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domenica 13 giugno 2010

IL SEDICESIMO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 12:27 6 commenti
bravo

Questa settimana, ragazzi, più che al post, il TEFPOW va ai suoi protagonisti.

Della serie, "LE STORIE CHE FANNO BENE AL CUORE", vi segnalo questa vicenda pubblicata su Secondazampa.

E quindi,
sapendo che:
a- ho un debole per i cani
b- sono di lacrima facile
c- ciò il cuore della consistenza di un budino al caramello

Beccatevi 'sto TEFPOW e zitti e mosca!

Non mi dilungo oltremodo come al solito, e vi auguro una buona lettura di questa fantastica "favola" con lietofine.

BREZZA LO SCIUPAFEMMINE


*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

venerdì 5 febbraio 2010

CIRCA GLI INASPETTATI ATTIMI DI CONSAPEVOLEZZA.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:27 13 commenti



E uscire a correre all'ora di pranzo lungo il Tevere.

E portare con sé il cane appena accolto, inebriato dalla nuova sensazione di libertà e dalle foglie che gli scorrono sotto il naso.

E guardare lontano verso la fine del fiume. Verso il mare.

E sentire improvvisamente la pioggia sottile sulle labbra.

E fermarsi al riparo sotto un ponte per guardare lo scorrere lento dell'acqua.

E sentirsi randagia, come il cane seduto ai miei piedi.

E respirare la storia di lui che mi guarda con occhi grati e fedeli.

E rivedersi bambina giocare con un fiore.

E sentirsi a casa. Anche se si è fuori nel mondo.

mercoledì 3 febbraio 2010

LA CONVIVENZA

Sproloquiato da eppifemili alle 08:49 13 commenti



Ora, va bene che noi della Eppifemili siamo ospitali.

Va benissimo che prima abbiamo preso un cane.

E va anche benissimo che poi ne abbiamo preso un altro togliendolo da una vita fatta solo di stenti.
....

Ma addirittura che quella fuggiasca della gatta Minù decida imperterrita di installarsi nel nostro terrazzino....
Ora qui, signori!
Mi pare che si stia un po' esagerando eh!?!?
Vanno presi serissimi provvedimenti.

Driiiiiiiiiiiin!

"Eppi! Kara! Scuzen ancora una folten!", fa la signora che abita all'ultimo piano e che possiede la dolcissima ma estremamente ribelle gatta Minù. La quale, ingnara della presenza del nuovo arrivato Rubacuori (peraltro anche lui come Eppidog assatanato contro i gatti di qualunque dimensione e colore, della serie manco avesse visto Nefistofele in persona), come d'abitudine plana sul nostro terrazzino e di lì, con evoluzioni rocambolesche che sfidano qualsiasi conosciuta legge di gravità, sull'ormai noto dagli assidui lettori, tetto del bagno.

"Si, signora Gertrud, mi dica"

"Catta Minù ezzere ti nuofen saltaten dentre tu terrazzen e ti lì, sopren tetten". Istintivamente seguendo un riflesso condizionato, mi guardo verso il decolleté per un istante, poi realizzo che trattasi d"tetten del pagnen".

"Si signora me ne ero vagamente accorta".

E per forza!
Nel frattempo, causa questa nuova presenza (ma 'sta gatta è un felino o un condor?!?!) in casa si è scatenato tutto lo scatenabile.

Eppidog con i due occhi a palla completamente fuori dalle orbite, la bava alla bocca e un vocione che manco un sanbernardo.

Rubacuori, al suo fianco, avvelenato d'odio, che le dà manforte roteando su sé stesso e facendosi per poco partire l'embolo dalla rabbia.

Eh no! Mo basta!

Arisalgo con foga sulla scala (mi pare un flash back di alcuni giorni fa, e settimane fa, e mesi fa).
Afferro Minù
per la collottola con decisione e senza troppe smancerie.
Attraverso il soggiorno con i due inviperiti che per poco non sbranano me e lei.
Apro la porta di casa.
Ne faccio uscire solo il braccio con la gatta attaccata.

Mollo la presa e dico:

"Eccola Signora Gertrud.
E' ancora intera.
Ma non le posso assicurare per quanto ci resterà, vista la situazione".

Aoh!
Detto fra noi:
Sta Catten Minù ha proprio rotto i coglioni!


lunedì 1 febbraio 2010

ATTENTI A QUEI DUE.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:20 20 commenti



La convivenza fra l'essere più fifone della galassia (Eppidog, femmina di minuscole dimensioni) e l'attempata new entry (Rubacuori, maschio di medie dimensioni ma di lunga età anagrafica), è cominciata alla chetichella.

Lei lo guarda dall'alto dei suoi privilegi di prima arrivata, cocca di mamma e papà da sempre.
Lo odia.
E non capisce perchè mai io e Homo dobbiamo proprio tenerne un altro oltre lei.

Lei è principessa.
Lei è abituata ai piaceri della vita.
Lei è inappetente e per farla mangiare spesso e volentieri bisogna fare l'aeroplanino col bocconcino di pollo mentre si pregano tutti i santi shintoisti.
Lei è decisamente snob.

Lui, appena entrato in casa, è un vecchietto puzzolentissimo come tutti i cani che si sono sparati 8 - dico 8 - anni chiusi in un box di canile.

Robba che se non gli facevamo subito un bagno triplo con tanto di balsamo alla vaniglia, qui morivamo tutti asfissiati sul colpo!

