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domenica 4 ottobre 2009

IL QUARTO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 19:16 38 commenti
bravo

Avete presente quei momenti in cui sei di fretta?
Hai un appuntamento importante dal quale dipende il tuo prossimo futuro lavorativo e devi assolutamente presentarti in modo decente?

Avete presente quando apri l'armadio e cerchi qualcosa da metterti su e....niente?
Non c'è niente.

Avete presente quando tutto ciò che di esteticametne presentabile possiedi in realtà giace semi-ammuffito nella cesta della biancheria sporca?

E avete presente il momento in cui realizzi che quella cesta non viene toccata da almeno una settimana e che tu
NON HAI UNO STRACCIO DI PIANO B ?

Beh!
In quella situazione io ho decisamente ben presente me stessa uscire agile e snella di casa, con una simpatica gonnellina verde pisello, una t-shirt a righe marroni e rosa, e un paio di mutandoni modello Bridget Jones.

Ecco.
Si.
Quello ce l'ho presente e sarà difficile dimenticarlo.

Con questa premessa vi auguro una buona lettura del vincitore del
TEFPOW (The Eppifemili Favourite Post Of the Week) di questa settimana al quale per ovvi motivi, mi sono sentita particolarmente vicina:

QUANDO

- per leggerlo cliccaci su -


*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

martedì 29 settembre 2009

Circa gli accadimenti di venerdi sera e il loro epilogo bizzarro.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:00 42 commenti
Ho appuntamento con S. alle 8 in punto in un bar dove il nostro usuale gruppo di amici è solito incontrarsi il venerdi sera.
Infatti arriveranno anche altri simpatici individui che da tempo immemore allietano le mie serate.

Io sudo freddo.
Non so come dire a S. che A., nel pieno di una crisi depressivo/convulsiva, ha deciso di non recare la sua magna persona fino a noi.
Io me ne son fatta rapidamente una ragione.
Ma come la prenderà S.?
Dopo tutte quelle energie spese nei giorni passati a farsi bella, che manco per il restauro della Cappella Sistina, per lei non sarà facile incassare il colpo.

In ogni caso, segretamente, confido nel potere taumaturgico che hanno per lei una botta di cipria e due spazzolate di mascara nero carbone.

Arrivo nella piazzetta.
Lei è già lì.
Non avevo dubbi.
Emana un'aura luminosa.
Una luce evanescente si irradia attorno alla persona tutta, scaturendo dalla sua intrinseca energia postiva.
Tuttavia mi balena il sospetto che quella luce sia invece frutto del riflesso degli occchiali da sole giganti (montatura bianca e lente specchiata) che troneggiano sul suo bel nasino.

Appena mi vede da sola, si verifica istananeamente in lei un crollo emotivo che rimbalza immediatamente sull'espressione facciale.
Le ciglia mi si afflosciano, il capello piastrato mi si elettrizza un po' come se avesse messo le dita nella presa da 220, il rossetto cola e soprattutto, l'aura che prima la illuminava, si spegne fatalmente dopo aver emanato intermittenti e gracchianti bagliori.

"Ciao Eppi!
Cioà!
Non ci posso credere!
Non è venuto!??!!"
Vedendola trasalire, sto per tirare fuori i sali dalla borsetta ma improvvisamente riacquista colore e decido di rimandare.
Si...! Brava!
Resiste!
E' ancora in piedi!

"Cara, mi dispiace tanto.
Ti avevo avvisato del fatto che ho ricevuto dei messaggi sospetti che non promettevano niente di buono.
Non sai quanto sono delusa!",
avevo infatti preventivamente cercato di atttutire il trauma dandole degli input circa la remota possibilità di un cambiamento di piani.

"Oddio no! Cioà! Vabbè.
Mi sa che non ci 'ssa gniànte da fare.

Il dessino vuole così.

Cioà, alla fine 'ssa storia va presa con filosofia.

Io e lui non ci incontreremo mai.

Rimarrò single a vita.

