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mercoledì 18 novembre 2009

La due giorni.

Sproloquiato da eppifemili alle 20:51 23 commenti


Ho da poco accompagnato Homo alla stazione.

Va fuori città due giorni per lavoro.
Lo saluto e lo vedo scomparire nella folla dell'ora di punta.

Accendo la macchina e la infilo nel traffico per rientrare a casa.

Seduta accanto a me, Eppidog che mi guarda fiduciosa e sicura del fatto che mai niente nella vita le capiterà di male.
Questo a patto che lei capisca cosa sia "male", dato che in vita sua i maggiori problemi sono sorti nel momento in cui ha dovuto scegliere fra palletta rosa e palletta blu, oppure fra carotine e carne o zucchine e pesce.

Le macchine mi scorrono davanti, accanto; svaniscono ingurgitate dai semafori, dalle strisce pedonali, dai cartelloni pubblicitari coloratissimi.

Mi sento dentro ad un vuoto pneumatico.
In silenzio assoluto.
I miei gesti non producono rumore.
Come se fossi imbottigliata, nessun suono filtra attraverso i finestrini.

Arrivo a casa.
Chiudo la porta.
Ho due giorni.
Due giorni di pausa.
Questa sera me la dedico.
Nel tepore delle mie pareti colorate e coccolata dal mio tavolo dorato.

Stasera spengo tutto e, se mi scappa, penso un po'.
A me.

Mi preparo una cena che mi piace.
E alla fine mi mangio pure un cioccolatino.

Rispondo al messaggio di Homo che fa:
"Ailoviù".

Sorrido.
E penso che sarà bello godersi attimi di stasi prima di realizzare che ti manca qualcuno.

domenica 27 settembre 2009

IL TERZO TEFPOW !!

Sproloquiato da eppifemili alle 12:04 21 commenti
bravo


E' domenica.
E, come ogni domenica, qui da Eppifemili aleggia nell'aria, rapace come un avvoltoio, lui:

il
TEFPOW (The Eppifemili Favourite Post Of the Week).

(chi non sa di cosa si tratta e si è deciso a farsi finalmente una cultura, è pregato di andare QUI e, volendo anche QUI ).

Questa settimana è il turno del geniale blog di
Sunofyork.

Signori e signore!
Oggi si parla di UOMINI!

Oltre alla brillante e lucida analisi socio-culturale che ne ha fatto lei,
mi permetto di integrare il concetto con una simpatica riflessione che tempo fa io e la mia ormai inseparabile Tendallegra elucubrammo assieme.

Dai nostri cervelli evidentemente malati ne derivò una sorta di schema esplicativo.
Una legenda insomma.
Un libretto delle istruzioni per donne impenitenti e DECISAMENTE sull'orlo di una crisi di nervi;
ma anche (e sottolineo anche) per uomini che, dotati di una certa dose di autoironia, abbiano voglia di trarre inestimabili insegnamenti dalla lettura di tali avanguardistiche conclusioni sociologiche.

Decidemmo, andando per bieche generalizzazioni (che a rileggerle quasi quasi mi sputo in un occhio) di catalogare alcune tipologie prevalenti di uomini (compagni, amici o conoscenti, amici di amici, insomma la qualunque) che hanno avuto il privilegio di imbattersi in noi nel corso delle nostre
auguste vite.

Avemmo infatti il coraggio e la faccia tosta di classificarli nel seguente ragguardevole modo:

Iron man: quello che ti risolve tutte le questioni, l’uomo intraprendente, quello che non deve chiedere mai, quello che ti dice “Tranquilla baby, penso a tutto io”, il supereroe, insomma (ma esiste?! Se si, prego fornire numero di telefono e indirizzo email. Provvederò ad inserirlo prontamente nell'Eppi-schedario della Eppi-agenzia matrimoniale che, viste le pressioni da voi sollecitate, aprirò quanto prima).

