lunedì 21 dicembre 2009

L'idea geniale.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:10
Che ne pensi? 



Si è al brunch domenicale con amiconi vecchi e nuovi.
In pieno centro di Roma, dove praticamente per entrare in un locale a mangiare qualcosa devi fare a cazzotti con turisti assatanati, pariolini impettiti e radical chic de' noantri.

Noi, dopo
interminabili ricerche e lunghissime trattative, si conquista un tavolo per le ore 14:00.
Abbiamo ospite da noi per il week end amico di Homo Eburneo B.

Eburneo B. è l'intellettuale vero.
Quello che ti tira fuori un concetto filosofico pure da una zucchina marcia.
E, impegnandosi a fondo, persino dal neurone impazzito di Eppidog.
Le sue parole secernono cultura esattamente nella stessa quantità in cui io secerno muco durante i miei epocali raffreddori invernali.

Eburneo B. è del Nord Est.
Ed è sceso a valle, catapultato in una Roma delirante causa manifestazioni, traffico e delirio pre natalizio.

Ma torniamo al brunch.
Durante il percorso che unisce la nostra magione al ristorante, ricevo n.3 telefonate di gente che, all'idea di una qualsiasi cosa di commestibile, venderebbe sua madre, la casa e pure il gatto.
La prima è amica R. che dice che arriva subito.
Il secondo è Uby che afferma che si catapulta in un baleno.
I terzi sono la famigerata coppia di amici con cui facciamo volontariato al canile: anche loro sono lì in un baleno.
Ecchettelodicoaffà?!

Morale: alle ore 15 non si vede ancora nessuno.
Peeerfetto.
Alla fine,
contemporaneamente, giungono a noi tutti i famelici.
Ci sediamo.
Noi intorno ad un simpatico ed accogliente tavolino.
Eppidog sotto al medesimo.

Ad un certo punto, fra un pezzo di pollo e un cucchiaio di couscous, io me ne esco con un'idea che mi era balenata per caso giorni prima riguardo all'intenzione di aprire una specie di locale a
tempo determinato.
Con una scadenza, esattamente come il cibo.
Un posto dove si va e ci sono cose che accadono, in cui ognuno può dare un contributo, esporre opere, intavolare discussioni, scambiare oggetti che non usa più.
In una parola: socializzare.

Getto l'imput sul tavolino come fossero due dadi del monopoli e attendo la reazione degli acuti commensali.
Ovviamente so per certo che non sarò delusa.

Eburneo B. me la butta immediatamente sul filosofico e comincia a decontestualizzare il luogo, attribuendogli una funzione culturale di ampio respiro e profondo spessore sociologico:

"Si potvebbe senza dubbio vealizzave un luogo pev vicovdavci della tempovaneità della vita. Tutto finisce. Questo è il concetto gvandioso.
Quindi anche il locale stesso lo favà. Duvevà solo tve mesi.

Dopo chiudevà. Savà movto. Pvopvio come tutto ciò che ci civconda. La caducità dell'esistenza è un avgomento che vevvà vipvoposto in ogni contenuto delle attività del locale. Mi pave ovvio".

Noi lo guardiamo con la bocca spalancata.
Come fosse un contemporaneo Albert Einstein.

"Che idea geniale!
Ma è mai possibile che nessuno ci abbia mai pensato prima?!", aggiunge in coro la coppia dei volontari G. e A.

Interviene Uby:

"ME RA VI GLIO SO!
Potremmo anche inserire una serata Drag Queen. Più decadenti di noi non ce n'è!
Già mi ci vedo! Tutta ricoperta di piume di struzzo. Ho giò le scarpe ed anche il vestito ideali.
Dovremmo trovare.... - pausa, silenzio, trepidazione - ...una chiesa sconsacrata!"

"Ooooooh!", facciamo tutti in coro, emotivamente provati da cotanta genialità.
Mi pare tuttavia chiaro che Uby è evidentemente partito per la tangente, rosa e glitterata come il suo cuore.

La discussione si accalora.
Ognuno propone, incita, butta giù idee.
Nascono nuove teorie dove l'assenza si mescola alla tangibilità.
Le menti lavorano fervide e le bocche parlano concitate.
Sembriamo una manica di matti in fibrillazione.
Che parlano di niente, essendone tuttavia emotivamente assai coinvolti.

Usciamo dal brunch con un'idea chiara in mente: questa cosa del locale con scadenza e morte certa, si deve fare.
Costi quello che costi.
Poco importa se l'obiettivo non sarà guardagnarci su.
Poco importa se la gestione sarà improvvisata.
Poco importa se i contenuti andranno a ruota libera fra drag queen disoccupate ed extracomunitari che racconteranno le proprie storie di vita.