Però cara, sono davvero contenta di vederti.
Alla fine sai che c'è!?! Beviamoci su e non pensiamoci più!"
Grande S.! Ti sta per partire l'embolo per la disperazione, ma reagisci.
Sono orgogliosa di te!

Ci sediamo al tavolo e nel giro di alcuni minuti ci raggiungono il Bellis (architetto), Il Giangi (commercialista) e la sua fidanzata Mari (psicologa).
Iniziamo con un prosecchino, per non sapere né leggere e né scrivere.
Ma ben presto sul nostro tavolo cominciano a scorrere fiumi di vino bianco fresco che immortalano una delle ultime calde serate romane.
S. è demoralizzata, ma arranca raschiando il fondo della bottiglia di Traminer con tutta la forza delle sue unghie laccate in una trendissima tinta fluo.

Se la beve, se la ride e un po' se la lamenta anche.

Dietro di noi, noto una ragazza che mangia da sola.
Ha di fronte un piatto e un bicchiere a calice con del vino bianco dentro.
Sta evidentemente cenando.
Da sola.
Accovacciato alle sue gambe un piccolo cagnolino la scruta protettivo.

Come al solito, il Bellis si lancia e attacca bottone.
Si scopre quasi subito che è stata appena mollata dal fidanzato storico, il quale le ha chiesto la classica pausa riflessiva.
Questa è la prima sera che lui non dorme nella loro casa.
E lei non ce la fa a stare da sola.
Tò!
Casualmente, tutto ciò suscita nel Bellis uno spontaneo interesse dettato dalla sua particolare vocazione all'arte consolatoria.
Vero obiettivo: il rimorchio della biondina la quale, nel giro di 3 minuti, viene fagocitata e si ritrova seduta al nostro chiassoso tavolo.

Dunque, ricapitolando, l'allegra combriccola si arricchisce di:

N. 1 donna depressa corredata da acute crisi abbandoniche

+

N.1 cane randagio da poco raccattato dalla strada, accompagnato dalle medesime crisi.

E' tuttapposto.

Comincio a percepire nell'aria una strana sensazione: la serata sta decisamente prendendo una piega bizzarra.

Al nostro tavolo erano già presenti:

-
S., single quarantenne abbacchiata e pure un bel po' brilla, in vena di bilanci esistenziali negativi
-
Eppi-architetto in uno stato d'ansia cronico, causa missione consolatoria; è tuttavia armata di un inusuale spirito di iniziativa e di una massiccia dose di anti-depressivi.
-
Il Bellis, giullare storico del gruppo, decisamente lanciato verso un'impresa disperata e galoppante di rimorchio selvaggio.
-
Il Giangi, uomo dalla sensibilità sopraffina, avvezzo al pettegolezzo impudico che la schiava Isaura gli fa un baffo.
-
e soprattutto la Mari, professione psicologa, con la mania dell'interpretazione e frantumazione della personalità di tutti quelli che le capitano a tiro.

L'aggiunta dei sopra citati due nuovi arrivi, non mi pare creare una sinergia emotiva ideale per la serena prosecuzione della serata.
No.

In men che non si dica, quello che doveva essere un banale aperitivo autunnale, si evolve geneticamente in una profonda seduta psicanalitica, con la nuova arrivata in lacrime accasciata sulla sedia, S. che la consola, Il Giangi che le riempie continuamente il bicchiere per farle dimenticare i suoi guai, la Mari che la psicanalizza e il Bellis che ci prova come un disperato.

Argomento trattato: lo spezzettamento dell'io e la frammentazione del subconscio extra sensoriale inserito in un contesto di privazione sentimentale.

Risultato: una sonora e memorabile sbornia collettiva.

Manco ve lo dico che sono tornata a casa con un gran mal di testa.

mercoledì 23 settembre 2009

L'arrivo di A.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:05 56 commenti













L'arrivo di A. manda puntualmente la mia amica S. in fibrillazione.

