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giovedì 15 ottobre 2009

Circa una sera in casa di amici.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:25 41 commenti

Ieri a cena in casa di amici, la padrona di casa E., nonchè mia inseparabile e storica compagna di avventure giovanili più o meno dall'asilo in poi, ha una splendida idea.

Dopo aver mangiato come degli assatanati, lei apre un cassetto.

Ci ravana dentro per un quarto d'ora e ne esce con un simpatico oggettino rosa pallido, nuovo fiammante.
Il suddetto oggetto, al contrario di quello che pensate voi, era nientepopodimeno che un delicatissimo Nintendo Brain Training.

"E che è 'sto coso??!", faccio io.

"Come?!
Non lo conosci?!
Fanno anche la pubblicità.
Ti aiuta ad allenare il cervello.
Ti mantiene giovane.
Ed in più è divertente!
", risponde E. fiera del suo recente acquisto.

"Sarà.
Ma io non mi sento ancora così decrepita ed arteriosclerotica da sentire la senile necessità di allenare il mio cervello..."
, blatero saccente.

L'allegra compagnia si fionda sull'ammiccante oggetto dal design impeccabile e dalle dimensioni ultra maneggevoli.

"Provo io! Provo io!", fa Homo attirato incurabilmente da qualsiasi cosa abbia uno schermo a cristalli liquidi, una tastiera ed un microchip al suo interno.

"Io l'ho provato varie volte.
Ti fanno fare dei test per definire la tua età cerebrale e da lì parte l'allenamento"
, interviene l'esperto Master (mio amicone fraterno dai tempi della scuola).

"Sono tutte cavolate per far spendere un sacco di soldi alla gente!", insisto io con aria di sufficienza, voltandomi (falsamente disinteressata) dall'altra parte.

Homo afferra il Nintendo.
Si mette ad armeggiare avido.

Ping. Piiing.
Ticchete, tacchete.
Tic.

- Inserisci il tuo nome - dice il computerino.

Tic. Ticchete. Tac.

- H-O-M-O - scrive diligente.

- Ora Homo, ti illustrerò alcuni passaggi che spiegano il funzionamento del tuo cervello -

Ping. Ping.
Tic.

- Sappi che l'età cerebrale ideale di un essere umano è di 20 anni -

Tic. Tic.
Tiiiic.
Ticchete.

- Andiamo avanti? Bene Homo!
Adesso dovrai rispondere il più velocemente possibile alle domande che ti porrò.
In questo modo stabiliremo la tua età cerebrale - incalza il computerino.

Homo è concentratissimo.
Gli è scattata la competizione e, con l'occhio iniettato di sangue, palpitante di motivazione, spreme le meningi.

Tic. Tiiic.
Ticchete.
Tacchete, tacchete.

Risponde rapido.
Dialoga agile con la mini tastiera.

Sta quasi per farsi partire l'embolo, quando finalmente arriva all'ultima domanda del test.
Dopo un istante di pausa, il computer dà il responso.

Biiiiiiiiiip.

- Bene Homo!
Abbiamo concluso il test.

La tua ètà cerebrale è di: 33 anni -


Niente male.
E' quasi la sua.
Persino un po' più giovane.

"Bravo Homo!", fa Master brindandoci su.
"Dai Eppi! Ora prova tu.
Vediamo cosa partorisce la tua mente lucida"
, incalza.

"Naaa! Dai!
Sono tutte domande cretine.
Una perdita di tempo"
.

"Hai paura eh?", insinua Master, viscido come una biscia (particolarmente viscida).

Paura?! Io?!! Ma non diciamo cazzate!

"Dammi qua! Ora vi faccio vedere io", e gli strappo il Nintendo dalle mani.

Ricominciamo.
Tic. Tiiic.
Tacchete. Tic.

- Inserisci il tuo nome -

Tic. Tic. Tic.

- E-P-P-I -

Tic. Ticchete.

- Ora Eppi, ti illustrerò alcuni passaggi che spiegano il funzionamento del tuo cervello - aridaje.

Ping. Ping.
Tic.

- Sappi che l'età cerebrale ideale per un essere umano è di 20 anni - Si. Ho capito.

Tic. Tic
Tiiic.

- Iniziamo il test -

Tic. Tiicchete.
Tic.

- Adesso Eppi, dovrai rispondere il più velocemente possibile alle domande che ti porrò. In questo modo stabiliremo la tua età cerebrale - Sono pronta.

Tic. Tiicchete.
Tic.

Sono sicura di me.
Pavento autostima.
Procedo serena verso il confronto decisivo con la mia intelligenza.
Il mio cervello è attivo.
Attento.
Vigile.
Palpitante.

Sto in una botte di ferro.

- Ora Eppi, procediamo con una serie di sottrazioni.
Ricorda che devi essere veloce! -


Tic.Ticchete.
Biiiip.
Ticchete, tacchete.
Tacchete.

- Bene Eppi.
Come ultima prova dovrai memorizzare dei numeri e poi trascriverli nel minor tempo possibile -
Si. Ce la posso fare.

Tic. Tic. Tiicchete.
Tic.

Alla fine, anche per me arriva il momento del responso.
Sono ansiosa.
Non sto nella pelle.
Bramo la preziosa informazione finale.

Il computerino pontifica impavido.

Biiiiiiiiiip.

- Bene Eppi!
Finalmente abbiamo concluso il test.


La tua età cerebrale è di:

80 ANNI -


Meno di 80 secondi dopo, avevo la faccia affondata nella vaschetta del gelato, nel vano tentativo di suicidarmi per asfissia nello zabaione.

venerdì 9 ottobre 2009

Circa i deliri di onnipotenza

Sproloquiato da eppifemili alle 10:30 36 commenti


Alcuni giorni fa cari miei, Eppi ha iniziato seriamente.

C'è poco da scherzare con lei.

La palestra comunale l' ha snobbata, cancellando il corso da lei prescelto con la motivazione
"Lei è l'unica iscritta"?

L'altro straccio di palestra di quartiere è talmente lontana da casa sua, che la deve raggiungere con un Jet supersonico o col teletrasporto?

Il completino fuxia con applicazioni in finta pelliccia rosa confetto fa l'occhiolino dall'anta centrale dell'armadio?

E allora Eppi che fa?
Di fronte a cotali evidentissimi segni del destino, ovviamente scatta la provocazione e si attiva.

Eppi comincia a correre.
Lei va a fare Jogging.
Si cala nel personaggio.
Si barda tutta come Jane Fonda nei celebri video anni 80 sull'aerobica (anche se le punge effettivamente vaghezza di assomigliare di più a Jessica Fletcher di Cabbot Cove).
Eppi corre felice, agile e snella sul lungofiume, immaginando di essere dentro a un film americano.
Pure i topi si fermano estasiati di fronte a una tale visione di grazia, motivazione e caparbietà.

Eppi va.
Sprezzante del pericolo, e infischiandosene dei capelli appena piastrati, lei va.
E' bella.
Eppi corre.
E poi corre.
E corre ancora.

Eppi gliela fa.
Il fiato magicamente tiene.
I muscoli sembrano risvegliarsi da un torpore di settimane e gioiscono fieri di fronte alla ginnica novità.
Il sudore scorre a ettolitri sulla fron...
Oooops! Pardon!!
La delicata fronte si imperla di iridescenti goccioline acquee.

Eppi è divina nella sua mise total pink, i cui bagliori sono facilmente visibili anche per un passante con 8 decimi di miopia che cammina sul ponte.

Eppi ci prende gusto.
Prosegue.
Il giorno dopo.
E quello dopo ancora

A Eppi sembra di ricordare vagamente le voci di Homo e Master che le dicono di non esagerare.
E' come un bisbiglio leggero.
Che viene però spazzato via dal vento nei capelli che ondeggiano al ritmo dei suoi passi agili.

