lunedì 30 novembre 2009

IL DECIMO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 08:15
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bravo

Una cosa bella: appena sveglia la mattina, sentire il profumo del caffè che accarezza i sensi ancora un po' assopiti e dolcemente ti aiuta ad aprire le palpebre pesanti.

Una cosa brutta: la signora anziana che per strada chiede soldi ai passanti distratti e seccati, mentre penso che non vorrei mai che mia nonna fosse al posto suo.

Una cosa bella: pranzare in riva al mare durante una limpida giornata invernale, inspirando l'aria tersa e giocando ad inseguire con le narici il profumo degli spaghetti allo scoglio.

Una cosa brutta: sentire un magone salire su per la gola, e piano piano vedere il mondo sfocato, e percepire che gli occhi si stanno inumidendo fino a generare una limpida, perfetta, liberatoria lacrima.

Una cosa bella: L'emozione trepidante che si prova quando, impaziente, porgi a qualcuno che ami un regalo che hai pensato da tempo e che sai che adorerà.

Una cosa brutta: Sentirti impotente davanti ad un cane maltrattato, sapendo che per uno che ne salvi oggi, tanti, troppi stanno ancora soffrendo da soli.

Una cosa bella: Salire su un aereo e volare verso l'ignoto, con la mente curiosa ed avida di nuove facce, nuovi piedi, nuovi odori e nuovi sorrisi.

Con questa introduzione vi auguro una buona lettura di:


Una cosa bella e una brutta
- per leggerlo cliccaci su -

che è il vincitore del TEFPOW (The Eppifemili's Favourite Post Of the Week) di questa settimana.



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

venerdì 27 novembre 2009

Pomeriggio intelligente

Sproloquiato da eppifemili alle 08:30
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E' domenica.
Io e Homo siamo alla rinomatissima mostra sul Surrealismo e Dadaismo che si tiene in pieno centro storico, nella città eterna.
A due passi dal foro romano; anzi, praticamente in mezzo.

Come ogni mese, ci uniamo ad un gruppo di ragazzi che seguono periodicamente un luminare della storia dell'arte il quale, con fare accattivante e spirito critico, ci fa emergere dalla nostra bieca desolazione culturale.

Lui è il Professor Antonio Maria Ulderico de Contis.

La sua voce è profonda, suadente, incantatrice e teatrale.

Il Professor Antonio Maria Ulderico de Contis ha un'inestimabile dono: spiega l'arte con ragionamenti e discorsi ineccepibili che tuttavia non mancano di essere conditi con aneddoti divertenti ed inattesi; la qual cosa rende queste visite non solo interessanti, ma anche divertenti persino per chi ha un elettroencefalogramma totalmente piatto.

Camminiamo lungo le pareti bianche tempestate di opere inestimabili che vanno da Duchamp a De Chirico, a Magritte, a Mirò, fino ad arrivare infine a Dalì.

Ed è proprio qui che casca l'asino.

Premetto che del gruppo di giovani assetati di conoscenza (nonchè già satolli di carbonara, dato che le visite si svolgono sempre dopo un ricco pranzo domenicale), fa parte anche amica S.
Ve la ricordate?
(Chiunque volesse per caso fare un ripassino è pregato di leggere QUI e anche QUI).

Ma torniamo sui nostri passi.

Il Professor Antonio Maria Ulderico de Contis è intento a pontificare, altisonante e leggiadro, ammaliandoci ed ipnotizzandoci tutti con le sue frasi ritmate e pregne di sapienza.

E' il protagonista assoluto, il deus ex machina che si cala dal soffitto centenario e che, ponendosi di fronte a ciascun quadro, ce ne svela i segreti, i travagli, le sfide.

Siamo di fronte al quadro di Dalì (quello dove appunto cascava l'asino).

"Ragazzi, potete ora ammirare questo splendido dipinto di Salvator Dalì.
Qui il nostro ha voluto esprimere l'incombenza del tempo che trascorre inesorabile sulle nostre teste e sulle nostre coscienze.

