Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post

mercoledì 16 giugno 2010

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Sproloquiato da eppifemili alle 09:58 7 commenti



Scrivo per rassicurare le Signorie Vostre che:

1. Eppi è viva e vegeta.
Latita ma c'è.

2. La quotidianità della suddetta si è quanto mai ultimamente complicata. Ma state sereni. Ne uscirà.

3. Hernandito ha conquistato il quartierame tutto, diventando la star leopardata più acclamata della storia.
Chettelodicoaffà?!

4. La Eppifemili tutta, prospera nell'afa romana, molesta come una zanzara tigre a digiuno da 3 anni.
Ed è, come sempre, tuttapposto.

lunedì 30 novembre 2009

IL DECIMO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 08:15 21 commenti
bravo

Una cosa bella: appena sveglia la mattina, sentire il profumo del caffè che accarezza i sensi ancora un po' assopiti e dolcemente ti aiuta ad aprire le palpebre pesanti.

Una cosa brutta: la signora anziana che per strada chiede soldi ai passanti distratti e seccati, mentre penso che non vorrei mai che mia nonna fosse al posto suo.

Una cosa bella: pranzare in riva al mare durante una limpida giornata invernale, inspirando l'aria tersa e giocando ad inseguire con le narici il profumo degli spaghetti allo scoglio.

Una cosa brutta: sentire un magone salire su per la gola, e piano piano vedere il mondo sfocato, e percepire che gli occhi si stanno inumidendo fino a generare una limpida, perfetta, liberatoria lacrima.

Una cosa bella: L'emozione trepidante che si prova quando, impaziente, porgi a qualcuno che ami un regalo che hai pensato da tempo e che sai che adorerà.

Una cosa brutta: Sentirti impotente davanti ad un cane maltrattato, sapendo che per uno che ne salvi oggi, tanti, troppi stanno ancora soffrendo da soli.

Una cosa bella: Salire su un aereo e volare verso l'ignoto, con la mente curiosa ed avida di nuove facce, nuovi piedi, nuovi odori e nuovi sorrisi.

Con questa introduzione vi auguro una buona lettura di:


Una cosa bella e una brutta
- per leggerlo cliccaci su -

che è il vincitore del TEFPOW (The Eppifemili's Favourite Post Of the Week) di questa settimana.



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

mercoledì 25 novembre 2009

Il business.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:14 19 commenti



Alcuni giorni orsono mi arriva una simpatica email dal signor Manager Creative Market Director Associate Furbetten di una compagnia che gestisce un network pubblicitario.
Questo mi chiede se sono interessata a promuovere sul mio sito alcune loro campagne pubblicitarie in cambio di una retribuzione economica.

Ora, partiamo dal fatto che su 200 parole della suddetta mail (robbbba come piattaforma d'affiliazione, cpl, output, crascott, uscrott, arcratavitot - che manco i nomi dell'IKEA) ne avrò capite si e no 2.

Continuiamo con il fatto che non comprendo quale interesse economico o di investimento finanziario possa destare il mio sandaletto rosa glitterato, che - percarità! - fa tanto chic; ma oddio! Nel dargli un valore quantificato in moneta (soprattutto dopo questo), ci intravedo un'ombra di esagerazione.

Consideriamo anche il fatto che io non sono una purista del blog "essenziale" (ma questo forse si era capito) e, onestamente, non ci vedrei niente di male ad inserire un bannerino qua e là se la cosa mi aiutasse a finanziare quelle tre/quattro crocchette che ingerisce Eppidog quotidianamente (ovviamont di qualità sceltissima e rigorosamente al caviale oppure alla soja biologica sennò la signorina manco le annusa).

Tuttavia, signori Pubblicitari Manager Creative Market Directors Associates Furbetten , una cosa è certa.

Non vi aspettate che io mi sogni minimamente di inserire nel mio ultra chic e rosissimo blog, immagini di assorbenti, dentiere, detersivi o creme per i brufoli.
Eh no!
Non offenderò in questo modo brutale il mio notorio senso estetico.

Quindi, cari i miei signori Manager Creative Market Directors Associates Furbetten, spremetevi le meningi e a questa porta bussate solo per campagne di scarpe dal tacco 10 in su, cappottini leopardati, tutine da ginnastica con inserti in piume di struzzo o fermagli glitterati
per cani.
Mancoadillo, tutto RIGOROSAMENTE ROSA.

Solo allora vi sarà aperto.


Ps: guardate voi se la prossima volta il taccazzo 12 non ve lo ritrovate quotato a Wall Street...

venerdì 20 novembre 2009

Eppi-sport

Sproloquiato da eppifemili alle 08:44 15 commenti


E raccattare le energie la mattina presto per decidere di fare venti minuti di corsa.

E prepararsi indossando una fantastica tutina viola.

E cercare l'IPod per immaginare (mentre corri) di essere la protagonista di un film eroico, sensazionale, adorato dal pubblico e pure dalla critica.

E notare con gaudio che l'Ipod è completamente scarico.

E, in quest'era tecnologica (non essendo mio il suddetto IPod) non sapere come cazzo fare a ricaricarlo almeno per il tempo sufficiente ad espellere quei due/tre ettolitri di tossine dal mio corpo.

E incazzarsi con il famigerato IPod, con Homo che non si sa mai dove infila le cose, con tutto il resto del mondo, ma soprattutto con sé stessa per non averci pensato prima.

E uscire di casa comunque (di cattivo umore però) col grugnone che arriva fino a terra.

E dirigersi sotto gli argini del fiume, dove sembra esserci un paradiso isolato dal mondo terreno, senza dimensione e senza tempo, dove il massimo che puoi fare è incontrare un altro insonne come te con la sua tutina e il suo (beato lui) IPod.

E pensare che davvero beatoluiconilsuoIPod, perchè senza musica è tutto molto più moscio e faticoso.

E sentire, dopo il curvone, proprio di fronte alla Cloaca Massima, appena superato il Ponte Rotto, un unico suono inaspettato provenire da molto lontano: è musica.

E avvicinarsi.

E sentire quella insolita melodia sempre più forte, trasformarsi in un grido, un richiamo, un invito sussurrato.

E veder comparire in lontananza un puntino; è un ragazzo, con accanto un valigione di cuoio marrone ed in bocca una scintillante tromba; è solo; suona concentrato a occhi chiusi rivolgendosi all'acqua che scorre da secoli infiniti a meno di un metro da lui.
Parla con lei. Ed i suoi gesti lenti sembrano accompagnarla nel suo placido fluire.

