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venerdì 6 novembre 2009

La sorpresa

Sproloquiato da eppifemili alle 08:19 27 commenti


L'altro giorno becco Homo davanti al computer che, quando passo io, chiude di corsa una schermata e comincia pateticamente a fare lo gnorri (dicesi "gnorri" colui il quale cerca in modo fin troppo evidente di condurre l'altrui attenzione verso lidi più sicuri e confortevoli con l'unico scopo di uscire dall'imbarazzo di una situazione oltremodo scomoda).

Mhmhm....

"Che facevi?", io vaga (molto) + curiosa (da attacco sincopato) + sospettosa (al limite del sopportabile).

Lui, rosso sulle gote, occhio pallato e roteante
a cazzo, con aria di chi nasconde ma non sa assolutamente mentire.

"
Niente. Una cosa. Che vuoi?!", che fa?! Ribatte?!

E' palese come il sole di ferragosto a mezzogiorno che sta nascondendo qualcosa.
Sento che si sta per scatenare l'investigatrice che è nascosta in me.
Manco tanto nascosta, a dire il vero.
Lui, è convinto di avermi fregato, imbastendo la strada del "Ora cambio discorso così si dimentica".
Illuso...
Tzè.

Io sono la versione giovane di Jessica Fletcher, PIU' la versione femminile del Tenente Colombo, PIU' la versione impicciona di Dexter...

e secondo voi, me la potevo bere?!?

Sono lì, lì che sto per armarmi di lente di ingrandimento fotonica, macchina della verità con elettrodi al cianuro e binocolo ai raggi X.

Ho praticamente già indossato il camice bianco di Dexter.

Sono tentata....

MA NO.

Resisto.

Io sono una che, nonostante la sua cronica curiosità per
n'emporte quoi, si fida e lascia correre.
Io!
Un'incurabile illusa forse, ma sono fatta così.

Troppa fatica preoccuparsi prima e dopo.
Tanto vale preoccuparsi solo dopo.

Quindi vado in cucina e lascio Homo alle sue
oscure ed ignote trame.

OGGI
.

Il nostro arriva tutto tronfio e soddisfatto e fa:
"Ti ricordi l'altro giorno quando trafficavo davanti al computer!?!? Beh! Ero lì che facevo questo".

E tira fuori due fantastici biglietti per un concerto al quale volevamo andare.

Io, felice e compiaciuta della scelta non indagatoria di qualche giorno fa, gli salto al collo.

"E poi, soprattutto, anche questo", ride.

E tira fuori altri due biglietti per
"IL CONCERTO".

Quello che ho mancato innumerevoli volte nel corso della mia vita per i motivi più bizzarri.
Quello che ho rimpianto per mesi.
Di cui parlo da una vita.
Quello che è rimasto in me come un sogno nel cassetto non realizzato.
Quello che non sapevo ci sarebbe stato in un freddo giorno del prossimo febbraio.
Proprio quello.
E lui ha in mano due fantastici ingressi per NOI.

Lo dicevo io che non fidarsi è bene.

Ma fidarsi è meglio.

mercoledì 7 ottobre 2009

Circa le questioni politiche

Sproloquiato da eppifemili alle 09:10 20 commenti














A destra:


"Ao! Anvedi. Nun ce se crede!
A vorte 'a vita è popo ssrana...
'A vita a vorte va in un modo.
Ma a vorte va proprio tutta nell'artro modo.

Dimme te..."


A Sinistra:

"No! No! Tciù mi ha presuo per kiulo. Questa paruola io no detta mai. No! No possible! Tu incasina le couse! Tiutte."

A destra:

"Ma che davero!?!?
No. guarda offro io!

Nuntedevipreoccupà!
Tiè!
Quant'è?

Machestaiascherzà?!

Nunseneparla popo!
Tu nun paghi manco dipinto".


A sinistra:

"Io sapuevo.
Tu non può farue!

No!
Non può dirue questo!

Io orua torno casa e lacio te!"


Al centro:

"Scusi! ci può portare il conto per favore?", fa Homo al cameriere.
"Eppi, sei taciturna questa sera. Sei preoccupata per qualcosa?"

