto e tre nani di gesso colorati che fanno un pick nick.
Non assomigliano affatto al comitato di accoglienza della reception.
Indi, furbescamente, deduco che ci siamo persi.

A noi, ovviamont, non sfugge proprio nulla.

Prendiamo in mano la situazione.
"Pronto mi scusi, abbiamo una prenotazione presso il vostro Hotel. Stiamo invano cercando di raggiungervi, ma il satellitare ci ha condotto in piena campagna".

"Signora ci scusi! Purtroppo è un errore ricorrente. Dovete seguire la tal strada, percorrere 10 chilometri e girare a sinistra. Al centro del paese, proprio sul lungomare, siamo noi. Ci scusi ancora. Vi aspettiamo".

Perfetto!
Ed in coro possiamo ora urlare tutti insieme (non siate timidi):
"Ed è sempre e comunque...

Tuttapposto!"

Arriviamo finalmente all'Hotel con un ritardo esilarante.
Ci prepariamo in fretta per la serata e contattiamo gli amici già presenti in loco.

Appuntamento alla sede del festival.
Entriamo.
Sembra di stare nel mezzo di uno spettacolo circense che però ha luogo verso la metà degli anni '50.
Acconciature che sfidano qualsiasi possibile legge di gravità, si stagliano tondeggianti sulle auguste teste delle signore.
Ciuffi rockabilly svettano biondissimi sulle fronti orgogliose dei ragazzi.

E' tutto un turbunio di piume, paillettes, boa di struzzo multicolori, rossetti e soprattutto tacchi, tacchi, tacchi vertiginosi!

IN PRATICA IL PARADISO FATTO A MIA IMMAGINE E SOMIGLIANZA.

A vedermi, ho letteralmente la bava alla bocca.
Sono assatanata come Eppidog di fronte ad un asparago puzzolente.
Ed ipnotizzata come quando le si fa dondolare davanti la sua adorata palletta.

Giocolieri, mangiafuoco e starlettes si avvicendano al nostro cospetto in un turbinio sbrilluccicante che mi abbaglia.
Acquisto immediatamente al mercatino vintage, un simpatico e decisamente "discreto" fermaglio con applicata alla sommità una cascata di piume.
Ora mi sento davvero
al posto giusto e nel modo giusto.

Te credo!
Vado in giro con un pandoro in testa!

Assistiamo allo spettacolo burlesque.
Al suono di una super retrò musica swing, veniamo portati, con leggerezza e manciate di porporina, verso la notte inoltrata.

Alla fine dell'evento, con sommo onore, siamo invitati a cena con le star internazionali dello show.

....

E fu proprio così che quella sera di un week-end invernale,
io e Homo ci ritrovammo scaraventati al tavolo di un ristorante,
con un improbabile gruppo di singolari figuri fra i quali abbiamo l'onore di annoverare:

- 6 spogliarelliste
- 2 drag queen
- un giocoliere
- 2 mangiatrici di fuoco
- ed una folta combriccola di gente appena uscita da un film del 1953.

Eh si! Che ci possiamo fare?!

A noi di Eppifemili piace proprio la banalità!

domenica 21 febbraio 2010

IL QUATTORDICESIMO TEFPOW !!

Sproloquiato da eppifemili alle 20:07
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bravo

NO. NON STIAMO DIVENTANDO UN BLOG DI CANI.

No. Lo giuro.

Pero', onestamente, un modo così dolce per finire la settimana,

potevo forse negarvelo!!??

ECCERTOCHENNO' !!

E dato che una cosa in cui io ho personalmente sempre profondamente creduto è che
"l'amore porta amore",

ve ammollo 'sta tripla carie e 'sta botta glicemica nell'augurarvi una
buona lettura del vincitore del TEFPOW (The Eppifemili's Favourite Post Of the Week) di questa settimana:

"I LOVE YOU"


- per leggerlo cliccaci su -



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

martedì 16 febbraio 2010

MISSION WEEK END.

Sproloquiato da eppifemili alle 10:26
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Lo scorso fine settimana la Eppifemili è stata protagonista di una missione ben definita.

Considerando un recente impegno lavorativo di Homo, è stata richiesta la sua presenza in una delle più note destinazioni carnevalesche della penisola.