Sullo sfondo, un paesaggio deserto, lunare, che suscita i sentimenti più disparati.
In primo piano potete notare la presenza di un libro.
Un libro che si trasforma, si evolve, e si deforma creando una protuberanza del tutto simile ad una spada".


Sono rapita, seguo la sua voce volteggiare nell'aria e poi disperdersi nei corridoi fino a svanire, risucchiata dalle tele policrome.
Tutte le menti
dei giovani seguaci che lo accerchiano, osservano il quadro assorte e silenziose, riflettendo sulle colte parole appena pronunciate (tuttavia ho il sospetto che l'occhio pallato e l'espressione corrucciata siano dovuti più che altro alla inoltrata fase digestiva della sopra citata carbonara).

Tutte le menti, ho detto.

Tranne una.

"Il libro, ragazzi - continua il professore - è semi aperto;
da esso vedete emergere un drappo sapientemente e realisticamente dipinto.
Questo drappo, è mosso da un vento leggero e, come certamente tutti voi avrete notato, al di sotto di esso si percepisce la forma ben delineata di un fallo".


A questo punto, prima che il professore riesca a proseguire nel ragionamento, mentre attorno al gruppo c'è un silenzio basito, dalla folla emerge una voce strombettante,
che rimbomba nel silenzio del museo come un tuono in un campo di grano.

"Io lì il fallo che emerge non ce lo vedo mica!", interviene S. dando voce al primo pensiero che in quel momento deve esserle passato nella mente.

"Beh! Cara, se non riesce a vederlo, mi spiace tanto per lei ma il problema è suo", risponde ironico e malizioso il Professor
Antonio Maria Ulderico de Contis.

E così, con questa botta di inarrivabile spessore culturale, si è conclusa la nostra gita al museo.

Devo dire che il cammino verso la conoscenza a volte è costellato di ostacoli insormontabili.

mercoledì 25 novembre 2009

Il business.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:14
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Alcuni giorni orsono mi arriva una simpatica email dal signor Manager Creative Market Director Associate Furbetten di una compagnia che gestisce un network pubblicitario.
Questo mi chiede se sono interessata a promuovere sul mio sito alcune loro campagne pubblicitarie in cambio di una retribuzione economica.

Ora, partiamo dal fatto che su 200 parole della suddetta mail (robbbba come piattaforma d'affiliazione, cpl, output, crascott, uscrott, arcratavitot - che manco i nomi dell'IKEA) ne avrò capite si e no 2.

Continuiamo con il fatto che non comprendo quale interesse economico o di investimento finanziario possa destare il mio sandaletto rosa glitterato, che - percarità! - fa tanto chic; ma oddio! Nel dargli un valore quantificato in moneta (soprattutto dopo questo), ci intravedo un'ombra di esagerazione.

Consideriamo anche il fatto che io non sono una purista del blog "essenziale" (ma questo forse si era capito) e, onestamente, non ci vedrei niente di male ad inserire un bannerino qua e là se la cosa mi aiutasse a finanziare quelle tre/quattro crocchette che ingerisce Eppidog quotidianamente (ovviamont di qualità sceltissima e rigorosamente al caviale oppure alla soja biologica sennò la signorina manco le annusa).

Tuttavia, signori Pubblicitari Manager Creative Market Directors Associates Furbetten , una cosa è certa.

Non vi aspettate che io mi sogni minimamente di inserire nel mio ultra chic e rosissimo blog, immagini di assorbenti, dentiere, detersivi o creme per i brufoli.
Eh no!
Non offenderò in questo modo brutale il mio notorio senso estetico.

Quindi, cari i miei signori Manager Creative Market Directors Associates Furbetten, spremetevi le meningi e a questa porta bussate solo per campagne di scarpe dal tacco 10 in su, cappottini leopardati, tutine da ginnastica con inserti in piume di struzzo o fermagli glitterati
per cani.
Mancoadillo, tutto RIGOROSAMENTE ROSA.