Culodipiombo man: come da definizione, quello apatico e pigro, che non si alza mai a causa dell’eccessivo peso (piombo appunto) delle sue terga (culo), che stravaccato sul divano è sempre stanco; quello che rimanda al dopodomani ciò che andrebbe fatto subito, quello che ha un entusiasmo pari a quello che potrebbe scaturire dalla lettura dell’autobiografia di un tronista di “Uomini e donne”.

Ecchedupalle man: noiosooooooooooo, noiosoooooooooooo….tutto pieno di sè tanto da scoppiare, ‘nà pentola de fascioli in perpetua ebollizione. Si può tranquillamente collegare direttamente alla categoria de “IL PESANTE”.

Furio man: ve lo ricordate Carlo Verdone vero? Quella dei Furio-men è una specie in continua evoluzione che credevasi estinta ma che tuttavia si riproduce ed insinua trasversalmente nel moderno contesto sociale. Non devo aggiungere altro. Il video parla da solo.

ps: uomini scatenatevi. all'ingresso c'è una cassetta di pomodori e uova marce che potete serenamente e liberamente lanciare addosso alla sottoscritta,
e a tutte coloro che lasceranno commenti solidali.
Nessuna esclusa.


Ciò premesso, aggiungo alla lista un'ulteriore tipologia individuata dalla vincitrice del TEFPOW di questa settimana, e vi auguro una buona lettura di:

L'uomo catorcio
-cliccaci su per leggerlo -


*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

venerdì 25 settembre 2009

Finale con sorpresa

Sproloquiato da eppifemili alle 10:05 25 commenti
Io mi domando e dico:
ma ci si può commuovere ancora ed ancora alla duecentosettantesima volta che si guarda lo stesso film?
Rassegnatevi.
La risposta è si.

(E con ciò mi sono giocata tutti i lettori di sesso maschile. Lo so e forse un giorno me ne farò una ragione).

Il film è,
chettelodicoaffare, Dirty Dancing.
Lasciatemi perdere che ciò la lacrima facile in questo periodo...

La situazione è la seguente.

Homo è uscito a cena con degli amici.
Io, esausta e reduce da una giornatina in cui è accaduta la qualunque, decido di restare in casa.

Fuori piove.
Mi pregusto una deliziosa seratina in solitaria.
Unica presenza ammessa: Eppi-dog.
Me la piazzo sui piedi per farle emanare quel teporino paradisiaco dalla sua pancetta calda.

Proprio questa sera Sky mi vuole fare un regalo.
Uno dei film che maggiormente hanno segnato la mia vita sentimental/adolescenziale.
Ah! Che ricordi.
I primi tacchi, il mascara celeste anni 80, le spalline da goldrake, quel gran figo di Morten Harket...

Dirty Dancing:
L'essenza stessa del romanticume più didascalico.

Un distillato di sentimenti zuccherosi che si intrecciano, si accavallano, si rincorrono per quasi due ore, lasciandoti il cuore gonfio e tre carie nuove in bocca.

Una sola parola:
IRRINUNCIABILE.

Se in questo momento mi citofonasse Johnny Depp, probabilmente gli direi che ho da fare.
No. Vabè.
Adesso non esageriamo.

Mi sistemo.
Mi apparecchio.
Comincia.
L'inizio del film trascorre agile, fra uno yogurt e una sbirciatina ad internet.

Poi, solo poco dopo, inizia la parte succosa; la melassa vera.
Pillole di baklava al miele iniettate direttamente nelle vene.

Un super gagliardissimo Patrick Swayze (Johnny) insegna l'arte del ballo a
"sciapetta Baby", equipaggiata di onnipresenti jeans bianchi tatuati sul culo, ondazza di frangetta indomabile spiaccicata sulla fronte come se gliel'avesse leccata una mucca, e sguardo da pesce lesso che manco io quando Homo mi ha chiesto di sposarlo.

Ballano in ogni dove: in camera, in palestra, in acqua, su un tronco d'albero.
A quel punto la mia immedesimazione ha raggiunto il livello critico di circa il 90%.
Sono con loro in camera, in palestra e pure (agile come una gazzella ubriaca) sul tronco.