La fibrillazione di S. ha due livelli:

-
livello medio/contenibile nei periodi in cui A. è fidanzato.

-
livello delirante/cardiopatico nei periodi in cui, per una vicenda o per un'altra, A. è single.

Fatto sta che venerdì A. (mio amico nonchè convivente storico dei tempi dell'Erasmus selvaggio a Parigi) cala a Roma per il week end, e più precisamente nella nostra modesta magione.

A. è bello.
Ma bello, eh!??!
A. è elegante.
A. è raffinato.
Ma soprattutto in questo momento A. è decisamente single.

Manco a dirlo, essendosi sparsa nella capitale la voce che A. arriva, una assidua folla di amiche mi si palesa improvvisamente in ogni dove.
Appollaiate dietro la porta di casa, nascoste sotto lo zerbino, accampate in terrazzo con tenda e fornelletto da campeggio, calate con funi dal tetto di Gertrud.

Nel raggio di 10 chilometri intorno al Raccordo Anulare, non si trova un'estetista che abbia un buco libero manco a pagarla oro.
Tutto prenotato.
Occupato.
Mobilitato.
La parte femminile della città si è prontamente attivata in attesa del lieto evento.

Neanche per la vigilia di Natale c'è un tale fermento.

Tuttavia, prima fra tutte, regina incontrastata, e determinata come una velina a caccia del suo calciatore, primeggia lei:

S.

S. ama A. alla follia.

Da anni spera ardentemente che un giorno lui la rapisca e la porti via con sé, caricandosela sulla sua renault 4 rossa scalcagnata (che però lei -
per non sapere né leggere e né scrivere -ha preventivamente accessoriato con una tappezzeria in ecopelle leopardata, una finta pelliccetta fuxia sul cruscotto e un paio di pon-pon rosa confetto appesi allo specchietto).

S. lo ama di un amore dichiarato e senza speranza.

Ma A. è lento.
Leeeeento.
Da farti cascare le braccia.
A. non si muove nenache se vede Cindy Crawford inerpicata su un tacco venti, inguainata in un paio di calze a rete nere e strizzata dentro una guepiere di pizzo.
A meno che, ovviamente, non sia lei a saltargli addosso.

A. guarda il cielo.
Fa il vago.
Riflette.
Medita sul ruolo che l'essere umano occupa in questo bizzarro, bizzarro mondo.

Ora.
Potete ben immaginare come, fra un'asceta intellettuale rincoglionito e una che ha come principale preoccupazione mensile la tonalità di fuxia che deve scegliere per le unghie dei piedi, la compatibilità sia tutt'altro che scontata.

Tuttavia S. imperterrita, si ostina a voler ignorare tutto ciò.

Insiste, e continua a sognare garbatamente il principe azzurro, illudendosi che un giorno finalmente diventerà "SUO".

"Ciao tesoro. Ti volevo dare una bella notizia. Venerdi viene a Roma A. Che dici? organizziamo una cena tutti insieme?"

"Davvaro??
Oddio che nius!!
Cioà! Che facciamo, andiamo a cena in una bella locasciòn?
Magari, per sicurezza, mi tengo free per tutto il weekend; che dici? "


"Beh! veramente è probabile che ci vedremo solo il venerdi perchè lui sabato ha un matrimonio e domenica forse già riparte".

"Occai. Allora sènti.
Mi organizzo un attimo e ti richiamo later.
Cià-ccià".


Tre minuti e venticinque secondi dopo...

"Eppi tesoro, allora è tutto occai.
Cioà.
Ciò una tabbella di marcia fantassica.

Mercoledi vado al biutisalon e mi sparo una bella french manicure e poi un piling riggenerante con rivitalizzazione viso.

Cioà.
Dapaura!
Giovedi vado dal parrucchiere e mi do una botta di colpi di sole.
Venerdi mi faccio la ceretta e una fantassica maschera sebboriggenerante.

Dapa!
Per la sera, tiggiuro,
starò un fiore".


