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martedì 1 giugno 2010

LE AVVENTURE DI EPPIFEMILI, ANCHE DETTA LA PERLA DI LABUAN

Sproloquiato da eppifemili alle 18:20 10 commenti


EPISODE 2
Sempre ultima vacanza ormai troppo lontanta.
Sempre Borneo Malese.
Sempre noi di Eppifemili.

Appena entrata nello chalet, dopo la scarpinata di cui al precedente post, mi accorgo che qualcosa non va.

Homo è fuori a scattare fotografie al granello di sabbia depositatosi sulla ringhiera, e poi al filo d'erba insinuatosi fra i ciottoli, e poi...vabè tralascio; avete capito.

Mi guardo intorno e vedo che ogni cosa è sottosopra. Nulla è più al proprio posto.
Esco con occhio pallato e volto paonazzo:

"Homo! Sono entrati in camera! Ci hanno derubati!"

"Come derubati!?!", entra e prende visione.

Un'infinità di piccoli oggetti catapultati in ogni dove e fuoriusciti decisamente in modo traumatico dalla mia valigia scappottata peggio di una cabriolet.

Il trolley di Homo poi, che furbescamente avevamo chiuso col lucchetto, è stato invano oggetto di tentativo di scasso.

"Strano - dico io - Che ci vuole col coltello ad aprire una valigia!?"

"Forse quei ladri da strapazzo saranno stati sorpresi da qualcuno o da qualche rumore e sono dovuti fuggire via", ribatte Homo.

"Sarà...ma i miei anelli d'argento ci sono tutti....
anche se ....
sono stati spostati e messi in un sacchetto di plastica assieme ad una manciata di cosmetici vari!
Oh io non ci capisco mica niente!"...

Il mistero si infittisce.

La Jessica Fletcher che è in me comincia ad affilare gli artigli e a sbavare per l'eccitazione.

Tempo 3 secondi, io e Homo puntiamo diretti come missili nucleari verso l'ufficio sicurezza del parco nazionale.
Ah no! A noi no la si fa!
Quei manigoldi non la passeranno liscia!

Con l'espressione arcigna, bussiamo alla porta e, dopo un rantolo proveninete dall'altra parte, decidiamo di entrare.

Un omino col pancione che manco Poirot, si solleva dalla scrivania sulla quale era accasciato nel mezzo di una sana pennica equatoriale.
Dandosi un contegno viene verso di noi.

Perplesso, ci pone qualche domanda, e decide di seguirci allo chalet per fare una ricognizione di persona.
Prima però chiama all'appello Chun Li, ovvero la signora responsabile delle pulizie.

Dopo qualche breve istante, sotto un sole cocente e con 50 gradi all'ombra, Eppi, Homo, Poirot e la versione malesiana di Sandra Milo, marciano in pompa magna verso lo chalet come se fossero in procinto di intraprendere una crociata per la salvezza delle anime di tutte le galassie conosciute.

Manco entriamo che Poirot ci indica degli oggetti che giacciono alla rinfusa a terra sull'erba proprio in corrispondenza della nostra finestra.

Si avvicina e indaga.
Osserva silenzioso.
Rimugina.

Poi, improvvisamente, con un sorriso lampante e la sicurezza dell'investigatore infallibile al quale non si può nascondere nulla, ci guarda e fa:

"Monkeys! Monkeys! Did you leave your window open?"


"Beh! Veramente si. La finestra l'ho lasciata aperta.
Ma - preciso prontamente - la zanzariera era ben chiusa".


Insomma per farla breve, prima che la signora delle pulizie venisse a raccattare e imbustare tutto quel casino, quelle disgraziate di scimmie avevano aperto la zanzariera, erano entrate, avevano preso e scappottato ogni singolo oggetto contenuto nella mia valigia lanciandolo poi fuori dalla finestra o in terra.

L'effetto che si doveva essere presentato agli occhi di Sandra Milo doveva essere simile all'esplosione di una bomba nucleare potenziata.

Non paghe, le manigolde avevano poi cercato di aprire, mordendola, la valigia di Homo.
Avevano altresì pensato bene di tracannare tutto ciò che di liquido o vagamente commestibile potessero trovare, e di fare in mille pezzi, sventrandole una ad una, tutte - ma dico tutte - le scatole di medicine, pasticche e creme presenti nel bustone pronto soccorso formato famiglia che ci portavamo dietro.
Robba da far impallidire un ospedale di Emergency.

Morale della strana favola, il menù di quel pomeriggio prevedeva per le nostre arzille scimmiette ospiti:

Piatto principale: una ventina di pastiglie di Imodium
Bevanda: un nuovissimo fondotinta liquido Dior
Dessert: un'intera confezione gigante di Melatonina (ovvero pasticche per dormire).