Solo allora vi sarà aperto.


Ps: guardate voi se la prossima volta il taccazzo 12 non ve lo ritrovate quotato a Wall Street...

lunedì 23 novembre 2009

10.000 grazie.

Sproloquiato da eppifemili alle 08:20
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Ho da alcuni giorni notato con gaudio e tripudio che Eppifemili ha superato le 10.000 visite.
Si, si.

Capito e visto bene.
10.000 !

A parte il fatto che non comprendo proprio cosa ci troviate di interessante in questi miei deliri indecisi, elucubrazioni malsane e titubanze egocentriche.

A parte il fatto che continuamente mi sorge l'atavico dubbio: "E' il caso di continuare a sproloquiare o è più saggio e certamente più dignitoso chiudere battente (direi anzi, chiudere link)?"

A parte il fatto che qualsiasi attività (ludica o meno), appare ai miei occhi un'alternativa validissima alla lettura di una tizia che si dipinge la casa di rosa, verde e oro.

E sempre a parte il fatto che la vita di una famiglia come tante altre, fra mille difficoltà e altrettante lampanti banalità quotidiane, non mi sembra poi proprio così "letterariamente" appetibile né sociologicamente pregevole.

VI RINGRAZIO DI CUORE PER LA VOSTRA ASSIDUITA' E MI SI RIEMPIONO GLI OCCHI DI LACRIMUCCE A PENSARE CHE PER BEN 1O.000 VOLTE AVETE AVUTO IL CORAGGIO (o la disperazione) DI CLICCARE SU
EPPIFEMILIPUNTOBLOGSPOTPUNTOCOM.

E NON VI HO MANCO PAGATI.
Robbadanoncredere.

domenica 22 novembre 2009

IL NONO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 09:02
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bravo

Il TEFPOW (The Eppifemili's favourite Post Of the Week) non poteva non premiare prima o poi la mia sorellina virtuale Tendallegra.

E non tanto per le sue vicissitudini canterecce (i cantatoni della settimana puntuali come orologi svizzeri) o personali (una ristrutturazione di casa che dura da tempo immemore e che viene puntualmente dettagliata sul blog).

Bensì la premio per un evento.
Si.
Un evento che si svolge ogni settimana, sicuro come una bolletta della Fastweb, impavido come un'aquila nei cieli desertici, acuto come ....beh! Come lei, Tendallegra.

Ogni mercoledì sera, a partire dalle ore 21 (minuto più minuto meno), sul blog di Tendallegra si accende nientepopodimenoche il DID (Delirio In Diretta).
Ovvero, la malsana e schizofrenica telecronaca delle puntate di X Factor condotta dalla nostra e foraggiata da un gruppetto di malefici aficionados (compresa la sottoscritta) .

Siete dei fan della trasmissione?
Allora, cari miei, non potete perdervi un' esilarante sequenza di centinaia e centinaia di commenti deliranti, nonchè l'esperta e professionalissima tendacronaca commentata
in diretta con infallibile acume.

Siete di quelli che snobbano la tv, della serie "io non guardo quella roba"?
Beh! Allora vi compatisco.
Perchè non saprete mai chi è Richard Ginori (soprannome di derivazione logico/consequenziale dal precedente nomignolo affibbiatole ovvero "Cesso Atomico" - si lo so, Tendina è creativa assai).
Non saprete mai il motivo per il quale la suddetta
Richard Ginori viene anche chiamata alternativamente "Scassamicroonde".
A voi, snobbettari della tv, nessuno spiegherà mai chi è la Signorina Trinciapalle, o chi sono i Bimbominkia.
Nessuno vi raccoterà mai per quale motivo almeno una volta per puntata, alla cara Tendina, bisogna porgere una boccetta bella piena di sali per evitare che l'ormone sollecitato impazzisca.
Che pena mi fate!
Rimarrete all'oscuro, privati di cotali fondamentali informazioni.