No.
Lei vola con il suo Ipod.
Lei si sente Rocky quando sale le scale di Filadelfia durante gli allenamenti.
Immagina già il suo sedere sfidare e vincere ogni conosciuta legge di gravità.

Eppi, colta da delirio di onnipotenza ginnica, aumenta.
Spinge il suo fisico al massimo.
Come una macchina che deve essere carburata.

Eppi non considera che non è una Ferrari.
E manco una Mercedes.
Ma che, tutto sommato, forse assomiglia di più a un' Apetta.

Fine della storia:

Eppi, dopo una settimana di semi immobilità, domani si spara una bella lastra alle ginocchia che poi sfocerà in una simpatica risonanza magnetica.
Causa: versamento di liquido sinoidale al ginocchio.

Ed è, come sempre, tuttapposto.

P.S.: chiunque volesse farsi un'idea delle simpatiche premesse può leggere questo e anche questo.

giovedì 8 ottobre 2009

Una serata omertosa

Sproloquiato da eppifemili alle 09:44 40 commenti


Mi domando.
Per quale motivo gli uomini fra loro non parlano?!
Non proferiscono verbo.
Non comunicano se non a monosillabi.

Prendete ieri, per esempio.
Siamo appena tornati da un estenuante servizio fotografico che ci ha emotivamente e fisicamente provati.
Homo riceve una telefonata dal suo storico migliore amico, che per convenzione chiameremo Pesce L.

Pesce L. non parla.

Lui al massimo mugugna.

Oppure fa le bolle;
come i pesci;
che puntualmente, dopo appena tre secondi, si smaterializzano con un tenue
"Pouff".

Lui lancia la precaria informazione nell'etere, la quale viene successivamente afferrata da Homo in modo vago ed approssimativo, per poi finire moribonda e trascurata nel nulla assoluto del silenzio.

Bene.
La telefonata consiste in questo:

"Ciao Homo. Che fate per cena?", premetto che sono già le 8 e un quarto.

"Guarda, siamo appena rientrati ma se vuoi, mi faccio una doccia e mangiamo qualcosa insieme. Eppi non credo che ce la farà. E' già sfranta sul divano".

"Ok allora. Passo a prendere Stefanie e ti chiamo appena parcheggiamo sotto casa tua".

Ora, una qualsiasi persona riterrebbe quest'ultima frase assolutamente normale.

Non sa invece, quell'ingenuo di un qualcuno, che "
Ok allora. Passo a prendere Stefanie" contiene tutta una serie di inaspettate e scioccanti informazioni nuove di zecca, che vanno adeguatamente sviscerate.

Prima informazione: chi cazzo è 'sta Stefanie.
Nome mai sentito prima, che emerge dal mistero più oscuro e paludoso della vita sentimental/amorosa di Pesce L. il quale, dopo essersi lasciato mesi orsono con la sua storica ex-fidanzata (unica peraltro della quale si abbia mai avuto cognizione), ha navigato per mesi nella più totale apparente singolitudine. Evidentemente ora è comparsa Stefanie.
E ancora più evidentemente trattasi di femmina non italiana.

Seconda informazione: l'assoluta nonchalance con la quale il nostro ha snocciolato una simile novità, va interpretata come: "Caro amico fraterno, che da sempre mi accompagna e sostiene nel silenzio della mia gioventù, gradirei presentarti una persona che frequento da alcune lune ormai, e che ho finalmente assodato essere degna della tua preziosa frequentazione. Oh taciturno confidente! Spero tu possa apprezzare la pregnanza di questo mio discreto gesto e cionondimeno auspico che tu ne faccia segreto (e te pareva?), celandolo e proteggendolo nel tuo a me carissimo cuore discreto".

Terza informazione: la cara Stefanie non è provvista di mezzo di locomozione proprio; e infatti lui la va a prendere. Non fa una piega.

Se fosse capitato a me di avere una simile piacevole nuova presenza nella vita, prima della presentazione ufficiale, avrei dato fiato alle trombe, radunato folle, organizzato comizi, anticipato incontri.
Avremmo insieme (io e le mie storiche amiche) sviscerato il come, il perchè, il quando, il semmai, con meticolosità chirurgica e maniacale.

Prima ancora dell'incontro di persona, il povero malcapitato avrebbe subito da parte delle mie
fidate compagne di vita, una vera e propria scansione ai raggi X, Y e Z e, quasi sicuramente, ancor prima del giudizio finale, sarebbe stato smontato, frantumato e ricostruito tanto da diventare un loro caro e vecchio amico, un libro aperto senza più sergreti.
Oppure un catorcio.
Anche si.

Ma Pesce L. e Homo no.
A loro basta una telefonata all'ultimo momento e un "
Ok allora. Passo a prendere Stefanie", per comunicare la pregnanza ed il peso della situazione.

Homo dunque esce.
Io decido di accasciarmi sul divano.
Devo proprio essere moribonda per perdermi un tale evento.

Decido di aspettare tipo avvoltoio che lui mi porti succulente news informative al suo rientro.

Ma come mai gli uomini fra loro, fanno puntualmente e sempre scudo, diventando incorruttibilmente e fastidiosamete omertosi!?

Perchè uno come Homo, che spettegola sui
MIEI amici con avidità senza pari facendosi venire la bavetta alla bocca per l'eccitazione, quando si parla di Pesce L. assume magicamente per osmosi il suo stesso atteggiamento silente?

Non gli cavi un ragno dal buco manco se minacci il suicidio.

"Allora? Come è?" chiedo avida.
La domanda giace ignorata.
Forse non ha sentito.
Ripeto.

"Homo, Come è Stefanie?"
Niente.
Ma allora lo fa apposta?
Al terzo tentativo vengo finalmente considerata meritevole di risposta.

Secca.

"E' simpatica".

"Come è simpatica??! Tutto qui?! Ma chi è? Che fa? Da dove viene? Stanno insieme!?"

Nonostante i miei pressanti tentativi, nessuna di queste domande riceve un'adeguata ed esaustiva spiegazione.
Numerosi punti interrogativi rimangono ben posizionati sulla mia testa, dopo aver sbattuto contro il mutismo di mio marito il quale, conoscendomi, cerca di evitare il confronto con
l'Eppi-carroarmato (che sarei io) e la butta sul vago.

Gli do tregua.
Ma è solo apparente.

Preparati Pesce L.
Perchè io verrò direttamente alla fonte.
Io verrò a prenderti.
E prima o poi otterrò ciò che voglio sapere.
E' solo questione di tempo.

giovedì 1 ottobre 2009

ABSOLUTE TANGHERA - IL RITORNO

Sproloquiato da eppifemili alle 10:53 28 commenti
Bip. Biip.

Hai un nuovo messaggio.

"Eppi! Questa sera ricomincia il corso di tango!
Ci vediamo all'ingresso alle 9 in punto? Sono già tutta eccitata. Uby".


Uby= mio amico gay, ex drag queen (presto di nuovo alla ribalta), mio cavaliere nella scorsa stagione che ci ha visti protagonisti di INDIMENTICABILI serate danzanti, nonchè segretamente enamorado de el enseniante de tango Estefàn. OLE'!

Rispondo al messaggio:

"Io già volteggio nell'aere come un facocero namibiano".

Ragazzi.
Questa sera ne prevedo delle belle.
Prometto aggiornamenti.

Per chi avesse perso le puntate precedenti, consiglio un ripassino QUI, QUI e volendo anche QUI.

martedì 29 settembre 2009

Circa gli accadimenti di venerdi sera e il loro epilogo bizzarro.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:00 42 commenti
Ho appuntamento con S. alle 8 in punto in un bar dove il nostro usuale gruppo di amici è solito incontrarsi il venerdi sera.
Infatti arriveranno anche altri simpatici individui che da tempo immemore allietano le mie serate.