Ah! L'amour...

giovedì 17 settembre 2009

Check up

Sproloquiato da eppifemili alle 13:30 38 commenti
"Allora signora. Mi dica. Qual'è la sua situazione?"

"Si, dottore. Mi manda da lei la Dottoressa Tuttappuost la quale mi sta facendo fare un check up completo".

.....
Ehm...! Dottore?!
Dottooore?!
Son quiiii-iiii!
Riesce a vedermi?!
Guardi un po' più su.
Ancora un po'...
Ancora un pochino.
Ecco.
Peeeer-fetto!

"E mi dica, la Dottoressa Tuttappuost ha riscontrato qualche problema, non so, un'anomalia?".

Psss! Pssss!
Dottore?!
Son sempre quassù!
Mi vede?!?!
Eeee-ecco.
Braaavo! Cooo-oosì!
Eilà!
Chi si rivede!
Dicevamo.

"Per la verità no. E' solo molto scrupolosa e, considerando il fatto che era un po' che non facevo analisi complete e visite specialistiche, beh! Mi sta dando una controllatina".

"Bene signora. Allora procediamo con la visita. Mi segua di là".

Yu-huu!!
Dottore??!
Ehi! Scusi, dottore??!!
Ce la fa!??!
Son quassù!
Quassùhu-uuu!
Mi vede?!
Dottore!
Aaaah! ...Finalmente!
Eccola di nuovo.
Era ora!
Mi stavo preoccupando.

Alla fine della visita:

"Allora cara signora. E' tutto perfetto. Lei è sana come un pesce. Questo è il referto. Le auguro una buona serata e mi saluti tanto la Dottoressa Tuttappuost".

E' stato interessante assistere al dialogo fra il mio dottore e le mie tette.

Peccato che io non ero invitata.

mercoledì 16 settembre 2009

Da non credere

Sproloquiato da eppifemili alle 12:02 37 commenti
Ieri c'è stata la prima lezione nella nuova palestra (quella comunale di qualche post fa).
Per me, che sono palestra-dipendente, si apre una nuova era, un nuovo periodo, un nuovo ciclo vitale.
Praticamente un evento di dimensione cosmica.

Curiosa come una bertuccia ubriaca, e desiderosa di scoprire i nuovi compagni di corso nonché l'insegnante, mi incammino verso la mia destinazione.
Devo cronometrare i tempi.
Considerando che per andare dalla ex-casa alla vecchia palestra impiegavo solo
dueminutiequindicisecondi, non credo riuscirò a eguagliarlo.
Infatti arrivo dopo un modestissimo
setteminutietrentasecondi (cavolo! è lontana!).

Entro.

Ovviamente, essendo un edificio enorme, non ho la più pallida idea di dove io mi debba direzionare.
Provo ad andare verso la segreteria, dove una fila interminabile di imbufaliti (i parenti di quelli di qualche giorno fa) mi guarda in cagnesco se solo provo ad avvicinarmi (vaga) allo sportello.

Perlustro in giro e ovviamente non c'è nessun altro a cui chiedere.

Essendo vigliacca e volendo vivamente evitare un pestaggio, decido di cercarmi la sala da sola.
Dopo dieci minuti sono ancora lì che vago.
Beh! Anche questa è ginnastica in fondo.
Comincio a dubitare di arrivare prima della fine della lezione.
Me la rischio e torno in segreteria.

"Scusiiii!", urlo da lontano mantenendo una decente distanza di sicurezza dal signore brizzolato che vorrebbe uccidermi con un colpo secco dell' I-Phone sulla tempia.

"Dov'è la sala della lezione di pilates?"

"Giri a destra, poi prenda il corridoio. La prima a sinistra".

"Grazie!", e fuggo via.
Entro nello spogliatoio.
Ovviamente sono in ritardo.

Come apro la porta, mi si palesa

il reparto geriatrico del Policlinico Gemelli.


