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venerdì 18 settembre 2009

Mission Impossible_di nome e di fatto

Sproloquiato da eppifemili alle 10:15 45 commenti
Secondo tentativo.

E' arrivato il giorno.
Inizio ufficialmente la palestra!
Quella vera.

Oggi c'è il corso che ho alla fine scelto.
Oggi c'è Gym Music.
Oggi si fa sul serio!

Domani mi sveglierò finalmente con l'addominale dolorante ma fiero.
Domani i miei glutei saranno tesi e indolenziti.
Domani l'acido lattico
scorrerà a fiumi nei miei muscoli non più assopiti.

Mi pregusto l'evento.
Sono le 6 e già sono impaziente.
Controllo l'ora ogni 10 minuti.
Porto a spasso Eppi-dog per entrare nella mentalità ginnica.
Accelero il passo.
Rientro a casa.
Mi vesto.
Completino grigio. Scarpe da ginnastica super ergonomiche. Fermagli.
Sono un figurino.
Ancora le 7.
Ho un'ora prima che inizi la lezione.
Alle 7:30 basta.
Non resisto più.
Esco. Vorrà dire che arriverò un po' in anticipo.

Lungo il percorso un cielo minaccioso e lampeggiante mi consiglia di accelerare il passo.
Arrivo.
Oggi so persino dove devo andare.
Questa palestra non ha più segreti per me.
E' un libro aperto.
Decisa come Jessica Fletcher alle prese con un assassino, imbocco il corridoio, giro a destra e entro nello spogliatoio.
Dalla sala sento arrivare la musica della lezione che precede.
Faccio capolino.
Decido di dare un'occhiata e aspettare dentro.
C'è sempre Antonio (quello del reparto geriatrico).

Anche oggi la situazione non mi pare cambiata: ci manca solo un valzer viennese.
E' evidente che non è stato morso dalla tarantola.
Tuttavia a me oggi non interessa.
Tzé!
E no!
Il mio corso si chiama Gym Music.
E non è questo.

Già mi sento.
Unz! Unz! Unz!
Il ritmo martellante dentro le orecchie che mi fomenterà mentre scolpisco e modello il mio corpo a suon di flessioni e piegamenti.
Unz! Unz! Unz!
Beeello! Non vedo l'ora.
Mancano solo 5 minuti.

Dopo l'usuale stretching, le signore raccolgono i tappetini e si ritirano verso gli spogliatoi.
Ora tocca a me!
Eccomi!!
Stranamente, mi giro intorno e vedo che non entra nessuno.
E' curioso.
Forse gli altri sono un po' in ritardo.
Aspetto...
E aspetto...
Mi alzo e vado verso Antonio che sta ancora raccattando le sue cose.

"Scusa ma il corso di Gym Music non deve iniziare alle 8?"

"...", che fa? esita?!

"Come?! ...Gym Music?! Ma...veramente....Gym Music non inizia oggi!", risponde lui imbarazzatissimo.

Tonfo al cuore.

"Non ti avevano detto nulla?! Vieni! Andiamo a parlare con la segreteria!"

"Eh! No!
Detto niente. No"
, a quel punto sono viola.

Toc! Toc!
"Scusi signorina Elide", chiede Antonio alla tipa della segreteria.
"Qui c'è una persona che è venuta per il corso di Gym Music", prosegue lui prendendo una pala e cominciando a scavare una buca per ficcarci dentro la testa dalla vergogna.

"Signorina...veramente il corso ancora non è iniziato.
Non abbiamo raggiunto il numero minimo di partecipanti.
Mi dispiace.
Vuole aspettare la fine della settimana per vedere se lo raggiungiamo?"
, risponde Elide.

"Ehm! Si va bene. Ma quanti siamo fino ad ora?", chiedo io affranta.

"Un attimo che controlliamo subito al computer. Come si chiama lei?"

"Eppi.
Eppi Femili"
, (che fa tanto Bond, James Bond).

"Signora, mi dispiace dirglielo: ma lei è l'unica iscritta.
Ovviamente siamo pronti a rimborsarle la rata dell'iscrizione".


In un nanosecondo ho visto le mie chiappe cadere e rimbalzare sul pavimento di marmo;
i miei addominali sblusarsi sul punto vita;
e il mio morale sprofondare nel seminterrato.

mercoledì 16 settembre 2009

Da non credere

Sproloquiato da eppifemili alle 12:02 37 commenti
Ieri c'è stata la prima lezione nella nuova palestra (quella comunale di qualche post fa).
Per me, che sono palestra-dipendente, si apre una nuova era, un nuovo periodo, un nuovo ciclo vitale.
Praticamente un evento di dimensione cosmica.

Curiosa come una bertuccia ubriaca, e desiderosa di scoprire i nuovi compagni di corso nonché l'insegnante, mi incammino verso la mia destinazione.
Devo cronometrare i tempi.
Considerando che per andare dalla ex-casa alla vecchia palestra impiegavo solo
dueminutiequindicisecondi, non credo riuscirò a eguagliarlo.
Infatti arrivo dopo un modestissimo
setteminutietrentasecondi (cavolo! è lontana!).

