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domenica 18 ottobre 2009

IL SESTO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 17:07 11 commenti
bravo

Dopo aver letto questo post, non posso non attribuirlgli il sesto TEFPOW (The Eppifemili's favourite Post Of the Week) della storia di Eppifemili.

No. Non posso non farlo.

Perchè?

Perchè, in fondo, siamo tutti vanitosi, e non è affatto detto che questa sia necessariamente una cosa negativa.

Perchè sono anni che mi sparo endovena e con sommo gaudio, innumerevoli vasetti delle più variegate creme antirughe.

Perchè l'effetto rassicurante regalato da un piccolo acquisto in profumeria, non ha valore nei grigi pomeriggi invernali, magari in una di quelle giornate in cui ti senti un po' giù e l'unica cosa che vorresti fare è attaccarti alla canna del gas.

Ma soprattutto attribuisco a questo post il sesto Tefpow, perchè devo indiscutibilmente un riconoscimento ad una costante e rassicurante presenza della mia vita.

Il magico mondo della signora Viola.

La mia "profumiera" storica.
Quella che mi ha visto crescere, inciampare e rialzarmi insicura nell'alternarsi delle stagioni della mia giovane vita.

E' lei che ha assistito al susseguirsi dei miei profumi nelle fasi prima bambinesche, poi adolescenziali ed in ultimo di donna.

Sempre lei ha visto passare sotto i suoi occhi truccatissimi, il mio primo Musk di Alyssa Ashley che per anni ha caratterizzato l'odore di tutti i miei indumenti.

La signora Viola, con la sua voce rassicurante e calma, il suo incedere altalenante dietro il bancone del negozio, il suo sorriso sincero ed il trucco esagerato (che la rende del tutto simile a Uby vestito da Drag Queen più che a una signora di mezza età), ha avuto un ruolo impagabile nella formazione della mia storica collezione di piccole bottiglie di profumo, che gelosamente custosdisco da anni.

Ma più di ogni altra cosa, la signora Viola, ha contribuito con i suoi consigli a farmi sentire più bella nell'inesorabile incedere del tempo.

Mi ha aiutato a sentirmi un po' più sicura.
E decisamente, a tratti, più felice nel concedermi periodicamente il lusso di quelle sane ed inestimabili coccole, che solo un gesto interamente dedicato a sé stessi sa dare.

E quindi, signora Viola, oggi io la ringrazio pubblicamente con questo Tefpow, e a tutti voi auguro una buona lettura di Insy Loan e Lo Stato delle Cose in:

IL PREZZO DELLA BELLEZZA


- per leggerlo cliccaci su -



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

mercoledì 23 settembre 2009

L'arrivo di A.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:05 56 commenti













L'arrivo di A. manda puntualmente la mia amica S. in fibrillazione.

La fibrillazione di S. ha due livelli:

-
livello medio/contenibile nei periodi in cui A. è fidanzato.

-
livello delirante/cardiopatico nei periodi in cui, per una vicenda o per un'altra, A. è single.

Fatto sta che venerdì A. (mio amico nonchè convivente storico dei tempi dell'Erasmus selvaggio a Parigi) cala a Roma per il week end, e più precisamente nella nostra modesta magione.

A. è bello.
Ma bello, eh!??!
A. è elegante.
A. è raffinato.
Ma soprattutto in questo momento A. è decisamente single.

Manco a dirlo, essendosi sparsa nella capitale la voce che A. arriva, una assidua folla di amiche mi si palesa improvvisamente in ogni dove.
Appollaiate dietro la porta di casa, nascoste sotto lo zerbino, accampate in terrazzo con tenda e fornelletto da campeggio, calate con funi dal tetto di Gertrud.

Nel raggio di 10 chilometri intorno al Raccordo Anulare, non si trova un'estetista che abbia un buco libero manco a pagarla oro.
Tutto prenotato.
Occupato.
Mobilitato.
La parte femminile della città si è prontamente attivata in attesa del lieto evento.

Neanche per la vigilia di Natale c'è un tale fermento.

Tuttavia, prima fra tutte, regina incontrastata, e determinata come una velina a caccia del suo calciatore, primeggia lei:

S.

S. ama A. alla follia.

Da anni spera ardentemente che un giorno lui la rapisca e la porti via con sé, caricandosela sulla sua renault 4 rossa scalcagnata (che però lei -
per non sapere né leggere e né scrivere -ha preventivamente accessoriato con una tappezzeria in ecopelle leopardata, una finta pelliccetta fuxia sul cruscotto e un paio di pon-pon rosa confetto appesi allo specchietto).