Io sudo freddo.
Non so come dire a S. che A., nel pieno di una crisi depressivo/convulsiva, ha deciso di non recare la sua magna persona fino a noi.
Io me ne son fatta rapidamente una ragione.
Ma come la prenderà S.?
Dopo tutte quelle energie spese nei giorni passati a farsi bella, che manco per il restauro della Cappella Sistina, per lei non sarà facile incassare il colpo.

In ogni caso, segretamente, confido nel potere taumaturgico che hanno per lei una botta di cipria e due spazzolate di mascara nero carbone.

Arrivo nella piazzetta.
Lei è già lì.
Non avevo dubbi.
Emana un'aura luminosa.
Una luce evanescente si irradia attorno alla persona tutta, scaturendo dalla sua intrinseca energia postiva.
Tuttavia mi balena il sospetto che quella luce sia invece frutto del riflesso degli occchiali da sole giganti (montatura bianca e lente specchiata) che troneggiano sul suo bel nasino.

Appena mi vede da sola, si verifica istananeamente in lei un crollo emotivo che rimbalza immediatamente sull'espressione facciale.
Le ciglia mi si afflosciano, il capello piastrato mi si elettrizza un po' come se avesse messo le dita nella presa da 220, il rossetto cola e soprattutto, l'aura che prima la illuminava, si spegne fatalmente dopo aver emanato intermittenti e gracchianti bagliori.

"Ciao Eppi!
Cioà!
Non ci posso credere!
Non è venuto!??!!"
Vedendola trasalire, sto per tirare fuori i sali dalla borsetta ma improvvisamente riacquista colore e decido di rimandare.
Si...! Brava!
Resiste!
E' ancora in piedi!

"Cara, mi dispiace tanto.
Ti avevo avvisato del fatto che ho ricevuto dei messaggi sospetti che non promettevano niente di buono.
Non sai quanto sono delusa!",
avevo infatti preventivamente cercato di atttutire il trauma dandole degli input circa la remota possibilità di un cambiamento di piani.

"Oddio no! Cioà! Vabbè.
Mi sa che non ci 'ssa gniànte da fare.

Il dessino vuole così.

Cioà, alla fine 'ssa storia va presa con filosofia.

Io e lui non ci incontreremo mai.

Rimarrò single a vita.

Però cara, sono davvero contenta di vederti.
Alla fine sai che c'è!?! Beviamoci su e non pensiamoci più!"
Grande S.! Ti sta per partire l'embolo per la disperazione, ma reagisci.
Sono orgogliosa di te!

Ci sediamo al tavolo e nel giro di alcuni minuti ci raggiungono il Bellis (architetto), Il Giangi (commercialista) e la sua fidanzata Mari (psicologa).
Iniziamo con un prosecchino, per non sapere né leggere e né scrivere.
Ma ben presto sul nostro tavolo cominciano a scorrere fiumi di vino bianco fresco che immortalano una delle ultime calde serate romane.
S. è demoralizzata, ma arranca raschiando il fondo della bottiglia di Traminer con tutta la forza delle sue unghie laccate in una trendissima tinta fluo.

Se la beve, se la ride e un po' se la lamenta anche.

Dietro di noi, noto una ragazza che mangia da sola.
Ha di fronte un piatto e un bicchiere a calice con del vino bianco dentro.
Sta evidentemente cenando.
Da sola.
Accovacciato alle sue gambe un piccolo cagnolino la scruta protettivo.

Come al solito, il Bellis si lancia e attacca bottone.
Si scopre quasi subito che è stata appena mollata dal fidanzato storico, il quale le ha chiesto la classica pausa riflessiva.
Questa è la prima sera che lui non dorme nella loro casa.
E lei non ce la fa a stare da sola.
Tò!
Casualmente, tutto ciò suscita nel Bellis uno spontaneo interesse dettato dalla sua particolare vocazione all'arte consolatoria.
Vero obiettivo: il rimorchio della biondina la quale, nel giro di 3 minuti, viene fagocitata e si ritrova seduta al nostro chiassoso tavolo.

Dunque, ricapitolando, l'allegra combriccola si arricchisce di:

N. 1 donna depressa corredata da acute crisi abbandoniche

+

N.1 cane randagio da poco raccattato dalla strada, accompagnato dalle medesime crisi.

E' tuttapposto.

Comincio a percepire nell'aria una strana sensazione: la serata sta decisamente prendendo una piega bizzarra.

Al nostro tavolo erano già presenti:

-
S., single quarantenne abbacchiata e pure un bel po' brilla, in vena di bilanci esistenziali negativi
-
Eppi-architetto in uno stato d'ansia cronico, causa missione consolatoria; è tuttavia armata di un inusuale spirito di iniziativa e di una massiccia dose di anti-depressivi.
-
Il Bellis, giullare storico del gruppo, decisamente lanciato verso un'impresa disperata e galoppante di rimorchio selvaggio.
-
Il Giangi, uomo dalla sensibilità sopraffina, avvezzo al pettegolezzo impudico che la schiava Isaura gli fa un baffo.
-
e soprattutto la Mari, professione psicologa, con la mania dell'interpretazione e frantumazione della personalità di tutti quelli che le capitano a tiro.

L'aggiunta dei sopra citati due nuovi arrivi, non mi pare creare una sinergia emotiva ideale per la serena prosecuzione della serata.
No.

In men che non si dica, quello che doveva essere un banale aperitivo autunnale, si evolve geneticamente in una profonda seduta psicanalitica, con la nuova arrivata in lacrime accasciata sulla sedia, S. che la consola, Il Giangi che le riempie continuamente il bicchiere per farle dimenticare i suoi guai, la Mari che la psicanalizza e il Bellis che ci prova come un disperato.

Argomento trattato: lo spezzettamento dell'io e la frammentazione del subconscio extra sensoriale inserito in un contesto di privazione sentimentale.

Risultato: una sonora e memorabile sbornia collettiva.

Manco ve lo dico che sono tornata a casa con un gran mal di testa.

venerdì 25 settembre 2009

Siamo esattamente sull'orlo di una tragedia

Sproloquiato da eppifemili alle 12:30 38 commenti
Ma se vi dico che dopo tutta la fatica fatta da S. per l'arrivo di A. (clicca su se sei ignaro),
quest'ultimo ci sta elegantemente per dare una buca clamorosa, ci credete!?!?

Becco
il nostro, collegato su gmail, all'ora di pranzo del giorno in cui sarebbe dovuto arrivare (cioè 5 minuti fa).
E già la cosa mi pare alquanto sospetta, considerando che si sarebbe dovuto trovare da tempo alla guida della sua fida quanto moribonda Renault 4.
.

Quindi provvedo ad indagare via chat.
Roba che manco l'Inquisizione.

"Tesoro, ma che fai ancora lì?!! Non dovevi essere in viaggio?!?!" (traduzione: amico caro di vecchia data nonchè compagno di innumervoli avventure giovanili per le quali ti sarò sempre grata, potresti spiegarmi che cazzo ci fai ancora incollato ad internet quando dovresti essere leggiadro e spedito sulla Milano-Roma a 120 km orari minimo?!)

"Ah! Si Eppi, beh! Diciamo che ho avuto un problemino. Sono in una fase di bad mood e ancora non so se riesco a venire oppure no".

"Dai! non ti preoccupare! Ti tiriamo noi su il morale. Sali in macchina! Sbrigati" (traduzione: amico caro di vecchia data, pur essendo a conoscenza della tua atavica indolenza nonché totale e cronica inaffidabilità, alza il tuo regale culo e direzionati nella capitale. Subito!)