Vaglielo a spiegare a tuo marito che insieme alla pizza, ti stavi facendo un sano e appetitoso affettato di cavoli altrui.

giovedì 24 settembre 2009

Matrimonio con sorpresa.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:15 47 commenti
Qualche giorno fa siamo stati invitati al matrimonio di una cara amica di Homo.

"Tu Donna, ricorda che il matrimonio è un impegno importante. Dal quale non si può tornare indietro.
Dovete venirvi incontro.
Essere amorevoli l'uno con l'altra",
pontifica il prete.

"Tu Donna, devi essere paziente", continua.

"Tu Uomo, se lei una sera è stanca e non vuole cucinare, vai in rosticceria e compra qualcosa da mangiare insieme, nella condivisione della vostra famiglia".

"Tu Uomo, sii consapevole del fatto che mentre lavori in ufficio, anche lei lavora in casa. Non dimenticartene. Sii comprensivo".

"Tu Donna, quando lui rientra la sera, sin dai suoi primi passi, devi capire se è il caso di stare zitta oppure parlare".

Tòh!
La sposa è impallidita.
Tutti credono che abbia un mancamento.
Poverina, è emozionata.
Io penso tra me e me, che stia per tirare fuori, da sotto il vestito a meringa, una beretta calibro 22 con l'intenzione di terminare il prete e fuggire ai Caraibi col fotografo.

Finita la cerimonia, inizia il ricevimento.

Al brindisi, dopo aver tagliato la torta,
tutti urlano all'unisono:

DI-SCOR-SO!
DI-SCOR-SO!

Gli sposi imbarazzati, non sanno cosa dire.
Lui muto.
Lei se lo guarda e, indicandolo, fa:

"Dato che il prete ha detto che io devo stare zitta, ora il discorso lo fa lui".

Tu, Uomo, beccati questa e vedi di afferrare al volo l'antifona.

lunedì 14 settembre 2009

Circa la visita dall'ortopedico ed i suoi impedimenti

Sproloquiato da eppifemili alle 09:00 27 commenti
Alcuni giorni orsono, dopo aver piacevolmente trascorso un'estate fra dottori, reparti di pronto soccorso ed ambulanze, io e Homo siamo finalmente andati dall'ortopedico.

Chi non avesse seguito le nostre peripezie estive, può andare qui , qui e qui.

Gli altri, quelli che le conoscono perchè le hanno già lette su questo blog, li compatisco perchè non avevano nulla di meglio da fare.

Comunque.
Homo, finalmente di nuovo bipede, dopo essere rimasto spalmato a pelle d'orso sul letto per settimane causa ernia del disco, prende appuntamento con l'ortopedico Ciccio.

Ciccio è amico di un nostro amico medico, che pare abbia dato a Homo il segnuente parere professionale:

"Vai da Ciccio chette rimette a posto lui"
.

E quindi noi, seguendo pedissequamente la preziosa prescrizione medica, si prende l'iniziativa e si va da Ciccio l'ortopedico, in un sereno pomeriggio di fine estate che, a dirla tutta, non promette nulla di buono.

L'appuntamento è particolarmente atteso in quanto ci dirà tutta la verità sulla condizione della schiena malandata di Homo che da ben sette anni non veniva sottoposta a risonanza magnetica.
Dopo un'attesa di più di un mese, finalmente abbiamo la lastra e possiamo ambire all'agognato responso.
Nell'aria c'è tensione.

Fatto sta che prima dell'appuntamento Homo, che mi chiede di accompagnarlo poichè ha ancora alcune difficoltà a guidare (
meglio spiegabili come: tesoro mi accompagni che non ho punto voglia di recarmi da Ciccio l'ortopedico da solo), deve fare una piccola commissione: consegnare il computer al centro assistenza per farlo riparare.

Benissimo.
Ci prepariamo.
Ovviamente siamo in ritardo sulla tabella di marcia, avendo due destinazioni che si trovano agli antipodi di Roma.

"Sei pronto? Andiamo?"

"Si. Ok".

"Hai preso tutto?"

"Si. Dai che è tardi", mi fa lui.