Indi...
la famiglia in pompa magna si è adeguata alla spedizione goliardico-lavoro-punitiva e ha innescato il Piano MMS (Meccanismo Micidiale di Spostamento).

Ovviamente non era il caso di partire con tutti i componenti (almeno non con quelli a quattro zampe), con la prospettiva di fare un augusto ingresso con tutto l'eppi-cucuzzaro in un favoloso albergo a quattro stelle offerto dall'organizzazione.
No. Non era decisamente una scena che avremmo voluto vedere.

Anche perchè, onestamente detto fra noi, a entrare in un luogo pubblico con Rubacuori, si rischia una strage di civili a causa della fiatella pestilenziale, che in confronto una micidiale arma chimica di massa non è che una caccola.
No. L'alito diciamo pesante del nuovo arrivato in famiglia, è un problema che, nonostante i numerosi e disperati tentativi, giace purtroppo ancora inesorabilmente irrisolto (by the way, si accettano suggerimenti).

Indi, visto che noi di Eppifemili la sappiamo davvero lunga, è stata furbescamente studiata a tavolino una strategia micidiale.
Un favoloso meccanismo ad incastro che manco il Go Down, che ci ha consentito di partire (noi coppia regale) liberi e belli per i tanto anelati lidi assai lontani.

Eppidog è stata, come da tradizione, mollata alla nonna (quella santa donna di mia madre) che ogni volta che la tiene per più di 24 ore, ce la riconsegna obesa e con la messa in piega alla Marlene Dietrich.

La nuova questione era dove piazzare il nuovo arrivato, ormai detto Colosseo (causa la presenza di numero tre denti - uno ogni quarto d'ora - ) o altresì detto Er Fiatella (ed il motivo di ciò credo che a questo punto non sia più un mistero per nessuno).

All'uopo si sono offerti due cari amici (anime pure e sante!), a loro volta genitori di un altro simpatico cane trovatello. Ovviamente fra i due, alcuni giorni prima, era stato organizzato un incontro preventivo per verificarne la compatibilità.
(Noi di Eppifemili la sappiamo davvero lunga).

La strategia era quindi sviluppata.
Non restava che attuarla.

Partenza: sabato mattina.
Prima tappa: la soprannominata distribuzione dei Cani e dei pesci, ovvero dei componenti a quattro zampe.

Primo: Rubacuori con corredino di cuccia, orsetto e pappa annessi.
Tutto è filato liscio. Ospite e padrone di casa si sono scodinzolati a frullatore per tre quarti d'ora, battezzandosi con un simpatico rituale di pipì a rotazione in giardino. A quel punto, con una buona dose di tranquillità, ci siamo defilati alla chetichella.

Seconda Eppi-dog: ovviamente stravede per la nonna e dunque non le è parso vero di tornare ad essere per un po' figlia unica. Olè!

Poi, finalmente... la libertà.
Saliti in macchina io e Homo,
ci siamo guardati,
abbiamo acceso il motore
e siamo partiti a tutta birra.

Davanti a noi: un intero fine settimana.

....TU BE CONTINUED.

venerdì 12 febbraio 2010

LA LEGGEREZZA DELL'INATTESO.

Sproloquiato da eppifemili alle 12:41
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Quando in una città come Roma nevica,

per quel breve istante in cui le strade sono bianche immacolate,

per quel fugace attimo di silenzio assoluto in cui tutto si ferma e rimane sospeso nel tempo,

per quel preziosissimo momento in cui la testa si riempie di fiocchi morbidi e lenti, e tutto il resto viene spostato, mandato via, sostituito da un vuoto pneumatico,

per quella scena vista dalla finestra che ti fa leggere il mondo come fosse un dono,

per quello sguardo stupito che si illumina di gioia per chissà quale fanciullesco motivo,

per questo e molto altro,

tutto diventa poesia.

giovedì 11 febbraio 2010

SULL'ORLO DEL BARATRO.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:16
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Avete presente quei periodi deliranti in cui non sai proprio a chi dare il resto?!

Quando il tempo sembra non bastare mai e gli impegni (soprattutto quelli inutili, molesti e perditempo) continuano ad accumularsi senza sosta?

Quando la Aldonsa (se non hai la più pallida idea di chi sia vai qui) ha deciso che non ha più tempo per te e la tua ormai numerosa famiglia, e tu non capisci più la differenza fra un tritarifiuti e l'anta dell'armadio in cui hai la biancheria?