Lui non solo è agé, ma cià un dente ogni quarto d'ora che a guardarlo in bocca cià talmente tanti buchi, che pare il Colosseo.
Oltre a ciò è arrivato con una fetosissima fiatella che se solo ti si avvicinava a distanza inferiore ai 40 cm di sicurezza, ti faceva meches, colpi di sole e messa in piega frisée in una botta sola (mi sento di tranquillizzarvi tutti anticipandovi che questo problema è stato prontamente risolto con una massiccia pulizia del sopramenzionato Colosseo).

Lui non è abituato alle coccole (non gliele ha certo mai fatte nessuno prima d'ora).

Lui non sa giocare. E quando gli lanci la palletta, mentre Eppidog ci si avventa sopra assatanata iniziando uno show degno di Wanda Osiris ai tempi d'oro, lui ti guarda scodinzolante e tutto eccitato, gli gironzola intorno, ma non ha assolutamente la più pallida idea di cosa fare.

Lui si avventa sul cibo polverizzandolo in un nanosecondo perchè probabilmente, se per tutta la vita non avesse fatto così, gli altri cani con cui conviveva, glielo avrebbero sottratto senza troppi convenevoli.

Insomma, avrete capito che trattasi di incontro fra antipodi prorpio qui, in casa Eppi.

All'inizio lei è timorosa.
Poi, col passar dei giorni diventa diffidente.
Lui la avvicina delicato.
La controlla da lontano, provando di rado ad avvicinarla.
Lei si allontana stizzita.
Non lo vuole proprio.

Tuttavia, a distanza di una settimana oggi, proprio oggi, è avvenuto il miracolo.

Eppidog gli è andata vicino.
Se lo è guardato con i suoi occhi a palla che più a palla non si può.
Gli ha scodinzolato civettuola.
Ed infine lo ha invitato al gioco.
Ovviamente lui non cià capito un cazzo, ma questo poco conta.

Signori miei ! Oggi si è verificato l'insospettabile !

Rubacuori è di diritto e con tanto di benestare della principessa, uffcialmente e a pieno titolo entrato a far parte di questa famiglia.

ED E', COME SEMPRE, TUTTAPPOSTO.

sabato 30 gennaio 2010

Circa le sorprese e la ventata di vita che esse portano con sé

Sproloquiato da eppifemili alle 15:54 31 commenti


Alcuni giorni orsono, è sorta l'alba del mio trentasettesimo compleanno.

E già.
Solo per questo bisognerebbe tentare il suicidio.
Lo so.

Da alcuni anni infatti, Eppi (che in queste occasioni eppi non lo è proprio tanto) non si spinge fino alla conlcusione della propria Augusta esistenza.
No.
Tuttavia, si limita con impegno e costanza ad immergersi in una latente e strisciante depressione che ha generalmente la benevolenza di aumentare esponenzialmente man mano che il fatidico giorno si avvicina.

Alla vigilia, Eppi è lì che si prepara un cocktail di barbiturici, sonniferi e Nutella (ritengo di meritare una morte degna), quando Homo, le dice fiducioso e raggiante:

"Eppi, non ti preoccupare.
Sono sicuro che domani trascorrerai una giornata FAVOLOSA".


"Si. Si", rispondo io noncurante, affondando la testa in un tiramisù per dieci persone, sperando di morire di soffocamento per ostruzione della trachea.

"L'unica cosa - prosegue - è che dobbiamo festeggiare dall'ora di pranzo in poi, perchè devo sbrigare delle commissioni per mia madre la mattina presto".

Ormai sono nel pieno di un picco glicemico fulminante, dunque non gli do peso.

Rispondo depressa:
"Ok".

L'indomani all'alba, sento dei rumori.
E' lui che si alza.
MIRACOLO! MIRACOLO!
Homo che ha capacità di avere percezioni sensoriali prima delle 2 del pomeriggio!?!?!
Non puo' essere.
Forse sto ancora dormendo e trattasi di sogno, per quanto realistico.
Mi giro dall'altra parte, mi rideprimo un po', e torno subito a dormire.

Vengo destata solo molto dopo dal citofono che suona insistentemente.

Ormai realizzo che è tardi.
Scatto in piedi.
Vado alla porta.
E' lui! Homo!
Cerco di connettere.
Lo guardo.
Strabuzzo gli occhi.
Riguardo.
Accanto a lui, mentre sale le scale, vedo una coda scodinzolante tutta bianca.

Ci vedo offuscato per il sonno.
Ma poi mi rendo conto che sto piangendo commossa.

MORALE DELLA FAVOLA:
quel matto di mio marito, si è davvero svegliato all'alba e ha davvero affrontato un viaggio di tre ore per andare in un canile sperduto nelle montagne laziali, e prendere un mio pupillo cane (che ho cercato invano per mesi di far adottare da qualche fulminato dal cuore tenero) e che da 8 anni vive recluso in un freddo box.

SIGNORE E SIGNORI!

RULLINO I TAMBURI E SQUILLINO LE TROMBE PERCHE' LA EPPIFEMILI SI E' ALLARGATA!

C'E' UN NUOVO COMPONENTE DELLA FAMIGLIA E SI CHIAMA NIENTEPOPODIMENOCHE:

RUBACUORI !!

Eccolo a voi in tutta la sua splendida, anziana e tenera bellezza:



venerdì 15 gennaio 2010

Cose che capitano

Sproloquiato da eppifemili alle 08:45 25 commenti



E comunque ieri sera qualcuno in casa Eppi era oltremodo stressato....


ps: per chi non lo sapesse ancora, il soprafotografato groviglio di peli è NIENTEPOPODIMENOCHE... (rullino i tamburi e squillino le trombe)...

la mitica,
l'infaticabile,
la sempre attiva,
e soprattutto la super-lasciva...