"Posso fartelo sapere tra un po'?!"

"Certo. Non c'è problema. al massimo ti metto a dormire in terrazzo nella cuccia di Eppi-dog" (traduzione: si certo amico caro di vecchia data; così poi a Roma ci arrivi col teletrasporto dato che ci vogliono almeno 5 ore per scendere giù e noi abbiamo appuntamento per cena con almeno altre dieci persone. Stai sereno amico caro di vecchia data. Con calma.)

Ora, la mia perforante preoccupazione, in verità, è unica e sola:

SE ALLA FINE NON VIENE, COME LA PRENDERA' MAI S. ?!?!

mercoledì 23 settembre 2009

L'arrivo di A.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:05 56 commenti













L'arrivo di A. manda puntualmente la mia amica S. in fibrillazione.

La fibrillazione di S. ha due livelli:

-
livello medio/contenibile nei periodi in cui A. è fidanzato.

-
livello delirante/cardiopatico nei periodi in cui, per una vicenda o per un'altra, A. è single.

Fatto sta che venerdì A. (mio amico nonchè convivente storico dei tempi dell'Erasmus selvaggio a Parigi) cala a Roma per il week end, e più precisamente nella nostra modesta magione.

A. è bello.
Ma bello, eh!??!
A. è elegante.
A. è raffinato.
Ma soprattutto in questo momento A. è decisamente single.

Manco a dirlo, essendosi sparsa nella capitale la voce che A. arriva, una assidua folla di amiche mi si palesa improvvisamente in ogni dove.
Appollaiate dietro la porta di casa, nascoste sotto lo zerbino, accampate in terrazzo con tenda e fornelletto da campeggio, calate con funi dal tetto di Gertrud.

Nel raggio di 10 chilometri intorno al Raccordo Anulare, non si trova un'estetista che abbia un buco libero manco a pagarla oro.
Tutto prenotato.
Occupato.
Mobilitato.
La parte femminile della città si è prontamente attivata in attesa del lieto evento.

Neanche per la vigilia di Natale c'è un tale fermento.

Tuttavia, prima fra tutte, regina incontrastata, e determinata come una velina a caccia del suo calciatore, primeggia lei:

S.

S. ama A. alla follia.

Da anni spera ardentemente che un giorno lui la rapisca e la porti via con sé, caricandosela sulla sua renault 4 rossa scalcagnata (che però lei -
per non sapere né leggere e né scrivere -ha preventivamente accessoriato con una tappezzeria in ecopelle leopardata, una finta pelliccetta fuxia sul cruscotto e un paio di pon-pon rosa confetto appesi allo specchietto).

S. lo ama di un amore dichiarato e senza speranza.

Ma A. è lento.
Leeeeento.
Da farti cascare le braccia.
A. non si muove nenache se vede Cindy Crawford inerpicata su un tacco venti, inguainata in un paio di calze a rete nere e strizzata dentro una guepiere di pizzo.
A meno che, ovviamente, non sia lei a saltargli addosso.

A. guarda il cielo.
Fa il vago.
Riflette.
Medita sul ruolo che l'essere umano occupa in questo bizzarro, bizzarro mondo.

Ora.
Potete ben immaginare come, fra un'asceta intellettuale rincoglionito e una che ha come principale preoccupazione mensile la tonalità di fuxia che deve scegliere per le unghie dei piedi, la compatibilità sia tutt'altro che scontata.

Tuttavia S. imperterrita, si ostina a voler ignorare tutto ciò.

Insiste, e continua a sognare garbatamente il principe azzurro, illudendosi che un giorno finalmente diventerà "SUO".

"Ciao tesoro. Ti volevo dare una bella notizia. Venerdi viene a Roma A. Che dici? organizziamo una cena tutti insieme?"

"Davvaro??
Oddio che nius!!
Cioà! Che facciamo, andiamo a cena in una bella locasciòn?
Magari, per sicurezza, mi tengo free per tutto il weekend; che dici? "


"Beh! veramente è probabile che ci vedremo solo il venerdi perchè lui sabato ha un matrimonio e domenica forse già riparte".

"Occai. Allora sènti.
Mi organizzo un attimo e ti richiamo later.
Cià-ccià".


Tre minuti e venticinque secondi dopo...

"Eppi tesoro, allora è tutto occai.
Cioà.
Ciò una tabbella di marcia fantassica.

Mercoledi vado al biutisalon e mi sparo una bella french manicure e poi un piling riggenerante con rivitalizzazione viso.

Cioà.
Dapaura!
Giovedi vado dal parrucchiere e mi do una botta di colpi di sole.
Venerdi mi faccio la ceretta e una fantassica maschera sebboriggenerante.

Dapa!
Per la sera, tiggiuro,
starò un fiore".


Ah! L'amour...

lunedì 27 luglio 2009

Una serata “alternativa”.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:59 0 commenti
Ero pronta, con la testa che mirava il muro per iniziare a dare una serie di capocciate di disperazione dovute allo stress, alla noia, al caldo, al ritiro in casa forzato per assistere il povero Homo incriccato, QUANDO il mio angelo custode Master mi chiama e mi dice che passerà in serata per portarmi fuori a prendere un aperitivo e poi dirottare verso casa per cenare tutti insieme.

Si presenta alle 9.

Lo saluto mentre mi si illuminano gli occhi.

Se si considera che la vita sociale di Eppifemili in questi giorni raggiunge il picco massimo alle 10:30 quando l’infermiera viene a fare le punture a Homo, si può ben intuire il mio stato d’animo nel vedere una faccia amica.

Sto per chiudere la porta di casa ma lui mi fa:

Aspetta che C. sta salendo le scale“.

“Come C.?! Ma non era a casa con un piede ingessato?!”

“Si. Infatti è con le stampelle, ma ora riesce a camminare. Me lo so’ caricato sulla vespa e te l’ho portato”.

C. arriva sulla soglia con stampelle, pedalo tribanda bianco RIGOROSAMENTE SENZA SCARPA e incarnato pallido.

Si sbraca sul divano proprio accanto a Homo che giace ancora semi-immobile e dolorante.

Io e Master decidiamo di scendere per prendere delle pizze e lasciamo i due infermi in casa.

Tanto do’ vanno conciati così?

“Ok ragazzi. Io non mi porto nulla. Neanche le chiavi. Tanto mi aprite voi.”

Appena finito di pronunciare queste parole, mi giro e guardo la scena: uno sdraiato supino sul divano con un milione di cuscini a sostenere muscoli doloranti.

L’altro seduto con una gamba alzata poggiata sul tavolo e le stampelle accanto, manco fossero le sue migliori amiche.

Per la serie: “scene che non avremmo mai voluto vedere: immobilità assoluta - la vendetta“.

Mi rendo conto di avere appena detto una cazzata:

“Come non detto. Le chiavi me le porto dietro”.

martedì 21 luglio 2009

I miracoli si materializzano. A volte.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:57 0 commenti
Credeteci o no.

Scommetteteci o no.

Ma ve lo dico: ormai viviamo quasi in una casa normale.

La novità della settimana è che (tenetevi forte) abbiamo un letto!

Si perchè è vero che avevo fatto l’affarone del secolo dal rigattiere (il Conte di Fersen de Noantri per chi ricorderà) accaparrandomi un fantastico letto vintage, ma è anche vero che al suddetto letto mancava la struttura con le doghe.

Conseguenza: abbiamo dormito per due settimane con i materassi a terra ma insieme ad una meravigliosa spalliera stile Maria Antonietta e un fantastico mal di schiena.

Che stile!

