
Borneo Malese.
Temperatura: 40 gradi all'ombra
Umidità: 400%
Zanzare: una nube tossica.
Secondo voi,
Cosa potevamo elucubrare noi di Eppifemili in una così piacevole giornata "primaverile"?
Starcene al venticello del bagnasciuga con un cocktail di mango e paineppol in mano?
Ovviamente no.
Passeggiare mano nella mano con gli occhi da triglia ubriaca, verso il bar piu vicino dotato bellamente di aria condizionata a palla?
Maddeché.
Buttarsi a pesce nell'acqua e fare i morti a galla (più morti che a galla) per le successive 48 ore per poi, con i polpastrelli grinzosi dall'ammollo prolungato, satollarci con sollazzanti pietanze malesi?
Poverillusi. Certochennò.
Io e Homo, con il sole di mezzodì a picco sui capoccioni, occhiali da sole griffatissimi e scarpazze da ginnastica con pedalo tribanda bene in vista, pensiamo bene di armarci di bottiglia di acqua, zaini in spalla , e partire per un agevolissimo percorso di trecking.
L'opuscolo illustrativo pontifica:
Difficoltà del percorso: alta
Durata: 2 ore e mezzo andata + 2 ore e mezzo ritorno
Tipologia percorso: lunghi tratti assolati + brevi ma ripidissimi tratti nella jungla più selvaggia
Raccomandazioni: partire la mattina presto
Preparazione: necessità di un preventivo allenamento fisico
TUTTAPPOSTO.
Sprezzanti del pericolo e bardati come Totò e Peppino in vacanza a Milano, partiamo per introdurci negli anfratti, nelle profondità, nelle oscure sacche di vegetazione tropicale.
Vediamo scimmie, scaliamo fossi, ammiriamo estasiati onnipresenti piante carnivore, oltrepassiamo ponti di legno sospesi nel vuoto, ci lanciamo da liane lunghissime...beh! Vabbè questa magari no, mi sono lasciata un po' prendere dalla fervida immaginazione.
In ogni caso, dopo un lungo e faticosissimo scarpinare, arriviamo esanimi alla fine del percorso....
I vestiti completamente zuppi di sudore e appiccicati addosso come fossero carta moschicida;
il look ...beh! quello è decisamente da buttar via. E se qualcuno mi avesse fatto una foto avrebbe potuto ricattarmi per tutte le prossime 10 vite e io zitta e paga.
Dopo la "piacevolissima" sensazione di avere un phon gigante puntato sulla testa per quasi tre ore buone di tragitto,
arriviamo come dicevo, alla fine del percorso che, a mo' di Leonardo di Caprio in The Beach, sfocia in una fantastica insenatura con annessa idilliaca spiaggetta deserta.
Ci lanciamo invasati in acqua, cercando refrigerio e, soprattutto, levandoci di dosso lo strato di insetti che si sono incollati sulla pelle con la colla bicomponente normalmente utilizzata per i jet del'areonautica militare.
Ci immergiamo nelle acque tiepide.
Dobbiamo centellinare le nostre risorse idriche (una bottiglietta d'acqua - poveri scemi), e recuperare le forze.
Da lungimiranti eroi quali siamo, abbiamo piena consapevolezza che ci aspetta tutto il percorso di ritorno,
da coprire necessariamente prima dell'imbrunire.
Sennò che gli raccontiamo di notte in piena giungla alle scimmie nasiche che ci vengono incontro o, ancor peggio ai serpenti velenosi che ci strisciano sibilanti sulla testa?!
No.
Dobbiamo assolutamente rimetterci in cammino al massimo entro un paio d'ore.
Intorno a noi, sparuti turisti avventurieri, allenati e bardati di tutto punto, orgogliosi di sentirsi Rambo per una notte, e esaltatissimi dall'esperienza giungla primitiva - Io Tarzan, tu Jane, si apprestano con coltello fra i denti e orgoglio ai massimi storici, a compiere traguardi come questo, a spingere le proprie possibilità al limite, a sfidare la natura, a sentirsi supereroi per un giorno e sopravvissuti dell'isola dei famosi per una settimana.
Prima di rientrare nel traffico metropolitano.
Noi di eppifemili a dirla tutta, più che Silvester Stallone in Rambo o Sawyer in Lost, ci sentiamo Carlo Verdone in Troppo Forte (cliccaci su per capire l'antifona).
E infatti, dimenticando ben presto i deliri di onnipotenza e le missions impossible da compiere...
"Homo! Aspetta, aspetta....che mi pare di vedere laggiù...
un puntino....
Si!
Siiiiiii!
E' proprio così!
Homo! Una barchetta!!
- mi precipito verso il largo con falcate da record olimpionico dei 100 metri -
Scusi!
Scusi Sir!
How much to go back to the resort by boat?!!"
"Only 70 rym, madam".
Manco ha finito di proferire verbo, che in meno di un nanosecondo io e Homo ci catapultiamo, agili come faine, all'arrembaggio della barchetta a motore.
Robba che manco Sandokan e Yanez durante le battaglie contro James Brooke!
Indi, con una nonchalance degna di Eppidog quando fa qualcosa di sbagliato e cerca di non farsi notare, ci accomodiamo sui sedili, facendo i vaghissimi del tipo "quantèbelloilpanorama", e pronti a partire.
Altro che Rambo!
15 minuti e una piacevole e ventilata traversata dopo, siamo con le zampe stese sotto al tavolino del bar del resort, con un cocktail di frutta davanti e un ventilatore sopra la testa.
Niente da fare.
Siamo troppo avanti.
...MA LE SORPRESE NON FINISCONO QUI...APPENA ENTRATI NEL NOSTRO BUNGALOW.....TO BE CONTINUED
11 commenti on "WELCOME TO THE JUNGLE"
beh, tecnicamente, quello che dovevate fare l'avete fatto. ;)
Il ritorno in barca era pianificato.. era una _piacevole_ variazione del programma ;)
@nemuriko:
sei buona e cara.
ma soprattutto di parte!!
COSì MI PIACEEEE!!
:-)che voglia di partire che mi mette questo post!
Avete fatto 2 ore e mezza di trecking sotto il sole cocente e dentro la jungla selvaggia: BRAVI!!!
Il ritorno? Un colpo di genio: ARIBRAVI!!!!
ahahhahahaha siete stati non furbi ma furbisssssssssimi! io avrei fatto anche l'andata così!!!
Vabbè mo stiamo a guardare il ritorno... l'andata l'avete fatta no?? BRAVISSIMI!
beh è fatica pure stare sulla barca:)
Ma il gurzo lo hai incontrato?
(comunque se volevate nubi tossiche di zanzare vi bastava andare a Milano...)
Con la citaizone su Sandokan e Janez ti sei guadagnata la mia stima eterna :D
E con il ritorno in barchino ancor di più!
@rosa:
eh eh!
ecchenonlosai?!!
me chiamano la perla di labuan !!
:))
@baol:
what is Gurzo!?!?!
Hahahahha....è sempre una goduria passare di qua :o)))
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