EPPIDOG !!

mercoledì 23 dicembre 2009

Un sereno Natale.

Sproloquiato da eppifemili alle 16:16 26 commenti


A tutti voi che mi avete accompagnato in questi lunghi ultimi mesi del 2009,

A tutti voi che avete ascoltato i miei pensieri, assecondandoli e rendendoli vivi con la vostra preziosa presenza,

A tutti voi che non vi ho mai visto, ma che siete così presenti nello scorrere dei miei giorni,

A tutti voi che siete virtuali ma anche così reali,

auguro un sereno Natale ma soprattutto uno splendido 2010.

Eppi.


ps: in questi giorni di freddo e bontà d'animo un pensiero d'amore non può non andare ai miei cagnolini del canile. Esprimo quindi una preghiera e vi chiedo di aiutarmi a diffondere questo link e, perchè no, ad adottarne uno anche solo a distanza
http://secondazampa.wordpress.com/

mercoledì 25 novembre 2009

Il business.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:14 19 commenti



Alcuni giorni orsono mi arriva una simpatica email dal signor Manager Creative Market Director Associate Furbetten di una compagnia che gestisce un network pubblicitario.
Questo mi chiede se sono interessata a promuovere sul mio sito alcune loro campagne pubblicitarie in cambio di una retribuzione economica.

Ora, partiamo dal fatto che su 200 parole della suddetta mail (robbbba come piattaforma d'affiliazione, cpl, output, crascott, uscrott, arcratavitot - che manco i nomi dell'IKEA) ne avrò capite si e no 2.

Continuiamo con il fatto che non comprendo quale interesse economico o di investimento finanziario possa destare il mio sandaletto rosa glitterato, che - percarità! - fa tanto chic; ma oddio! Nel dargli un valore quantificato in moneta (soprattutto dopo questo), ci intravedo un'ombra di esagerazione.

Consideriamo anche il fatto che io non sono una purista del blog "essenziale" (ma questo forse si era capito) e, onestamente, non ci vedrei niente di male ad inserire un bannerino qua e là se la cosa mi aiutasse a finanziare quelle tre/quattro crocchette che ingerisce Eppidog quotidianamente (ovviamont di qualità sceltissima e rigorosamente al caviale oppure alla soja biologica sennò la signorina manco le annusa).

Tuttavia, signori Pubblicitari Manager Creative Market Directors Associates Furbetten , una cosa è certa.

Non vi aspettate che io mi sogni minimamente di inserire nel mio ultra chic e rosissimo blog, immagini di assorbenti, dentiere, detersivi o creme per i brufoli.
Eh no!
Non offenderò in questo modo brutale il mio notorio senso estetico.

Quindi, cari i miei signori Manager Creative Market Directors Associates Furbetten, spremetevi le meningi e a questa porta bussate solo per campagne di scarpe dal tacco 10 in su, cappottini leopardati, tutine da ginnastica con inserti in piume di struzzo o fermagli glitterati
per cani.
Mancoadillo, tutto RIGOROSAMENTE ROSA.

Solo allora vi sarà aperto.


Ps: guardate voi se la prossima volta il taccazzo 12 non ve lo ritrovate quotato a Wall Street...

mercoledì 18 novembre 2009

La due giorni.

Sproloquiato da eppifemili alle 20:51 23 commenti


Ho da poco accompagnato Homo alla stazione.

Va fuori città due giorni per lavoro.
Lo saluto e lo vedo scomparire nella folla dell'ora di punta.

Accendo la macchina e la infilo nel traffico per rientrare a casa.

Seduta accanto a me, Eppidog che mi guarda fiduciosa e sicura del fatto che mai niente nella vita le capiterà di male.
Questo a patto che lei capisca cosa sia "male", dato che in vita sua i maggiori problemi sono sorti nel momento in cui ha dovuto scegliere fra palletta rosa e palletta blu, oppure fra carotine e carne o zucchine e pesce.

Le macchine mi scorrono davanti, accanto; svaniscono ingurgitate dai semafori, dalle strisce pedonali, dai cartelloni pubblicitari coloratissimi.

Mi sento dentro ad un vuoto pneumatico.
In silenzio assoluto.
I miei gesti non producono rumore.
Come se fossi imbottigliata, nessun suono filtra attraverso i finestrini.

Arrivo a casa.
Chiudo la porta.
Ho due giorni.
Due giorni di pausa.
Questa sera me la dedico.
Nel tepore delle mie pareti colorate e coccolata dal mio tavolo dorato.

Stasera spengo tutto e, se mi scappa, penso un po'.
A me.

Mi preparo una cena che mi piace.
E alla fine mi mangio pure un cioccolatino.

Rispondo al messaggio di Homo che fa:
"Ailoviù".

Sorrido.
E penso che sarà bello godersi attimi di stasi prima di realizzare che ti manca qualcuno.

lunedì 12 ottobre 2009

La rivelazione.

Sproloquiato da eppifemili alle 12:22 45 commenti


E finalmente, a grande ed insistente richiesta...

vi presento...

l'incommensurabile (in tutta la magnificenza dei suoi 5 kg),

l'acuta (grazie e sempre grazie al suo unico neurone defibrillato),

l'agguerrita (seguiranno nuove avventure della saga "L'acerrima crociata contro il gatto Minù"),

la divina (e cionondimeno chic in modo quasi imbarazzante)

EPPI - CHUBEKKA - DOG !



ps: stavolta occhio ai commenti che la prendo sul personale!

domenica 11 ottobre 2009

IL QUINTO TEFPOW !!