Una fila di signore ultra settantenni con tutine fuxia, scaldamuscoli, e fascette colorate in testa, attendono impazienti.
Sono pronte, loro.
prontissime;
sull'attenti per iniziare la lezione.

No.
Non promette niente bene.
Comunque persisto.
In fondo, questa è una lezione di prova per decidere se preferisco fare Pilates o Gym Music (no. non mi domandate qual'è la differenza perchè a questo punto sono confusa e non ne ho la più pallida idea).

Arriva l'istruttore.
Antonio.
Ragazzo sui ventotto anni, aitante, timido e con le gambe più storte che io abbia mai visto.
In pratica in mezzo ci passavo io seduta sopra a un elefante.
Senza problemi.

"Allora ragazze! Metto su un po' di musica!", ragazze so' parole grosse. Qui pare di stare a Villa Arzilla!

Si dirige verso un mobiletto scalcagnato.
Lo apre.
Tira fuori un cavo elettrico e lo inserisce nella presa.
Mette su un cd.
Sento con orrore la voce di...Riccardo Cocciante.
Dico!
Riccardo Cocciante in palestra =
motivazione pari a zero.
Non ho parole.
Penso con la lacrimuccia che esce dal lato degli occhi, alla mia amata Cerbero (insegnante stacanovista della palestra vicina alla vecchia casa).
La malinconia mi assale.
Ciò un groppo alla gola. Ciò.
Non so ancora che la voce di Riccardo Cocciante si liquefarà ben presto in una cantilena stile zen (anche detta:
ho dolori di pancia - mi serve un Imodium).
Ma andiamo avanti.

Il reparto di gerontologia è lì, arzillo e carico.
Le adoro.
Per tutta l'allegria che trasuda dai loro out-fits variopinti e profumati di
Ore d'Oblio
.
Zompettano!
Scalpitano!
Sono calde!
Si comincia.

"
Allora signore, adesso facciamo la posizione della rana", di bene in meglio, penso io. Mo' me tocca fa' pure la rana. Non sarà una botta di vita esagerata?!

"Da supine, inspirando, portate il ginocchio sinistro al petto. Poi, espirando, portate il ginocchio destro al petto". Si. Va bene. E l'esercizio quando comincia?

"Ora tornate nella posizione iniziale; e ripetiamolo per 15 volte", a quel punto mi voglio suicidare salendo sul mobiletto dello stereo e buttandomi di testa sul tappetino.
Cerbero! Dove sei?! Ti prego vieni a salvarmi!

La lezione va avanti così per ben 45 minuti.

"Ora facciamo gli ultimi 5 minuti di defaticamento, ragazze", si certo; defatichiamoci pure, così io mi addormento.
Inizia la procedura di streching.
La musica a questo punto è tipo ninna nanna e farebbe assopire anche un neonato affamato e nel mezzo di una crisi isterica.

E infatti....
"Signorina! Signorina! La lezione è finita".

"Uh?!? Eh?!..... Si. Ecco.... Streching...Si. Gamba destra...qui..."

"No. Signorina! La lezione è finita. Si era assopita un attimo".

Meno male che sono rinsavita, perchè stavo per chiedergli cornetto e cappuccino.


giovedì 18 giugno 2009

Aperò chic

Sproloquiato da eppifemili alle 15:25 0 commenti
Appuntamento con Master e amici di amici per aperitivo rinfrescante serale a Campo de’ Fiori.

Capisco subito l’antifona.

“Allora quest’estate dove andate?” fa amico incravattato a amica perbenino.

“Ma guarda, ancora non sappiamo. Forse prendiamo la barca e andiamo a fare un giro a Panarea”.

“Certo però che ormai lì c’è davvero una folla insopportabile. Non so. Forse sarebbe meglio andare in Sardegna”.

Master mi studia da lontano temendo una delle mie classiche uscite da catarpillar (cosa di cui tra l’altro vado generalmente fiera).

“Ma il Buby invece che fa?!”

“Lo sai che quello non si schioda da Ponza neanche a pagarlo! “

“E tu Eppi, che fai?”