Entro.

Ovviamente, essendo un edificio enorme, non ho la più pallida idea di dove io mi debba direzionare.
Provo ad andare verso la segreteria, dove una fila interminabile di imbufaliti (i parenti di quelli di qualche giorno fa) mi guarda in cagnesco se solo provo ad avvicinarmi (vaga) allo sportello.

Perlustro in giro e ovviamente non c'è nessun altro a cui chiedere.

Essendo vigliacca e volendo vivamente evitare un pestaggio, decido di cercarmi la sala da sola.
Dopo dieci minuti sono ancora lì che vago.
Beh! Anche questa è ginnastica in fondo.
Comincio a dubitare di arrivare prima della fine della lezione.
Me la rischio e torno in segreteria.

"Scusiiii!", urlo da lontano mantenendo una decente distanza di sicurezza dal signore brizzolato che vorrebbe uccidermi con un colpo secco dell' I-Phone sulla tempia.

"Dov'è la sala della lezione di pilates?"

"Giri a destra, poi prenda il corridoio. La prima a sinistra".

"Grazie!", e fuggo via.
Entro nello spogliatoio.
Ovviamente sono in ritardo.

Come apro la porta, mi si palesa

il reparto geriatrico del Policlinico Gemelli.


Una fila di signore ultra settantenni con tutine fuxia, scaldamuscoli, e fascette colorate in testa, attendono impazienti.
Sono pronte, loro.
prontissime;
sull'attenti per iniziare la lezione.

No.
Non promette niente bene.
Comunque persisto.
In fondo, questa è una lezione di prova per decidere se preferisco fare Pilates o Gym Music (no. non mi domandate qual'è la differenza perchè a questo punto sono confusa e non ne ho la più pallida idea).

Arriva l'istruttore.
Antonio.
Ragazzo sui ventotto anni, aitante, timido e con le gambe più storte che io abbia mai visto.
In pratica in mezzo ci passavo io seduta sopra a un elefante.
Senza problemi.

"Allora ragazze! Metto su un po' di musica!", ragazze so' parole grosse. Qui pare di stare a Villa Arzilla!

Si dirige verso un mobiletto scalcagnato.
Lo apre.
Tira fuori un cavo elettrico e lo inserisce nella presa.
Mette su un cd.
Sento con orrore la voce di...Riccardo Cocciante.
Dico!
Riccardo Cocciante in palestra =
motivazione pari a zero.
Non ho parole.
Penso con la lacrimuccia che esce dal lato degli occhi, alla mia amata Cerbero (insegnante stacanovista della palestra vicina alla vecchia casa).
La malinconia mi assale.
Ciò un groppo alla gola. Ciò.
Non so ancora che la voce di Riccardo Cocciante si liquefarà ben presto in una cantilena stile zen (anche detta:
ho dolori di pancia - mi serve un Imodium).
Ma andiamo avanti.

Il reparto di gerontologia è lì, arzillo e carico.
Le adoro.
Per tutta l'allegria che trasuda dai loro out-fits variopinti e profumati di
Ore d'Oblio
.
Zompettano!
Scalpitano!
Sono calde!
Si comincia.

"
Allora signore, adesso facciamo la posizione della rana", di bene in meglio, penso io. Mo' me tocca fa' pure la rana. Non sarà una botta di vita esagerata?!

"Da supine, inspirando, portate il ginocchio sinistro al petto. Poi, espirando, portate il ginocchio destro al petto". Si. Va bene. E l'esercizio quando comincia?

"Ora tornate nella posizione iniziale; e ripetiamolo per 15 volte", a quel punto mi voglio suicidare salendo sul mobiletto dello stereo e buttandomi di testa sul tappetino.
Cerbero! Dove sei?! Ti prego vieni a salvarmi!

La lezione va avanti così per ben 45 minuti.

"Ora facciamo gli ultimi 5 minuti di defaticamento, ragazze", si certo; defatichiamoci pure, così io mi addormento.
Inizia la procedura di streching.
La musica a questo punto è tipo ninna nanna e farebbe assopire anche un neonato affamato e nel mezzo di una crisi isterica.

E infatti....
"Signorina! Signorina! La lezione è finita".

"Uh?!? Eh?!..... Si. Ecco.... Streching...Si. Gamba destra...qui..."

"No. Signorina! La lezione è finita. Si era assopita un attimo".

Meno male che sono rinsavita, perchè stavo per chiedergli cornetto e cappuccino.


domenica 10 maggio 2009

Che invidia!

Sproloquiato da eppifemili alle 14:45 0 commenti
Probabilmente si è capito che mi diletto a frequentare la palestra sotto casa. Quella in cui Cerbero (vedilistalateralepersonaggi) la fa da padrona. Il punto è che entro normale e esco tumefatta non solo fisicamente ma anche psicologicamente.