E ascoltare la sua musica lenta e rimbombante che si propaga nell'aria mattutina, che incita i gabbiani a volare più in alto e le papere a giocare fra loro.

E correre allora. Più forte, nel tepore del primo raggio di sole, al ritmo senza tempo di quel fotogramma magico ed inatteso.

E pensare che la vita è bella.

ps: ragazzi lo so che questi post non sono propriamente ciò che vi aspettate da questo blog. Ma è così. 'Sto periodo mi escono riflessivi. Abbiate pazienza.

mercoledì 18 novembre 2009

La due giorni.

Sproloquiato da eppifemili alle 20:51 23 commenti


Ho da poco accompagnato Homo alla stazione.

Va fuori città due giorni per lavoro.
Lo saluto e lo vedo scomparire nella folla dell'ora di punta.

Accendo la macchina e la infilo nel traffico per rientrare a casa.

Seduta accanto a me, Eppidog che mi guarda fiduciosa e sicura del fatto che mai niente nella vita le capiterà di male.
Questo a patto che lei capisca cosa sia "male", dato che in vita sua i maggiori problemi sono sorti nel momento in cui ha dovuto scegliere fra palletta rosa e palletta blu, oppure fra carotine e carne o zucchine e pesce.

Le macchine mi scorrono davanti, accanto; svaniscono ingurgitate dai semafori, dalle strisce pedonali, dai cartelloni pubblicitari coloratissimi.

Mi sento dentro ad un vuoto pneumatico.
In silenzio assoluto.
I miei gesti non producono rumore.
Come se fossi imbottigliata, nessun suono filtra attraverso i finestrini.

Arrivo a casa.
Chiudo la porta.
Ho due giorni.
Due giorni di pausa.
Questa sera me la dedico.
Nel tepore delle mie pareti colorate e coccolata dal mio tavolo dorato.

Stasera spengo tutto e, se mi scappa, penso un po'.
A me.

Mi preparo una cena che mi piace.
E alla fine mi mangio pure un cioccolatino.

Rispondo al messaggio di Homo che fa:
"Ailoviù".

Sorrido.
E penso che sarà bello godersi attimi di stasi prima di realizzare che ti manca qualcuno.

giovedì 12 novembre 2009

Breve e concisa.

Sproloquiato da eppifemili alle 18:00 12 commenti


Dato che non ci siamo mai fatti mancare niente, sappiate che
non cominceremo certo ora !

E quindi...
è sempre e comunque


TUTTAPPOSTO !


ps: sottotitolo del post: "Giornate di merda a raffica: come uscirne; ma soprattutto, come ci si è entrati.
... Assapello"
.

martedì 10 novembre 2009

Tecniche.

Sproloquiato da eppifemili alle 08:37 39 commenti


Tempo fa avevo accennato alla difficoltà che il mio gentil consorte ha nel risvegliarsi la mattina.
Ecco.
Appunto.

Riflettevo su questa condanna che anche io, prendendolo in sposo e facendo di lui un uomo onesto, ho deciso di accollarmi.
Spesso Homo, quando ha un impegno importante o un appuntamento ad orari normali per il resto del mondo (ma improponibili per il suo cervello che inizia ad avere cognizione della propria esistenza non prima di mezzogiorno), proferisce con voce angelica (e talmente dolce da cariare un molare in 3 secondi netti)


la fatidica frase:

"Eppi, amore, domani mattina mi aiuti a svegliarmi?"

DEEEENGH!

Per me inizia l'incubo.
So cosa mi aspetta.
E so che non sarà facile.

Per essere sufficientemente chiara e farvi capire la gravità della situazione, potrei catalogare le tecniche di risveglio (peraltro tutte fallimentari) che negli anni si sono succedute nella condivisione delle nostre vite.

Metodo fallimentare n.1:
Le frasi gentili e delicate.
Del tipo:
"Homo, tesoro! E' ora. Devi svegliarti. Dobbiamo andare".
Dieci minuti dopo:
"Homo, caro. E' ora. Siamo in ritardo. E' ora di svegliarti".
Trenta minuti dopo:
"Homo caro, Dai! Svegliati! Su! Su!", a questo punto mi sto aiutando con gesti e spintarelle.
Niente.
Un'ora dopo, frustrata ed avvilita, la sottoscritta alza il timbro di voce rasentando l'urlo isterico, e provocando nel consorte uno stato di trauma psico-fisico che sicuramente ha da tempo bruciato in modo irreversibile un buon 70% dei suoi neuroni attivi.
Metodo chiaramente fallimentare.
Archiviato.

Metodo fallimentare n.2:
Il succo di frutta a letto.
Tale metodologia ha sembrato dare accenni di riuscita.
All'inizio.
Poi gradualmente, come un vaccino,
il nostro, si è autoimmunizzato, arrivando praticamente a bere direttamente nel sonno il bibitone (sempre più grande) di succo fresco; e ricadendo in letargo poi come se niente fosse.
Tale metodologia si è declinata nel tempo in una serie infinita di varianti, che vanno dal caffè, al bicchiere di acqua ghiacciata o addirittura all'intera colazione a letto.
Niente.
Tutte le volte si riaddormenta.
Dopo timidi accenni di riuscita, anche questo metodo è stato impietosamente archiviato.

Metodo fallimentare n.3:
Il martello pneumatico.
Questa metodologia è stata gentilmente offerta in beneficenza per "il caso umano" da un gruppo di operai i quali, avendo evidentemente avuto pietà di me, per un breve periodo, hanno deciso di posizionare un cantiere di lavori stradali proprio sotto la finestra della nostra camera da letto.
La prima mattina il nostro eroe infatti ha reagito dando cenni di vita.
Si è svegliato dopo i primi 15 minuti di tremore del palazzo, scosso praticamente da una sorta di terremoto al decimo grado della scala Mercalli.
La seconda mattina i minuti sono diventati 25.
Alla terza mattina, dopo ben due ore di martellamento pneumatico, gli operai vanno in pausa caffè.
A quel punto, il nostro si alza dal letto proferendo la seguente frase:
"Che bello Eppi! Gli operai hanno finito i lavori! Questa mattina non si sono sentiti!".
Metodo ovviamente archiviato e bollato.