In ogni caso, se tante volte un mercoledì sera vi capita di non saper cosa fare, fuori fa freddo e piove, e magari siete un po' giù per cavoli vostri, non dovete far altro che buttarvi sul blog di Tendina per farvi due chiacchiere e quattro risate con amici viruali mai visti.
State pur certi che li ritrovate tutti li, fedeli, assidui, ironici e meravigliosi.

So' certezze.
E con i tempi che corrono...

SCUSATESEE'PPOCO !

Rinnovandovi quindi l'appuntamento per mercoledì prossimo, eccovi:


Tendacronaca Live

- per leggerlo cliccaci su -



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

venerdì 20 novembre 2009

Eppi-sport

Sproloquiato da eppifemili alle 08:44
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E raccattare le energie la mattina presto per decidere di fare venti minuti di corsa.

E prepararsi indossando una fantastica tutina viola.

E cercare l'IPod per immaginare (mentre corri) di essere la protagonista di un film eroico, sensazionale, adorato dal pubblico e pure dalla critica.

E notare con gaudio che l'Ipod è completamente scarico.

E, in quest'era tecnologica (non essendo mio il suddetto IPod) non sapere come cazzo fare a ricaricarlo almeno per il tempo sufficiente ad espellere quei due/tre ettolitri di tossine dal mio corpo.

E incazzarsi con il famigerato IPod, con Homo che non si sa mai dove infila le cose, con tutto il resto del mondo, ma soprattutto con sé stessa per non averci pensato prima.

E uscire di casa comunque (di cattivo umore però) col grugnone che arriva fino a terra.

E dirigersi sotto gli argini del fiume, dove sembra esserci un paradiso isolato dal mondo terreno, senza dimensione e senza tempo, dove il massimo che puoi fare è incontrare un altro insonne come te con la sua tutina e il suo (beato lui) IPod.

E pensare che davvero beatoluiconilsuoIPod, perchè senza musica è tutto molto più moscio e faticoso.

E sentire, dopo il curvone, proprio di fronte alla Cloaca Massima, appena superato il Ponte Rotto, un unico suono inaspettato provenire da molto lontano: è musica.

E avvicinarsi.

E sentire quella insolita melodia sempre più forte, trasformarsi in un grido, un richiamo, un invito sussurrato.

E veder comparire in lontananza un puntino; è un ragazzo, con accanto un valigione di cuoio marrone ed in bocca una scintillante tromba; è solo; suona concentrato a occhi chiusi rivolgendosi all'acqua che scorre da secoli infiniti a meno di un metro da lui.
Parla con lei. Ed i suoi gesti lenti sembrano accompagnarla nel suo placido fluire.

E ascoltare la sua musica lenta e rimbombante che si propaga nell'aria mattutina, che incita i gabbiani a volare più in alto e le papere a giocare fra loro.

E correre allora. Più forte, nel tepore del primo raggio di sole, al ritmo senza tempo di quel fotogramma magico ed inatteso.

E pensare che la vita è bella.

ps: ragazzi lo so che questi post non sono propriamente ciò che vi aspettate da questo blog. Ma è così. 'Sto periodo mi escono riflessivi. Abbiate pazienza.

mercoledì 18 novembre 2009

La due giorni.

Sproloquiato da eppifemili alle 20:51
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Ho da poco accompagnato Homo alla stazione.

Va fuori città due giorni per lavoro.
Lo saluto e lo vedo scomparire nella folla dell'ora di punta.

Accendo la macchina e la infilo nel traffico per rientrare a casa.

Seduta accanto a me, Eppidog che mi guarda fiduciosa e sicura del fatto che mai niente nella vita le capiterà di male.
Questo a patto che lei capisca cosa sia "male", dato che in vita sua i maggiori problemi sono sorti nel momento in cui ha dovuto scegliere fra palletta rosa e palletta blu, oppure fra carotine e carne o zucchine e pesce.