Sai che sonno si devono esser fatte quella notte...

martedì 18 maggio 2010

HO VISTO COSE CHE VOI UMANI....

Sproloquiato da eppifemili alle 09:37 21 commenti


Pensavate forse di esservi liberati di Eppi.
Ebbene si.
Ci siete andati molto vicini.
Ma molto eh?!

Perchè Eppi nell'ultimo mese è sparita.
Andata.
Svanita nel nulla.
Completamente muta.

Eppure, quello che ancora non sapete è che Eppi, durante la sua prolungata assenza virtuale, ha vissuto.

Eccome se ha vissuto!

Eppi ha visto cose che voi umani non potreste immaginare...

Giornate inseguirsi rincorrendo eventi destabilizzanti.

Lune sorgere e calare nel ripetersi eterno e ovattato del tempo;

Eppi è partita.
Con Homo ovviamente.

Ha lasciato la sua casa.

Ha raggiunto il lontano Sud Est Asiatico.

Si è imbarcata su navi malesiane con destinazioni a voi sconosciute.

Ha ammirato tramonti interminabili dai colori magici.

Ha nuotato con le tartarughe marine e parlato con i pesci (che le hanno pure risposto).

E' stata derubata.

Ha imparato da culture estranee.

Ha assaporato la diversità (e pure una notevole quantità di cibo).

Ha percorso la giungla e si è tuffata (sprezzante del pericolo) in fiumi equatoriali lanciandosi da esili liane.

Eppi è infine tornata a casa.

E' tornata nuova ma sempre la stessa; energica eppure un po' provata; abbronzata ma anche con un sospetto di pallore.

E' di nuovo qui, con un gigantesco punto interrogativo ben piazzato sopra la testa a mo' di cappello modello Queen Elizabeth.

MA SOPRATTUTTO....

Eppi, riarrampicatasi sul suo taccazzo 12 dopo un mese di infradito e cioce di vario tipo, vi assicura che

tutti questi momenti non andranno persi nel tempo come lacrime nella pioggia...

è tempo di scrivere.



A presto gli aggiornamenti di....
Eppi in

"Le avventure di Eppi, la Perla di Labuan".

lunedì 22 febbraio 2010

MISSION WEEK END 2

Sproloquiato da eppifemili alle 12:01 13 commenti



...CONTINUING FROM
"MISSION WEEKEND"

Siamo speranzosi.
In programma c'è, non tanto il carnevale con la sfilata dei carri annessi, quanto l'evento vero per il quale stiamo partendo per cotali lontani lidi:


"Il festival del Burlesque".


Siamo motivatissimi.

Oltre alla curiosità per la novità dell'evento, siamo ospiti dell'organizzazione in tutto e per tutto e questo no può farci che piacere.
Arrivati al casello di uscita autostradale già scalpitiamo come cavalli ubriachi.
Per essere proprio sicuri ed arrivare senza indugio a destinazione, pensiamo bene di posizionare sul satellitare il nome e l'indirizzo dell'albergo che ci ospiterà.

Seguiamo pedissequamente le istruzioni.
A noi non la si fa.
Infatti...
Dopo circa 40 minuti di avvicendamenti stradali, comincia a pungermi vaghezza che forse non siamo esattamente su ciò che potremmo identificare come "la buona strada".
No.

"Homo, tesoro, ma tu sei sicuro?".

"Si. Guarda. Dice proprio che in questo punto dovrebbe esserci il famoso
Hotel Rivamare Paradiso del Cielo al Tramonto in un Giorno d'Estate ****".

"Sarà....ma a me sembra più che altro di stare in Burundi".

Accostiamo l'auto.
Distogliamo per un istante gli occhi dal satellitare.

Ci guardiamo intorno.

Siamo in mezzo ad una campagna sconfinata.
In un raggio di 300 chilometri non si vede anima viva.
Nel verde più totale, immerse nel nulla, si dislocano tre stradine in croce.
Tre.

In una di quelle, davanti al numero civico indicato, siamo noi.
Peccato che al numero civico suddetto, in luogo del notorio
Hotel Rivamare Paradiso del Cielo al Tramonto in un Giorno d'Estate****, ci sia una capannuccia scalcagnata con un giardinetto e tre nani di gesso colorati che fanno un pick nick.
Non assomigliano affatto al comitato di accoglienza della reception.
Indi, furbescamente, deduco che ci siamo persi.

A noi, ovviamont, non sfugge proprio nulla.

Prendiamo in mano la situazione.
"Pronto mi scusi, abbiamo una prenotazione presso il vostro Hotel. Stiamo invano cercando di raggiungervi, ma il satellitare ci ha condotto in piena campagna".