Metodo fallimentare n.4:
i giochini per bambini lenti.
"Homo, ora muovi un ditino", e lui muove un ditino.
"Homo dai! Alza una manina", e lui alza una manina.
"Ora Homo, solleva un braccetto", e lui solleva il braccetto.
"Adesso, muovi una gambina", esegue.
Si procede insistentemente riattivando la circolazione nel corpo esanime e letargico del nostro, fino a completo (si fa per dire) risveglio.
Metodo troppo lungo e impegnativo.
Archiviato.

Metodo fallimentare n.5:
il ricatto psicologico.
Dovete sapere che il nostro,
la mattina ha piacere di non svegliarsi in solitudine (pure!).
O meglio, quando ciò avviene (nel caso in cui io debba uscire di casa ad orari decenti), qualora non avessi avuto il tempo di resuscitarlo, Homo mi cade in depressione.
Si avvilisce e dà inizio ad una di quelle che possiamo archiviare sotto la dicitura "giornate tristi e senza prospettive di recupero".
Ovviamente, spinta da infinito amore ed interminabile pazienza, al fine di evitare questo temibile stato d'animo, quando ho un appuntamento, comincio da un'ora prima di uscire, a ripetere il mantra:
"Homo, caro, sto per uscire".
Dopo 10 minuti:
"Homo, caro, sto per uscire".
Dopo 20 minuti:
"Homo, caro, sto per uscire".
Dopo 30 minuti:
"Homo, caro, sto per uscire".
Dopo 45 minuti:
"Homo, caro, sto per uscire".
E così' via, fino allo sconquassamento di timpani (del nostro) e alla crisi di nervi/epilettica (mia).

Ma voi che dite, la prossima volta,
LO LASCIO DORMIRE?!?

ps: si accettano suggerimenti per eventuali nuove tecniche di risveglio.
OH! A CHI MI TROVA LA SOLUZIONE ASSEGNO IL PROSSIMO TEFPOW.

lunedì 9 novembre 2009

OTTAVO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 08:26 6 commenti
bravo

Per il post vincitore del TEFPOW (The Eppifemili's favourite Post Of the Week) di questa settimana non ho davvero parole da aggiungere.

Anzi, a dire il vero non le voglio proprio aggiungere per non sciupare la densità della lettura.

Vi dedico dunque questa scelta che non può che aprire una porta fresca verso il nuovo inizio di settimana.

Eccovi quindi:


V, 11 luglio 2009.

- per leggerlo cliccaci su -



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

venerdì 6 novembre 2009

La sorpresa

Sproloquiato da eppifemili alle 08:19 27 commenti


L'altro giorno becco Homo davanti al computer che, quando passo io, chiude di corsa una schermata e comincia pateticamente a fare lo gnorri (dicesi "gnorri" colui il quale cerca in modo fin troppo evidente di condurre l'altrui attenzione verso lidi più sicuri e confortevoli con l'unico scopo di uscire dall'imbarazzo di una situazione oltremodo scomoda).

Mhmhm....

"Che facevi?", io vaga (molto) + curiosa (da attacco sincopato) + sospettosa (al limite del sopportabile).

Lui, rosso sulle gote, occhio pallato e roteante
a cazzo, con aria di chi nasconde ma non sa assolutamente mentire.

"
Niente. Una cosa. Che vuoi?!", che fa?! Ribatte?!

E' palese come il sole di ferragosto a mezzogiorno che sta nascondendo qualcosa.
Sento che si sta per scatenare l'investigatrice che è nascosta in me.
Manco tanto nascosta, a dire il vero.
Lui, è convinto di avermi fregato, imbastendo la strada del "Ora cambio discorso così si dimentica".
Illuso...
Tzè.

Io sono la versione giovane di Jessica Fletcher, PIU' la versione femminile del Tenente Colombo, PIU' la versione impicciona di Dexter...

e secondo voi, me la potevo bere?!?

Sono lì, lì che sto per armarmi di lente di ingrandimento fotonica, macchina della verità con elettrodi al cianuro e binocolo ai raggi X.

Ho praticamente già indossato il camice bianco di Dexter.

Sono tentata....

MA NO.

Resisto.

Io sono una che, nonostante la sua cronica curiosità per
n'emporte quoi, si fida e lascia correre.
Io!
Un'incurabile illusa forse, ma sono fatta così.

Troppa fatica preoccuparsi prima e dopo.
Tanto vale preoccuparsi solo dopo.

Quindi vado in cucina e lascio Homo alle sue
oscure ed ignote trame.

OGGI
.

Il nostro arriva tutto tronfio e soddisfatto e fa:
"Ti ricordi l'altro giorno quando trafficavo davanti al computer!?!? Beh! Ero lì che facevo questo".

E tira fuori due fantastici biglietti per un concerto al quale volevamo andare.

Io, felice e compiaciuta della scelta non indagatoria di qualche giorno fa, gli salto al collo.

"E poi, soprattutto, anche questo", ride.

E tira fuori altri due biglietti per
"IL CONCERTO".

Quello che ho mancato innumerevoli volte nel corso della mia vita per i motivi più bizzarri.
Quello che ho rimpianto per mesi.
Di cui parlo da una vita.
Quello che è rimasto in me come un sogno nel cassetto non realizzato.
Quello che non sapevo ci sarebbe stato in un freddo giorno del prossimo febbraio.
Proprio quello.
E lui ha in mano due fantastici ingressi per NOI.

Lo dicevo io che non fidarsi è bene.

Ma fidarsi è meglio.

mercoledì 4 novembre 2009

Mondi paralleli

Sproloquiato da eppifemili alle 08:30 29 commenti


Eppi:
"Allora che si fa?Andiamo a cena al giapponese?"

Amico di Homo Pesce L.:
"Si dai! Prima però passo a prendere Stefanie e poi arrivo".

Eppi: "
Stefanie?!?! Ahaa-ah! Di nuovo lei! Non mi hai raccontato niente!"

Amico di Homo Pesce L.:
"Beh! Non ho raccontato niente perchè non c' è niente da raccontare. E' una ragazza che ho incontrato".

Punto.
Chiaro no?

Conciso.
Preciso.
Esaustivo.
Chiusa conversazione.

Del resto, cosa chiedere di più?

Amico di Homo Pesce L., l'uomo più taciturno della galassia, quello che al posto delle parole proferisce bolle (come un pesce appunto), ha infilato più sillabe di seguito di quante non ne abbia espresse negli ultimi dieci mesi.