Quando si esibiscono nel primo spettacolo in pubblico (esattamente nel punto in cui a lei finalmente mettono un po' di trucco in faccia -
sia lodato Jill Cagnè -),

io sono Baby.

Salto, mi libro, volteggio sorretta dalle possenti e monolitiche braccia di Johnny.
Sono ormai ad un passo dalla schizofrenia e dal delirio di onnipotenza.

Pure Eppi-dog sembra interessata e, guardando lo schermo, millanta intelligenza che fuoriesce dal suo unico, impazzito neurone.

Durante l'intensa storia d'amore (nella quale si sparano almeno altri 20 o 30 balletti) sto di fatto affogando nelle mie stesse lacrime.
Io e la fontana di Trevi, in pratica, siamo una cosa sola.

E' tutto un progredire, un aumentare di pathos.
Sono in fibrillazione e procedo spedita (a passi lunghi e ben distesi) verso il
singhiozzo selvaggio.

Nella scena finale, credeteci o no, quando Johnny torna per riprendere lei, sbattuta come un mocho vileda in un angolino buio della sala,
prima di lanciarsi nell'ultima romanticissima danza,
io vi giuro che ho sentito uscire da quelle labbra
QUESTE ESATTE PAROLE:

"Nobody puts Eppi in the corner".


ps: lo so. So' soddisfazioni. E voi? Sparate un po' i vostri film cult...

ppss: grazie Johnny.

lunedì 27 luglio 2009

Una serata “alternativa”.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:59 0 commenti
Ero pronta, con la testa che mirava il muro per iniziare a dare una serie di capocciate di disperazione dovute allo stress, alla noia, al caldo, al ritiro in casa forzato per assistere il povero Homo incriccato, QUANDO il mio angelo custode Master mi chiama e mi dice che passerà in serata per portarmi fuori a prendere un aperitivo e poi dirottare verso casa per cenare tutti insieme.

Si presenta alle 9.

Lo saluto mentre mi si illuminano gli occhi.

Se si considera che la vita sociale di Eppifemili in questi giorni raggiunge il picco massimo alle 10:30 quando l’infermiera viene a fare le punture a Homo, si può ben intuire il mio stato d’animo nel vedere una faccia amica.

Sto per chiudere la porta di casa ma lui mi fa:

Aspetta che C. sta salendo le scale“.

“Come C.?! Ma non era a casa con un piede ingessato?!”

“Si. Infatti è con le stampelle, ma ora riesce a camminare. Me lo so’ caricato sulla vespa e te l’ho portato”.

C. arriva sulla soglia con stampelle, pedalo tribanda bianco RIGOROSAMENTE SENZA SCARPA e incarnato pallido.

Si sbraca sul divano proprio accanto a Homo che giace ancora semi-immobile e dolorante.

Io e Master decidiamo di scendere per prendere delle pizze e lasciamo i due infermi in casa.

Tanto do’ vanno conciati così?

“Ok ragazzi. Io non mi porto nulla. Neanche le chiavi. Tanto mi aprite voi.”

Appena finito di pronunciare queste parole, mi giro e guardo la scena: uno sdraiato supino sul divano con un milione di cuscini a sostenere muscoli doloranti.

L’altro seduto con una gamba alzata poggiata sul tavolo e le stampelle accanto, manco fossero le sue migliori amiche.

Per la serie: “scene che non avremmo mai voluto vedere: immobilità assoluta - la vendetta“.

Mi rendo conto di avere appena detto una cazzata:

“Come non detto. Le chiavi me le porto dietro”.

giovedì 4 giugno 2009

Pasto frugale.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:08 2 commenti
“Che fai ora?!”

“Guarda, mangio una cosa al volo e poi corro all’appuntamento”

“Ok. Allora fai tu che io sto andando in palestra”.

Dopo 5 minuti ritorna in soggiorno con piattone pieno e faccia soddisfatta.

Lo guardo sovrappensiero.

Vedo che mangia vorace.

Quasi quasi ho fame anche io.