"Signora ci scusi! Purtroppo è un errore ricorrente. Dovete seguire la tal strada, percorrere 10 chilometri e girare a sinistra. Al centro del paese, proprio sul lungomare, siamo noi. Ci scusi ancora. Vi aspettiamo".

Perfetto!
Ed in coro possiamo ora urlare tutti insieme (non siate timidi):
"Ed è sempre e comunque...

Tuttapposto!"

Arriviamo finalmente all'Hotel con un ritardo esilarante.
Ci prepariamo in fretta per la serata e contattiamo gli amici già presenti in loco.

Appuntamento alla sede del festival.
Entriamo.
Sembra di stare nel mezzo di uno spettacolo circense che però ha luogo verso la metà degli anni '50.
Acconciature che sfidano qualsiasi possibile legge di gravità, si stagliano tondeggianti sulle auguste teste delle signore.
Ciuffi rockabilly svettano biondissimi sulle fronti orgogliose dei ragazzi.

E' tutto un turbunio di piume, paillettes, boa di struzzo multicolori, rossetti e soprattutto tacchi, tacchi, tacchi vertiginosi!

IN PRATICA IL PARADISO FATTO A MIA IMMAGINE E SOMIGLIANZA.

A vedermi, ho letteralmente la bava alla bocca.
Sono assatanata come Eppidog di fronte ad un asparago puzzolente.
Ed ipnotizzata come quando le si fa dondolare davanti la sua adorata palletta.

Giocolieri, mangiafuoco e starlettes si avvicendano al nostro cospetto in un turbinio sbrilluccicante che mi abbaglia.
Acquisto immediatamente al mercatino vintage, un simpatico e decisamente "discreto" fermaglio con applicata alla sommità una cascata di piume.
Ora mi sento davvero
al posto giusto e nel modo giusto.

Te credo!
Vado in giro con un pandoro in testa!

Assistiamo allo spettacolo burlesque.
Al suono di una super retrò musica swing, veniamo portati, con leggerezza e manciate di porporina, verso la notte inoltrata.

Alla fine dell'evento, con sommo onore, siamo invitati a cena con le star internazionali dello show.

....

E fu proprio così che quella sera di un week-end invernale,
io e Homo ci ritrovammo scaraventati al tavolo di un ristorante,
con un improbabile gruppo di singolari figuri fra i quali abbiamo l'onore di annoverare:

- 6 spogliarelliste
- 2 drag queen
- un giocoliere
- 2 mangiatrici di fuoco
- ed una folta combriccola di gente appena uscita da un film del 1953.

Eh si! Che ci possiamo fare?!

A noi di Eppifemili piace proprio la banalità!

venerdì 25 settembre 2009

Siamo esattamente sull'orlo di una tragedia

Sproloquiato da eppifemili alle 12:30 38 commenti
Ma se vi dico che dopo tutta la fatica fatta da S. per l'arrivo di A. (clicca su se sei ignaro),
quest'ultimo ci sta elegantemente per dare una buca clamorosa, ci credete!?!?

Becco
il nostro, collegato su gmail, all'ora di pranzo del giorno in cui sarebbe dovuto arrivare (cioè 5 minuti fa).
E già la cosa mi pare alquanto sospetta, considerando che si sarebbe dovuto trovare da tempo alla guida della sua fida quanto moribonda Renault 4.
.

Quindi provvedo ad indagare via chat.
Roba che manco l'Inquisizione.

"Tesoro, ma che fai ancora lì?!! Non dovevi essere in viaggio?!?!" (traduzione: amico caro di vecchia data nonchè compagno di innumervoli avventure giovanili per le quali ti sarò sempre grata, potresti spiegarmi che cazzo ci fai ancora incollato ad internet quando dovresti essere leggiadro e spedito sulla Milano-Roma a 120 km orari minimo?!)

"Ah! Si Eppi, beh! Diciamo che ho avuto un problemino. Sono in una fase di bad mood e ancora non so se riesco a venire oppure no".

"Dai! non ti preoccupare! Ti tiriamo noi su il morale. Sali in macchina! Sbrigati" (traduzione: amico caro di vecchia data, pur essendo a conoscenza della tua atavica indolenza nonché totale e cronica inaffidabilità, alza il tuo regale culo e direzionati nella capitale. Subito!)

"Posso fartelo sapere tra un po'?!"

"Certo. Non c'è problema. al massimo ti metto a dormire in terrazzo nella cuccia di Eppi-dog" (traduzione: si certo amico caro di vecchia data; così poi a Roma ci arrivi col teletrasporto dato che ci vogliono almeno 5 ore per scendere giù e noi abbiamo appuntamento per cena con almeno altre dieci persone. Stai sereno amico caro di vecchia data. Con calma.)