Di corsa saliamo in macchina e ci lanciamo nel traffico.
Arriviamo trafelati al negozio.
Consegnamo il computer.
Risaliamo in macchina.
Torniamo praticamente sotto casa e ci dirigiamo in direzione opposta, verso il miraggio: lo studio di Ciccio.

Superata da 5 minuti la nostra magione, io paranoica chiedo a Homo.

"Dove hai messo la risonanza?" (traduzione: cara la mia dolce metà, ti prego di fornirmi prova di aver recato teco il prezioso documento, unica fonte della nostra futura felicità o infelicità).

Lui si gira verso di me.
E' stranamente pallido.
Io capisco.

"Ah! L'ho dimenticata!", risponde millantando naturalezza.

Secondo di silenzio.
Siamo in ritardo.

"Vabè", abbozzo un sorrisetto.
"Siamo a cinque minuti da casa. Torno al volo indietro. Tu sali e la prendi. Andare senza è perfettametne inutile" (traduzione: tesoro, quanto sei rincoglionito da uno a dieci? Rispondo io: dieci).

Faccio un'inversione a U che manco Ayrton Senna ha mai vantato;
sgommo;
lancio l'auto sparata sul Lungotevere.
Arrivo sotto casa e lo faccio scendere.
Dopo poco torna affannato con il trofeo in mano.
Bene.
Ripartiamo.
Manco passano due minuti che un dubbio mi assale.

"I soldi per pagare il dottore ce li hai?"

Di nuovo silenzio.
"..."
"Ah! No.
Li ho dimenticati"
.

Fumo nero comincia a uscire dalle mie orecchie.

"Scusa. E come pensavi di pagarlo Ciccio l'ortopedico?" (traduzione: cialtrone di un marito che mi sono sposata, come avevi in mente di ricompensare lo stimato professionista, in natura?!).

"Beh! Non ci avevo pensato. Vabè fermiamoci al Bancomat".

Proseguiamo.
Lungo la strada, scannerizziamo ogni singolo palazzo nella speranza di trovare un bancomat funzionante.
Dopo dieci tentativi rimbalzati dal simpatico messaggino "prelievo non disponibile", lo troviamo.
Ritiriamo i soldi e ripartiamo.

Arriviamo nella via di Ciccio l'ortopedico con venti minuti di ritardo.
Per un dono del dio Anubi materializzatosi sull'asfalto, trovo parcheggio.

"A quale numero civico si trova?", chiedo guardandomi intorno.

"23", risponde lui pronto.

Al 23 c'è un negozio di biancheria intima.
Tuttapposto.
Ora, o Ciccio l'ortopedico, considerata la crisi, ha deciso di vendere mutande di pizzo, oppure Homo ha scritto male l'indirizzo.
Ovviamente è la seconda.

"Beh! Ora lo chiamo e chiedo di nuovo il civico. Prestami veloce il tuo cellulare che il mio si sta scaricando e non ho il numero trascritto da nessun'altra parte", fa lui.

"@!+...@!?**@"

Mi sa che invece di un fotografo, era meglio che sposavo un avvocato.

lunedì 24 agosto 2009

La lista della spesa.

Sproloquiato da eppifemili alle 16:05 0 commenti
Facciamo un piccolo passo indietro.

Alcuni giorni prima di partire, quando era ancora bloccato a letto per il mal di schiena, Homo mi chiede, vedendo che sto per uscire, di comprargli un paio di cosette.

Alcune per l’imminente partenza.

Altre semplicemente per ammazzare il tempo dalla sua postazione “inchiodata al letto” (della serie “Homo non deve morire”).

Mi porge dunque un fogliettino ben scritto ed ordinato con la lista della spesa.

Vado a riportare ciò che elencava:

- due scatole di Toradol (antinfiammatorio: logico).

- due di Omeprazene (gastroprotettore: scontato).

- tre scatole di Bentelan da 1 mg (cortisone: indispensabile).

- un pacchetto di siringhe da 2 ml (ovvie).

- due confezioni di Vigorsol (oneste).

- un barattolo di yogurt alla banana (rinfrescante).