“Mhmhmhmh. Che buono! Avevo proprio voglia!”

“Ma che cos’è? Fai vedere…”

Guardo nel piatto.

Penso.

Come avrà fatto a cucinare il riso in 3 minuti? Bah! Lo dice lui, di essere bravo in cucina…e io che non gli ho mai creduto…

“Sono un genio! Ho messo del tonno, pomodorini freschi e mozzarella a cubetti. Poi ci ho aggiunto il riso basmati che era in frigo già pronto. Ho mischiato tutto, ed è uscita ’sta cosa fantastica! Mhhmmhm!”

Dice. Ingollando l’ultimo boccone.

Mi giro di scatto verso di lui.

Mi si accende la lampadina gigante di Eta Beta sulla testa.

“Tesoro, ti vorrei comunicare che hai appena finito di trangugiare il riso di Eppi-dog”.

“._.”

ps: noncelapossofà!! Aiutatemi vi prego.

mercoledì 27 maggio 2009

Circa Homo…e basta!

Sproloquiato da eppifemili alle 15:03 0 commenti
In seguito a risentiti giudizi (da parte del suddetto protagonista del post il quale si lamenta dell’effettochefa letto dal di fuori) e anche in seguito ad un mea culpa dovuto forse ad alcune battute salaci impreviste e a una mia visione della realtà senza mezze misure, mi vedo costretta in un tunnel senza uscita: devo dare dettagli su di lui, l’onnipresente Homo.

Come ho letto da qualche parte, se non riesci ad uscire dal tunnel…arredalo.

E io lo arredo. Per me poi, niente di più facile!

Homo, prima di tutto, è quello che ho ancora difficoltà a presentare…

“Salve. Lui è…..

lui è il mio fid…

No. Riproviamo.

Ehm! Lui è il mio…rag…no.

Cazzo! mi fa ancora così strano ….ma si!

Lui è mio M-A-R-I-T-O ! Quasi quasi, ogni volta, mi scappa da ridere.

Homo, è in realtà l’esatto contrario di un Homo Sapiens; cioè, si, è vero che la storia delle bombe a mano e della narcolessia non è mica tanto esagerata, però in realtà, qui trattasi di persona sensibile e molto attenta…sennò mica me lo sposavo! Mica so’ scema io. Grazie.

Homo, magari è pure vero che non sa cucinare (anche se lui dice di si, ma in realtà nessuno lo sa, perchè non ha mai cucinato nulla al di fuori di una leggendaria – si mormora – pasta con filadelfia (!) che il “nostro” si vanta di aver persino inventato – gulp!); però è altrettanto vero che è super fantastico quando si prende cura degli innumerevoli amici che ci calano in casa in ogni quando.

Homo, è vero che non è il campione mondiale di ordine (potremmo chiamarlo l’anti-Furio …non so se mi spiego);

come dice Aldonsa (vedi barra laterale dei personaggi) è un dessastro esto ragasso, che desastro! Però lui è anche un super cervello creativo, che mi bombarda di stimoli professionali e non, che mi riempiono i giorni e i pensieri.

Homo, sarà pure vero che, come tutto il genere maschile cui appartiene, due coseinsiemenunlesaffàmancodipinto. Però quella che fa, in ogni ambito e contesto (capisciammè aumm, aummm), la fa da dio!

Insomma Homo come me e come tutto il resto del mondo, ha i suoi difetti, ma me lo sono sposato anche per quelli, e me lo tengo con gioia e con amore proprio così com’è.

….

….

BLEAH! mi si sono cariati i denti da soli….

Sarò mica diventata troppo sdolcinata?!

Chiedo Venia. Domani recupero e sarò cattivissima.

martedì 26 maggio 2009

Sabato pomeriggio.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:02 0 commenti
Sabato nuova emergenza Master (vedi legendalateralepersonaggi come sempre). I nuovi, inaspettati sviluppi della sua situazione tragico-sentimentale hanno imposto un incontro d’urgenza.

Appuntamento ore 13 al Bar San Calisto, storico covo dei Trasteverini pentiti (come me) e non.

