Per la vostra serenità vi comunico che stamane Eppi, per la gioia infinita di aver recuperato il suo guardaroba invernale, ha selezionato ed indossato i seguenti capi:
- pantaloni neri invernali

- maglioncino nero modello Il Corvo:

(guarda te se non porta sfiga....)
- scarpette decolletè invernali che me piaceno assai, assai:

- cappottino nero con imbottitura interna:

Poi, scrutando gli orizzonti verso il cielo terso, ha deciso di recarsi in studio con il motorino ed è uscita.
Nonostante abbia cercato di evitarla (per scongiurare il rischio di essere trattenuta per ore ed ore su inutili pettegolezzi di quartiere);
nonostante si sia dotata della facoltà di diventare all'occorrenza trasparente per 28 secondi esatti;
nonostante avesse una fretta del diavolo...
"Signurì! Signurì!", mi urla da lontano la signora che rifocilla i gatti di Gertrud (di cui ho ampiamente parlato QUI - e vi consiglio caldamente di leggerlo se non lo avete già fatto).
Il suo nome, per la cronaca è Sofia.
Sofia è il terrore del quartiere.
Semina il panico dovunque vada poichè, se poco, poco ti si avvicina nel raggio di 100 metri, ti attrae come una calamita gigante e ti risucchia in un infinito vortice di pettegolezzi, bombardandoti con milioni di domande che manco Bruno Vespa.
E' sempre a caccia di nuove informazioni.
Se ne nutre come un'assatanata.
E, per averne sempre di fresche di giornata, ovviamente offre il trattamente inquisitorio a ogni singolo essere vivente residente nel quartiere.
Pure a Eppi-dog.
Tutti cercano di evitarla.
Se tu vedi gente in strada che improvvisamente cambia direzione, svolta l'angolo nella direzione opposta rispetto a quella dove stava andando, oppure si abbassa la visiera del cappello, stai pur certo che in giro c'è Sofia.
Sono piccole avvisaglie che sto imparando a notare e che possono risparmiarti ore ed ore di tempo perso.
Fatto sta che stamattina la nostra m'ha inchiodato.
"Signurì!", mi raggiunge.
Io, che generalmente quando la vedo da lontano, prontamente afferro il cellulare facendo finta di essere intenta in una conversazione dalla quale dipendono le sorti del Pianeta Terra, questa volta non faccio in tempo.
"Scitavo antà a da' da mancià a li catti di signora Gertrud e l'ho vista", eh si, Sofia. Siamo qui. Eccoci.
(Tra parentesi Gertrud è l'unica del quartiere che sembra non rendersi conto delle manie investigative della signora Sofia. Secondo me perchè, essendo tedesca, pur padroneggiando ormai l'italiano, non ha idea di quale strano idioma esca dalla operativissima bocca della signora Sofia).
"Quantu me dispiage".
"Come scusi?!", rispondo basita.
"Si. Me dispiage.
Tu sta' vestita tutta te neru.
Me dispiage pettè.
Che sta a antà au funerale?"