- Playboy (?@?!!?@).

…Ma uno normale no eh?!?

ps: i commenti fateli voi che io ancora rido.

giovedì 2 luglio 2009

Circa Homo ed il suo rientro alla base.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:48 0 commenti
Ieri sera bel, belle io e Eppi-dog ci prepariamo, acconciamo, sistemiamo, rassettiamo per andare a raccattare il “nostro” all’areoporto.

Dopo 3 giorni di assenza (sua) e di impacchettamenti (nostri) il mio sex appeal, in una scala da uno a dieci, poteva equivalere a due e tre quarti scarsino. Grazie.

Quindi potrete capire i lavori di restauro che ho dovuto metter su prima di uscire.

Robba che manco la Cappella Sistina!

Oltre tutto, ovviamente, quasi tutti i necessari strumenti di bellezza si trovano ormai sepolti e sigillati sotto montagne di scatoloni, irraggiungibili se non con una gru modello cantieri per grandi opere nazionali.

Dopo tutta ’sta fatica, è ora di uscire.

Da fuori si sentono lampi fragorosi.

Eh già! Dimenticavo che ormai Roma si è praticamente trasferita ai Caraibi e non passa pomeriggio senza un signor nubifragio.

L’umidità è al 300% e i miei capelli, manco salgo in macchina, che si trasformano in un covone di paglia.

Nel viaggio scoppia l’Uragano Katrina. Viene giù di tutto: grandine, pioggia, imprecazioni.

Ovviamente sono in ritardo e il traffico da ponte estivo che si materializza lungo la strada, non aiuta. La situazione è sotto controllo.

Senzaltro.

Arriviamo finalmente.

Homo è lì da un’ora che aspetta.

Esco dalla macchina, madida di sudore, appiccicaticcia, col mascara colato e i capelli arruffati tipo barboncino Billy.

Lui mi guarda, mi bacia e mi fa: “Come sei bella”.

Devo proprio essergli mancata.

giovedì 4 giugno 2009

Pasto frugale.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:08 2 commenti
“Che fai ora?!”

“Guarda, mangio una cosa al volo e poi corro all’appuntamento”

“Ok. Allora fai tu che io sto andando in palestra”.

Dopo 5 minuti ritorna in soggiorno con piattone pieno e faccia soddisfatta.

Lo guardo sovrappensiero.

Vedo che mangia vorace.

Quasi quasi ho fame anche io.

“Mhmhmhmh. Che buono! Avevo proprio voglia!”

“Ma che cos’è? Fai vedere…”

Guardo nel piatto.

Penso.

Come avrà fatto a cucinare il riso in 3 minuti? Bah! Lo dice lui, di essere bravo in cucina…e io che non gli ho mai creduto…

“Sono un genio! Ho messo del tonno, pomodorini freschi e mozzarella a cubetti. Poi ci ho aggiunto il riso basmati che era in frigo già pronto. Ho mischiato tutto, ed è uscita ’sta cosa fantastica! Mhhmmhm!”

Dice. Ingollando l’ultimo boccone.

Mi giro di scatto verso di lui.

Mi si accende la lampadina gigante di Eta Beta sulla testa.

“Tesoro, ti vorrei comunicare che hai appena finito di trangugiare il riso di Eppi-dog”.

“._.”

ps: noncelapossofà!! Aiutatemi vi prego.

martedì 19 maggio 2009

A un mese dal matrimonio

Sproloquiato da eppifemili alle 14:56 0 commenti
Esattamente un mese fa si celebrava il nostro matrimonio.

Per chi non avesse seguito il blog dall’inizio, matrimonio secretissimo e privatissimo fu, ah!…

Ora, non posso proprio ritenermi una moglie veterana (e a pensarci bene manco tanto moglie a dirla tutta), però qualche conlusione da principiante l’ho tratta pure io.

Eccovi una bella listarella:

- non mi sento più saggia di prima (faccio esattamente le stesse cazzate).

- non mi sento più seria (anzi su questo posso dire con serenità che sono addirittura peggiorata, in quanto il matrimonio è coinciso con l’inizio del blog – e su queste pagine di cavolate ne ho sparate già abbastanza chelametàbastano).