La sua frase equivale praticamente ad una dettagliata confessione, corredata da particolari meticolosi, succulenti e piccanti.
Nel frattempo Homo, imbarazzatissimo, fa il vago fingendo di non conoscermi, facendo gestacci per farmi tacere, e rimpiangendo il giorno in cui mi ha chiesta in sposa.
Figuriamoci.
Io trivello e mi avvinghio alla questione come una cozza allo scoglio.
Ma niente.
Nessuna ulteriore informazione viene snocciolata, e rimango lì, in attesa dell'oracolo che non ha nessuna intenzione di palesarsi.

...Esattamente la stessa cosa che è successa pochi giorni prima, durante un
anonimo e non programmato caffè di mezza mattina.

Amica di Eppi R.:
"Tesooorooo! Non sai cosa mi è successo!"

Eppi:
"Cosa cara?! Dimmi tutto! Voglio i particolari. Non tralasciare nulla.
Non essere avara"
.

Amica di Eppi R: "Allora. Erano giorni che non mi chiamava.
Poi, ad un certo punto ha cominciato ad inviare una serie di messaggi.
Aspetta, te li leggo", li passiamo chirurgicamente al vaglio tutti; non ne tralasciamo neanche uno.

Valutiamo i pro.
I contro.
I come.
I perchè.
I quando.
E pure i qualora.
(Perche non si sa mai).

Procediamo con la conversazione.

Amica di Eppi R: "Vedi questa parola?!
La vedi?!

Non ci posso credere.
Ma secondo te, che senso ha realmente?"


La successiva ora e 20 minuti ci vede impegnate in una dettagliata frantumazione dell'io recondito del malcapitato messaggiatore, con conseguente analisi psico-socio-emotiva del suo subconscio (più sub che conscio a dire il vero).

Tre caffè, due fiumi in piena di parole, e circa 7 telefonate dopo, non paghe, decidiamo di darci appuntamento per l'aperitivo serale, per sviscerare la degna questione come merita.

Ma ora mi domando e dico: uomini e donne vivono davvero sullo stesso pianeta?

giovedì 29 ottobre 2009

Vita

Sproloquiato da eppifemili alle 08:05 24 commenti



Il signore di mezza età nella Porshe nera fiammante con il gomito appoggiato sul finestrino e lo sguardo fisso davanti; è così distante da quel mondo che lui filtra con lo specchio dei suoi Rayban a goccia;
che poi mi domando se la sua amante ha fra i venti e i venticinque, oppure fra i venticinque e i trenta.

La signora sessantenne sul motorino con le caviglie un po' gonfie che spuntano dalla gonna lunga di lana verde. Indossa un piumino blu scuro e in testa ha un casco bianco che nasconde una pelle un po' avvizzita;
che poi mi domando se lavora dalle otto alle dieci ore, o dalle dieci alle undici ore al giorno per comprare i regali di Natale ai nipotini.

La donna elegantemente vestita che inciampa perchè un tacco si è inchiodato nella fessura fra due sampietrini; è chiaramente in ritardo, affannata; recupera i fogli sparsi per terra, la borsa, e riparte;
che poi mi domando come fa, tornata dal lavoro la sera, ad occuparsi dei due figli, della casa e del suo uomo.

I turisti che spuntano dal Sightseeing bus, appollaiati sui sedili all'aperto; mezzi surgelati, scattano foto fameliche;
che poi mi domando cosa resterà
nelle loro teste (una volta tornati a casa), di un giro mordi e fuggi in un luogo come Roma, dove non basterebbero 8 anni per capirci qualcosa.

La ragazza sul motorino con un casco rosa (che più rosa non si può) che sembra una biglia nel traffico impazzito e se ne va pensando che forse oggi la prof la interrogherà; che poi mi domando come ho fatto a superare quell'età così complicata ed essere oggi ancora viva e sana di mente (forse).

Il gladiatore che è appostato vicino al Colosseo, con il suo costume di plastica, in cerca di turisti per farsi fotografare in cambio di un sorriso e di cinque euro; che poi mi domando come fa a non avere freddo vestito così; ed infatti, noto che indossa dei pesanti calzettoni di lana sotto i finti sandali alla schiava.

Questo, nella mia testa e intorno a me, mentre andavo ieri mattina da casa al mio studio.

giovedì 22 ottobre 2009

A volte capita

Sproloquiato da eppifemili alle 09:18 30 commenti
Certe volte ti capita che guardi i tre vasi rosa con i fiori rossi, allineati sul davanzale della finestra e ti ricordi che quella è casa tua.

Certe volte ti incanti ad osservare il tuo cane che gioca e poi si accascia stanco sul divano.

Certe volte pensi che quella camera che oggi è un delirio di oggetti senza senso, un giorno forse sarà la camera di tua figlia.

Certe volte, di domenica pomeriggio mentre fuori piove, metti nel forno una torta alle mele e sai che la mangerai domani a colazione con lui.

Certe volte ti perdi, nel pensare alla magia del mondo che va avanti vorticosamente mentre tu, con calma, scrivi un post.



ps: si. Lo so, scusate. Si è cariato un dente pure a me. Oggi m'è presa così...

domenica 18 ottobre 2009

IL SESTO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 17:07 11 commenti
bravo

Dopo aver letto questo post, non posso non attribuirlgli il sesto TEFPOW (The Eppifemili's favourite Post Of the Week) della storia di Eppifemili.

No. Non posso non farlo.

Perchè?

Perchè, in fondo, siamo tutti vanitosi, e non è affatto detto che questa sia necessariamente una cosa negativa.

Perchè sono anni che mi sparo endovena e con sommo gaudio, innumerevoli vasetti delle più variegate creme antirughe.

Perchè l'effetto rassicurante regalato da un piccolo acquisto in profumeria, non ha valore nei grigi pomeriggi invernali, magari in una di quelle giornate in cui ti senti un po' giù e l'unica cosa che vorresti fare è attaccarti alla canna del gas.

Ma soprattutto attribuisco a questo post il sesto Tefpow, perchè devo indiscutibilmente un riconoscimento ad una costante e rassicurante presenza della mia vita.

Il magico mondo della signora Viola.

La mia "profumiera" storica.
Quella che mi ha visto crescere, inciampare e rialzarmi insicura nell'alternarsi delle stagioni della mia giovane vita.

E' lei che ha assistito al susseguirsi dei miei profumi nelle fasi prima bambinesche, poi adolescenziali ed in ultimo di donna.