Sproloquiato da eppifemili alle 11:30 2 commenti
bravo


Recensione:

"Ora so a chi devo chiedere quando qualcosa sparisce da questa casa..."

Presentazione del vincitore del Tefpow:


Nel compiacimento avuto per questa insospettabile scoperta riguardo ad Eppi-dog, vi auguro una buona lettura del vincitore del TEFPOW (The Eppifemili Favourite Post Of the Week)
di questa settimana.

Dal blog Il suo cane sbava, che racconta le incredibili vicissitudini della vita di un veterinario e che con mio grande dolore sembra essere non più operativo, eccovi:

Chi ha mangiato Kung Fu Panda? Eh?


- per leggerlo cliccaci su -



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

martedì 6 ottobre 2009

Circa una tranquilla mattinata di lavoro

Sproloquiato da eppifemili alle 09:10 22 commenti














E' mattina e sono in soggiorno che lavoro al computer.
Eppi-dog dorme nella sua cuccia leopardata.
Con la coda dell'occhio, vedo qualcosa muoversi in terrazzo.
Si.
E' una coda.
Una coda bianca!
Mi sporgo da dietro lo schermo del pc e vedo Minù.

Minù è la gatta di Gertrud (la signora che abita all'attico - quella di Appuntamento con Lupin III).

Come cavolo ci è arrivata Minù fin qui?!
La ignoro.
D'altro canto non è la prima volta che sconfina.
Penso: meno male che Eppi-dog non se ne è accorta.
Continuo a lavorare.

Dopo alcuni minuti suona il campanello.
"Eppi, scusa!
Zono Gertrud. Minù zi è arrampigata su palconen di signora prime piane.

Atesso Minù non riusciren scentere".


"Accidenti!
Riusciamo ad arrivare al balcone dal mio terrazzo?"


"Creto si. Minù ezzere pazzata di tuo terrazzo per saliren su palconen".

"Prego Gertrud.
Entra.
Proviamo a prenderla".


Avrete forse intuito cosa si sta elegantemente prospettando all'orizzonte di quella che sembrava una tranquilla mattinata di lavoro casalingo.

Gertrud entra.
Andiamo in terrazzo.
Vediamo Minù che si sporge dal parapetto e ci fissa.
Non sa più scendere.
E' bloccata.

Eppi-dog si desta e comincia ad andare in fibrillazione annusando l'aria come un'invasata posseduta dal demonio.

Ovviamente non ha capito un tubo.
Però sa per certo che c'è movimento.
Qualcosa sta per succedere.
E dunque lei ci si deve mettere esattamente in mezzo.

"Minù! Minù! mciù mciù! Scentere ti palconen, prego! Minù!".
Ma Minù non ne vuole sapere perchè colpita ta attacchen di fertiginen fulminanten, yah!

Si sporge un po', ma poi retrocede.

"Gertrud, secondo me dobbiamo provare con la scala.
Minù da lì non si muove neanche se riceve una proposta di matrimonio da Gatto Silvestro".


"Tu ha racionen. Dofe scala?"

Prento scala, yah!
Apro scala.
Gertrud ci monta sopra e con due balzi germanici arriva in un istante all'ultimo piolo.

Niente.
Non riesce ad afferrare Minù.
E' ancora troppo in alto.
L'unica speranza è farla saltare su una parte di tetto che si trova più in basso; e da lì provare a prenderla.

"Minù mvciù mciù! fieni fieni!"
Niente.
Quella stronza si guarda intorno e non ci pensa proprio.

Nel frattempo Eppi-dog, posseduta dallo spirito di Rin Tin Tin - pace all'anima sua -, pur pesando 5 chili e sembrando decisamente un supplì con le zampe, si incavola come una iena imbufalita e comincia a sbraitare.

A sentirla, pare un rottweiler.
A vederla, pare un mocho vileda.

Ovviamente, la sua "discreta" presenza non fa che inibire ancor di più la fuggiasca Minù.

In pratica, attorno alla scala, si è creata una sorta di piramide alimentare:
in basso Eppidog e la sottoscrittta;
sopra la scala Gertrud, in bilico su un piede e protesa verso l'alto;
al vertice, sopra a tutto il cuccuzzaro, regale come una contessa, la candida Minù, immobile come la sfinge, che guarda tutti dall'alto verso il basso.

Si sta decisamente godendo questa scena surreale e secondo me se la ride come una matta sotto i suoi sensibilissimi baffi.

"Gertrud, ho un'idea. Aspetta un secondo".

Entro in casa.
Torno in terrazzo armata di N.2 polpette succulente (sottratte al pasto di Eppi-dog. Pagherò per questo. Ne sono consapevole).
Le passo all'abbarbicata Gertrud.
Minù vede l'esca.
Si decide.
Abbocca.
Con un balzo arriva sul tetto e si avvicina.
Gertrud, aggrappata come una cozza ai rami dell'edera, riesce finalmente ad afferrarla
con la mano libera.
Scendono dalla scala.
Gertrud mi ringrazia, saluta e se ne vanno.
Per il momento Minù è salva.

Tuttavia ho fondati motivi per sospettare che la quiete condominiale non avrà lunga durata.
Questa non era che una battaglia.
La guerra è appena iniziata.