- non ho voglia di andare a pranzo con i parenti né partecipare a eventi formali più di quanto non facessi prima, cioè zero. Grazie.

- non ho acquisito un diverso senso del futuro (perchè la vita mi ha insegnato che non si deve mai dare niente per scontato….e che è meglio affrontare le cose giorno per giorno, che tanto poi succede sempre qualcosa che manda tutto a puttane). Puntoeaccapo.

- non sono più felice né più triste di prima: sono come sempre in balia degli eventi della vita; il matrimonio non mi ha reso invulnerabile come pare succeda a molte (non che io lo avessi mai sperato questo – però hai visto mai…).

- Sono sempre convinta che l’aver fatto un matrimonio semplice con poche persone (ma buone) senza niente di pomposo e SOPRATTUTTO senza assomigliare pericolosamente a una meringa coi tacchi, nonchè un viaggio di nozze consistito in un pranzo a fregene* come il giorno in cui la nostra storia è iniziata, sia stata la miglior cosa o almeno quella che assomigliava di più a noi.

Insomma in conclusione posso dire che io mi sento proprio ESATTAMENTE COME PRIMA.

Anzi, un po’ di più!

ps: a tutti quelli che mi dicevano macchittelofaffare ora rispondo: lucidalabbra (tendallegra questa la capirai solo tu ma amen)

*Fregene: località balneare a 30km da Roma. Per la cronaca l’anniversario (o complemese) oggi consisterà in aperitivo con bottiglia di vino bianco seduti sul muretto del parco sotto casa – vista mozzafiato sul colosseo…ecchistamegliodinoi.

lunedì 20 aprile 2009

Non osi dividere l’uomo ciò che qualcuno ha unito…

Sproloquiato da eppifemili alle 13:58 0 commenti
Ebbene si! Il fatidico evento è avvenuto e da oggi possiamo dare ufficialmente inizio all’esistenza dell’Eppifemili. L’Eppi-dog ha cambiato status su Facebook da “figlia illegittima” a “leggittima”. Manco a dirlo, io e Homo Sapiens abbiamo tempestivamente cambiato la nostra situazione sentimentale da “impegnati” a “sposati” (scatenando una valanga di commenti di tutti quelli – cioè tutti – che non sapevano nulla dell’evento)…. quasi con maggiore ufficialità ed emozione della firma delle carte in Campidoglio!! Ah! Ah! Il potere del Web! Ufficializzare con Facebook è davvero avanti…così avanti che abbiamo fatto tutto il giro e siamo tornati indietro!! Che NERDS!

I casi della vita…Si mormorava: “Ma figurati! Le previsioni del tempo non ci azzeccano mai!”. E io, che controllavo maniacalmente e nervosamente meteo.it nei giorni scorsi, vedevo accumularsi sempre più lampi, fulmini e saette, proprio su casa mia, manco fosse stato invitato al matrimonio l’uragano Katrina. Cliccavo, cliccavo e ogni volta le saette aumentavano…altra premonizione?! Segno avverso del destino? Beh! Si sa, le previsioni non ci indovinano mai; ma ovviamente in questo caso si è verificata la famosa eccezione che ha confermato la regola. E io, tutta meringata, con sandalo tacco 12, pedicure da far paura, e strascico bianco, dopo essere scesa dalla vespa che mi ha portata a destinazione, mi so’ dovuta inerpicare, prima su per la scalinata e poi nel fantastico scenario campestre del ristorante, sotto una pioggia torrenziale….non vi dico lo strascico…non se l’è passata proprio bene e diciamo che gridava pietà gia verso le 13! Ma il terrore vero si concentrava su un altro punto del mio corpo: i capelli! L’incubo di vedermi riflessa in una pozzanghera con un’acconciatura tipo Jakson Five anni 70, avanzava nel mio inconscio e si concretizzava lentamente sulla mia chioma piastrata, antifrizzata, laccata, e macumbata! Beh! Per farla breve, tutto ciò non è avvenuto. Io ero sempre liscia anche alle cinquedelpomeriggio, il pranzo è stato fantastico ed il tempo ci ha concesso almeno un break nei momenti cruciali dei trasferimenti. Il celebrante depresso e sconsolato è stato più che all’altezza, brillante e delizioso. La giornata, insomma, è stata una vera, allegra e bella festa. Un Eppi-matrimonio insomma! Ma d’altro canto, Eppifemili chiama Eppiuedding, no??!!

