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venerdì 20 novembre 2009

Eppi-sport

Sproloquiato da eppifemili alle 08:44 15 commenti


E raccattare le energie la mattina presto per decidere di fare venti minuti di corsa.

E prepararsi indossando una fantastica tutina viola.

E cercare l'IPod per immaginare (mentre corri) di essere la protagonista di un film eroico, sensazionale, adorato dal pubblico e pure dalla critica.

E notare con gaudio che l'Ipod è completamente scarico.

E, in quest'era tecnologica (non essendo mio il suddetto IPod) non sapere come cazzo fare a ricaricarlo almeno per il tempo sufficiente ad espellere quei due/tre ettolitri di tossine dal mio corpo.

E incazzarsi con il famigerato IPod, con Homo che non si sa mai dove infila le cose, con tutto il resto del mondo, ma soprattutto con sé stessa per non averci pensato prima.

E uscire di casa comunque (di cattivo umore però) col grugnone che arriva fino a terra.

E dirigersi sotto gli argini del fiume, dove sembra esserci un paradiso isolato dal mondo terreno, senza dimensione e senza tempo, dove il massimo che puoi fare è incontrare un altro insonne come te con la sua tutina e il suo (beato lui) IPod.

E pensare che davvero beatoluiconilsuoIPod, perchè senza musica è tutto molto più moscio e faticoso.

E sentire, dopo il curvone, proprio di fronte alla Cloaca Massima, appena superato il Ponte Rotto, un unico suono inaspettato provenire da molto lontano: è musica.

E avvicinarsi.

E sentire quella insolita melodia sempre più forte, trasformarsi in un grido, un richiamo, un invito sussurrato.

E veder comparire in lontananza un puntino; è un ragazzo, con accanto un valigione di cuoio marrone ed in bocca una scintillante tromba; è solo; suona concentrato a occhi chiusi rivolgendosi all'acqua che scorre da secoli infiniti a meno di un metro da lui.
Parla con lei. Ed i suoi gesti lenti sembrano accompagnarla nel suo placido fluire.

E ascoltare la sua musica lenta e rimbombante che si propaga nell'aria mattutina, che incita i gabbiani a volare più in alto e le papere a giocare fra loro.

E correre allora. Più forte, nel tepore del primo raggio di sole, al ritmo senza tempo di quel fotogramma magico ed inatteso.

E pensare che la vita è bella.

ps: ragazzi lo so che questi post non sono propriamente ciò che vi aspettate da questo blog. Ma è così. 'Sto periodo mi escono riflessivi. Abbiate pazienza.

venerdì 18 settembre 2009

Mission Impossible_di nome e di fatto

Sproloquiato da eppifemili alle 10:15 45 commenti
Secondo tentativo.

E' arrivato il giorno.
Inizio ufficialmente la palestra!
Quella vera.

Oggi c'è il corso che ho alla fine scelto.
Oggi c'è Gym Music.
Oggi si fa sul serio!

Domani mi sveglierò finalmente con l'addominale dolorante ma fiero.
Domani i miei glutei saranno tesi e indolenziti.
Domani l'acido lattico
scorrerà a fiumi nei miei muscoli non più assopiti.

Mi pregusto l'evento.
Sono le 6 e già sono impaziente.
Controllo l'ora ogni 10 minuti.
Porto a spasso Eppi-dog per entrare nella mentalità ginnica.
Accelero il passo.
Rientro a casa.
Mi vesto.
Completino grigio. Scarpe da ginnastica super ergonomiche. Fermagli.
Sono un figurino.
Ancora le 7.
Ho un'ora prima che inizi la lezione.
Alle 7:30 basta.
Non resisto più.
Esco. Vorrà dire che arriverò un po' in anticipo.

Lungo il percorso un cielo minaccioso e lampeggiante mi consiglia di accelerare il passo.
Arrivo.
Oggi so persino dove devo andare.
Questa palestra non ha più segreti per me.
E' un libro aperto.
Decisa come Jessica Fletcher alle prese con un assassino, imbocco il corridoio, giro a destra e entro nello spogliatoio.
Dalla sala sento arrivare la musica della lezione che precede.
Faccio capolino.
Decido di dare un'occhiata e aspettare dentro.
C'è sempre Antonio (quello del reparto geriatrico).