Certo coi materassi sbattuti per terra, tutto sembravo tranne che la regina di Francia. Direi anzi che assomigliavo più che altro a Cenerentola.

Ma prima della zucca trasformata in carrozza.

O, ancor peggio, ero tutta Jessica Fletcher quando si sveglia la mattina a Cabott Cove.

Ma ora abbiamo compiuto grandi passi in avanti: abbiamo acquistato la parte mancante del letto.

Abbiamo spacchettato gran parte degli scatoloni; abbiamo liberato aree sconosciute della casa dove regnava incontrastato il fantastico mondo di Quark; abbiamo concentrato gli ultimi rimasugli di disorganizzazione in un angolo, in modo da non dare troppo nell’occhio.

E per finire, con mia grande soddisfazione abbiamo preso una sofferta e discussa decisione: dipingere o meno l’armadio della camera da letto.

E’ stato deciso per un fantastico “verde relax” che richiamasse il colore della testiera del letto.

Dopo una tavola rotonda con Homo, mazzetta dei colori e caffé in mano, vado a comprare le vernici della tonalità prescelta.

Non sapevo dell’esistenza di ben 578 tonalità diverse di verde.

Mi apparecchio manco fossi il capo cantiere del nuovo stadio di Hong Kong, preparo i pennelli e studio le istruzioni per la diulizione del composto.

Ho deciso che me ne occuperò io. Solo io. Non voglio interferenze da parte di nessuno poichè “sono esperta” e queste cose mi danno tanta soddisfazione.

Mi confronto con aria di sfida con l’immensa parete candida.

Michelangelo davanti alla Cappella Sistina era sicuramente meno motivato di me.

Ho con me i miei amici scala, bandana e ventilatore.

Sono armata di buoni propositi e di una determinazione senza precedenti.

Tempo 4 ore, finisco il capolavoro.

Ho i capelli verdi e il viso a pois.

Ma questo non è che un dettaglio.

Mi guardo il mio armadio “nuovo” da lontano.

Lo rimiro. Lo amo.

Suona Master che passa casualmente in zona.

Entra in camera per salutarmi, guarda la mia opera e fa:

“Ah che bello! Avete fatto l’armadio verde pisello!”

Voglio ucciderlo in questo istante ma poi penso che forse è daltonico.

martedì 30 giugno 2009

Absolute tanghera. The end.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:34 7 commenti
Lo scorso giovedì si è verificata la tragedia:

io e Uby siamo andati all’ultima lezione di tango per questa stagione.

Non sto qui a raccontarvi il suo sguardo dimesso e triste per l’imminente fine del corso.

Non sto qui a descrivervi l’accenno di malinconia nei suoi occhi enormi mentre guardava l’immensa sala parquettata sulla quale abbiamo piroettato per ben due mesi con la leggiadria propria di due ippopotami.

Non sto qui neanche a parlarvi di come tutte le signore e signorine presenti lo abbiano salutato con sguardi ammiccanti e deliziati manco fosse Johnny Depp.

Non vi tedio neanche con il fatto che “il nostro”, in seguito al rinvigorito fervore artistico, abbia deciso di ritornare a calcare il palcoscenico ricominciando ad esibirsi come drag queen e come, all’uopo, abbia deciso di spendere ben 800 euro in nuovi stivali con zeppone e tacco 20.

Già che ci sono, vi risparmio anche l’uscita di scena del nostro, il quale con movenze degne di Madame de Pompadour, fatte di un misto fra l’ultimo grado di eleganza e il primo della nobiltà, si è girato verso il mitico insegnante di tango Estefan , e gli abbia lanciato un’occhiata fulminante sul culo.

lunedì 29 giugno 2009

Circa la partenza di Homo

Sproloquiato da eppifemili alle 15:33 0 commenti
Homo è partito.

E’ andato fuori per qualche giorno per lavoro ed ha unito a questo una visita ad un amico che lo ospiterà.

Al nostro “professionista” infatti hanno pensato bene di fissare degli appuntamenti proprio la settimana prima del trasloco.
E’ praticamente un genio.

Del male.

Standing ovation per Homo. Grazie.

La porta si è da poco chiusa.

In casa siamo io ed Eppi-dog.

Ascolto il silenzio per alcuni minuti.

Stranamente regna la pace.

La quiete prima della tempesta, perchè ho deciso che in sua assenza ribalterò la casa per ultimare la preparazione dei pacchi. (Che culo).

Prima però, ho tutta l’intenzione di godermi alcune ore in santa pace e dedicarle a me.

Fare un po’ di yoga.

Respirare.

Per la prima volta dall’inizio del matrimonio, ho il tempo di trastullarmi in questa nuova dimensione parallela: la solitudine.

Assaporo già lo scorrere lento del tempo solitario, immersa in una strana “disorganizzata organizzazione”.

Mentalmente e con calma percorro i miei passi, anticipando ciò che farò nelle prossime ore.

Improvvisamente suona il citofono…

Driiiiin!

“Eppi! Sono mamma! Apri che ti ho portato alcuni scatoloni. Ti do una mano! Dai mettiamoci all’opera!”.

“Ehm! Grazie! Che bello!”

Segue bombardamento pneumatico di chiacchiere, news, varie ed eventuali su Gino, Pino, Marta ettuttilcuccuzzaro.

Manco faccio in tempo a riprendere fiato che…

Driiiiiiin!

“Eppi, sono zio Ugo. Pensavo che forse ti serviva una mano con i pacchi. Apri che ti aiuto!”

E io che pensavo di stare un po’ da sola con la mia disorganizzazione.

Eppi cara, facciamo un bel caffè?! Hai magari pure due biscottini?”.

Ma non dovevate aiutarmi? Qui tra un po’ mi tocca pure mettere mano ai fornelli e tirar fuori un chilo di carbonara.

Dopo un’ora il primo dei pacchi giace ancora vuoto sul pavimento.

Il tempo scorre inesorabile e il pomeriggio ha preso più la piega del becero pettegolezzo che quella della produttività.

Penso appunto di cacciare tutti di casa, quando:

Driiiiin!

“Eppi, sono Master. Ho scotch, scatoloni e pennarelli. Apri che ti aiuto a fare i pacchi?”

Se me lo dicevate prima, invece del trasloco facevo una festa.

mercoledì 24 giugno 2009

Cominciamo bene.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:29 0 commenti
Ieri mi attacco al telefono per allacciare la adsl nella futura casa dove traslocheremo i primi di luglio. Al momento c’è solo la linea telefonica, indi devo solo aggiungere internet. Sembrerebbe semplice.

Accanto a me Master – giunto per consulenza sentimentale del fine settimana – mi assiste per eventuale bisogno di assistenza.

“Pronto buonasera. Vorrei effettuare una variazione sul contratto Wind che ho al numero XXXXX”.

“Certo signora. Attenda un secondo in linea. Vediamo prima di tutto se c’è copertura. E’ la cosa più importante, senza la quale non possiamo procedere”.

Dirinidinidì làllàa laaaa.

“Allora signora. Le confermo che c’è copertura. Vogliamo procedere?”

“Si certo”. E che dobbiamo fà? Una passeggiata?

“Le comunico inoltre che potrà usufruire dei primi due mesi gratuiti. Inoltre vedo che potrà avere uno sconto di 30 euro se fa il contratto on line.”

“Perfetto! Buona notizia. Allora lo faccio on line. Ho il computer davanti”. Sempre 30 euro risparmiati, no? Buttali via.

“Però prima deve fare la registrazione sul pannello fai da te, che poi le consentirà di fare la modifica del contratto.” Ah Ecco. Mi pareva troppo facile.

“Bene. Mi pare di aver capito. Faccio la registrazione poi accedo al contratto e richiedo la modifica per l’inserimento dell’adsl.La ringrazio molto. Arrivederci.”