sabato 18 aprile 2009

Ecco ci siamo…

Sproloquiato da eppifemili alle 13:26 0 commenti













….e speriamo di non andare a finire così…

giovedì 16 aprile 2009

E la storia inizia qui…

Sproloquiato da eppifemili alle 12:52 2 commenti
E la storia inizia qui. Nei giorni prima del nostro matrimonio al quale in pratica non è stato invitato nessuno. Che quindi poi in teoria, cosa lo facciamo a fare? E tutti a dire: ma chi te lo fa fare (cioè quelli che si sono già sposati). Finora ti eri salvata! E io che dentro di me penso: ma a voi chi ve l’ha fatto fare allora? E tutti sempre a dire: ma dove andate per il viaggio di nozze. E io: ma… non sappiamo ancora; credo che lo faremo più in là. E altri a dire: ma come sarà il vestito. E io: …bla, bla, bla. Capisco “quelli che gli viene il panico il giorno prima” ! Con tutte le micro domandine ansiogene modello goccia cinese, che tutto il mondo intorno, girando vorticosamente, ti pone…meno male che noi abbiamo fatto un passetto indietro. E ci siamo trovati fuori dal vortice. E lo abbiamo guardato girare divertiti. Ah! Ah! EPISODIO TIPO: l’altro giorno siamo andati a prenotare un posto per mangiare dopo il grande evento, dove in pompa magna ci dirigeremo con fare carovanesco, noi davanti e tutto il micro-cucuzzaro in linea a seguire…non è così che si fa di solito? Comincia la signora: “c’è la scelta fra 750 primi fra cui dovete sceglierne 2; 333 secondi fra i quali ne prediligerete uno. I dolci li preferite a buffet oppure al tavolo? le sedie con il vestitino o senza?”. Io pallida, guardo Homo Sapiens con occhio pallato. Lui, fingendo un atteggiamento scaltro e consapevole, sprizza sicurezza da ogni capillare dell’occhio iniettato di sangue per aver dormito due ore. Fa il vago. Lo so che fa il vago. L’ho beccato. Io titubo intimidita e sotterrata da quella valanga di punti interrogativi che mai avranno una risposta (almeno non una risposta consapevole). Guardo la signora che mi siede davanti con fare rassicurante. Un pò la compatisco perchè so che non avrà da noi le risposte che si aspetta. La guardo: le sue unghie hanno una french da fare invidia alla Clerici. Chissà se è la moglie del proprietario che ha scalato le classi sociali, ponendosi prorompentemente al top della gerarchia del Casale Santa Costanza. Ha l’aria così rassicurante. “E la torta, la volete rotonda o quadrata, a millefoglie o crostata di frutta?” Magari è diventata mamma giovane, realizzando il sogno di tutta la famiglia…e poi… Mentre ero immersa in queste mie fantasie visionarie, sento una voce che dall’altro mondo parallelo in cui mi ero per un attimo assentata, mi catapulta nuovamente nello spazio-tempo matrimoniale: “Sicuramente come primo voglio le tagliatelle al sugo di cinghiale” – pausa di orrore e gelo – “Ma, le suggerisco però una pasta corta, più adatta alla cerimonia, sa, per via dei vestiti che possono macchiarsi” E Homo, di tutta risposta: ” Ma siccome il matrimonio è mio, io li faccio macchiare e gli faccio mangiare le tagliatelle!” Lei abbozza una risatina pensando di avere a che fare con due amebe extraterrestri, anche un pò stupide, a dirla tutta. Insomma per farla breve, siamo usciti da lì con una maggiore consapevolezza della nostra cronica impossibilità di confrontarci con alcune realtà convenzionali, un pò basiti e soprattutto con un atroce dilemma: le sedie, loro, avranno i vestitini oppure no?
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