
Armata di sega, cacciavite, e martello, alcune sere fa, la Eppifemili ha deciso di compiere la prima crociata contro un mobile, che sia mai esistita.
Titolo: "Eppifemili e l'espugnazione dell'armadio sigillato".
Lui è lì, in tutta la sua "verditudine".
Giace solenne, bello ed inesorabilmente chiuso.
(coloro i quali non avessero idea del perchè, sono pregati di leggere QUI).
Al suo interno, custodito da sportelli ostili, tutto il nostro guardaroba invernale.
Maglioni, cappotti, maglie, felpe, riposano indisturbati, addormentati da mesi, nel tepore dello scrigno di legno che li contiene.
A questo punto è diventata questione di vita o di morte.
O noi o lui.
Dobbiamo espugnarlo.
Dobbiamo sradicare i suoi sportelli omertosi ed aprire la via della nostra sopravvivenza contro l'assideramento.
Armati della solita scala, motivati come trichechi polari e con il tifo rassicurante di Pino il Pinguino (giunto in visita per l'occasione), iniziamo l'operazione.
Seghiamo gli interstizi, limiamo gli spigoli, martelliamo le giunture.
Siamo efficienti come orologi cinesi.
Ma non ce ne curiamo.
Procediamo spediti verso la vittoria.
Noi di Eppifemili siamo gente seria: abbiamo tutta l'intenzione di portare a termine la "Mission Espugnation".
E non c'è altro da dire.
Tac, tac (bottarelle).
Bum, Bum, Bum (martellamento).
Yeiiin (cigolio).
Frush, frush (segagione).
Ragazzi, il catafalco risponde alle nostre sollecitazioni.
Comincia a dialogare con i nostri gesti.
C'è.
E' sveglio.
Dopo un'ora di esitazione, finalmente l'armadio più verde del mondo SI CONCEDE A NOI.
Magicamente tutte le ante si spalancano.
Io, per l'emozione, comincio a sentire gli angeli cantare.
Ma forse è solo la musica che viene dal pub sotto casa.
Gli amati vestiti si svelano ai nostri occhi increduli.
Siamo felici.
Gioiamo della nostra operosità.
Presi dall'entusiasmo, prendiamo un paio di maglioni di lana e due giacche pesanti.
Li indossiamo e, orgogliosi della vittoria, decidiamo di festeggiare andando a cena nel ristorante sotto casa.
Peccato che quella sera a Roma fanno 30 gradi e sia io che Homo, nonostante il tavolo all'aperto, ci siamo sparati una sauna che manco in Svezia.