“A presto allora. se dovesse avere bisogno di aiuto ci richiami”. Che fai, me la tiri?

Dopo 3 minuti.

“Pronto signora stavo cercando di effettuare la registrazione al pannello fai da te. Purtroppo però una schermata mi dice che potrò ricevere la password solo chiamando dal numero per il quale devo effettuare la modifica del contratto. Peccato che io avrò accesso a quel numero solo dal mese di luglio. Come posso fare?”

“Capisco. Aspetti che accedo al suo pannello. Attenda in linea”.

Dirindirindiiiiiì, lalalla llalaaaaaaaa.

“Si infatti. Se vuole le posso inviare io la password via email”.

“Perfetto! Sarebbe fantastico. Grazie”.

“Non c’è problema. Se avesse bisogno di aiuto ci richiami. Arrivederci”. Ma che è? Portano sfiga?

Arriva la mail e la password. Mi registro. Entro nel pannello per fare la modifica del contratto con la mia bella password nuova.

Un messaggio dallo schermo decanta:

Per usufruire degli ulteriori 30 euro di sconto deve essere un nuovo utente. Lei è già utente wind”.

Master si stava a quel punto sbellicando dalle risate.

“Signorina. il problema è cosi e cosà. Ho richiesto una modifica. E’ ovvio che sono già cliente. Altrimenti avrei chiesto un nuovo contratto”.

“Aspetti provo a verificare io da qui e vediamo cosa succede. La richiamo fra cinque minuti. Può lasciarmi un suo recapito?”

“si certo XXXX”.

Driiiiin.

“Pronto?”

“Si, sono io signora; le comunico che c’è un problema”.

“Non mi dica?!” Ettepareva! Cissà come mai non mi giunge proprio come un’inaspettata sorpresa…

Nel frattempo Master urlava dal divano: “Non ce la farete mai! non ce la farete mai!”.

La signorina del call center lo sente e sbotta a ridere anche lei.

“Guardi mi scusi, ma qui dice che il contratto risulta in lavorazione e quindi non si può fare nulla per ora. Lei ha richiesto recentemente qualche lavorazione sul contratto?”

“Beh! Veramente non ancora. Ci starei provando da due ore.” Sempre se glielafamo.

“Provo a sbloccarlo e la richiamo. va bene?”

Io sull’orlo del suicidio: “Va bene”.

“Pronto signora Eppi? Le comunico che sulla rete del numero da lei indicato non c’è copertura. Quindi, una volta sbloccata la lavorazione, l’unica cosa che può fare è disdire il contratto e passare ad un altro operatore”.

Voglio morì.

lunedì 22 giugno 2009

Tecnologia amica.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:28 0 commenti
Ieri mi chiama mio padre e mi fa sghignazzando:

Ho una sorpresina per te…”

E io: “…mhmhmm! e cos’è edddai dimmelodimmelodimmelo! Eddai, eddai!”".

Non me lo dice neanche se mi attacco al tubo del gas.

Tanto anche se minaccio, abbiamo degli sfigatissimi fornelli elettrici…quindi è inutile che faccio finta di avere la sindrome pre-suicida.

Insomma si presenta a casa con una serie di scatolette colorate.

Apro goduriosa e divertita e compare un piccolissimo micro computer.

Dalle dimensioni sembrava perfettametne proporzionato a Epp-idog.

Uno di quelli che entrano nella borsetta insieme al rossetto e al portacipria e che per schiacciare i tasti ti servono le pinzette per depilare le sopracciglia.

GAUDIO! TRIPUDIO! TREPIDAZIONE!

Lo adorooo!!! Chikkissimo! E’ meraviglioso…

Come se, in soli 70 metri quadri, non bastassero il mio pc portatile e gli altri due mac di Homo.

Insomma, Eppifemili era già senza dubbio la famiglia con la maggiore concentrazione computer/metro quadro.

Manco la densità abitativa di Tokio!

Mi ci mancava pure il mini computerino!

Avete idea di quale sarà la conseguenza di tutto ciò?

Per la vostra gioia, potrò sproloquiare in questa sede da qualsiasi posto io mi trovi e in qualsiasi momento

A meno che qualcuno non mi faccia sparire le pinzette.

sabato 20 giugno 2009

Ultimi 12 mesi

Sproloquiato da eppifemili alle 15:27 0 commenti











Tanto per fare un riassuntino, mi sono appena resa conto che io e Homo negli ultimi 12 mesi non abbiamo condotto quella che si può definire una vita monotona.

In ordine cronologico, siamo stati infatti protagonisti delle seguenti tragicomiche vicende:

1. Abbiamo preso una nuova casa: botta di culo micidiale, è stata buona la prima.

2. Ci siamo sposati: all’urlo di olavaolaspacca!

3. Homo ha lasciato il lavoro: scelta sofferta e coraggiosa che speriamo rechi frutti copiosi.

4. Ne ha iniziato uno completamente diverso: il genius mi si dedica ora alla fotografia. Leggi: come vivere con un teleobiettivo puntato addosso h.24 alla facciaccia delle occhiaie tipo “sposa cadavere” impietosamente registrate e documentate con frequenaza quotidiana.

5. Abbiamo percorso 10.000 km con la nostra Eppi-car: tra viaggi di lavoro e di piacere – come dice Master – non ci siamo mai fatti mancare niente. E non cominceremo certo ora.

6. abbiamo soccorso due amici in serio squilibrio emotivo. Master di cui sopra + amica del cuore di Homo che hanno incarnato in noi – pensa come stanno messi poveracci ! – il punto di riferimento emotivo in fatto di sfortunate vicende amorose; manco a dirlo abbiamo risolto brillantemente entrambi le questioni con un mix micidiale: vagonate di umorismo ed ettolitri di vino.

7. E per finire, il colpo di scena del nuovo trasloco. I quotidiani titolano: “Non paghi dei cambiamenti che hanno sconvolto le loro vite, le due anime in pena – cioè noi – si accingono a cambiare locasciòn e ad insediarsi in un nuovo quartiere”. Ma questo argomento verrà debitamente approfondito a tempo debito in altra sede.

Beh! Diciamo che se è vero che senza cambiamento non c’è vita, noi siamo decisamente vivissimi.

Pure troppo.


ps: e voi? come state messi?

giovedì 18 giugno 2009

Aperò chic

Sproloquiato da eppifemili alle 15:25 0 commenti
Appuntamento con Master e amici di amici per aperitivo rinfrescante serale a Campo de’ Fiori.

Capisco subito l’antifona.

“Allora quest’estate dove andate?” fa amico incravattato a amica perbenino.

“Ma guarda, ancora non sappiamo. Forse prendiamo la barca e andiamo a fare un giro a Panarea”.

“Certo però che ormai lì c’è davvero una folla insopportabile. Non so. Forse sarebbe meglio andare in Sardegna”.

Master mi studia da lontano temendo una delle mie classiche uscite da catarpillar (cosa di cui tra l’altro vado generalmente fiera).

“Ma il Buby invece che fa?!”

“Lo sai che quello non si schioda da Ponza neanche a pagarlo! “

“E tu Eppi, che fai?”

Azz! Mi hanno beccata mentre mi scolavo l’ultimo sorso di regale prosecco e mi facevo i beneamaticazzimiei.

“Si? Scusami. Dicevi?!“ Ma di che parlavano questi?

“Hai già dei programmi per quest’estate?”

“Beh! Veramente non ne ho idea al momento”. Cari miei, ho un trasloco e altre 2.800 cose da affrontare prima di farmi sfiorare minimamente dal sospetto di una vacanza.