Mi preparo, lascio Homo a casa che traffica con il computer e che a sua volta ha un appuntamento sentimental-consolatorio con amica in crisi (si, effettivamente dovremmo aprire un’agenzia recupero cuori infranti), e arranco sotto un sole cocente verso il mio fido bolide.

Il bolide consisterebbe nel mio SH anteguerra, risalente ai primissimi anni ‘90 e che io, per rispetto del suddetto nonchè per affezione sentimentale, mantengo in vita grazie a cure a base di flebo alla benzina, massaggi al pneumatico e paroline dolci ai freni (tipregofunzionatipregostavoltafunziona).

Ne vado fiera. Fatto sta che da quando siamo insediati in questo nuovo quartiere, il “nostro” , che mai mi abbandonò a piedi in 20 anni di onorato servizio, ha subito svariati sabotaggi. Ieri l’ultimo.

Risulato: io sotto il sole cocente dell’una, che mi avvento sulla pedalina cercando invano di farlo rinvenire.

Responso: tagliati i fili del ….

i fili di…

beh! …dei fili.

Quindi non partirà mai.

Il mio appuntamento è tra 10 minuti e io sono un bagno di sudore che pare che m’hanno preso a secchiate.

Chiamo Master affranta, dicendo che o sono in ritardo o sono morta e non ne ho coscienza.

“Non ti preoccuare! Ti vengo a prendere”.

“Bene Allora rientro in casa. Mi faccio la decima doccia e ti aspetto”.

Eseguo e dopo 15 minuti mi preleva con il suo mitico vespone anni ‘70 (si. amiamo i catorci da queste parti) che un mese fà mi caricò con tanto di vestito da sposa e tacco 13 fino alla porta del Campidoglio in occasione del mio matrimonio (ahahaha!).

Arriviamo al Bar San Calisto e i miei occhi si illuminano. Fino a un anno fa abitavo a Trastevere ed era praticamente la mia seconda amata casa. Il posto dove, nonostante i camerieri ti sbattano le tazzine sul tavolo (e se non ti danno un calcioinculo si aspettano pure un grazie), io amavo trascorrere il mio tempo libero.

Posto frequentato da artisti, barboni, aspiranti scrittori, vecchiette di quartiere, attori sconosciuti, radical chic e turisti di passaggio. Tutti magicamente in equilibrio. Luogo dalle mille vite che cambiano ad ogni orario della giornata e che conserva il fascino ormai raro dei luoghi autentici di Roma. Quello del sanpietrino.

Comunque, avete presente la PSP (ovvero la Principessa Sul Pisello)?!? Beh! Quella sono io al Sanca.

Se il bar è pieno, si materializzano all’istante tavoli e sedie per me; quando incrocio lo sguardo dei camerieri o del proprietario, piovono immancabili complimenti; insomma sono la classica raccomandata del cavolo però solo per motivi di simpatia e, oserei dire, quasi amore reciproco fra me e tutti indistintamente quelli che lavorano lì.

Valli a capire i misteri della vita…

Ci sediamo.

Inizia la seduta psicoanalitica.

“Ieri mi manda questo messaggio. Leggi.”

“Master, qui la situazione si fa seria. O questa si decide a perdonarti per la cazzata che hai fatto, o si decide a darti il benservito definitivo. O io vado e le rigo la macchina con l’unghietta di Eppidog”.

“Eh! No! Lei No! Lei mi vuole far soffrire! Il più a lungo possibile! Ora lo so, si deve vendicare”. Dice affranto.

Nel frattempo arriva il cameriere che mi mette l’ombrellone e me lo apre perchè il mio faccino stava pericolosamente arrossandosi sotto il sole.

“Guarda, secondo me qui rasentiamo il masochismo. Devi assolutmente distaccarti dai singoli eventi ed avere una visione generale del tutto. Sennò esci pazzo!” – dico! Ma come mi vengono?! -

Arriva un altro camerire e mi porta un simpatico gelatino al cioccolato con la cialdina…tanto lo sa che prendo sempre quello quando fa caldo.