Quindi o io sono incorreggibilmente masochista o sono da psicanalizzzare.

Lì dentro si respira “aria femmina“. Uno pensa di entrare in palestra, e invece non sa che sta entrando nella più grande fabbrica mondiale di radiografie, in cui tutto viene osservato e studiato.

Di traverso.

Sguardi viscidi si insinuano sull’addominale e, scorrendo, arrivano al gluteo per bloccarsi poi sull’interno coscia.

Con il fine unico di trovare lui: IL DIFETTO .

E il difetto lo trovano eh! State sereni che lo trovano.

Ma venghino signore! Si accomodino pure! E’ tutta robba ‘bbona!

Striscianti paragoni fra donne di diverse età serpeggiano e gratificano la perfidia e la vanità delle temibili assidue frequentatrici del posto.

C’è la quarantenne fiera della propria vita (marito, due figli adolescenti, lavoro da impiegata e niente sesso)

C’è l’architetto impegnato che cià da fare solo lei e quindi va via prima…come a dire tu che resti qui a fare gli ultimi cinque minuti di stretching sei una povera scema.

C’è la casalinga flaccida e sfigata che cerca de tirasse su…(che, diciamocelo onestamente, tanto caruccia per carità…ma manco in tempo de carestia).

Io alla fine non sono né carne né pesce. Vado spesso si, ma certo non posso dire di appartenere, per quanto io mi impegni, alla categoria dei “culi di marmo“…

Ma per fortuna, manco a quella delle “viscidone”.

…Che dite mi concentro sul tango?

giovedì 23 aprile 2009

Decisioni spontanee…

Sproloquiato da eppifemili alle 14:04 0 commenti
Oggi è deciso: riprendo la palestra. Ora che sono sposata, non posso certo lasciarmi andare! Ah no! Decisa a non diventare una donna-bigodino né tantomeno una donna tutonata-con-pedalo-tribanda mi decido e varco la soglia della palestra (che poi altro non è che un bunker sotterraneo dove l’umidità unita al sudore è una manosanta per i miei capelli sempre piastrati, stirati, macumbati, eccetera). Ne esco infatti puntualmente devastata, paonazza che manco Heidi cià i rossi sulle guance come i miei. Beh! In ogni caso, dato la riservatezza dell’ormai avvenuto matrimonio, non avevo fatto parola a CERBERO (l’istruttrice fustigatrice che all’urlo di “avete le chiappemosce” ci fa fare 8000 flessioni e 7500 piegamenti a botta). Ma voi pensate che eventi come questi possano minimamente rimanere privati?! CERTOCHENNO’! E infatti, immantinentemente, la mia adorata cuginetta aveva provveduto nottetempo a briffare tutta la comunità palestrifera non solo sull’esistenza del simpatico evento, ma anche sulle sue ormai celeberrime modalità (vedi post in cui descrivo le reazioni su Facebook senza che sto a ripetere). Oltre tutto, e qui faccio un inciso, pare che l’evento sia stato postato anche sul celeberrimo blog di una delle mie testimoni e quindi, dopo essere stata globalmente sputtanata nell’etere per aver acquistato il mio favoloso Valentino all’outlet (che grezza!), in pratica anche i moscerini delle Galapagos sono venuti a conoscenza delle mie nozze – Scusate l’inciso.

Insomma, entro in palestra e noto con piacere che CERBERO mi punta da lontano, scavalla gli attrezzi per i deltoidi e con un balzo mi raggiunge: “AUGURI!” rimbomba. E io un pò intimorita abbozzo un sorrisetto:”Grazie”. “Tua cugina mi ha raccontato!”. A quel punto, tutte le 30 assatanate palestrate dellunaemmezza in attesa famelica di autodistruggersi a forza di addominali e flessioni, avevano la curiosità a 2000 e mi fissavano tutte e trenta contemporaneamente. Io vaga. “Lei domenica si è sposata” sentenzia CERBERO col vocione rivolta alle girls (che poi quasi tutte cianno 150 anni pe’ gamba e degli addominali da far impallidire Swartzy quando faceva Conan il Barbaro). E loro: “Ma dai?!! Davvero??!! Auguriiii!! E come ci si sente e come non ci si sente…eddiqquà eddillà…ecchissà ecchinonlosà, ecceterà, ecceterà”. Segue un turbinio di domandine, risatine, rispostine e ammiccamenti, dopodichè il silenzio! “BASTA! ADESSO SI COMINCIA!” tuona CERBERO azionando lo stereo che riecheggia con il solito repertorio “cover-dance-cheap-eddaje-ancora-sta-canzone”. Ritorna la severità nel tempio del corpo. Le menti si spengono….(capirai! sai che differenza) e si accendono i bicipiti. Tutte composte, la seguiamo nell’ennesima seduta autodistruttiva che ci vedrà uscire ancora una volta da lì come delle amebe barcollanti. E’ proprio vero, il matrimonio non cambia niente…è sempre la solita solfa.

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