Sono certa che l'acerrima nemica Eppi-dog sta sicuramente meditanto una spietata vendetta.




martedì 29 settembre 2009

Circa gli accadimenti di venerdi sera e il loro epilogo bizzarro.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:00 42 commenti
Ho appuntamento con S. alle 8 in punto in un bar dove il nostro usuale gruppo di amici è solito incontrarsi il venerdi sera.
Infatti arriveranno anche altri simpatici individui che da tempo immemore allietano le mie serate.

Io sudo freddo.
Non so come dire a S. che A., nel pieno di una crisi depressivo/convulsiva, ha deciso di non recare la sua magna persona fino a noi.
Io me ne son fatta rapidamente una ragione.
Ma come la prenderà S.?
Dopo tutte quelle energie spese nei giorni passati a farsi bella, che manco per il restauro della Cappella Sistina, per lei non sarà facile incassare il colpo.

In ogni caso, segretamente, confido nel potere taumaturgico che hanno per lei una botta di cipria e due spazzolate di mascara nero carbone.

Arrivo nella piazzetta.
Lei è già lì.
Non avevo dubbi.
Emana un'aura luminosa.
Una luce evanescente si irradia attorno alla persona tutta, scaturendo dalla sua intrinseca energia postiva.
Tuttavia mi balena il sospetto che quella luce sia invece frutto del riflesso degli occchiali da sole giganti (montatura bianca e lente specchiata) che troneggiano sul suo bel nasino.

Appena mi vede da sola, si verifica istananeamente in lei un crollo emotivo che rimbalza immediatamente sull'espressione facciale.
Le ciglia mi si afflosciano, il capello piastrato mi si elettrizza un po' come se avesse messo le dita nella presa da 220, il rossetto cola e soprattutto, l'aura che prima la illuminava, si spegne fatalmente dopo aver emanato intermittenti e gracchianti bagliori.

"Ciao Eppi!
Cioà!
Non ci posso credere!
Non è venuto!??!!"
Vedendola trasalire, sto per tirare fuori i sali dalla borsetta ma improvvisamente riacquista colore e decido di rimandare.
Si...! Brava!
Resiste!
E' ancora in piedi!

"Cara, mi dispiace tanto.
Ti avevo avvisato del fatto che ho ricevuto dei messaggi sospetti che non promettevano niente di buono.
Non sai quanto sono delusa!",
avevo infatti preventivamente cercato di atttutire il trauma dandole degli input circa la remota possibilità di un cambiamento di piani.

"Oddio no! Cioà! Vabbè.
Mi sa che non ci 'ssa gniànte da fare.

Il dessino vuole così.

Cioà, alla fine 'ssa storia va presa con filosofia.

Io e lui non ci incontreremo mai.

Rimarrò single a vita.

Però cara, sono davvero contenta di vederti.
Alla fine sai che c'è!?! Beviamoci su e non pensiamoci più!"
Grande S.! Ti sta per partire l'embolo per la disperazione, ma reagisci.
Sono orgogliosa di te!

Ci sediamo al tavolo e nel giro di alcuni minuti ci raggiungono il Bellis (architetto), Il Giangi (commercialista) e la sua fidanzata Mari (psicologa).
Iniziamo con un prosecchino, per non sapere né leggere e né scrivere.
Ma ben presto sul nostro tavolo cominciano a scorrere fiumi di vino bianco fresco che immortalano una delle ultime calde serate romane.
S. è demoralizzata, ma arranca raschiando il fondo della bottiglia di Traminer con tutta la forza delle sue unghie laccate in una trendissima tinta fluo.

Se la beve, se la ride e un po' se la lamenta anche.

Dietro di noi, noto una ragazza che mangia da sola.
Ha di fronte un piatto e un bicchiere a calice con del vino bianco dentro.
Sta evidentemente cenando.
Da sola.
Accovacciato alle sue gambe un piccolo cagnolino la scruta protettivo.

Come al solito, il Bellis si lancia e attacca bottone.
Si scopre quasi subito che è stata appena mollata dal fidanzato storico, il quale le ha chiesto la classica pausa riflessiva.
Questa è la prima sera che lui non dorme nella loro casa.
E lei non ce la fa a stare da sola.
Tò!
Casualmente, tutto ciò suscita nel Bellis uno spontaneo interesse dettato dalla sua particolare vocazione all'arte consolatoria.
Vero obiettivo: il rimorchio della biondina la quale, nel giro di 3 minuti, viene fagocitata e si ritrova seduta al nostro chiassoso tavolo.

Dunque, ricapitolando, l'allegra combriccola si arricchisce di:

N. 1 donna depressa corredata da acute crisi abbandoniche

+

N.1 cane randagio da poco raccattato dalla strada, accompagnato dalle medesime crisi.

E' tuttapposto.

Comincio a percepire nell'aria una strana sensazione: la serata sta decisamente prendendo una piega bizzarra.

Al nostro tavolo erano già presenti:

-
S., single quarantenne abbacchiata e pure un bel po' brilla, in vena di bilanci esistenziali negativi
-
Eppi-architetto in uno stato d'ansia cronico, causa missione consolatoria; è tuttavia armata di un inusuale spirito di iniziativa e di una massiccia dose di anti-depressivi.
-
Il Bellis, giullare storico del gruppo, decisamente lanciato verso un'impresa disperata e galoppante di rimorchio selvaggio.
-
Il Giangi, uomo dalla sensibilità sopraffina, avvezzo al pettegolezzo impudico che la schiava Isaura gli fa un baffo.
-
e soprattutto la Mari, professione psicologa, con la mania dell'interpretazione e frantumazione della personalità di tutti quelli che le capitano a tiro.