Quando un cliente ti chiama e l'altro pure pretendendo che tu sia contemporaneamente in due posti situati agli antipodi della galassia conosciuta?

Quando per esempio ti viene il magone all'inizio della giornata perchè sai per certo che non farai in tempo a finire ciò che devi fare, e senti, disperatamente senti, che sei sull'orlo di un baratro che ti porterà nella più totale disogranizzazione, nel caos atomico, nel buco nero del delirio confusionale?

Beh! Signori miei.

Se mi cercate in questi giorni,

...IO SONO ESATTAMENTE LI'.

martedì 9 febbraio 2010

IL TERZO GRADO.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:13
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E' mattina.
Esco come al solito di fretta.
Bardata come un'eschimese con tanto di occhialoni da sole alla Jacky Kennedy Onassis, cappello da pescatore e sciarpa da tifoso romanista della curva sud.
In pratica di me spunta solo una piccola parte del naso.
Sono totalmente in incognito.
Mia madre, passandomi accanto, non mi degnerebbe di uno sguardo.

Mia madre.
Ma non lei.


Anche se per riconoscermi servirebbero i raggi X, Y e Z messi insieme, lei, manco ho messo un piede fuori dal portone, che da lontano mi avvista e mi punta.

Io faccio la vaga.
Grassetto
Guardo di là com'è bello il parabrezza di quella macchina.
Uh! Guarda liggiù lo specchietto di quel motorino!
Niente.
Vedo che si sbraccia.
E' troppo tardi per cambiare strada e troppo presto per nascondersi sotto un sanpietrino.

"Signurì! Signurì", ettepareva. M'ha beccata. E' la fine.

"Si, salve Signora Sofia. Buongiorno". La signora Sofia (come forse alcuni di voi assidui lettori ricorderanno - e se non ricordano possono andare qui e qui) ricopre il ruolo di governante di Gertrud (quella dell'ultimo piano).
Dunque, quando la padrona di casa è in viaggio, la puntualissima signora Sofia si reca (per massimo gaudio e tripudio di tutto il quartiere) a rifocillare l'ormai celebre gatta Minù ed il suo compagno.
Il problema, universalmente riconosciuto, è che la signora Sofia ha la passione smodata per il pettegolezzo becero e a causa di ciò non fa altro che sottoporre ad un assillante terzo grado tutti quelli che le passano ad un raggio di sei chilometriquadrati, muri e parafanghi compresi.
Al posto della testa ha un'antenna parabolica montanta su un ripetitore satellitare collegato direttamente all'Apollo 15 che le permette di individuare con precisione (anche al buio) i suoi prossimi obiettivi.

La signora Sofia chiede.
Investiga.
Insinua.


Io ho sempre sospettato che nella cantina di casa sua (illuminata esclusivamente da lampade al neon intermittenti), possegga un archivio informatico degno della Nasa nel quale, grazie all'utilizzo di hard disk da milioni di tera, archivia, ordina e rassetta tutte le informazioni che riesce a raccattare per il quartiere.
Ho l'atroce sospetto che sovente la signora Sofia faccia anche degli studi statistici incrociati applicati a tali informazioni, venendo a scoprire losche verità casalinghe ed inquietanti trame trasteverine.

Con me la signora Sofia ha sempre avuto poco successo poichè mi diletto in pratici esercizi di "infiocchettamento di cazzate" ed "apologia della vaghezza" degni di un artista astratto che dipinge quadri col mignolo del piede sinistro.

"Senda! Senda!", mi insegue.

"Si. Mi dica signora Sofia".

"Sto antà a da ta mancià a li catti". Si. Argomento decisamente interessante. Vedo che la signora Sofia sta adottando la tattica denominata "Adesso la Frego Io", consistente nel raggiro preso da lontano, con simpatici e stimolanti (sono certa che ne converrete anche voi) argomenti di conversazione.

"Bene signora. Saranno affamati". Ribatto lucida.
Sono pronta a controbattere l'assedio.
Infatti mi guarda di traverso e sento che sta per sferrare l'attacco decisivo:

"...Ma senda 'mpo'....quel pel ricazzo ghe veto sembre, è su' marido?"

"Si signora Sofia. Siamo sposati da meno di un anno. Sa...ora avrei un appuntamento...e sono un po' di fretta".