Sempre lei ha visto passare sotto i suoi occhi truccatissimi, il mio primo Musk di Alyssa Ashley che per anni ha caratterizzato l'odore di tutti i miei indumenti.

La signora Viola, con la sua voce rassicurante e calma, il suo incedere altalenante dietro il bancone del negozio, il suo sorriso sincero ed il trucco esagerato (che la rende del tutto simile a Uby vestito da Drag Queen più che a una signora di mezza età), ha avuto un ruolo impagabile nella formazione della mia storica collezione di piccole bottiglie di profumo, che gelosamente custosdisco da anni.

Ma più di ogni altra cosa, la signora Viola, ha contribuito con i suoi consigli a farmi sentire più bella nell'inesorabile incedere del tempo.

Mi ha aiutato a sentirmi un po' più sicura.
E decisamente, a tratti, più felice nel concedermi periodicamente il lusso di quelle sane ed inestimabili coccole, che solo un gesto interamente dedicato a sé stessi sa dare.

E quindi, signora Viola, oggi io la ringrazio pubblicamente con questo Tefpow, e a tutti voi auguro una buona lettura di Insy Loan e Lo Stato delle Cose in:

IL PREZZO DELLA BELLEZZA


- per leggerlo cliccaci su -



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

domenica 27 settembre 2009

IL TERZO TEFPOW !!

Sproloquiato da eppifemili alle 12:04 21 commenti
bravo


E' domenica.
E, come ogni domenica, qui da Eppifemili aleggia nell'aria, rapace come un avvoltoio, lui:

il
TEFPOW (The Eppifemili Favourite Post Of the Week).

(chi non sa di cosa si tratta e si è deciso a farsi finalmente una cultura, è pregato di andare QUI e, volendo anche QUI ).

Questa settimana è il turno del geniale blog di
Sunofyork.

Signori e signore!
Oggi si parla di UOMINI!

Oltre alla brillante e lucida analisi socio-culturale che ne ha fatto lei,
mi permetto di integrare il concetto con una simpatica riflessione che tempo fa io e la mia ormai inseparabile Tendallegra elucubrammo assieme.

Dai nostri cervelli evidentemente malati ne derivò una sorta di schema esplicativo.
Una legenda insomma.
Un libretto delle istruzioni per donne impenitenti e DECISAMENTE sull'orlo di una crisi di nervi;
ma anche (e sottolineo anche) per uomini che, dotati di una certa dose di autoironia, abbiano voglia di trarre inestimabili insegnamenti dalla lettura di tali avanguardistiche conclusioni sociologiche.

Decidemmo, andando per bieche generalizzazioni (che a rileggerle quasi quasi mi sputo in un occhio) di catalogare alcune tipologie prevalenti di uomini (compagni, amici o conoscenti, amici di amici, insomma la qualunque) che hanno avuto il privilegio di imbattersi in noi nel corso delle nostre
auguste vite.

Avemmo infatti il coraggio e la faccia tosta di classificarli nel seguente ragguardevole modo:

Iron man: quello che ti risolve tutte le questioni, l’uomo intraprendente, quello che non deve chiedere mai, quello che ti dice “Tranquilla baby, penso a tutto io”, il supereroe, insomma (ma esiste?! Se si, prego fornire numero di telefono e indirizzo email. Provvederò ad inserirlo prontamente nell'Eppi-schedario della Eppi-agenzia matrimoniale che, viste le pressioni da voi sollecitate, aprirò quanto prima).

Culodipiombo man: come da definizione, quello apatico e pigro, che non si alza mai a causa dell’eccessivo peso (piombo appunto) delle sue terga (culo), che stravaccato sul divano è sempre stanco; quello che rimanda al dopodomani ciò che andrebbe fatto subito, quello che ha un entusiasmo pari a quello che potrebbe scaturire dalla lettura dell’autobiografia di un tronista di “Uomini e donne”.

Ecchedupalle man: noiosooooooooooo, noiosoooooooooooo….tutto pieno di sè tanto da scoppiare, ‘nà pentola de fascioli in perpetua ebollizione. Si può tranquillamente collegare direttamente alla categoria de “IL PESANTE”.

Furio man: ve lo ricordate Carlo Verdone vero? Quella dei Furio-men è una specie in continua evoluzione che credevasi estinta ma che tuttavia si riproduce ed insinua trasversalmente nel moderno contesto sociale. Non devo aggiungere altro. Il video parla da solo.

ps: uomini scatenatevi. all'ingresso c'è una cassetta di pomodori e uova marce che potete serenamente e liberamente lanciare addosso alla sottoscritta,
e a tutte coloro che lasceranno commenti solidali.
Nessuna esclusa.


Ciò premesso, aggiungo alla lista un'ulteriore tipologia individuata dalla vincitrice del TEFPOW di questa settimana, e vi auguro una buona lettura di:

L'uomo catorcio
-cliccaci su per leggerlo -


*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

giovedì 24 settembre 2009

Matrimonio con sorpresa.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:15 47 commenti
Qualche giorno fa siamo stati invitati al matrimonio di una cara amica di Homo.

"Tu Donna, ricorda che il matrimonio è un impegno importante. Dal quale non si può tornare indietro.
Dovete venirvi incontro.
Essere amorevoli l'uno con l'altra",
pontifica il prete.

"Tu Donna, devi essere paziente", continua.

"Tu Uomo, se lei una sera è stanca e non vuole cucinare, vai in rosticceria e compra qualcosa da mangiare insieme, nella condivisione della vostra famiglia".

"Tu Uomo, sii consapevole del fatto che mentre lavori in ufficio, anche lei lavora in casa. Non dimenticartene. Sii comprensivo".

"Tu Donna, quando lui rientra la sera, sin dai suoi primi passi, devi capire se è il caso di stare zitta oppure parlare".

Tòh!
La sposa è impallidita.
Tutti credono che abbia un mancamento.
Poverina, è emozionata.
Io penso tra me e me, che stia per tirare fuori, da sotto il vestito a meringa, una beretta calibro 22 con l'intenzione di terminare il prete e fuggire ai Caraibi col fotografo.

Finita la cerimonia, inizia il ricevimento.

Al brindisi, dopo aver tagliato la torta,
tutti urlano all'unisono:

DI-SCOR-SO!
DI-SCOR-SO!

Gli sposi imbarazzati, non sanno cosa dire.
Lui muto.
Lei se lo guarda e, indicandolo, fa:

"Dato che il prete ha detto che io devo stare zitta, ora il discorso lo fa lui".