L'aggiunta dei sopra citati due nuovi arrivi, non mi pare creare una sinergia emotiva ideale per la serena prosecuzione della serata.
No.

In men che non si dica, quello che doveva essere un banale aperitivo autunnale, si evolve geneticamente in una profonda seduta psicanalitica, con la nuova arrivata in lacrime accasciata sulla sedia, S. che la consola, Il Giangi che le riempie continuamente il bicchiere per farle dimenticare i suoi guai, la Mari che la psicanalizza e il Bellis che ci prova come un disperato.

Argomento trattato: lo spezzettamento dell'io e la frammentazione del subconscio extra sensoriale inserito in un contesto di privazione sentimentale.

Risultato: una sonora e memorabile sbornia collettiva.

Manco ve lo dico che sono tornata a casa con un gran mal di testa.

venerdì 25 settembre 2009

Finale con sorpresa

Sproloquiato da eppifemili alle 10:05 25 commenti
Io mi domando e dico:
ma ci si può commuovere ancora ed ancora alla duecentosettantesima volta che si guarda lo stesso film?
Rassegnatevi.
La risposta è si.

(E con ciò mi sono giocata tutti i lettori di sesso maschile. Lo so e forse un giorno me ne farò una ragione).

Il film è,
chettelodicoaffare, Dirty Dancing.
Lasciatemi perdere che ciò la lacrima facile in questo periodo...

La situazione è la seguente.

Homo è uscito a cena con degli amici.
Io, esausta e reduce da una giornatina in cui è accaduta la qualunque, decido di restare in casa.

Fuori piove.
Mi pregusto una deliziosa seratina in solitaria.
Unica presenza ammessa: Eppi-dog.
Me la piazzo sui piedi per farle emanare quel teporino paradisiaco dalla sua pancetta calda.

Proprio questa sera Sky mi vuole fare un regalo.
Uno dei film che maggiormente hanno segnato la mia vita sentimental/adolescenziale.
Ah! Che ricordi.
I primi tacchi, il mascara celeste anni 80, le spalline da goldrake, quel gran figo di Morten Harket...

Dirty Dancing:
L'essenza stessa del romanticume più didascalico.

Un distillato di sentimenti zuccherosi che si intrecciano, si accavallano, si rincorrono per quasi due ore, lasciandoti il cuore gonfio e tre carie nuove in bocca.

Una sola parola:
IRRINUNCIABILE.

Se in questo momento mi citofonasse Johnny Depp, probabilmente gli direi che ho da fare.
No. Vabè.
Adesso non esageriamo.

Mi sistemo.
Mi apparecchio.
Comincia.
L'inizio del film trascorre agile, fra uno yogurt e una sbirciatina ad internet.

Poi, solo poco dopo, inizia la parte succosa; la melassa vera.
Pillole di baklava al miele iniettate direttamente nelle vene.

Un super gagliardissimo Patrick Swayze (Johnny) insegna l'arte del ballo a
"sciapetta Baby", equipaggiata di onnipresenti jeans bianchi tatuati sul culo, ondazza di frangetta indomabile spiaccicata sulla fronte come se gliel'avesse leccata una mucca, e sguardo da pesce lesso che manco io quando Homo mi ha chiesto di sposarlo.

Ballano in ogni dove: in camera, in palestra, in acqua, su un tronco d'albero.
A quel punto la mia immedesimazione ha raggiunto il livello critico di circa il 90%.
Sono con loro in camera, in palestra e pure (agile come una gazzella ubriaca) sul tronco.

Quando si esibiscono nel primo spettacolo in pubblico (esattamente nel punto in cui a lei finalmente mettono un po' di trucco in faccia -
sia lodato Jill Cagnè -),

io sono Baby.

Salto, mi libro, volteggio sorretta dalle possenti e monolitiche braccia di Johnny.
Sono ormai ad un passo dalla schizofrenia e dal delirio di onnipotenza.

Pure Eppi-dog sembra interessata e, guardando lo schermo, millanta intelligenza che fuoriesce dal suo unico, impazzito neurone.

Durante l'intensa storia d'amore (nella quale si sparano almeno altri 20 o 30 balletti) sto di fatto affogando nelle mie stesse lacrime.
Io e la fontana di Trevi, in pratica, siamo una cosa sola.

E' tutto un progredire, un aumentare di pathos.
Sono in fibrillazione e procedo spedita (a passi lunghi e ben distesi) verso il
singhiozzo selvaggio.

Nella scena finale, credeteci o no, quando Johnny torna per riprendere lei, sbattuta come un mocho vileda in un angolino buio della sala,
prima di lanciarsi nell'ultima romanticissima danza,
io vi giuro che ho sentito uscire da quelle labbra
QUESTE ESATTE PAROLE:

"Nobody puts Eppi in the corner".


ps: lo so. So' soddisfazioni. E voi? Sparate un po' i vostri film cult...

ppss: grazie Johnny.

venerdì 10 luglio 2009

Opera di convincimento o anche detta “la trivella”

Sproloquiato da eppifemili alle 15:52 0 commenti
Alcuni giorni fa, durante il mio volontariato su internet per favorire le adozioni dei cani di canile, mi imbatto nella sorella gemella di Eppi-dog. Solo molto più vecchia e sfortunata.

Infatti i suoi ex proprietari hanno pensato bene di abbandonarla in mezzo a una strada e mollarla lì. Indi, la mala sorte, non paga, ha fatto si che la poverina venisse buttata in un canile sanitario dove verte in condizioni pietose tanto che pare un’intricata palla di nodi.

