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martedì 6 ottobre 2009

Circa una tranquilla mattinata di lavoro

Sproloquiato da eppifemili alle 09:10 22 commenti














E' mattina e sono in soggiorno che lavoro al computer.
Eppi-dog dorme nella sua cuccia leopardata.
Con la coda dell'occhio, vedo qualcosa muoversi in terrazzo.
Si.
E' una coda.
Una coda bianca!
Mi sporgo da dietro lo schermo del pc e vedo Minù.

Minù è la gatta di Gertrud (la signora che abita all'attico - quella di Appuntamento con Lupin III).

Come cavolo ci è arrivata Minù fin qui?!
La ignoro.
D'altro canto non è la prima volta che sconfina.
Penso: meno male che Eppi-dog non se ne è accorta.
Continuo a lavorare.

Dopo alcuni minuti suona il campanello.
"Eppi, scusa!
Zono Gertrud. Minù zi è arrampigata su palconen di signora prime piane.

Atesso Minù non riusciren scentere".


"Accidenti!
Riusciamo ad arrivare al balcone dal mio terrazzo?"


"Creto si. Minù ezzere pazzata di tuo terrazzo per saliren su palconen".

"Prego Gertrud.
Entra.
Proviamo a prenderla".


Avrete forse intuito cosa si sta elegantemente prospettando all'orizzonte di quella che sembrava una tranquilla mattinata di lavoro casalingo.

Gertrud entra.
Andiamo in terrazzo.
Vediamo Minù che si sporge dal parapetto e ci fissa.
Non sa più scendere.
E' bloccata.

Eppi-dog si desta e comincia ad andare in fibrillazione annusando l'aria come un'invasata posseduta dal demonio.

Ovviamente non ha capito un tubo.
Però sa per certo che c'è movimento.
Qualcosa sta per succedere.
E dunque lei ci si deve mettere esattamente in mezzo.

"Minù! Minù! mciù mciù! Scentere ti palconen, prego! Minù!".
Ma Minù non ne vuole sapere perchè colpita ta attacchen di fertiginen fulminanten, yah!

Si sporge un po', ma poi retrocede.

"Gertrud, secondo me dobbiamo provare con la scala.
Minù da lì non si muove neanche se riceve una proposta di matrimonio da Gatto Silvestro".


"Tu ha racionen. Dofe scala?"

Prento scala, yah!
Apro scala.
Gertrud ci monta sopra e con due balzi germanici arriva in un istante all'ultimo piolo.

Niente.
Non riesce ad afferrare Minù.
E' ancora troppo in alto.
L'unica speranza è farla saltare su una parte di tetto che si trova più in basso; e da lì provare a prenderla.

"Minù mvciù mciù! fieni fieni!"
Niente.
Quella stronza si guarda intorno e non ci pensa proprio.

Nel frattempo Eppi-dog, posseduta dallo spirito di Rin Tin Tin - pace all'anima sua -, pur pesando 5 chili e sembrando decisamente un supplì con le zampe, si incavola come una iena imbufalita e comincia a sbraitare.

A sentirla, pare un rottweiler.
A vederla, pare un mocho vileda.

Ovviamente, la sua "discreta" presenza non fa che inibire ancor di più la fuggiasca Minù.

In pratica, attorno alla scala, si è creata una sorta di piramide alimentare:
in basso Eppidog e la sottoscrittta;
sopra la scala Gertrud, in bilico su un piede e protesa verso l'alto;
al vertice, sopra a tutto il cuccuzzaro, regale come una contessa, la candida Minù, immobile come la sfinge, che guarda tutti dall'alto verso il basso.

Si sta decisamente godendo questa scena surreale e secondo me se la ride come una matta sotto i suoi sensibilissimi baffi.

"Gertrud, ho un'idea. Aspetta un secondo".

Entro in casa.
Torno in terrazzo armata di N.2 polpette succulente (sottratte al pasto di Eppi-dog. Pagherò per questo. Ne sono consapevole).
Le passo all'abbarbicata Gertrud.
Minù vede l'esca.
Si decide.
Abbocca.
Con un balzo arriva sul tetto e si avvicina.
Gertrud, aggrappata come una cozza ai rami dell'edera, riesce finalmente ad afferrarla
con la mano libera.
Scendono dalla scala.
Gertrud mi ringrazia, saluta e se ne vanno.
Per il momento Minù è salva.

Tuttavia ho fondati motivi per sospettare che la quiete condominiale non avrà lunga durata.
Questa non era che una battaglia.
La guerra è appena iniziata.

Sono certa che l'acerrima nemica Eppi-dog sta sicuramente meditanto una spietata vendetta.




giovedì 21 maggio 2009

Piovono gelsi.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:58 0 commenti
Avete presente la scena di Magnolia quando a un certo punto dal cielo piovono rane?!?!

Beh, sarò scema, ma io quella scena non l’ho mai capita.

Fino a ieri.

Si perchè ieri mi sono messa in giardino tutta bella apparecchiata con il computer, i telefoni, l’agenda e altre cosette varie, decisa a godermi un’oretta di sana natura.

Stunc!

Mi guardo intorno: stunc!

Stinc!

Stunc, stunc! Statatank!

Guardo in su.

Dall’unico albero sfigato del giardino piovevano gelsi*.

Si, si. Piovevano gelsi che Dio li mandava.

Pensavo.

Simbolo di una nemesi vendicativa e riparatrice?

Giustizia divina che vuole riportare l’equilibrio fra il male e il bene che sono in me?

Boh! Io, molto più semplicemente ne avrei tratto una mia morale personalissima.

Morale del cazzo: non si sa mai cosa ti può piovere in testa quando sei in giardino.

ps: Oh! Ci credete che a un certo punto è arrivata anche una cacca di uccello??!! Mi son detta: sticazzi della natura. E sono rientrata in casa.

Se per caso anche a voi si sono palesate verità di rilevanza cosmica come alla sottoscritta, prego, condividetele con le mie orecchie assetate.

*per chi, come me fino ad un’ora fa, non sapesse cosa diavolo sono i gelsi…beh! sono questi qui , e poi sono anche questi qui ; e poi c’è anche la confettura di gelsi ; insomma come cavolo avete fatto a vivere senza gelsi finora!!??….che vita infelice avete avuto…
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