Le macchine mi scorrono davanti, accanto; svaniscono ingurgitate dai semafori, dalle strisce pedonali, dai cartelloni pubblicitari coloratissimi.

Mi sento dentro ad un vuoto pneumatico.
In silenzio assoluto.
I miei gesti non producono rumore.
Come se fossi imbottigliata, nessun suono filtra attraverso i finestrini.

Arrivo a casa.
Chiudo la porta.
Ho due giorni.
Due giorni di pausa.
Questa sera me la dedico.
Nel tepore delle mie pareti colorate e coccolata dal mio tavolo dorato.

Stasera spengo tutto e, se mi scappa, penso un po'.
A me.

Mi preparo una cena che mi piace.
E alla fine mi mangio pure un cioccolatino.

Rispondo al messaggio di Homo che fa:
"Ailoviù".

Sorrido.
E penso che sarà bello godersi attimi di stasi prima di realizzare che ti manca qualcuno.

lunedì 16 novembre 2009

absolute tanguera - il ritorno

Sproloquiato da eppifemili alle 08:28
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Forse alcuni di voi si saranno domandati del perchè non ho più avuto il piacere di menzionare le vicissitudini tanghere mie e di Uby (amico gay, ex drag queen ed ora di nuovo drag queen che l'altra sera ha pensato bene di andare in un locale del centro tutto bardato con un'impalcatura in testa che pareva la sorella di Madame de Pompadour).

Ebbene, il motivo è semplice.
Le vicissitudini non ci sono mai state (fino a ieri sera).

Perchè?
Elementare.
Perchè siamo due catorci umani (che se ci sparassimo un weekendino a Lourdes invece di andare a fare i pirla in giro per Roma
nonfaremmounsoldodidanno).

Io che, per colpa dell'infortunio al ginocchio
(triste evento) causato dal mio atletico spirito di iniziativa, sono rimasta bloccata per un mese nell'impossibilità (tragedia cosmica) di poter indossare un qualsivoglia tipo di scarpe con i tacchi.

Lui, che subito dopo il mio recupero, si è beccato un'influenza fortissima da lui testualmente ribattezzata "
la scrofa (altro che suina)".

Tutto ciò ci ha tenuti lontani dal parquet scricchiolante che dialoga con i passi di danza, dalla musica ondeggiante che si diffonde nelle stradine del centro, dallo sfarfalleggiare leggiadri nella grande sala a specchi.

Ma ieri no.
Ieri, determinati come ornitorinchi equatoriali, abbiamo ricominciato.

Io armata di tacco 12 e Uby con tanto di fondotinta maxfactor che fa tanto
tuttunoconlincarnato, abbiamo fatto il nostro nuovo ingresso nella sala dove Estefan (el insegnante de tango arhentino che te enfila due dita enel naso e te porta en jiro ecome una jacchetta) tiene il corso.

E quest'anno, signori miei è tutta un'altra storia!
Si respira aria nuova quest'anno.
Mica pizza e fichi!
Eh si!
Robbaseria!

Nonostante la nostra tendenza ad invertire i ruoli (io/uomo, lui/donna) tanto che spesso mi trovo a guidare la danza trascinandomi Uby sculettante per tutta la sala;

nonostante siamo certamente i più indisciplinati del corso, perchè io esplodo spesso in sonore risate che rimbombano molto più in alto del suono della musica;

nonostante quando el sempattico estruttore de eltango ce consiglia de cambiar el partner para provar un dansatore differente, facciamo gli gnorri al fine di evitare il RMS (Rammollito con Mano Sudaticcia) di turno, oppure quello che si conta i passi nella testa e lo vedi che ti guarda concentratissimo (tipo momento topico tazza del cesso) mentre si ripete nel cervello un, du, ttrè, un du’ ttre;

nonostante Uby sia tuttora segretamente e senza alcuna remota speranza di successo, innamorato de el sempattico estruttore de eltango Estefan (indubbiamente etero e, aggiungerei, pure convinto);

Ragazzi!
Nonostante tutto ciò, non siamo più catalogati come dei principianti assoluti (ovvero catafalchi leggiadri come otarie davanti ad una trasmissione condotta da Pippo Baudo).