Ora, la mia perforante preoccupazione, in verità, è unica e sola:

SE ALLA FINE NON VIENE, COME LA PRENDERA' MAI S. ?!?!

lunedì 31 agosto 2009

Il ritorno di S.

Sproloquiato da eppifemili alle 16:08 25 commenti
















Vi ricordate per caso di S., l’ amica di cui ho ripetutamente parlato QUI ?

Quella che, essendo single, è una divoratrice assatanata di mondanità ed appuntamenti?

Beh! Magari a voi non interesserà, ma fatto sta che S. è appena tornata dalle vacanze.

S. è andata in Grecia.

Su un’isola fantastica che chiameremo Oskiolampapopulus.

S. si è divertita un sacco a Oskiolampapopulus e, durante la prima telefonata di aggiornamento, mi ha descritto a grandi linee l’andamento delle sue ferie appena concluse.

“Ciao Eppi, tesoro! Come stai?”

“Bene grazie. E tu cara? Quando sei tornata?”

Da un paio di giorni. Sono stata in Gracia, a Oskiolampapopulus. Cioà… non puoi capire. Un posto intergalattico.

Un mare dapaura. Eppoi una vita molto soft.

Cioà, davvero.

Con le mie amiche abbiamo passato fantassici giorni di relax, in una

locasciòn mooooolto cuul.

Questa volta gniante nait cleb. Gniante vita mondana.

Sono stata veramente alla grande”. A quel punto sono tentata di chiederle le prove inconfutabili, perchè mica ci credo tanto.

“Ne sono felice”. Magari per una volta si è redenta.

“Si. Guarda. Ho capito un sacco di cose”. E lì comincio seriamente a tremare.

Abbiamo fatto davvero una vita semplice, lontano da questa società moderna del cavolo. Oddio, che fa?! Me la butta sul sociale?!

“Al giorno d’oggi siamo abbituati a ’sto consumismo, ‘na cifra di condizionamenti. Lì invece gniante: mare, sole, riposo”. Prosegue convinta, manco fosse andata in Papua Nuova Guinea.

E comunque per la cronaca, si. L’ha buttata sul sociale.

“A davvero?”, incalzo io basita.

“Si guarda. Tiggiuro! An certo punto ho detto allamiche mie:

Oh! Lasciatemi qui.

In fondo, i vestiti ce li ho per un anno;

le scarpe pure;

i costumi mi bastano per due anni.

Stoappostocosì. Sto”.

Mi rendo conto che, a quel punto, di fronte al problema del luk, la questione sociale non poteva che andare decisamente a farsi fottere.

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sabato 20 giugno 2009

Ultimi 12 mesi

Sproloquiato da eppifemili alle 15:27 0 commenti











Tanto per fare un riassuntino, mi sono appena resa conto che io e Homo negli ultimi 12 mesi non abbiamo condotto quella che si può definire una vita monotona.

In ordine cronologico, siamo stati infatti protagonisti delle seguenti tragicomiche vicende:

1. Abbiamo preso una nuova casa: botta di culo micidiale, è stata buona la prima.

2. Ci siamo sposati: all’urlo di olavaolaspacca!

3. Homo ha lasciato il lavoro: scelta sofferta e coraggiosa che speriamo rechi frutti copiosi.

4. Ne ha iniziato uno completamente diverso: il genius mi si dedica ora alla fotografia. Leggi: come vivere con un teleobiettivo puntato addosso h.24 alla facciaccia delle occhiaie tipo “sposa cadavere” impietosamente registrate e documentate con frequenaza quotidiana.

5. Abbiamo percorso 10.000 km con la nostra Eppi-car: tra viaggi di lavoro e di piacere – come dice Master – non ci siamo mai fatti mancare niente. E non cominceremo certo ora.

6. abbiamo soccorso due amici in serio squilibrio emotivo. Master di cui sopra + amica del cuore di Homo che hanno incarnato in noi – pensa come stanno messi poveracci ! – il punto di riferimento emotivo in fatto di sfortunate vicende amorose; manco a dirlo abbiamo risolto brillantemente entrambi le questioni con un mix micidiale: vagonate di umorismo ed ettolitri di vino.

7. E per finire, il colpo di scena del nuovo trasloco. I quotidiani titolano: “Non paghi dei cambiamenti che hanno sconvolto le loro vite, le due anime in pena – cioè noi – si accingono a cambiare locasciòn e ad insediarsi in un nuovo quartiere”. Ma questo argomento verrà debitamente approfondito a tempo debito in altra sede.

Beh! Diciamo che se è vero che senza cambiamento non c’è vita, noi siamo decisamente vivissimi.

Pure troppo.


ps: e voi? come state messi?

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