“Però in compenso ho un trasloco nelle prossime settimane” Argomento assolutamente tedioso per l’allegra comitiva. Ma io insisto imperterrita nel voler dare il mio prezioso contributo alla pungente conversazione.

Proprio oggi infatti sono andata in un negozio vintage dove ho trovato un fantastico letto antico“. E così e cosà, segue descrizione dettagliata.

Alla parola “vintage” gli occhietti spilliformi di amica perbenino si illuminano.

Davvero?! Ma è fantastico! Dov’è questo meraviglioso negozio?! Devo assolutamente andare! Adoro il vintage! Per favore, potresti darmi l’indirizzo? Stavo appunto cercando una sedia anni cinquanta per la scrivania ereditata dal mobilio di famiglia. Un’impresa insormontabile! Sono disperata“.

Capisco. Sono problemi.

Qualcosa mi diceva che se avessi chiamato il negozio col suo nome – e cioè rigattiere – l’amica perbenino non solo non mi avrebbe chiesto l’indirizzo, ma non mi avrebbe nemmeno degnata di uno sguardo.

Dentro di me ho sorriso pensandola alle prese col Conte di Fersen de’ Noantri (vedi post precedente) e ho assaporato il gusto di una sottile vendetta.

mercoledì 10 giugno 2009

Uby Superstar

Sproloquiato da eppifemili alle 15:17 0 commenti
Appuntamento a casa di Uby.

Entriamo in un ingressino fuxia che ci porta in un corridoietto turchese, per poi approdare in un soggiornino completamente bianco.

In pratica sembra di entrare prima dentro una caramella, poi in una piscina ed infine al Polo Nord.

Comprendo bene che casa di Uby non poteva essere diversa. Gli assomiglia davvero molto.

Il programma di Homo è quello di fare 3 diversi scatti, il che implica tre cambi di abbigliamento e di sfondo (come direbbe S. “di locasciòn”).

Dopo alcuni preparativi, le attrezzature e le luci sono pronte.

“Va bene cari, mi vado a cambiare”.

Pontifica manco fosse l’oracolo di Delfi.

Dopo dieci minuti la porta del soggiorno si spalanca e appare Wanda Osiris in persona.

Beh! Quando la macchina ha iniziato a scattare, è iniziato un vero spettacolo.

Tutto il suo animo di ex drag queen è riemerso con la facilità di un paperella di plastica nella vasca da bagno.

Ammiccamenti, sorrisi e sguardi languidi si sono succeduti con la naturalezza di una star holliwoodiana consumata.

Lui, Uby, era la star. Il divo. Dio.

Il rossetto bianco emergeva lampante sulle sue labbbra carnose arricciate per le pose.

Dopo mezz’ora, cambio d’abito e di sfondo.

“Che mi metto ora?”

Dice a me, la sua stylist per un pomeriggio.

“Guarda, ho un paio di cosette qui dentro”

Tira fuori un valigione gigante dal quale pensavo uscisse un cadavere.

Lo apre.

Ne fuoriesce l’abbigliamento di tutti i personaggi di Priscilla la regina del deserto e di Breakfast on Pluto messi insieme.

I miei occhi sono abbagliati da lustrini, colori e stivali con tacchi vertiginosi.

PRATICAMENTE IL PARADISO IN TERRA.

Adoro quest’uomo!

Stabiliamo una nuova mise e proseguiamo con l’avventura fotografica che ci porterà fino alla sera (pausa yogurt compresa).

Alla fine della storia sono venute delle foto fantastiche e noi siamo esausti.

Squilla un cellulare.

Uby risponde e, nel giro di un nanosecondo, rientra nel personaggio di star con una nonchalance degna di uno schizzofrenico.

“Pronto?”

“Ciao Uby, allora ci vediamo tra mezz’ora per cena?”

Fa la voce del telefonino.

“Si guarda. Però ti avverto. Sono esausta (fa lui). Quindi non mi tratterrò molto. Sai, ho appena finito il servizio fotografico qui in casa da me, e la cosa mi ha davvero provata. Non ti dico caro! Avresti dovuto vedermi!

Io: una vera star.

Gli ho già dato il titolo.

Si chiamerà The Love Creator.”

Semplicemente Uby.

lunedì 8 giugno 2009

la molly “palladiciccia”

Sproloquiato da eppifemili alle 15:14 0 commenti
Beh! Questa non resisto la racconto.

Ero al canile (dove faccio volontariato). Arriva a un certo punto la mia amorosa tesoruccia del cuore, Molly palladiciccia

la quale nell’ordine fa le seguenti cose:

1. Corre a perdifiato dal box fino al prato recintato (effinquituttapposto).

2. Soddisfatta avvista una gigantesca cacca di cavallo (si, al canile ciabbiamo pure un cavallo vecchio salvato dal macello).

3. Pensa bene di saltarci sopra e rotolarcisi ben bene sia di schiena che pancia (e la sua pancia non è certo elemento trascurabile).

4. Avvista la tinozza appositamente riempita d’acqua per lei che adora farsi il bagno.

5. Ci salta dentro a bomba con tutti i suoi 40 chili di ciccia sguazzando come una foca obesa. Tuttapposto.

6. Finalmente (allabuonora!) si accorge di me e mi punta da lontano venendomi con foga incontro per farmi le feste.

MA PRIMA LA MOLLY HA UNA FANTASTICA IDEA:

7. Si avvicina a me, e subito prima di saltarmi addosso, decide di sgrullarsi poderosamente ricoprendomi letteralmente di merda.

Eppur la amo.

domenica 7 giugno 2009

maratona modificata…

Sproloquiato da eppifemili alle 15:13 0 commenti
Secondo voi, una volta pianificato un evento, c’è qui da Eppifemili la minima possibilità che il programma venga rispettato?!?

Naaaaaaaaaaaaaaaa.

Quindi, come potete facilmente immaginare, la maratona Kill Bill non ha avuto luogo.

Al suo posto si è verificata una serie di eventi rocamboleschi in crescendo che ci hanno portato a trascorrere un sabato quanto meno “interessante”.

La mattina mi sveglio e vengo convocata in corsa dalla mia amica S. la quale mi informa di aver trovato un negozio di scarpe “che dobbiamo assolutamente andare a vedere”.

Sospetto che se non facessimo ciò, il Pianeta Terra si autodistruggerebbe entro le 15:00 di oggi.

Opto quindi per il male minore e decido di accompagnarla.

Premetto che io, al contrario di Homo e del 99% del genere femminile, ODIO andare in giro per negozi.

Di solito infatti, quando il mio guardaroba grida vendetta, vengo trascinata di forza da qualcuno che mi vuole molto bene e che non vuole che vada in giro come una derelitta. Grazie. Sono grata a qualcuno.

So che per una certa ora devo tornare a casa dove mi aspetta Homo; nel pomeriggio si svolge infatti un evento programmato da tempo. Il servizio fotografico GLAM di Uby (amico ex-drag queen nonchè mio cavaliere nel corso di tango).

Dopo mesi di dieta ferrea infatti, Uby ha deciso di essere in forma ideale per affrontare un servizio fotografico realizzato ovviamente da fotografo Homo.

Ma questa è un’altra storia e ne parleremo prestissimo perchè, vi assicuro, c’è parecchio da sproloquiare

Arranco dunque verso Fiorello ancora tumefatta dal sonno. Arrivo sotto casa di S. e, per i capelli, vengo trascinata nel paradiso della zeppa di sughero ( ! ). Per poco non mi viene un infarto nel vedere tutti quegli strass applicati a fascette che vanno incrociate intorno alla caviglia, intorno all’allucione e persino intorno all’unghia incarnita del mignolo sinistro.