S. lo ama di un amore dichiarato e senza speranza.

Ma A. è lento.
Leeeeento.
Da farti cascare le braccia.
A. non si muove nenache se vede Cindy Crawford inerpicata su un tacco venti, inguainata in un paio di calze a rete nere e strizzata dentro una guepiere di pizzo.
A meno che, ovviamente, non sia lei a saltargli addosso.

A. guarda il cielo.
Fa il vago.
Riflette.
Medita sul ruolo che l'essere umano occupa in questo bizzarro, bizzarro mondo.

Ora.
Potete ben immaginare come, fra un'asceta intellettuale rincoglionito e una che ha come principale preoccupazione mensile la tonalità di fuxia che deve scegliere per le unghie dei piedi, la compatibilità sia tutt'altro che scontata.

Tuttavia S. imperterrita, si ostina a voler ignorare tutto ciò.

Insiste, e continua a sognare garbatamente il principe azzurro, illudendosi che un giorno finalmente diventerà "SUO".

"Ciao tesoro. Ti volevo dare una bella notizia. Venerdi viene a Roma A. Che dici? organizziamo una cena tutti insieme?"

"Davvaro??
Oddio che nius!!
Cioà! Che facciamo, andiamo a cena in una bella locasciòn?
Magari, per sicurezza, mi tengo free per tutto il weekend; che dici? "


"Beh! veramente è probabile che ci vedremo solo il venerdi perchè lui sabato ha un matrimonio e domenica forse già riparte".

"Occai. Allora sènti.
Mi organizzo un attimo e ti richiamo later.
Cià-ccià".


Tre minuti e venticinque secondi dopo...

"Eppi tesoro, allora è tutto occai.
Cioà.
Ciò una tabbella di marcia fantassica.

Mercoledi vado al biutisalon e mi sparo una bella french manicure e poi un piling riggenerante con rivitalizzazione viso.

Cioà.
Dapaura!
Giovedi vado dal parrucchiere e mi do una botta di colpi di sole.
Venerdi mi faccio la ceretta e una fantassica maschera sebboriggenerante.

Dapa!
Per la sera, tiggiuro,
starò un fiore".


Ah! L'amour...

venerdì 18 settembre 2009

Mission Impossible_di nome e di fatto

Sproloquiato da eppifemili alle 10:15 45 commenti
Secondo tentativo.

E' arrivato il giorno.
Inizio ufficialmente la palestra!
Quella vera.

Oggi c'è il corso che ho alla fine scelto.
Oggi c'è Gym Music.
Oggi si fa sul serio!

Domani mi sveglierò finalmente con l'addominale dolorante ma fiero.
Domani i miei glutei saranno tesi e indolenziti.
Domani l'acido lattico
scorrerà a fiumi nei miei muscoli non più assopiti.

Mi pregusto l'evento.
Sono le 6 e già sono impaziente.
Controllo l'ora ogni 10 minuti.
Porto a spasso Eppi-dog per entrare nella mentalità ginnica.
Accelero il passo.
Rientro a casa.
Mi vesto.
Completino grigio. Scarpe da ginnastica super ergonomiche. Fermagli.
Sono un figurino.
Ancora le 7.
Ho un'ora prima che inizi la lezione.
Alle 7:30 basta.
Non resisto più.
Esco. Vorrà dire che arriverò un po' in anticipo.

Lungo il percorso un cielo minaccioso e lampeggiante mi consiglia di accelerare il passo.
Arrivo.
Oggi so persino dove devo andare.
Questa palestra non ha più segreti per me.
E' un libro aperto.
Decisa come Jessica Fletcher alle prese con un assassino, imbocco il corridoio, giro a destra e entro nello spogliatoio.
Dalla sala sento arrivare la musica della lezione che precede.
Faccio capolino.
Decido di dare un'occhiata e aspettare dentro.
C'è sempre Antonio (quello del reparto geriatrico).

Anche oggi la situazione non mi pare cambiata: ci manca solo un valzer viennese.
E' evidente che non è stato morso dalla tarantola.
Tuttavia a me oggi non interessa.
Tzé!
E no!
Il mio corso si chiama Gym Music.
E non è questo.