"...Ma...Lu' è te Roma?", continua con le informazioni che le servono per riempire lo Schedario Base Modello Unico A, che compila diligentemente per ogni nuovo arrivato nel quartiere.

Maschio, sposato, alto = Ok.

Capelli lunghi, tatuaggi, jeans coi buchi = non ok per niente - Bollato.
Per la serie: Guesdo lo dengo d'ogghio. Ammenunmefrecamica.


Mi tiene lì bloccata per altri dieci minuti buoni.
Poi soddisfatta e satolla di informazioni, mi congeda.
Vedo che dal lato della bocca le cola una gocciolina di sangue.
Il mio.

Andando via, verso la macchina, mi assilla uno strisciante sospetto accompagnato da un viscido senso di inadeguatezza:

secondo me a Homo nello Schedario Base Modello Unico A gli ha appioppato un 4 - - .

Che umiliazione.


lunedì 8 febbraio 2010

NUNCESECREDE.

Sproloquiato da eppifemili alle 16:22
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Questa ve la devo proprio dire.

Da alcune serpeggianti voci,
pare cheeee....
si mormora cheee...
potrebbe darsi cheeeeee,

...DISCEEE CHEEEE....

Eppifemili, caparbiamente barcollante sul suo chicchissimo taccazzo rosa, è stata segnalata fra
I Blog più belli d'Italia.

Eccovi il link:
http://ovverosia.blogspot.com/2009/05/i-blog-piu-belli-ditalia-lista.html

VALLA A CAPI' LA GENTE.

ps: e comunque, nonostante il motivo vada decisamente oltre la mia capacità di comprensione, ne sono onorata e sentitamente commossa.
No. Non ho pagato mazzette a nessuno.

venerdì 5 febbraio 2010

CIRCA GLI INASPETTATI ATTIMI DI CONSAPEVOLEZZA.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:27
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E uscire a correre all'ora di pranzo lungo il Tevere.

E portare con sé il cane appena accolto, inebriato dalla nuova sensazione di libertà e dalle foglie che gli scorrono sotto il naso.

E guardare lontano verso la fine del fiume. Verso il mare.

E sentire improvvisamente la pioggia sottile sulle labbra.

E fermarsi al riparo sotto un ponte per guardare lo scorrere lento dell'acqua.

E sentirsi randagia, come il cane seduto ai miei piedi.

E respirare la storia di lui che mi guarda con occhi grati e fedeli.

E rivedersi bambina giocare con un fiore.

E sentirsi a casa. Anche se si è fuori nel mondo.

mercoledì 3 febbraio 2010

LA CONVIVENZA

Sproloquiato da eppifemili alle 08:49
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Ora, va bene che noi della Eppifemili siamo ospitali.

Va benissimo che prima abbiamo preso un cane.

E va anche benissimo che poi ne abbiamo preso un altro togliendolo da una vita fatta solo di stenti.
....

Ma addirittura che quella fuggiasca della gatta Minù decida imperterrita di installarsi nel nostro terrazzino....
Ora qui, signori!
Mi pare che si stia un po' esagerando eh!?!?
Vanno presi serissimi provvedimenti.

Driiiiiiiiiiiin!

"Eppi! Kara! Scuzen ancora una folten!", fa la signora che abita all'ultimo piano e che possiede la dolcissima ma estremamente ribelle gatta Minù. La quale, ingnara della presenza del nuovo arrivato Rubacuori (peraltro anche lui come Eppidog assatanato contro i gatti di qualunque dimensione e colore, della serie manco avesse visto Nefistofele in persona), come d'abitudine plana sul nostro terrazzino e di lì, con evoluzioni rocambolesche che sfidano qualsiasi conosciuta legge di gravità, sull'ormai noto dagli assidui lettori, tetto del bagno.

"Si, signora Gertrud, mi dica"

"Catta Minù ezzere ti nuofen saltaten dentre tu terrazzen e ti lì, sopren tetten". Istintivamente seguendo un riflesso condizionato, mi guardo verso il decolleté per un istante, poi realizzo che trattasi d"tetten del pagnen".

"Si signora me ne ero vagamente accorta".

E per forza!
Nel frattempo, causa questa nuova presenza (ma 'sta gatta è un felino o un condor?!?!) in casa si è scatenato tutto lo scatenabile.