Sarà comunque uno scambio. Un modo per dare una smossa (magari solo mentale) a questa Italia ferma come un monolite.

ps:....l'intenzione c'è. La follia necessaria pure. Chissà che non ci riusciremo davvero.

15 commenti on "L'idea geniale."

Baol on 21 dicembre 2009 10:03 ha detto...

Si evince chiaramente che dovete fare uno spuntino prima di uscire


:D

pinar on 21 dicembre 2009 10:32 ha detto...

eppi! eppi! ho un'altra idea! propongo un franchising! la sede a Napoli la trovo io!

Roccia on 21 dicembre 2009 13:32 ha detto...

Sono quasi certo che Eburneo aveva detto: "La caducità dell'esistenza è un avgomento che vevvà vipvoposto VIEPPIU' in ogni contenuto delle attività del locale".

dailygodot on 21 dicembre 2009 13:48 ha detto...

GENIALATA Pazzesca! :D

Jane (Pancrazia) Cole on 21 dicembre 2009 14:10 ha detto...

Propongo webcam con collegamento al tuo blog. Così anche noi, l'orgoglioso eppicucuzzaro, potremmo godere di cotanta geniale idea :)

eppifemili on 21 dicembre 2009 20:12 ha detto...

@baol:
si evince che hai decisamente ragione

@pinar:
aggiudicato!
EVVAI POPOLO DEL CUCUZZARO UNIAMOCI!

@Roccia:
rOCCIA, Ma quanto sei acuto tu!??!?

@dailygodot:
infatti lo sospettavo.

@Jane (Pancrazia) Cole:
questa tua è davvero una genialata!
Si si. SI PUO' FAREEEEE!!

Mimmi on 22 dicembre 2009 10:33 ha detto...

Cosa dire? In bocca al lupo!
Ancora un'idea? Di giorno un locale e di sera una hall dove danzare tango arjentino...
Buona giornata e buone Feste!!

the muffin woman pat on 22 dicembre 2009 11:19 ha detto...

sono con pinar. se fate farchising, io apro ad alessandria.
figo. una specie di blog reale.
dai dai dai mi piace

Seltz on 22 dicembre 2009 13:18 ha detto...

Che spettacolo...
Se riuscite voglio venire a qualche serata, eh!

gabry on 22 dicembre 2009 18:45 ha detto...

daiii così appena sono a roma passo dal locale :)

Chicco on 23 dicembre 2009 11:59 ha detto...

Oh, ma è un'idea bellissima!
Lo dico sempre, io, che gli stomaci, quando sono vuoti, producono idee iperboliche! :-)

Inutile dire che non sia mai prendesse body -mi pare il termine appropriato-, anche la serata Drag, sarò lieta di onorarVi delle mie Auguste mises :-)

Approfitto poi di questo commento per augurare alla Padrona di Casa & Associati, nonché a tutti i lettori/animatori di codesto frizzante manicomio rosa, un Sereno Natale ed un Felice e Prospero 2010! :*
Da qui a metà gennaio circa, sarò in rete a singhiozzo, ma considerando che c'è pure chi ci sta in lacrime, bh, è già andata bene, no? :-)

Un abbraccio di Luce a tutt*, a presto e spero che gli scofanamenti natalizi obnubilino a tempo determinato le vostre folli idee! ;-)


Bon Noel Avec Monique de Torbel!


P.S.
...ma l'amico filosofo, poi, dato l'oggetto del contendere, l'avete salutato con un bel "...ricordati che devi morire..."? :-)))

peppermind on 23 dicembre 2009 13:34 ha detto...

L'idea è assai fiqua.
Concordo con l'intellerttuale: caducità, tempo limite... concetti grandiosi.
Non guardatemi male!

Però se poi funziona, il locale diventa punto di ritrovo e di confronto... che peccato "ammazzarlo".

Giusy ha detto...

e poi dicono che a pancia piena si ragiona meglio....

Non sapendo quando riuscirò a ritrovare il tempo per collegarmi, comincio a portarmi avanti con gli auguri, poi, se ci sarà tempo, ne arriveranno altri, male non fanno... anzi, coi tempi che corrono, meglio abbondare!
Auguro uno splendido Natale a te e a tutti quelli che ti vogliono bene
Giusy

eppifemili on 23 dicembre 2009 16:10 ha detto...

@tutto l'eppi cucuzzaro:

FORZA! APRIAMO UNA CATENA DI LOCALI A TEMPO DETERMINATO!
FA-VO-LO-SO !

RAGAZZI, siete la mia forzaaaaa!!!!

@monique:
ovviamont!
tu sarai l'ospite d'onore se mai la cosa dovesse prendere forma reale! ;)

Baol on 23 dicembre 2009 23:20 ha detto...

Beh, quando ci sono locali come questi c'è bisogno di un commercialista e guarda un po' ce n'è uno qui...


:D

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