Già mi sento.
Unz! Unz! Unz!
Il ritmo martellante dentro le orecchie che mi fomenterà mentre scolpisco e modello il mio corpo a suon di flessioni e piegamenti.
Unz! Unz! Unz!
Beeello! Non vedo l'ora.
Mancano solo 5 minuti.

Dopo l'usuale stretching, le signore raccolgono i tappetini e si ritirano verso gli spogliatoi.
Ora tocca a me!
Eccomi!!
Stranamente, mi giro intorno e vedo che non entra nessuno.
E' curioso.
Forse gli altri sono un po' in ritardo.
Aspetto...
E aspetto...
Mi alzo e vado verso Antonio che sta ancora raccattando le sue cose.

"Scusa ma il corso di Gym Music non deve iniziare alle 8?"

"...", che fa? esita?!

"Come?! ...Gym Music?! Ma...veramente....Gym Music non inizia oggi!", risponde lui imbarazzatissimo.

Tonfo al cuore.

"Non ti avevano detto nulla?! Vieni! Andiamo a parlare con la segreteria!"

"Eh! No!
Detto niente. No"
, a quel punto sono viola.

Toc! Toc!
"Scusi signorina Elide", chiede Antonio alla tipa della segreteria.
"Qui c'è una persona che è venuta per il corso di Gym Music", prosegue lui prendendo una pala e cominciando a scavare una buca per ficcarci dentro la testa dalla vergogna.

"Signorina...veramente il corso ancora non è iniziato.
Non abbiamo raggiunto il numero minimo di partecipanti.
Mi dispiace.
Vuole aspettare la fine della settimana per vedere se lo raggiungiamo?"
, risponde Elide.

"Ehm! Si va bene. Ma quanti siamo fino ad ora?", chiedo io affranta.

"Un attimo che controlliamo subito al computer. Come si chiama lei?"

"Eppi.
Eppi Femili"
, (che fa tanto Bond, James Bond).

"Signora, mi dispiace dirglielo: ma lei è l'unica iscritta.
Ovviamente siamo pronti a rimborsarle la rata dell'iscrizione".


In un nanosecondo ho visto le mie chiappe cadere e rimbalzare sul pavimento di marmo;
i miei addominali sblusarsi sul punto vita;
e il mio morale sprofondare nel seminterrato.

mercoledì 16 settembre 2009

Da non credere

Sproloquiato da eppifemili alle 12:02 37 commenti
Ieri c'è stata la prima lezione nella nuova palestra (quella comunale di qualche post fa).
Per me, che sono palestra-dipendente, si apre una nuova era, un nuovo periodo, un nuovo ciclo vitale.
Praticamente un evento di dimensione cosmica.

Curiosa come una bertuccia ubriaca, e desiderosa di scoprire i nuovi compagni di corso nonché l'insegnante, mi incammino verso la mia destinazione.
Devo cronometrare i tempi.
Considerando che per andare dalla ex-casa alla vecchia palestra impiegavo solo
dueminutiequindicisecondi, non credo riuscirò a eguagliarlo.
Infatti arrivo dopo un modestissimo
setteminutietrentasecondi (cavolo! è lontana!).

Entro.

Ovviamente, essendo un edificio enorme, non ho la più pallida idea di dove io mi debba direzionare.
Provo ad andare verso la segreteria, dove una fila interminabile di imbufaliti (i parenti di quelli di qualche giorno fa) mi guarda in cagnesco se solo provo ad avvicinarmi (vaga) allo sportello.

Perlustro in giro e ovviamente non c'è nessun altro a cui chiedere.

Essendo vigliacca e volendo vivamente evitare un pestaggio, decido di cercarmi la sala da sola.
Dopo dieci minuti sono ancora lì che vago.
Beh! Anche questa è ginnastica in fondo.
Comincio a dubitare di arrivare prima della fine della lezione.
Me la rischio e torno in segreteria.

"Scusiiii!", urlo da lontano mantenendo una decente distanza di sicurezza dal signore brizzolato che vorrebbe uccidermi con un colpo secco dell' I-Phone sulla tempia.

"Dov'è la sala della lezione di pilates?"

"Giri a destra, poi prenda il corridoio. La prima a sinistra".

"Grazie!", e fuggo via.
Entro nello spogliatoio.
Ovviamente sono in ritardo.

Come apro la porta, mi si palesa

il reparto geriatrico del Policlinico Gemelli.


