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venerdì 5 febbraio 2010

CIRCA GLI INASPETTATI ATTIMI DI CONSAPEVOLEZZA.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:27 13 commenti



E uscire a correre all'ora di pranzo lungo il Tevere.

E portare con sé il cane appena accolto, inebriato dalla nuova sensazione di libertà e dalle foglie che gli scorrono sotto il naso.

E guardare lontano verso la fine del fiume. Verso il mare.

E sentire improvvisamente la pioggia sottile sulle labbra.

E fermarsi al riparo sotto un ponte per guardare lo scorrere lento dell'acqua.

E sentirsi randagia, come il cane seduto ai miei piedi.

E respirare la storia di lui che mi guarda con occhi grati e fedeli.

E rivedersi bambina giocare con un fiore.

E sentirsi a casa. Anche se si è fuori nel mondo.

venerdì 20 novembre 2009

Eppi-sport

Sproloquiato da eppifemili alle 08:44 15 commenti


E raccattare le energie la mattina presto per decidere di fare venti minuti di corsa.

E prepararsi indossando una fantastica tutina viola.

E cercare l'IPod per immaginare (mentre corri) di essere la protagonista di un film eroico, sensazionale, adorato dal pubblico e pure dalla critica.

E notare con gaudio che l'Ipod è completamente scarico.

E, in quest'era tecnologica (non essendo mio il suddetto IPod) non sapere come cazzo fare a ricaricarlo almeno per il tempo sufficiente ad espellere quei due/tre ettolitri di tossine dal mio corpo.

E incazzarsi con il famigerato IPod, con Homo che non si sa mai dove infila le cose, con tutto il resto del mondo, ma soprattutto con sé stessa per non averci pensato prima.

E uscire di casa comunque (di cattivo umore però) col grugnone che arriva fino a terra.

E dirigersi sotto gli argini del fiume, dove sembra esserci un paradiso isolato dal mondo terreno, senza dimensione e senza tempo, dove il massimo che puoi fare è incontrare un altro insonne come te con la sua tutina e il suo (beato lui) IPod.

E pensare che davvero beatoluiconilsuoIPod, perchè senza musica è tutto molto più moscio e faticoso.

E sentire, dopo il curvone, proprio di fronte alla Cloaca Massima, appena superato il Ponte Rotto, un unico suono inaspettato provenire da molto lontano: è musica.

E avvicinarsi.

E sentire quella insolita melodia sempre più forte, trasformarsi in un grido, un richiamo, un invito sussurrato.

E veder comparire in lontananza un puntino; è un ragazzo, con accanto un valigione di cuoio marrone ed in bocca una scintillante tromba; è solo; suona concentrato a occhi chiusi rivolgendosi all'acqua che scorre da secoli infiniti a meno di un metro da lui.
Parla con lei. Ed i suoi gesti lenti sembrano accompagnarla nel suo placido fluire.

E ascoltare la sua musica lenta e rimbombante che si propaga nell'aria mattutina, che incita i gabbiani a volare più in alto e le papere a giocare fra loro.

E correre allora. Più forte, nel tepore del primo raggio di sole, al ritmo senza tempo di quel fotogramma magico ed inatteso.

E pensare che la vita è bella.

ps: ragazzi lo so che questi post non sono propriamente ciò che vi aspettate da questo blog. Ma è così. 'Sto periodo mi escono riflessivi. Abbiate pazienza.

venerdì 9 ottobre 2009

Circa i deliri di onnipotenza

Sproloquiato da eppifemili alle 10:30 36 commenti


Alcuni giorni fa cari miei, Eppi ha iniziato seriamente.

C'è poco da scherzare con lei.

La palestra comunale l' ha snobbata, cancellando il corso da lei prescelto con la motivazione
"Lei è l'unica iscritta"?

L'altro straccio di palestra di quartiere è talmente lontana da casa sua, che la deve raggiungere con un Jet supersonico o col teletrasporto?

Il completino fuxia con applicazioni in finta pelliccia rosa confetto fa l'occhiolino dall'anta centrale dell'armadio?

E allora Eppi che fa?
Di fronte a cotali evidentissimi segni del destino, ovviamente scatta la provocazione e si attiva.

Eppi comincia a correre.
Lei va a fare Jogging.
Si cala nel personaggio.
Si barda tutta come Jane Fonda nei celebri video anni 80 sull'aerobica (anche se le punge effettivamente vaghezza di assomigliare di più a Jessica Fletcher di Cabbot Cove).
Eppi corre felice, agile e snella sul lungofiume, immaginando di essere dentro a un film americano.
Pure i topi si fermano estasiati di fronte a una tale visione di grazia, motivazione e caparbietà.

Eppi va.
Sprezzante del pericolo, e infischiandosene dei capelli appena piastrati, lei va.
E' bella.
Eppi corre.
E poi corre.
E corre ancora.

Eppi gliela fa.
Il fiato magicamente tiene.
I muscoli sembrano risvegliarsi da un torpore di settimane e gioiscono fieri di fronte alla ginnica novità.
Il sudore scorre a ettolitri sulla fron...
Oooops! Pardon!!
La delicata fronte si imperla di iridescenti goccioline acquee.

Eppi è divina nella sua mise total pink, i cui bagliori sono facilmente visibili anche per un passante con 8 decimi di miopia che cammina sul ponte.

Eppi ci prende gusto.
Prosegue.
Il giorno dopo.
E quello dopo ancora

A Eppi sembra di ricordare vagamente le voci di Homo e Master che le dicono di non esagerare.
E' come un bisbiglio leggero.
Che viene però spazzato via dal vento nei capelli che ondeggiano al ritmo dei suoi passi agili.

No.
Lei vola con il suo Ipod.
Lei si sente Rocky quando sale le scale di Filadelfia durante gli allenamenti.
Immagina già il suo sedere sfidare e vincere ogni conosciuta legge di gravità.

Eppi, colta da delirio di onnipotenza ginnica, aumenta.
Spinge il suo fisico al massimo.
Come una macchina che deve essere carburata.

Eppi non considera che non è una Ferrari.
E manco una Mercedes.
Ma che, tutto sommato, forse assomiglia di più a un' Apetta.

Fine della storia:

Eppi, dopo una settimana di semi immobilità, domani si spara una bella lastra alle ginocchia che poi sfocerà in una simpatica risonanza magnetica.
Causa: versamento di liquido sinoidale al ginocchio.

Ed è, come sempre, tuttapposto.

P.S.: chiunque volesse farsi un'idea delle simpatiche premesse può leggere questo e anche questo.
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