Tu, Uomo, beccati questa e vedi di afferrare al volo l'antifona.

mercoledì 16 settembre 2009

Da non credere

Sproloquiato da eppifemili alle 12:02 37 commenti
Ieri c'è stata la prima lezione nella nuova palestra (quella comunale di qualche post fa).
Per me, che sono palestra-dipendente, si apre una nuova era, un nuovo periodo, un nuovo ciclo vitale.
Praticamente un evento di dimensione cosmica.

Curiosa come una bertuccia ubriaca, e desiderosa di scoprire i nuovi compagni di corso nonché l'insegnante, mi incammino verso la mia destinazione.
Devo cronometrare i tempi.
Considerando che per andare dalla ex-casa alla vecchia palestra impiegavo solo
dueminutiequindicisecondi, non credo riuscirò a eguagliarlo.
Infatti arrivo dopo un modestissimo
setteminutietrentasecondi (cavolo! è lontana!).

Entro.

Ovviamente, essendo un edificio enorme, non ho la più pallida idea di dove io mi debba direzionare.
Provo ad andare verso la segreteria, dove una fila interminabile di imbufaliti (i parenti di quelli di qualche giorno fa) mi guarda in cagnesco se solo provo ad avvicinarmi (vaga) allo sportello.

Perlustro in giro e ovviamente non c'è nessun altro a cui chiedere.

Essendo vigliacca e volendo vivamente evitare un pestaggio, decido di cercarmi la sala da sola.
Dopo dieci minuti sono ancora lì che vago.
Beh! Anche questa è ginnastica in fondo.
Comincio a dubitare di arrivare prima della fine della lezione.
Me la rischio e torno in segreteria.

"Scusiiii!", urlo da lontano mantenendo una decente distanza di sicurezza dal signore brizzolato che vorrebbe uccidermi con un colpo secco dell' I-Phone sulla tempia.

"Dov'è la sala della lezione di pilates?"

"Giri a destra, poi prenda il corridoio. La prima a sinistra".

"Grazie!", e fuggo via.
Entro nello spogliatoio.
Ovviamente sono in ritardo.

Come apro la porta, mi si palesa

il reparto geriatrico del Policlinico Gemelli.


Una fila di signore ultra settantenni con tutine fuxia, scaldamuscoli, e fascette colorate in testa, attendono impazienti.
Sono pronte, loro.
prontissime;
sull'attenti per iniziare la lezione.

No.
Non promette niente bene.
Comunque persisto.
In fondo, questa è una lezione di prova per decidere se preferisco fare Pilates o Gym Music (no. non mi domandate qual'è la differenza perchè a questo punto sono confusa e non ne ho la più pallida idea).

Arriva l'istruttore.
Antonio.
Ragazzo sui ventotto anni, aitante, timido e con le gambe più storte che io abbia mai visto.
In pratica in mezzo ci passavo io seduta sopra a un elefante.
Senza problemi.

"Allora ragazze! Metto su un po' di musica!", ragazze so' parole grosse. Qui pare di stare a Villa Arzilla!

Si dirige verso un mobiletto scalcagnato.
Lo apre.
Tira fuori un cavo elettrico e lo inserisce nella presa.
Mette su un cd.
Sento con orrore la voce di...Riccardo Cocciante.
Dico!
Riccardo Cocciante in palestra =
motivazione pari a zero.
Non ho parole.
Penso con la lacrimuccia che esce dal lato degli occhi, alla mia amata Cerbero (insegnante stacanovista della palestra vicina alla vecchia casa).
La malinconia mi assale.
Ciò un groppo alla gola. Ciò.
Non so ancora che la voce di Riccardo Cocciante si liquefarà ben presto in una cantilena stile zen (anche detta:
ho dolori di pancia - mi serve un Imodium).
Ma andiamo avanti.

Il reparto di gerontologia è lì, arzillo e carico.
Le adoro.
Per tutta l'allegria che trasuda dai loro out-fits variopinti e profumati di
Ore d'Oblio
.
Zompettano!
Scalpitano!
Sono calde!
Si comincia.

"
Allora signore, adesso facciamo la posizione della rana", di bene in meglio, penso io. Mo' me tocca fa' pure la rana. Non sarà una botta di vita esagerata?!

"Da supine, inspirando, portate il ginocchio sinistro al petto. Poi, espirando, portate il ginocchio destro al petto". Si. Va bene. E l'esercizio quando comincia?

"Ora tornate nella posizione iniziale; e ripetiamolo per 15 volte", a quel punto mi voglio suicidare salendo sul mobiletto dello stereo e buttandomi di testa sul tappetino.
Cerbero! Dove sei?! Ti prego vieni a salvarmi!

La lezione va avanti così per ben 45 minuti.

"Ora facciamo gli ultimi 5 minuti di defaticamento, ragazze", si certo; defatichiamoci pure, così io mi addormento.
Inizia la procedura di streching.
La musica a questo punto è tipo ninna nanna e farebbe assopire anche un neonato affamato e nel mezzo di una crisi isterica.

E infatti....
"Signorina! Signorina! La lezione è finita".

"Uh?!? Eh?!..... Si. Ecco.... Streching...Si. Gamba destra...qui..."

"No. Signorina! La lezione è finita. Si era assopita un attimo".

Meno male che sono rinsavita, perchè stavo per chiedergli cornetto e cappuccino.


martedì 15 settembre 2009

Notte bianca

Sproloquiato da eppifemili alle 11:45 37 commenti
"Papà! Papa! Mi compri il gelato?!? Dai! Dai! Dai!", urla il bambino zompettando attorno al genitore.

"Tesoro come lo vuoi il gelato?", risponde il padre premuroso.

"Lo voglio al cioccolato, alla nocciola, alla fragola, al pistacchio, e..."

"Ma così poi è troppo grande. Devi scegliere solo due gusti".

"Noooooooooooooo! Io ne voglio quattroooo! Io ne voglio quaaaatroooo!", frigna il bambino sgolandosi come se lo stessero torturando spegnendo la televisione a metà del suo cartone preferito.