Una fila di signore ultra settantenni con tutine fuxia, scaldamuscoli, e fascette colorate in testa, attendono impazienti.
Sono pronte, loro.
prontissime;
sull'attenti per iniziare la lezione.

No.
Non promette niente bene.
Comunque persisto.
In fondo, questa è una lezione di prova per decidere se preferisco fare Pilates o Gym Music (no. non mi domandate qual'è la differenza perchè a questo punto sono confusa e non ne ho la più pallida idea).

Arriva l'istruttore.
Antonio.
Ragazzo sui ventotto anni, aitante, timido e con le gambe più storte che io abbia mai visto.
In pratica in mezzo ci passavo io seduta sopra a un elefante.
Senza problemi.

"Allora ragazze! Metto su un po' di musica!", ragazze so' parole grosse. Qui pare di stare a Villa Arzilla!

Si dirige verso un mobiletto scalcagnato.
Lo apre.
Tira fuori un cavo elettrico e lo inserisce nella presa.
Mette su un cd.
Sento con orrore la voce di...Riccardo Cocciante.
Dico!
Riccardo Cocciante in palestra =
motivazione pari a zero.
Non ho parole.
Penso con la lacrimuccia che esce dal lato degli occhi, alla mia amata Cerbero (insegnante stacanovista della palestra vicina alla vecchia casa).
La malinconia mi assale.
Ciò un groppo alla gola. Ciò.
Non so ancora che la voce di Riccardo Cocciante si liquefarà ben presto in una cantilena stile zen (anche detta:
ho dolori di pancia - mi serve un Imodium).
Ma andiamo avanti.

Il reparto di gerontologia è lì, arzillo e carico.
Le adoro.
Per tutta l'allegria che trasuda dai loro out-fits variopinti e profumati di
Ore d'Oblio
.
Zompettano!
Scalpitano!
Sono calde!
Si comincia.

"
Allora signore, adesso facciamo la posizione della rana", di bene in meglio, penso io. Mo' me tocca fa' pure la rana. Non sarà una botta di vita esagerata?!

"Da supine, inspirando, portate il ginocchio sinistro al petto. Poi, espirando, portate il ginocchio destro al petto". Si. Va bene. E l'esercizio quando comincia?

"Ora tornate nella posizione iniziale; e ripetiamolo per 15 volte", a quel punto mi voglio suicidare salendo sul mobiletto dello stereo e buttandomi di testa sul tappetino.
Cerbero! Dove sei?! Ti prego vieni a salvarmi!

La lezione va avanti così per ben 45 minuti.

"Ora facciamo gli ultimi 5 minuti di defaticamento, ragazze", si certo; defatichiamoci pure, così io mi addormento.
Inizia la procedura di streching.
La musica a questo punto è tipo ninna nanna e farebbe assopire anche un neonato affamato e nel mezzo di una crisi isterica.

E infatti....
"Signorina! Signorina! La lezione è finita".

"Uh?!? Eh?!..... Si. Ecco.... Streching...Si. Gamba destra...qui..."

"No. Signorina! La lezione è finita. Si era assopita un attimo".

Meno male che sono rinsavita, perchè stavo per chiedergli cornetto e cappuccino.


domenica 10 maggio 2009

Che invidia!

Sproloquiato da eppifemili alle 14:45 0 commenti
Probabilmente si è capito che mi diletto a frequentare la palestra sotto casa. Quella in cui Cerbero (vedilistalateralepersonaggi) la fa da padrona. Il punto è che entro normale e esco tumefatta non solo fisicamente ma anche psicologicamente.

Quindi o io sono incorreggibilmente masochista o sono da psicanalizzzare.

Lì dentro si respira “aria femmina“. Uno pensa di entrare in palestra, e invece non sa che sta entrando nella più grande fabbrica mondiale di radiografie, in cui tutto viene osservato e studiato.

Di traverso.

Sguardi viscidi si insinuano sull’addominale e, scorrendo, arrivano al gluteo per bloccarsi poi sull’interno coscia.

Con il fine unico di trovare lui: IL DIFETTO .

E il difetto lo trovano eh! State sereni che lo trovano.

Ma venghino signore! Si accomodino pure! E’ tutta robba ‘bbona!

Striscianti paragoni fra donne di diverse età serpeggiano e gratificano la perfidia e la vanità delle temibili assidue frequentatrici del posto.

