
L'altro giorno becco Homo davanti al computer che, quando passo io, chiude di corsa una schermata e comincia pateticamente a fare lo gnorri (dicesi "gnorri" colui il quale cerca in modo fin troppo evidente di condurre l'altrui attenzione verso lidi più sicuri e confortevoli con l'unico scopo di uscire dall'imbarazzo di una situazione oltremodo scomoda).
Mhmhm....
"Che facevi?", io vaga (molto) + curiosa (da attacco sincopato) + sospettosa (al limite del sopportabile).
Lui, rosso sulle gote, occhio pallato e roteante a cazzo, con aria di chi nasconde ma non sa assolutamente mentire.
"Niente. Una cosa. Che vuoi?!", che fa?! Ribatte?!
E' palese come il sole di ferragosto a mezzogiorno che sta nascondendo qualcosa.
Sento che si sta per scatenare l'investigatrice che è nascosta in me.
Manco tanto nascosta, a dire il vero.
Lui, è convinto di avermi fregato, imbastendo la strada del "Ora cambio discorso così si dimentica".
Illuso...
Tzè.
Io sono la versione giovane di Jessica Fletcher, PIU' la versione femminile del Tenente Colombo, PIU' la versione impicciona di Dexter...
e secondo voi, me la potevo bere?!?
Sono lì, lì che sto per armarmi di lente di ingrandimento fotonica, macchina della verità con elettrodi al cianuro e binocolo ai raggi X.
Ho praticamente già indossato il camice bianco di Dexter.
Sono tentata....
MA NO.
Resisto.
Io sono una che, nonostante la sua cronica curiosità per n'emporte quoi, si fida e lascia correre.
Io!
Un'incurabile illusa forse, ma sono fatta così.
Troppa fatica preoccuparsi prima e dopo.
Tanto vale preoccuparsi solo dopo.
Quindi vado in cucina e lascio Homo alle sue oscure ed ignote trame.
OGGI.
Il nostro arriva tutto tronfio e soddisfatto e fa:
"Ti ricordi l'altro giorno quando trafficavo davanti al computer!?!? Beh! Ero lì che facevo questo".
E tira fuori due fantastici biglietti per un concerto al quale volevamo andare.
Io, felice e compiaciuta della scelta non indagatoria di qualche giorno fa, gli salto al collo.
"E poi, soprattutto, anche questo", ride.
E tira fuori altri due biglietti per "IL CONCERTO".
Quello che ho mancato innumerevoli volte nel corso della mia vita per i motivi più bizzarri.
Quello che ho rimpianto per mesi.
Di cui parlo da una vita.
Quello che è rimasto in me come un sogno nel cassetto non realizzato.
Quello che non sapevo ci sarebbe stato in un freddo giorno del prossimo febbraio.
Proprio quello.
E lui ha in mano due fantastici ingressi per NOI.
Lo dicevo io che non fidarsi è bene.
Ma fidarsi è meglio.