-----------------

"Ciao! Come ti kiami tciù?", Procace Bionda Americana a Piacente Barista Italiano.
"Alessio", Piacente Barista Italiano a Procace Bionda Americana.
"Alessio, Rome is really hot, isn'it?".
"UH!?", la guarda con occhio pallato. Non ha capito un cavolo. Dopo tutto, lui ha fatto francese a scuola.
"Calldo. Roma is very calldo, no?", incalza lei.
"Aaah! Yes! Caldo", ora ha capito e, giustamente ribatte con affermazione di impareggiabile acume.
"Where do you go when it's hot?", insiste lei.
"Yes. It's hot"
"No, Alessio. Dove va tu quangio essere mootto calldo?!? To the sea? All marue?"
"Yes. Mare. Yes", a quel punto pure un'assatanata in preda ad una crisi d'astinenza avrebbe desistito; ma Procace Bionda Americana non ci pensa nemmeno.
"What time do you stop working? Che orua finisci qui. Lavoruo?", ci riprova lei.
"Yes. Qui io lavoro", 'sto ragazzo è de' coccio.
"No! Finisci? Che orua?"
"Aah! Non so, forse alle 3".
"Andiamo marue dopo?", a quel punto lei è diventata pericolosamente esplicita.
Lui ci pensa un po'. Non ha ancora capito se ha capito.
"Ahhhh! Mare?!", esita, ma ha capito.
"Nooo! E' tardi....".

A quel punto lei si è davvero rotta le scatole. Si è ricreduta sull'idea che aveva dell'Italiano medio.
Si alza e se ne va.
Silenzio.

----------------------

"Pronto?", donna sui quaranta che cammina veloce.
"Senti adesso la devi finire. Io non ce la faccio più! Capito?!", la voce si alza gradualmente.
"No! No! Ti ho detto di no. Non insistere. Ne ho abbastanza. Tu la devi capire questa cosa", la voce ed il ticchettio dei tacchi sui sanpietrini, si allontanano fino a spegnersi del tutto.

-----------------------

Tutto questo avveniva simpaticamente in una notte di fine estate, dalle 2 alle 3 del mattino, esattamente sotto i vetri della finestra della
nostra camera da letto (primo piano), ancora aperta per l'afa estiva.

Poi dice che uno cià l'insonnia.

giovedì 3 settembre 2009

Quando la Aldonsa è in vacanza

Sproloquiato da eppifemili alle 09:43 58 commenti


















Quando la Aldonsa è in vacanza succedono un sacco di cose strane in questa casa.

Quando la Aldonsa è in vacanza, si creano delle montagne sparse di oggetti non identificati negli angoli più remoti dell’appartamento: ognuno di noi si guarda bene dal ravanarci dentro (Eppidog esclusa, poiché gli odori la attizzano parecchio), per timore di trovare esempi di evoluzione della specie animale che manco Piero Angela saprebbe catalogare.

Quando la Aldonsa è in vacanza, dalle finestre si vedono palazzi sempre più offuscati: da quando è partita, credo che Roma (per la tristezza) sia stata immersa in un sottile e costante strato di foschia. Tuttavia recentemente mi è sorto il dubbio che io debba pulire i vetri.

Quando la Aldonsa è in vacanza, gli indumenti residenti nell’armadio hanno le fattezze di fogli accartocciati: la conseguenza è che vedo Homo girare per e fuori casa, con outfits degni del premio oscar per i costumi, che prevedono l’accostamento del giallo al viola con l’aggiunta di un sospetto di verdino anni ‘70; il tutto talmente ingrinzito che pare che l’hanno passato al tritarifiuti. Benissimo.

Da quando la Aldonsa è in vacanza, caso strano, la biancheria si è depressa: ha stranamente acquisito un colore grigetto con punte di rosato. Ho provato a parlarci, ma niente.

Da quando la Aldonsa è in vacanza organizzare cene per gli amici è diventato faticosissimo: nonostante l’ingresso in questa nuova casa di nientepopodimeno che….LA LAVASTOVIGLIE (standing ovation please), il rassettare dopo il terzo bicchiere di vino, mi crea simpatiche sorprese il giorno seguente, non ultima quella di trovare una scarpa nel frigorifero.

Ho capito che, finchè la Aldonsa è in vacanza,

mi sa che è meglio che io diventi la Aldonsa.

lunedì 31 agosto 2009

Il ritorno di S.

Sproloquiato da eppifemili alle 16:08 25 commenti
















Vi ricordate per caso di S., l’ amica di cui ho ripetutamente parlato QUI ?

Quella che, essendo single, è una divoratrice assatanata di mondanità ed appuntamenti?

Beh! Magari a voi non interesserà, ma fatto sta che S. è appena tornata dalle vacanze.

S. è andata in Grecia.

Su un’isola fantastica che chiameremo Oskiolampapopulus.

S. si è divertita un sacco a Oskiolampapopulus e, durante la prima telefonata di aggiornamento, mi ha descritto a grandi linee l’andamento delle sue ferie appena concluse.

“Ciao Eppi, tesoro! Come stai?”

“Bene grazie. E tu cara? Quando sei tornata?”

Da un paio di giorni. Sono stata in Gracia, a Oskiolampapopulus. Cioà… non puoi capire. Un posto intergalattico.

Un mare dapaura. Eppoi una vita molto soft.

Cioà, davvero.

Con le mie amiche abbiamo passato fantassici giorni di relax, in una

locasciòn mooooolto cuul.

Questa volta gniante nait cleb. Gniante vita mondana.

Sono stata veramente alla grande”. A quel punto sono tentata di chiederle le prove inconfutabili, perchè mica ci credo tanto.

“Ne sono felice”. Magari per una volta si è redenta.

“Si. Guarda. Ho capito un sacco di cose”. E lì comincio seriamente a tremare.

Abbiamo fatto davvero una vita semplice, lontano da questa società moderna del cavolo. Oddio, che fa?! Me la butta sul sociale?!

“Al giorno d’oggi siamo abbituati a ’sto consumismo, ‘na cifra di condizionamenti. Lì invece gniante: mare, sole, riposo”. Prosegue convinta, manco fosse andata in Papua Nuova Guinea.

E comunque per la cronaca, si. L’ha buttata sul sociale.

“A davvero?”, incalzo io basita.

“Si guarda. Tiggiuro! An certo punto ho detto allamiche mie:

Oh! Lasciatemi qui.

In fondo, i vestiti ce li ho per un anno;

le scarpe pure;

i costumi mi bastano per due anni.

Stoappostocosì. Sto”.

Mi rendo conto che, a quel punto, di fronte al problema del luk, la questione sociale non poteva che andare decisamente a farsi fottere.