C’è la quarantenne fiera della propria vita (marito, due figli adolescenti, lavoro da impiegata e niente sesso)

C’è l’architetto impegnato che cià da fare solo lei e quindi va via prima…come a dire tu che resti qui a fare gli ultimi cinque minuti di stretching sei una povera scema.

C’è la casalinga flaccida e sfigata che cerca de tirasse su…(che, diciamocelo onestamente, tanto caruccia per carità…ma manco in tempo de carestia).

Io alla fine non sono né carne né pesce. Vado spesso si, ma certo non posso dire di appartenere, per quanto io mi impegni, alla categoria dei “culi di marmo“…

Ma per fortuna, manco a quella delle “viscidone”.

…Che dite mi concentro sul tango?

venerdì 1 maggio 2009

To’ che bell’associazione!

Sproloquiato da eppifemili alle 14:34 0 commenti
Dopo tanto scrivere, ieri sbircio per curiosità fra le statistiche del mio blog…(non fate i superiori che tanto lo so che lo fate anche voi blogghettari incalliti!) …e che ti scopro?

Nella scheda che dice:

Questi sono i termini usati nei motori di ricerca dai visitatori per trovare il vostro blog”

vado a leggere:

UNGHIA INCARNITA“.

Eehhh??!! Ma come unghia incarnita? Io che faccio tanto la figa sproloquiando di eventi di rilevanza cosmica (appunto, vorrei ben vedere), e snocciolo perle di saggezza a raffica, vengo pescata nel marasma infinito della rete, digitando nientepopodimenoche “UNGHIA INCARNITA“.

Che umiliazione. Credo che chiuderò il blog.

O forse no. Andrò a farmi la pedicure.

giovedì 23 aprile 2009

Decisioni spontanee…

Sproloquiato da eppifemili alle 14:04 0 commenti
Oggi è deciso: riprendo la palestra. Ora che sono sposata, non posso certo lasciarmi andare! Ah no! Decisa a non diventare una donna-bigodino né tantomeno una donna tutonata-con-pedalo-tribanda mi decido e varco la soglia della palestra (che poi altro non è che un bunker sotterraneo dove l’umidità unita al sudore è una manosanta per i miei capelli sempre piastrati, stirati, macumbati, eccetera). Ne esco infatti puntualmente devastata, paonazza che manco Heidi cià i rossi sulle guance come i miei. Beh! In ogni caso, dato la riservatezza dell’ormai avvenuto matrimonio, non avevo fatto parola a CERBERO (l’istruttrice fustigatrice che all’urlo di “avete le chiappemosce” ci fa fare 8000 flessioni e 7500 piegamenti a botta). Ma voi pensate che eventi come questi possano minimamente rimanere privati?! CERTOCHENNO’! E infatti, immantinentemente, la mia adorata cuginetta aveva provveduto nottetempo a briffare tutta la comunità palestrifera non solo sull’esistenza del simpatico evento, ma anche sulle sue ormai celeberrime modalità (vedi post in cui descrivo le reazioni su Facebook senza che sto a ripetere). Oltre tutto, e qui faccio un inciso, pare che l’evento sia stato postato anche sul celeberrimo blog di una delle mie testimoni e quindi, dopo essere stata globalmente sputtanata nell’etere per aver acquistato il mio favoloso Valentino all’outlet (che grezza!), in pratica anche i moscerini delle Galapagos sono venuti a conoscenza delle mie nozze – Scusate l’inciso.

Insomma, entro in palestra e noto con piacere che CERBERO mi punta da lontano, scavalla gli attrezzi per i deltoidi e con un balzo mi raggiunge: “AUGURI!” rimbomba. E io un pò intimorita abbozzo un sorrisetto:”Grazie”. “Tua cugina mi ha raccontato!”. A quel punto, tutte le 30 assatanate palestrate dellunaemmezza in attesa famelica di autodistruggersi a forza di addominali e flessioni, avevano la curiosità a 2000 e mi fissavano tutte e trenta contemporaneamente. Io vaga. “Lei domenica si è sposata” sentenzia CERBERO col vocione rivolta alle girls (che poi quasi tutte cianno 150 anni pe’ gamba e degli addominali da far impallidire Swartzy quando faceva Conan il Barbaro). E loro: “Ma dai?!! Davvero??!! Auguriiii!! E come ci si sente e come non ci si sente…eddiqquà eddillà…ecchissà ecchinonlosà, ecceterà, ecceterà”. Segue un turbinio di domandine, risatine, rispostine e ammiccamenti, dopodichè il silenzio! “BASTA! ADESSO SI COMINCIA!” tuona CERBERO azionando lo stereo che riecheggia con il solito repertorio “cover-dance-cheap-eddaje-ancora-sta-canzone”. Ritorna la severità nel tempio del corpo. Le menti si spengono….(capirai! sai che differenza) e si accendono i bicipiti. Tutte composte, la seguiamo nell’ennesima seduta autodistruttiva che ci vedrà uscire ancora una volta da lì come delle amebe barcollanti. E’ proprio vero, il matrimonio non cambia niente…è sempre la solita solfa.

