Secondo tentativo.E' arrivato il giorno.
Inizio ufficialmente la palestra!
Quella vera.
Oggi c'è il corso che ho alla fine scelto.
Oggi c'è Gym Music.
Oggi si fa sul serio!
Domani mi sveglierò finalmente con l'addominale dolorante ma fiero.
Domani i miei glutei saranno tesi e indolenziti.
Domani l'acido lattico scorrerà a fiumi nei miei muscoli non più assopiti.
Mi pregusto l'evento.
Sono le 6 e già sono impaziente.
Controllo l'ora ogni 10 minuti.
Porto a spasso Eppi-dog per entrare nella mentalità ginnica.
Accelero il passo.
Rientro a casa.
Mi vesto.
Completino grigio. Scarpe da ginnastica super ergonomiche. Fermagli.
Sono un figurino.
Ancora le 7.
Ho un'ora prima che inizi la lezione.
Alle 7:30 basta.
Non resisto più.
Esco. Vorrà dire che arriverò un po' in anticipo.
Lungo il percorso un cielo minaccioso e lampeggiante mi consiglia di accelerare il passo.
Arrivo.
Oggi so persino dove devo andare.
Questa palestra non ha più segreti per me.
E' un libro aperto.
Decisa come Jessica Fletcher alle prese con un assassino, imbocco il corridoio, giro a destra e entro nello spogliatoio.
Dalla sala sento arrivare la musica della lezione che precede.
Faccio capolino.
Decido di dare un'occhiata e aspettare dentro.
C'è sempre Antonio (quello del reparto geriatrico).
Anche oggi la situazione non mi pare cambiata: ci manca solo un valzer viennese.
E' evidente che non è stato morso dalla tarantola.
Tuttavia a me oggi non interessa.
Tzé!
E no!
Il mio corso si chiama Gym Music.
E non è questo.
Già mi sento.
Unz! Unz! Unz!
Il ritmo martellante dentro le orecchie che mi fomenterà mentre scolpisco e modello il mio corpo a suon di flessioni e piegamenti.
Unz! Unz! Unz!
Beeello! Non vedo l'ora.
Mancano solo 5 minuti.
Dopo l'usuale stretching, le signore raccolgono i tappetini e si ritirano verso gli spogliatoi.
Ora tocca a me!
Eccomi!!
Stranamente, mi giro intorno e vedo che non entra nessuno.
E' curioso.
Forse gli altri sono un po' in ritardo.
Aspetto...
E aspetto...
Mi alzo e vado verso Antonio che sta ancora raccattando le sue cose.
"Scusa ma il corso di Gym Music non deve iniziare alle 8?"
"...", che fa? esita?!
"Come?! ...Gym Music?! Ma...veramente....Gym Music non inizia oggi!", risponde lui imbarazzatissimo.
Tonfo al cuore.
"Non ti avevano detto nulla?! Vieni! Andiamo a parlare con la segreteria!"
"Eh! No!
Detto niente. No", a quel punto sono viola.
Toc! Toc!
"Scusi signorina Elide", chiede Antonio alla tipa della segreteria.
"Qui c'è una persona che è venuta per il corso di Gym Music", prosegue lui prendendo una pala e cominciando a scavare una buca per ficcarci dentro la testa dalla vergogna.
"Signorina...veramente il corso ancora non è iniziato.
Non abbiamo raggiunto il numero minimo di partecipanti.
Mi dispiace.
Vuole aspettare la fine della settimana per vedere se lo raggiungiamo?", risponde Elide.
"Ehm! Si va bene. Ma quanti siamo fino ad ora?", chiedo io affranta.
"Un attimo che controlliamo subito al computer. Come si chiama lei?"
"Eppi.
Eppi Femili", (che fa tanto Bond, James Bond).
"Signora, mi dispiace dirglielo: ma lei è l'unica iscritta.
Ovviamente siamo pronti a rimborsarle la rata dell'iscrizione".
In un nanosecondo ho visto le mie chiappe cadere e rimbalzare sul pavimento di marmo;
i miei addominali sblusarsi sul punto vita;
e il mio morale sprofondare nel seminterrato.