Azz! Mi hanno beccata mentre mi scolavo l’ultimo sorso di regale prosecco e mi facevo i beneamaticazzimiei.

“Si? Scusami. Dicevi?!“ Ma di che parlavano questi?

“Hai già dei programmi per quest’estate?”

“Beh! Veramente non ne ho idea al momento”. Cari miei, ho un trasloco e altre 2.800 cose da affrontare prima di farmi sfiorare minimamente dal sospetto di una vacanza.

“Però in compenso ho un trasloco nelle prossime settimane” Argomento assolutamente tedioso per l’allegra comitiva. Ma io insisto imperterrita nel voler dare il mio prezioso contributo alla pungente conversazione.

Proprio oggi infatti sono andata in un negozio vintage dove ho trovato un fantastico letto antico“. E così e cosà, segue descrizione dettagliata.

Alla parola “vintage” gli occhietti spilliformi di amica perbenino si illuminano.

Davvero?! Ma è fantastico! Dov’è questo meraviglioso negozio?! Devo assolutamente andare! Adoro il vintage! Per favore, potresti darmi l’indirizzo? Stavo appunto cercando una sedia anni cinquanta per la scrivania ereditata dal mobilio di famiglia. Un’impresa insormontabile! Sono disperata“.

Capisco. Sono problemi.

Qualcosa mi diceva che se avessi chiamato il negozio col suo nome – e cioè rigattiere – l’amica perbenino non solo non mi avrebbe chiesto l’indirizzo, ma non mi avrebbe nemmeno degnata di uno sguardo.

Dentro di me ho sorriso pensandola alle prese col Conte di Fersen de’ Noantri (vedi post precedente) e ho assaporato il gusto di una sottile vendetta.

venerdì 12 giugno 2009

Sogno o son desta.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:20 0 commenti









Sono dal mio nuovo parrucchiere, seduta al posto lavaggio.

Mi accoccolo in posizione.

Mi rilasso mentre mani sapienti mi massaggiano la testa.

Che goduria!

Non ho più percezione del mio corpo.

Chiudo gli occhi.

Inseguo i miei pensieri.

Quasi mi assopisco.

Sono lontana anni luce ormai.

Improvvisamente:

“Ecco Eppi. Abbiamo fatto. Accomodati di là”.

Rinvengo.

Apro gli occhi.

Ruoto la testa verso destra.

Seduto, nel posto lavaggio accanto a me, c’è… un cane.

Richiudo gli occhi.

Forse mi sono addormentata e sto sognando.

Riapro, mi giro e guardo di nuovo.

Il cane è ancora lì.

Panico.

Sono decisamente impazzita.

Ora vedo pure cose inesistenti.

Devo farmi curare da un bravo.

Oddio! Che mi sta succedendo?!

Sarà lo stress post matrimoiale?

O forse ho esagerato con i caffè?

Non mi riconosco più.

Devo decisamente cambiare registro. Dedicare più tempo a me stessa.

Sto pericolosamente perdendo colpi.

Tra un anno sarò un catorcio da rottamare.

Homo mi lascerà.

E io vivrò per sempre sola e infelice”.

Era il cane del padrone del negozio.


ps: sono l’unica ipertesa pazzoide o anche a voi capita a volte di agitarvi per un nonnulla?!

martedì 9 giugno 2009

Le amiche.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:16 4 commenti


















Ognuno di noi ha gli amici che si merita.

Questo è vero.

E io ho S.

S. è quello che c’è di più simile a una bambina con un corpo di una pornostar.

Essere ingenuo e di meravigliosa fattezza che desta gli interessi di tutti gli uomini che abbiano ancora un alito di vita in corpo, ma che non ha ancora trovato, nonostante annosi sforzi, l’anima gemella.

Questo suo status di single perenne ne fa una divoratrice di eventi mondani. Quando c’è qualcosa nell’aria nel raggio di 10 chilometri quadrati stai pur certo che lei (proprio come eppidog con la sua palletta molliccia e tumefatta) non solo ne è a conoscenza, ma sa anche già chi ci sarà e chi non ci sarà; se vale la pena andare o non vale la pena; se è cool o no.