“Te che voj?” Fa a Master.

“Un succo d’ananas grazie”.

“Aoooo! – rivolto verso l’interno del bar – A questo portaje un succoooo d’anannasse!”

Circa un’ora e un’insolazione dopo, ne usciamo con una strategia sentimental-amorosa e, soddisfatti, decidiamo di alzare i tacchi.

Ci alziamo.

“Arrivederci signorina! Era da molto che non veniva a trovarci! A quando la prossima visita?”

Io con gli occhi a cuoricino: “Spero presto”.

“Quanto devo?”. Fa Master.

“Aooo! Faje er conto a questo! Er succo d’ananasse e er caffé. Er gelato pe’ la signorina lo offrimo noi”.

Che bello tornare a casa.

Ps: e voi? Ce li avete dei posti in cui vi sentite perfettamente a vostro agio, come foste a casa vostra? Sparate a raffica!

venerdì 22 maggio 2009

Ho imparato a volare.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:59 1 commenti
Era un po’ che non vi aggiornavo sulla mia nuova identità del giovedi sera.

Eh si!

Per chi non lo sapesse, io assieme ad Uby ( amico gay – ex drag queen ), il giovedi ci trasformiamo manco fossimo Superman e Supergirl (anche se mi si confà di più Eva kant e Diabolik) e indossiamo le vesti io della tanghera e lui di UPNS (uomo per una notte a settimana).

A distanza di quasi un mese, devo dire che le nostre qualità danzerecce si sono affinate notevolmente ed abbiamo cominciato a sfrecciare sulla pista al ritmo di fantastiche musiche dai sapori lontani che invadono le stradine di Trastevere.

Ora che l’afa si fa sentire e i finestroni sono aperti, si sente echeggiare questa musica antica per il quartiere; e noi dentro, sul parquet dell’enorme sala, piroettiamo in una serie di ochos e figure scenografiche.

E fin qui tuttapposto. Pausa primo tempo.

Il problema sorge quando el sempattico estruttore de eltango ce consiglia de cambiar el partner para provar un dansatore differente.

Panico.

Ormai io e Uby siamo due anime e un corpo solo. All’unisono come due Ester Williams sbattute in una piscina, leggiadri come due Carla Fracci ottantenni alla prima della Scala. Insomma ci siamo abituati, assestati, aggiustati.

Quando esse debono ecambiar elle coppie…è tipo una roulette russa.

Se ti capita il RMS (Rammollito con Mano Sudaticcia) e magari che cià pure il carattere di una lumaca invertebrata, beh! Li so’ cazzi.

In pratica è come ballare con una medusa.

Già è brutto di suo. Nel tango poi è una bestemmia.

Oppure c’è quello che si conta i passi e lo vedi che ti guarda concentratissimo (al limite dello sforzo fisico) perchè in realtà la sua testa fa: un, du, ttrè, un du’ ttre. E ti verrebbe voglia di dire: hey man! Relax. We are just having fun. Ma poi non lo fai perchè un po’ conti pure tu e allora succede che con quello lì viene fuori proprio una schifezza. Chelametàbasta.

Ho imparato questo. Come uccidere un ballo: ballare col rammollito RMS.

Poi ti prende lui, Estefan: el insegnante de tango arhentino che te enfila due dita enel naso e te porta en jiro ecome una jacchetta.

Lui, ti fa scoprire che sapevi fare cose che, in realtà, non sapevi fare; ma con lui le fai e ti vengono pure bene tanto da gridare: el miracolo! El miracolo!

Tuttavia, alla fine di ogni lezione, un pensiero si insinua losco….

Ma se facendo una rapida statistica lì in sala, (con l’unica eccezione del deus ex machina argentino) quello più virile di tutto il corso, quello più elegante e maschio nei movimenti, quello più dominatore nel ritmo è proprio lui, il mio amico Uby, beh! cari miei …secondo voi, macchè ce dobbiamo preoccupà???!!

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