E allora vi domando: come? Come posso io lasciarla lì in canile a morire di stenti e solitudine? In pratica è la nonna di Eppidog?!?! Siamo praticamente parenti!!

Vi premetto che sono mesi che presso incessantemente Homo nel disperato tentativo di adottare un altrettanto disperato “caso canino“.

Vi giuro, me ne capitano a centinaia.

Giustamente lui, considerando la contrarietà di mia madre (alla quale santa donna viene appioppata Eppi-dog ogni qualvolta noi si parte per le vacanze) e considerando la nostra vita alquanto irregolare al momento…spegne i miei slanci umanitari e mi rimanda a casa con un bel RESPINTO in fronte.

Effettivamente se fosse per me a quest’ora ne avremmo 200 di cani!

MA.

IN QUESTO CASO C’E’ UN MA.

Facendo leva sull’amore incondizionato di tutti per Eppi dog, compreso quello di mia madre che non vede l’ora che noi partiamo per spupazzarsela un po’ (si, lo so, tocca farle un nipotino sennò esce matta!);

dicevo facendo leva su ciò, ho cominciato prima con delicatezza e poi come un trattore impazzito, a insinuare l’argomento.

Mentre ieri eravamo dal parrucchiere con assoluta nonchalance, la santa donna pronuncia la seguente frase lasciandomi a bocca aperta:

“Eppi, ma allora dimmi: come si chiama il mio nuovo cagnolino?”

Per poco non mi ribalto dalla sedia del lavaggio.

giovedì 2 luglio 2009

Circa Homo ed il suo rientro alla base.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:48 0 commenti
Ieri sera bel, belle io e Eppi-dog ci prepariamo, acconciamo, sistemiamo, rassettiamo per andare a raccattare il “nostro” all’areoporto.

Dopo 3 giorni di assenza (sua) e di impacchettamenti (nostri) il mio sex appeal, in una scala da uno a dieci, poteva equivalere a due e tre quarti scarsino. Grazie.

Quindi potrete capire i lavori di restauro che ho dovuto metter su prima di uscire.

Robba che manco la Cappella Sistina!

Oltre tutto, ovviamente, quasi tutti i necessari strumenti di bellezza si trovano ormai sepolti e sigillati sotto montagne di scatoloni, irraggiungibili se non con una gru modello cantieri per grandi opere nazionali.

Dopo tutta ’sta fatica, è ora di uscire.

Da fuori si sentono lampi fragorosi.

Eh già! Dimenticavo che ormai Roma si è praticamente trasferita ai Caraibi e non passa pomeriggio senza un signor nubifragio.

L’umidità è al 300% e i miei capelli, manco salgo in macchina, che si trasformano in un covone di paglia.

Nel viaggio scoppia l’Uragano Katrina. Viene giù di tutto: grandine, pioggia, imprecazioni.

Ovviamente sono in ritardo e il traffico da ponte estivo che si materializza lungo la strada, non aiuta. La situazione è sotto controllo.

Senzaltro.

Arriviamo finalmente.

Homo è lì da un’ora che aspetta.

Esco dalla macchina, madida di sudore, appiccicaticcia, col mascara colato e i capelli arruffati tipo barboncino Billy.

Lui mi guarda, mi bacia e mi fa: “Come sei bella”.

Devo proprio essergli mancata.

venerdì 19 giugno 2009

Chi è lo…?

Sproloquiato da eppifemili alle 15:26 0 commenti

Oggi ero lì che passeggiavo con Eppi-dog per i bisognini quotidiani.

A un certo punto lei mi si impunta sul seguente oggetto:

DSC_0174

A quel genio che l’ha scritto vorrei proprio stringere la mano.

Magari dopo che se l’è lavata.

martedì 16 giugno 2009

Alla ricerca del letto perduto

Sproloquiato da eppifemili alle 15:23 0 commenti
Sabato mattina decido.

Alle ore 12:00 sotto un caldo torrido, prendo Eppi-dog e mi accingo a compiere la MISSION IMPOSSIBLE: trovare un letto decente per la nuova casa.

So già che ancor prima di arrivare all’auto, mi sarò inchiodata col tacco nell’asfalto liquesfatto e Eppi-dog si sarà accasciata rantolante tipo una tartaruga capovolta.

Comunque accetto la sfida e mi incammino.

Nei giorni precedenti, da bravo architetto di interni, ho provato tutti i canali a me professionalmente noti:

-il negozio chic dove il letto finto antico te lo fanno pagare quattromila euro. Ovviamente bocciatissimo.

- il negozietto alternativo della serie “haivistomaitrovassiloccasione“; ma l’occasione la trovano solo loro.

Quando il pollo abbocca.

- l’intramontabile e democraticissima Ikea; così per farmi un’idea, nel caso alla fine volessi limitare il budget al minimo.

NIENTE. TUTTO INUTILE.

Come cazzo è possibile che quando arredo le case agli altri è tutto facile ma quando serve qualcooa a me personalmente l’impresa si trasforma in INCUBO?!!!

Ma ormai sono decisa. Voglio sfoderare l’asso nella manica.

L’amicadimamma mi indica un delizioso negozio vintage (leggi: rigattiere) dove puoi trovare cose al di là di ogni immaginazione.

Fiduciosa nella mia capacità creativa parto.

Nonostante l’aria condizionata a meno 20, noto che la povera Eppi-dog ansima manco avesse visto Brad Dog Pitt. Le direziono addosso tutte le ventoline e si placa.

Arrivo a destinazione.

Scendiamo.