Si mormora che abbia sfortuna con il sesso forte, e quindi le sue storie sono generalmente brevi e tempestose.

“Tesoro come stai? Questa settimana non ci siamo sentite per niente!”

“Cioà guarda, non puoi capire. Cioà, sono uscita adesso dall’ufficio e sono stata per un’ora dentro a…cioà…un inferno di cristallo”.

“Ma novità col tizio?! Si dai! il tuo ragazzo.”

“Il mio boy??! No gniante. E’ il mio ex boy. Cioà. E’ tutto finito.

Gheim over.

Taim aut.”

“Noooo! Mi dispiace. E tu come stai?”

“Insomma. Lo sai com’è, no? Da piccoli ci raccontano tante belle storie. Ma alla fine mi sa che ’ssta vita è proprio solo ‘na grande fregatura.”

“Perchè non ci vediamo per un aperitivo così mi racconti?”

“Si occhei. Ci vediamo a Monti ai TreScalini? Dai che quella è proprio una bella locasciòn.”

“Ok. Se ti piace la locasciòn, allora ci vediamo lì alle 7″.

PS: e voi? che amici vi state meritando?!

martedì 26 maggio 2009

Sabato pomeriggio.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:02 0 commenti
Sabato nuova emergenza Master (vedi legendalateralepersonaggi come sempre). I nuovi, inaspettati sviluppi della sua situazione tragico-sentimentale hanno imposto un incontro d’urgenza.

Appuntamento ore 13 al Bar San Calisto, storico covo dei Trasteverini pentiti (come me) e non.

Mi preparo, lascio Homo a casa che traffica con il computer e che a sua volta ha un appuntamento sentimental-consolatorio con amica in crisi (si, effettivamente dovremmo aprire un’agenzia recupero cuori infranti), e arranco sotto un sole cocente verso il mio fido bolide.

Il bolide consisterebbe nel mio SH anteguerra, risalente ai primissimi anni ‘90 e che io, per rispetto del suddetto nonchè per affezione sentimentale, mantengo in vita grazie a cure a base di flebo alla benzina, massaggi al pneumatico e paroline dolci ai freni (tipregofunzionatipregostavoltafunziona).

Ne vado fiera. Fatto sta che da quando siamo insediati in questo nuovo quartiere, il “nostro” , che mai mi abbandonò a piedi in 20 anni di onorato servizio, ha subito svariati sabotaggi. Ieri l’ultimo.

Risulato: io sotto il sole cocente dell’una, che mi avvento sulla pedalina cercando invano di farlo rinvenire.

Responso: tagliati i fili del ….

i fili di…

beh! …dei fili.

Quindi non partirà mai.

Il mio appuntamento è tra 10 minuti e io sono un bagno di sudore che pare che m’hanno preso a secchiate.

Chiamo Master affranta, dicendo che o sono in ritardo o sono morta e non ne ho coscienza.

“Non ti preoccuare! Ti vengo a prendere”.

“Bene Allora rientro in casa. Mi faccio la decima doccia e ti aspetto”.

Eseguo e dopo 15 minuti mi preleva con il suo mitico vespone anni ‘70 (si. amiamo i catorci da queste parti) che un mese fà mi caricò con tanto di vestito da sposa e tacco 13 fino alla porta del Campidoglio in occasione del mio matrimonio (ahahaha!).

Arriviamo al Bar San Calisto e i miei occhi si illuminano. Fino a un anno fa abitavo a Trastevere ed era praticamente la mia seconda amata casa. Il posto dove, nonostante i camerieri ti sbattano le tazzine sul tavolo (e se non ti danno un calcioinculo si aspettano pure un grazie), io amavo trascorrere il mio tempo libero.