Eppidog con i due occhi a palla completamente fuori dalle orbite, la bava alla bocca e un vocione che manco un sanbernardo.

Rubacuori, al suo fianco, avvelenato d'odio, che le dà manforte roteando su sé stesso e facendosi per poco partire l'embolo dalla rabbia.

Eh no! Mo basta!

Arisalgo con foga sulla scala (mi pare un flash back di alcuni giorni fa, e settimane fa, e mesi fa).
Afferro Minù
per la collottola con decisione e senza troppe smancerie.
Attraverso il soggiorno con i due inviperiti che per poco non sbranano me e lei.
Apro la porta di casa.
Ne faccio uscire solo il braccio con la gatta attaccata.

Mollo la presa e dico:

"Eccola Signora Gertrud.
E' ancora intera.
Ma non le posso assicurare per quanto ci resterà, vista la situazione".

Aoh!
Detto fra noi:
Sta Catten Minù ha proprio rotto i coglioni!


lunedì 1 febbraio 2010

ATTENTI A QUEI DUE.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:20
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La convivenza fra l'essere più fifone della galassia (Eppidog, femmina di minuscole dimensioni) e l'attempata new entry (Rubacuori, maschio di medie dimensioni ma di lunga età anagrafica), è cominciata alla chetichella.

Lei lo guarda dall'alto dei suoi privilegi di prima arrivata, cocca di mamma e papà da sempre.
Lo odia.
E non capisce perchè mai io e Homo dobbiamo proprio tenerne un altro oltre lei.

Lei è principessa.
Lei è abituata ai piaceri della vita.
Lei è inappetente e per farla mangiare spesso e volentieri bisogna fare l'aeroplanino col bocconcino di pollo mentre si pregano tutti i santi shintoisti.
Lei è decisamente snob.

Lui, appena entrato in casa, è un vecchietto puzzolentissimo come tutti i cani che si sono sparati 8 - dico 8 - anni chiusi in un box di canile.

Robba che se non gli facevamo subito un bagno triplo con tanto di balsamo alla vaniglia, qui morivamo tutti asfissiati sul colpo!

Lui non solo è agé, ma cià un dente ogni quarto d'ora che a guardarlo in bocca cià talmente tanti buchi, che pare il Colosseo.
Oltre a ciò è arrivato con una fetosissima fiatella che se solo ti si avvicinava a distanza inferiore ai 40 cm di sicurezza, ti faceva meches, colpi di sole e messa in piega frisée in una botta sola (mi sento di tranquillizzarvi tutti anticipandovi che questo problema è stato prontamente risolto con una massiccia pulizia del sopramenzionato Colosseo).

Lui non è abituato alle coccole (non gliele ha certo mai fatte nessuno prima d'ora).

Lui non sa giocare. E quando gli lanci la palletta, mentre Eppidog ci si avventa sopra assatanata iniziando uno show degno di Wanda Osiris ai tempi d'oro, lui ti guarda scodinzolante e tutto eccitato, gli gironzola intorno, ma non ha assolutamente la più pallida idea di cosa fare.

Lui si avventa sul cibo polverizzandolo in un nanosecondo perchè probabilmente, se per tutta la vita non avesse fatto così, gli altri cani con cui conviveva, glielo avrebbero sottratto senza troppi convenevoli.

Insomma, avrete capito che trattasi di incontro fra antipodi prorpio qui, in casa Eppi.

All'inizio lei è timorosa.
Poi, col passar dei giorni diventa diffidente.
Lui la avvicina delicato.
La controlla da lontano, provando di rado ad avvicinarla.
Lei si allontana stizzita.
Non lo vuole proprio.

Tuttavia, a distanza di una settimana oggi, proprio oggi, è avvenuto il miracolo.

Eppidog gli è andata vicino.
Se lo è guardato con i suoi occhi a palla che più a palla non si può.
Gli ha scodinzolato civettuola.
Ed infine lo ha invitato al gioco.
Ovviamente lui non cià capito un cazzo, ma questo poco conta.

Signori miei ! Oggi si è verificato l'insospettabile !

Rubacuori è di diritto e con tanto di benestare della principessa, uffcialmente e a pieno titolo entrato a far parte di questa famiglia.

ED E', COME SEMPRE, TUTTAPPOSTO.
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