Anche oggi la situazione non mi pare cambiata: ci manca solo un valzer viennese.
E' evidente che non è stato morso dalla tarantola.
Tuttavia a me oggi non interessa.
Tzé!
E no!
Il mio corso si chiama Gym Music.
E non è questo.

Già mi sento.
Unz! Unz! Unz!
Il ritmo martellante dentro le orecchie che mi fomenterà mentre scolpisco e modello il mio corpo a suon di flessioni e piegamenti.
Unz! Unz! Unz!
Beeello! Non vedo l'ora.
Mancano solo 5 minuti.

Dopo l'usuale stretching, le signore raccolgono i tappetini e si ritirano verso gli spogliatoi.
Ora tocca a me!
Eccomi!!
Stranamente, mi giro intorno e vedo che non entra nessuno.
E' curioso.
Forse gli altri sono un po' in ritardo.
Aspetto...
E aspetto...
Mi alzo e vado verso Antonio che sta ancora raccattando le sue cose.

"Scusa ma il corso di Gym Music non deve iniziare alle 8?"

"...", che fa? esita?!

"Come?! ...Gym Music?! Ma...veramente....Gym Music non inizia oggi!", risponde lui imbarazzatissimo.

Tonfo al cuore.

"Non ti avevano detto nulla?! Vieni! Andiamo a parlare con la segreteria!"

"Eh! No!
Detto niente. No"
, a quel punto sono viola.

Toc! Toc!
"Scusi signorina Elide", chiede Antonio alla tipa della segreteria.
"Qui c'è una persona che è venuta per il corso di Gym Music", prosegue lui prendendo una pala e cominciando a scavare una buca per ficcarci dentro la testa dalla vergogna.

"Signorina...veramente il corso ancora non è iniziato.
Non abbiamo raggiunto il numero minimo di partecipanti.
Mi dispiace.
Vuole aspettare la fine della settimana per vedere se lo raggiungiamo?"
, risponde Elide.

"Ehm! Si va bene. Ma quanti siamo fino ad ora?", chiedo io affranta.

"Un attimo che controlliamo subito al computer. Come si chiama lei?"

"Eppi.
Eppi Femili"
, (che fa tanto Bond, James Bond).

"Signora, mi dispiace dirglielo: ma lei è l'unica iscritta.
Ovviamente siamo pronti a rimborsarle la rata dell'iscrizione".


In un nanosecondo ho visto le mie chiappe cadere e rimbalzare sul pavimento di marmo;
i miei addominali sblusarsi sul punto vita;
e il mio morale sprofondare nel seminterrato.

lunedì 15 giugno 2009

E’ ufficiale. Sgommiamo.

Sproloquiato da eppifemili alle 15:22 0 commenti
Si prevede un insistente caldo torrido durante il prossimo mese, alternato a svariate attività cumuliformi. Il mese sarà caratterizzato da un lungo periodo di elevata instabilità emotiva con sporadici addensamenti sul versante umorale.

Il tutto in coincidenza astro-metereologica con l’imminente trasloco di Eppifemili. Tuttapposto.

Signori, è ufficiale.

Il 3 luglio (salvo contrordini) alziamo i tacchi.
E come potete immaginare, io li alzo di nome e di fatto.

Già ci vedo, le prossime settimane, a fare pacchetti, madidi di sudore con la fronte imperlata in pieno pomeriggio equatoriale.

Che simpatia!

Sarà favoloso poi spacchettare tutto nella nuova casa, sistemare, rassettare.

Sarà indimenticabile cambiare nuovamente tutte le bollette, i permessi per le auto, il supermercato.

Sarà irripetibile far trotterellare i mobili per casa nella speranza di trovare una sistemazione decente.

Sarà esilarante inoltre girare tutta Roma per cercare uno straccio di letto degno di tale nome che venga recapitato prima del 2015.

Ma soprattutto sarà da raccontare ai nipoti il fatto che avremo la linea telefonica e adsl quando ormai l’unico mezzo di comunicazione utilizzato sarà il telepensiero.

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