Share/Save/Bookmark

giovedì 27 agosto 2009

The Honest Scrap Award…

Sproloquiato da eppifemili alle 16:06 5 commenti
E’ incredibile.
Qualcuno ha deciso di insignirmi del
FANTASTICO
MERAVIGLIOSO
STRABILIANTE
INCOMMENSURABILE
premio The Honest Scrap Award!
La responsabile di tale operato è mammYX nonché l’artefice del fantastico

nonhovalentina

Il premio funziona così:

Condizioni del premio: raccontate ai vostri lettori 10 cose che si sappiano o meno di voi ma che sono vere. Indicate dieci persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati (un breve commento sul loro blog andrà bene). Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiato.

E quindi, come da copione, eseguo il compito e vado ad
elencare le mie 10 cose.

PRIMA COSA:
sono a dieta dalla tenera età di 14 anni.
Ho alternato periodi di magrezza assoluta
a periodi di totale normalità.
In ogni caso, in pratica posso tranquillamente affermare
che sono AFFAMATA DA UNA VITA.

SECONDA COSA:
Ho da sempre la fobia delle farfalle.
Si. Avete capito bene. Quelle leggiadre, colorate e delicate
creaturine che tutti adorano.
Se poi sono falene, c’è la seria possibilità
che io cominci a saltare a destra e a manca urlando come un’invasata
nel bel mezzo di una macumba.
Per capirci: se mi passa a due centimetri un topo, un serpente,
un facocero namibiano,opure un triceratopo del cretaceo , io non batto ciglio.
Ma se avvisto a 10 metri da me una simpatica e colorata farfallina
io divento tipo la sposa cadavere e vado lunga per terra.

TERZA COSA:
Sono assolutamente incapace di stare senza fare nulla
per più di 10 minuti.
Quando sono molto ma molto stanca, decido che è tempo di riposo.
Allora mi apparecchio bel bella, magari sul divano, decisa a non
muovere un muscolo eccetto quello dell’indice per cambiare canale
sul telecomando.
Mi prendo da bere; qualcosa da sgranocchiare. Poi mi guardo intorno.
Dopo che mi sono guardata intorno, mi riguardo intorno.

Mi faccio un paio di domande. Mi do qualche risposta. Penso a due, tre cosette.
Poi mi chiedo: e ora che faccio?
A quel punto, easusta e stressata più di prima, mi
alzo e mi invento qualcosa. Sono irrecuperabile.

QUARTA COSA:
Adoro la mia Eppi-dog. Incondizionatamente e senza riserve. La vizio e la rivizio.
La coccolo e la ricoccolo. La sbaciucchio e la risbaciucchio.
Il problema sorge quando le parlo e mi aspetto pure che lei mi risponda.

QUINTA COSA:
Sono una irecuperabile puntuale. Embè? Direte voi. Embè, vi dico io, in un mondo di gente che ti fa sempre aspettare almeno un quarto d’ora ad ogni appuntamento, il fatto di spaccare il secondo è una notevole fonte di stress.
Se poi si considera che quando voglio fare la figa (e farmi attendere a qualche appuntamento) succede che il traffico svanisce nel nulla, o che becco il parcheggio proprio di fronte alla mia destinazione, divento anche una puntuale involontaria. Il quel caso aspettare il tizio o la tizia di turno mi fa incavolare ancora di più.

SESTA COSA:
ore 9:00 am: “Mamma buongiorno come stai?”
ore 10:00 am: “Ah, scusa mamma. Mi potresti ripetere che strada devo fare per arrivre a XXXX?”
ore 12:35 pm: “Si. Ciao mamma. Scusa ancora. Ho dimenticato di chiederti se puoi passare in studio più tardi”
ore 3:00 pm: “Mamma! Non potrai mai immaginare che mi è successo poco fa…”
ore 6:00 pm: “Ma per cena stavo pensando di fare….”
ore 8:00 pm: “Buonanotte mamma. A domani”
…E che ci volete fare? Sono figlia unica.

SETTIMA COSA:

Essendo io disordinata, non paga di ciò, ho pensato bene di fare la botta di matto e sposare uno che è come me ma moltiplicato per 30. Della serie “masochismo in età contemporanea“. Poi ci credo che Aldonsa se ne va in vacanza!

OTTAVA COSA:
Amo viaggiare. Se poi durante il viaggio si soffre un po’ per la fame, la sporcizia, gli spostamenti interminabili, le attese infinite, la mancanza di prenotazioni…beh! Allora per me è proprio una vacanza DA PAURA!

NONA COSA:
In 18 anni che possiedo Fiorello il motorello (adorato
Honda SH del 91 di cui ho già parlato a lungo in un precedente post),
non l’ho MAI, E DICO MAI, E SOTTOLINEO MAI….LAVATO.
Mi vergogno da sola. Grazie.

DECIMA COSA:
Non so leggere i sottotitoli dei film perchè, sapendo di avere poco
tempo a disposizione prima che cambino,
mi emoziono e vado in tilt.
Questo è stato uno dei motivi principali per cui
mi sono impegnata seriamente e ho imparato le lingue.
Lo so. Non sono normale. Arigrazie.

Detto ciò, insignisco dell’autorevole premio The Honest Scrap Award:

- http://www.tendallegra.blogspot.com/ : perchè come usa il lucidalabbra lei, non ce n’è. Ma soprattutto perchè la considero la mia sorellina di penna. Grazie Tendaaaa!

- http://donnaemadre.wordpress.com/ : perchè la mia esistenza virtuale senza i suoi commenti non avrebbe senso.

-http://ginocchiaapunta.splinder.com/ : perchè è per me il simbolo del genio e sregolatezza. Lo adoooooro!

- http://scientificamente.wordpress.com/ : perchè le sue “elaborazioni” servono davvero un po’ a tutti noi che lo leggiamo.

- http://ilmondodiarthur.wordpress.com/ : perchè, lui lo sa, è semplicemente delizioso.

- http://www.mammaimperfetta.it/ : perchè è come una cara amica. Sai che c’è.

- http://stellasolitaria.wordpress.com/ : come si f a stare senza una stella?!

- http://www.tuttodoppio-gemelli.it/ : doppio di tutto, compresa la simpatia.

- http://comicheincassa.splinder.com/ : quando una è intelligente va premiata cavolo!

- http://se-telefonando.blogspot.com/ : dulcis in fundo !

Blog Widget by LinkWithin
 

eppifemili Copyright © 2009 Girl Music is Designed by Ipietoon Sponsored by Emocutez