Sono madida di sudore e praticamente ridotta uno straccio ambulante, con pezzetta di quattro chili + coda al fianco.

Entro nel fantastico Mondo di Quark: un enorme magazzino pieno di ogni oggetto creato dall’uomo dall’anteguerra ad oggi.

Vecchie macchine da scrivere, comodini, cornici dorate a forma di cuore, lampade stroboscopiche, dischi in vinile, lavandini, scarpe e persino una culla.

In pratica: La Qualunque.

Comincio ad andare avanti e indietro come un’invasata con Eppi-dog confusa che mi guarda implorante desiderosa di uscire da quel delirio.

Scansiono chirurgicamente armadi, scrivanie accatastate le une sulle altre, poltrone, divani, bicchieri, vecchie radio a transistor.

Sono ormai completamente inebriata (manco avessi bevuto un litro di lambrusco) quando, giù in fondo, in un angolino quasi completamente nascosto, lo vedo.
Amore a prima vista.

Colpo di fulmine.

Un letto antico di legno decorato in stile veneziano; al centro della spalliera una bellissima imbottitura in velluto verde trapuntato.

Esattamente quello che cercavo. Ma molto di più.

In un istante sono Maria Antonietta a corte di Francia che aspetta voluttuosa nel letto il fascinoso Conte di Fersen.

La musica degli organi risuona nella penombra della camera, circondata da enormi tende in pesante velluto color pastello.

Il rumore degli zoccoli dei cavalli proveniente dai giardini mi rapisce per un istante.

“A signorì! Lo vole quello?”

Rinvengo.

Davanti a me un signore alto un metro e cinquanta sulla settantina in canottiera bianca a costine, pantaloni beige sopra il ginocchio, calzini marroni e sandali.

No. Non è il Conte di Fersen.

“Beh! E’ carino” Mento spudoratamente: lo adoro.

“Ma quanto costa?” Chiedo timidamente sapendo che mi sarei indebitata fino alla morte pur di poter dormire in quel letto da sogno.

“A signorì! Ecchejedovodadì?!! E’ bello eh?!! E’ antico. Nun li fanno più così. Costerebbe 120 euri. Ma a lei je faccio lo sconto. Famo 100 e nunseneparla più”.

Soffoco a mala pena un urlo di gioia.

Dopo 10 minuti ero di ritorno verso casa con la macchina carica e un sorriso durbans stampato sulla faccia.

letto

Come richiesto, aggiungo dettaglio del suddetto letto, appartenente alla collezione di arredi vintage da voi intitolata BdK (Botta di Kiulo).

Che non favà pvopvio Covte di Fvancia, ma vende pavecchio l’idea.

venerdì 12 giugno 2009

Sogno o son desta.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:20 0 commenti









Sono dal mio nuovo parrucchiere, seduta al posto lavaggio.

Mi accoccolo in posizione.

Mi rilasso mentre mani sapienti mi massaggiano la testa.

Che goduria!

Non ho più percezione del mio corpo.

Chiudo gli occhi.

Inseguo i miei pensieri.

Quasi mi assopisco.

Sono lontana anni luce ormai.

Improvvisamente:

“Ecco Eppi. Abbiamo fatto. Accomodati di là”.

Rinvengo.

Apro gli occhi.

Ruoto la testa verso destra.

Seduto, nel posto lavaggio accanto a me, c’è… un cane.

Richiudo gli occhi.

Forse mi sono addormentata e sto sognando.

Riapro, mi giro e guardo di nuovo.

Il cane è ancora lì.

Panico.

Sono decisamente impazzita.

Ora vedo pure cose inesistenti.

Devo farmi curare da un bravo.

Oddio! Che mi sta succedendo?!

Sarà lo stress post matrimoiale?

O forse ho esagerato con i caffè?

Non mi riconosco più.

Devo decisamente cambiare registro. Dedicare più tempo a me stessa.

Sto pericolosamente perdendo colpi.

Tra un anno sarò un catorcio da rottamare.

Homo mi lascerà.

E io vivrò per sempre sola e infelice”.

Era il cane del padrone del negozio.


ps: sono l’unica ipertesa pazzoide o anche a voi capita a volte di agitarvi per un nonnulla?!

lunedì 8 giugno 2009

la molly “palladiciccia”

Sproloquiato da eppifemili alle 15:14 0 commenti
Beh! Questa non resisto la racconto.

Ero al canile (dove faccio volontariato). Arriva a un certo punto la mia amorosa tesoruccia del cuore, Molly palladiciccia

la quale nell’ordine fa le seguenti cose:

1. Corre a perdifiato dal box fino al prato recintato (effinquituttapposto).

2. Soddisfatta avvista una gigantesca cacca di cavallo (si, al canile ciabbiamo pure un cavallo vecchio salvato dal macello).

3. Pensa bene di saltarci sopra e rotolarcisi ben bene sia di schiena che pancia (e la sua pancia non è certo elemento trascurabile).

4. Avvista la tinozza appositamente riempita d’acqua per lei che adora farsi il bagno.

5. Ci salta dentro a bomba con tutti i suoi 40 chili di ciccia sguazzando come una foca obesa. Tuttapposto.

6. Finalmente (allabuonora!) si accorge di me e mi punta da lontano venendomi con foga incontro per farmi le feste.

MA PRIMA LA MOLLY HA UNA FANTASTICA IDEA:

7. Si avvicina a me, e subito prima di saltarmi addosso, decide di sgrullarsi poderosamente ricoprendomi letteralmente di merda.

Eppur la amo.

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