Mentre lei svaligia il negozio, io studio la bambina rompipalle che ha deciso di smontare il negozio con estremo gaudio della commessa che a quel punto sta per avere una crisi di nervi e buttarsi per terra.

Compiuta la missione, riporto S. a casa e mi rendo conto che sono in un ritardo folle.

Che Homo mi sta già aspettando col piedino tamburellante sul parquet (gli ho promesso che l’avrei accompagnato).

Che sicuramente Eppi-dog non è stata portata al parco;

E che, soprattutto, ciò una fame chelametàbasta.

Arrivo a casa. Trangugio la prima cosa che mi capita sotto mano. Porto a spasso Eppi-dog e carichiamo Ferraglia (la macchina di Homo) con l’attrezzatura.

Arriviamo da Uby alle 14.00. Lui ci attende bardato come una giapponese durante la cerimonia del thè.

So che non faremo mai in tempo a rientrare a casa per le 19, ora in cui abbiamo appuntamento per l’inizio della “maratona Kill Bill”.

Lo so, ma mi illudo.

Infatti alle 20:00 siamo ancora lì alle prese con stivali con tacchi alti, rossetti e cravatte colorate.

Mi chiama Master e mi dice che, vista l’ora, gli altri hanno deciso di dirottare verso un ristorante.

Io rassegnata annuisco.

“Allora rimandiamo?”

“No. No. Io vengo. Alle 9:30 sono li”

Ettepareva…

Arriviamo trafelati alle 10:00 a casa.

Master non si vede.
Lo chiamo. Niente.

Lo richiamo.

Niente.

Aspetto; non so se devo organizzare al volo una cena per 2 o per 3.

Homo prova a richiamarlo.

Niente.

Mangiamo io e lui ma a quel punto comincio a preoccuparmi.

Dopo un’ora non si hanno notizie. L’ansia monta.

Gli sarà successo qualcosa??!
E’ strano che non richiami. Lui è un tipo molto affidabile.

Riprovo. Niente.
“Gli deve essere successo qualcosa. Non è possibile”.

“Non hai il numero del suo amico? Quello con cui si accompagna sempre in giro per aperitvi…dai! Come si chiama?!”

“Dici L.?”
“Si lui”.

“Cazzo non ce l’ho”.

Passo un altro quarto d’ora niente male, quando improvvismanete squilla il mio cellulare.

E’ LUI!!

“Scusa non potevo richiamare! Indovina dov’ero?”

Penso: eccheccazzonesoporcazozzapotevichiamareprima!

Mi si illumina poi improvvisamente la solita lampadina: “Sei passato da C. per prenderti la tua dose di merda giornaliera in faccia?”

“Esatto. Arrivo.”

A quel punto sono esausta.

Quando Master arriva, attacca la filippica sulle discussioni appena avute con la sua ex, intrattenendoci per una buona trequartidora.

Homo, il nottambulo, decide di modificare il programma della maratona (vorrei vedere! sono già le 11:30 !!) e di vedere comunque un film.

Decidiamo per Le Iene. E basta.

L’ultima cosa che ho sentito, mentre ero accasciata sul divano, è stata la sigla del film.

Quella iniziale.

venerdì 5 giugno 2009

Il maratoneta

Sproloquiato da eppifemili alle 15:11 0 commenti
Allora, noi di Eppifemili abbiamo un’usanza introdotta tempo fa dall’ormai mitico Homo Sapiens.

L’usanza consiste nel fare, a scadenze più o meno irregolari, delle “maratone di film”.

In pratica ci apparecchiamo come trichechi sul divano, circondati da una lista interminabile di schifezze che vanno dalle patatine ai diversi gusti, ai pistacchi, alle olive, ai formaggetti assortiti con marmellata, ecchipiùnehapiùnemetta) per poi guardarci tutti in fila due o tre film scelti e abbinati con meticolosa cura da Homo con la collaborazione della sottoscritta e con la partecipazione di immancabili ospiti occasionali.

Ora, considerando che si parte a pomeriggio inoltrato e nonsisamaiqunadosifinisce, il numero di passi fatti in quelle ore rispetto al numero di calorie ingerite, ha un rapporto pari a circa 1:30.000;

ne converrete che ogni volta, quando tutto finisce, invece che camminare, deambuliamo rotolando con l’eleganza tipica di ippopotami ballerini.

Manco 6 ore consecutive con l’impietosa Cerbero ce la fanno a riportarmi ad una condizione fisica normale!

Nell’ultimo periodo Master, sempre e comunque in crisi depressiva per le sue alterne vicende sentimentali (per la serie “io non sarò mai piu felice” oppure “il mio destino ormai è segnato” o anche “voi tutti avrete una famiglia e io avrò solo un maggiordomo“) non gli pare vero, e si installa puntualmente sul nostro divano trangugiando scricchiolanti patatine untuose.

Ha già prenotato il posto in prima fila per la prossima imminente maratona che dovrebbe avere luogo questo sabato.

Il programma è già stabilito (appositi volantini sono stati distribuiti in tutta Roma Centro).

Sarà il turno della saga di Kill Bill.

Attendiamo tutti con ansia l’evento e ci stiamo già preparando psicologicamente….e non solo.

Ps: se qualcuno di voi avesse delle idee per le prossime maratone…le mie orecchie sono sgangherate!

mercoledì 3 giugno 2009

Le ali sotto ai piedi

Sproloquiato da eppifemili alle 15:07 0 commenti
Beh! Oggi ero lì che gironzolavo per commissioni con il mio fido destriero bianco: Fiorello.

Giorni fa avevo accennato a lui: motorino Honda SH classe ‘91, con il quale ho condiviso gli anni più importanti della mia vita fino ad oggi.

Ho pensato: cazzo, lui c’era sempre.

Quando eravamo…

Lui c’era.

E quella volta che…

Lui c’era.

Insomma, ho deciso che ve tocca pure il post sul motorino catorcio.

Zitti e mosca!

Devo riconoscerlo sono una sentimentale.
Adoro zigzagare nel traffico flirtando con gli specchietti retrovisori delle auto in movimento; adoro sentirmi il venticello sulla faccia quando d’estate non c’è altro refrigerio che montare in sella e andaredovenonsisa;

adoro sapere di non dover fare a cazzotti per un parcheggio e lasciare lui, Fiorello, proprio davanti alla mia destinazione (il che ha il vantaggio non trascurabile che mi consente di andare sempre in giro con tacchi astronomici – tantomicadevocamminare)

Lui, Fiorello, c’era quando ho dato i miei primi esami all’università;

c’era quando ho inseguito il mio primo grande amore con il mio migliore amico fin sotto casa sua in quella notte d’estate.

C’era pure quando, saliti in tre, ci ha portato in giro per Roma, affaticato ma caparbio, mentre realizzavamo il documentario (tutto sfocato) di vacanze romane.

C’era quando, tornata dall’Erasmus, dopo un anno di inattività, è partito al volo senza manco fiatare (mitico!).

Quante ne abbiamo passate io e lui!

E poi mi sento dire…

Ao! Butta ’sto catorcio! Nun sei credibile su quer catafalco!

Ma come posso???! Come?!

Certo, non è una Vespa Special faro tondo del ‘72, ma è stato mio fedele amico per più di mezza vita!

Io che (giuro lo faccio davvero) gli metto ancora la catena con il lucchetto – anche se so che mai a nessuno balenerebbe in mente l’idea di rubarselo – solo in segno di rispetto per restituirgli la dignità di motorino.

Insomma, se è vero che anche gli oggetti hanno un’anima, lui è la mia anima gemella.

E come faccio allora, vi chiedo, a rottamarlo?!?

Noncelapossofà.

Se esistesse il cimitero dei motorini, io Fiorello ce lo porterei.

Sempre il più tardi possibile, ovviamont.

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