Posto frequentato da artisti, barboni, aspiranti scrittori, vecchiette di quartiere, attori sconosciuti, radical chic e turisti di passaggio. Tutti magicamente in equilibrio. Luogo dalle mille vite che cambiano ad ogni orario della giornata e che conserva il fascino ormai raro dei luoghi autentici di Roma. Quello del sanpietrino.

Comunque, avete presente la PSP (ovvero la Principessa Sul Pisello)?!? Beh! Quella sono io al Sanca.

Se il bar è pieno, si materializzano all’istante tavoli e sedie per me; quando incrocio lo sguardo dei camerieri o del proprietario, piovono immancabili complimenti; insomma sono la classica raccomandata del cavolo però solo per motivi di simpatia e, oserei dire, quasi amore reciproco fra me e tutti indistintamente quelli che lavorano lì.

Valli a capire i misteri della vita…

Ci sediamo.

Inizia la seduta psicoanalitica.

“Ieri mi manda questo messaggio. Leggi.”

“Master, qui la situazione si fa seria. O questa si decide a perdonarti per la cazzata che hai fatto, o si decide a darti il benservito definitivo. O io vado e le rigo la macchina con l’unghietta di Eppidog”.

“Eh! No! Lei No! Lei mi vuole far soffrire! Il più a lungo possibile! Ora lo so, si deve vendicare”. Dice affranto.

Nel frattempo arriva il cameriere che mi mette l’ombrellone e me lo apre perchè il mio faccino stava pericolosamente arrossandosi sotto il sole.

“Guarda, secondo me qui rasentiamo il masochismo. Devi assolutmente distaccarti dai singoli eventi ed avere una visione generale del tutto. Sennò esci pazzo!” – dico! Ma come mi vengono?! -

Arriva un altro camerire e mi porta un simpatico gelatino al cioccolato con la cialdina…tanto lo sa che prendo sempre quello quando fa caldo.

“Te che voj?” Fa a Master.

“Un succo d’ananas grazie”.

“Aoooo! – rivolto verso l’interno del bar – A questo portaje un succoooo d’anannasse!”

Circa un’ora e un’insolazione dopo, ne usciamo con una strategia sentimental-amorosa e, soddisfatti, decidiamo di alzare i tacchi.

Ci alziamo.

“Arrivederci signorina! Era da molto che non veniva a trovarci! A quando la prossima visita?”

Io con gli occhi a cuoricino: “Spero presto”.

“Quanto devo?”. Fa Master.

“Aooo! Faje er conto a questo! Er succo d’ananasse e er caffé. Er gelato pe’ la signorina lo offrimo noi”.

Che bello tornare a casa.

Ps: e voi? Ce li avete dei posti in cui vi sentite perfettamente a vostro agio, come foste a casa vostra? Sparate a raffica!

giovedì 14 maggio 2009

PROVA CHE LE DONNE SONO DIABOLICHE

Sproloquiato da eppifemili alle 14:49 0 commenti

Questa mattina, dopo ennesima notte insonne…(a ’sto punto è chiaro che m’ha morso la tarantola), mi alzo dal letto rincoglionita, inciampo nel cane che tanto ha continuato a dormire (tale padre tale figlia) e arranco tumefatta fino alla cucina. Metto su la macchinetta del caffè imprecando contro i fornelli elettrici (ora: non voglio farne una questione, ma chicazzolihainventatisticosicheilgasandavatantobene?!!??!). E mentre attendo che sia pronto, con l’unico occhio sveglio individuo il tasto ON del pc; mi sforzo per centrarlo. Lo centro. Accendo.

In casa tutto tace. Do una sbirciatina a Repubblica.it e poi, come al solito, mi faccio rapire dalla rete.

La seguente cosa mi sveglia definitivamente.

girls-are-evil

Di fronte a cotanta dedizione scientifica non posso far altro che documentare, diffondere e alzare le mani!

Mi sorge un dubbio: ci sarà un’ombra di verità in tutto ciò??!! Che ne dite?

….AZZZ! IL CAFFE’ !

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