martedì 21 aprile 2009

Piccolo passo indietro: one day before the W.D.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:00 0 commenti
La mia suocera nuova di zecca (persona adorabile quanto esuberante) mi regala un pomeriggio dall’estetista. Appuntamento: il giorno prima del Wedding Day. Voi direte: idea fantastica! SENZALTRO. Se non fosse per il fatto che sono entrata dentro al bunker estetico alle ore 13:30 esatte e ne sono uscita esanime alle ore 19 …19 !!! tutto, dopo essere stata rivoltata come un pedalino sporco… il trattamento è consistito in una serie di simpatiche azioni/reazioni sulla mia persona che mi hanno resa insensibile a qualsiasi sollecitazione fisica. Nell’ordine: massaggio completo su tutto il corpo, massaggio facciale, maschera, pedicure, manicure, parrucco e messa in piega. In pratica sarei dovuta uscire di lì tipo pretty woman quando va all’opera con Richard. Soltanto che io sono uscita con i capelli dritti e le budella aggrovigliate. La cosa è inziata con il fantastico massaggio corpo: “Prego, si sdrai sul lettino a facccia in giu”. E io con aria goduriosa mi accoccolo. Ad un certo punto con un carpiato doppio la simpatica donnona atterra sulla mia bassa spina dorsale causando un roboante CRACK ! Io impallidisco. “Vede, questo è un massaggio posturale…sente?! sente?! Come scioglie le tensioni?” Io sentivo solo di aver completamente perso la sensibilità alla spina dorsale e già mi vedevo, il giorno dopo, avanzare sulla scalinata del Campidoglio, con stampelle e tacco 12. Benissimo! Proseguiamo. “Si giri. Ora passiamo alla faccia e alla parte anteriore del corpo. Guardavo il soffitto e pensavo:quando finirà questa tortura…” Sporga leggermente con le spalle rilasciando il collo” . Doppio CRACK! Oddio! Ha cercato di terminarmi facendo roteare il mio collo di 280 gradi netti! “Ora dall’altro lato!”. E io: ” No! La prego no! Per pietà!”. “Si fidi, questo scioglie tutte le tensioni – prosegue con il massaggio – Certo che lei, signora, non si rilassa mai! – e ci credo, a quel punto ogni singola giuntura del mio corpo era completamente disarticolata. Avete presente i pupazzetti di legno di quando eravamo bambini (quindi più o meno risalenti al primo paleozoico), quelli con la molla sotto che si spingeva facendo collassare tutti i micropezzettini che li componevano? Beh! Io ero uno di quelli senza la molla. Ma ancora mi attendeva un ennesimo, fatidico step: la maschera facciale. ERRINGAZIOIDDIO non ha provocato nessuna allergia o gonfiore deformante (io già mi vedevo tipo la sorella gemella di mikey rourke in The restler). Tolta quella poltiglia appiccicosa dalla faccia di cui il 20% mi era finita negli occhi e il 35% nei capelli, il donnone (raggiante) mi fa: “Si specchi! Guardi che pelle! Che differenza rispetto a prima”…In pratica mi aveva appena detto che io prima ero un cesso ambulante e che adesso, grazie a lei, ero una strafiga. Gentile. Si, si. Molto gentile. Io comunque mi guardavo e riguardavo ma vedevo sempre la stessa me, solo un po più arrossata e tumefatta del solito. Senza dubbio più stressata. Dopo altre tre ore fra tintemmessinpiega , non sognavo altro che il miraggio del mio divano, il mio futuro marito, Eppi-dog e un po’ di calma piatta. Insomma, sarò pure uscita da lì bellissima, scioltissima e radiosa, ma ero pur sempre un miserabile in un fascetto di nervi !
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