Nossignori!

Quest'anno io e Uby siamo stati promossi.

Siamo stati inseriti nientepopodimenochè (rullo di tamburi),

con tanto di certificato (fiato alle trombe),

nell'agognato


Livello Intermedio
.

So' soddisfazioni.

giovedì 12 novembre 2009

Breve e concisa.

Sproloquiato da eppifemili alle 18:00
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Dato che non ci siamo mai fatti mancare niente, sappiate che
non cominceremo certo ora !

E quindi...
è sempre e comunque


TUTTAPPOSTO !


ps: sottotitolo del post: "Giornate di merda a raffica: come uscirne; ma soprattutto, come ci si è entrati.
... Assapello"
.

martedì 10 novembre 2009

Tecniche.

Sproloquiato da eppifemili alle 08:37
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Tempo fa avevo accennato alla difficoltà che il mio gentil consorte ha nel risvegliarsi la mattina.
Ecco.
Appunto.

Riflettevo su questa condanna che anche io, prendendolo in sposo e facendo di lui un uomo onesto, ho deciso di accollarmi.
Spesso Homo, quando ha un impegno importante o un appuntamento ad orari normali per il resto del mondo (ma improponibili per il suo cervello che inizia ad avere cognizione della propria esistenza non prima di mezzogiorno), proferisce con voce angelica (e talmente dolce da cariare un molare in 3 secondi netti)


la fatidica frase:

"Eppi, amore, domani mattina mi aiuti a svegliarmi?"

DEEEENGH!

Per me inizia l'incubo.
So cosa mi aspetta.
E so che non sarà facile.

Per essere sufficientemente chiara e farvi capire la gravità della situazione, potrei catalogare le tecniche di risveglio (peraltro tutte fallimentari) che negli anni si sono succedute nella condivisione delle nostre vite.

Metodo fallimentare n.1:
Le frasi gentili e delicate.
Del tipo:
"Homo, tesoro! E' ora. Devi svegliarti. Dobbiamo andare".
Dieci minuti dopo:
"Homo, caro. E' ora. Siamo in ritardo. E' ora di svegliarti".
Trenta minuti dopo:
"Homo caro, Dai! Svegliati! Su! Su!", a questo punto mi sto aiutando con gesti e spintarelle.
Niente.
Un'ora dopo, frustrata ed avvilita, la sottoscritta alza il timbro di voce rasentando l'urlo isterico, e provocando nel consorte uno stato di trauma psico-fisico che sicuramente ha da tempo bruciato in modo irreversibile un buon 70% dei suoi neuroni attivi.
Metodo chiaramente fallimentare.
Archiviato.

Metodo fallimentare n.2:
Il succo di frutta a letto.
Tale metodologia ha sembrato dare accenni di riuscita.
All'inizio.
Poi gradualmente, come un vaccino,
il nostro, si è autoimmunizzato, arrivando praticamente a bere direttamente nel sonno il bibitone (sempre più grande) di succo fresco; e ricadendo in letargo poi come se niente fosse.
Tale metodologia si è declinata nel tempo in una serie infinita di varianti, che vanno dal caffè, al bicchiere di acqua ghiacciata o addirittura all'intera colazione a letto.
Niente.
Tutte le volte si riaddormenta.
Dopo timidi accenni di riuscita, anche questo metodo è stato impietosamente archiviato.

Metodo fallimentare n.3:
Il martello pneumatico.
Questa metodologia è stata gentilmente offerta in beneficenza per "il caso umano" da un gruppo di operai i quali, avendo evidentemente avuto pietà di me, per un breve periodo, hanno deciso di posizionare un cantiere di lavori stradali proprio sotto la finestra della nostra camera da letto.
La prima mattina il nostro eroe infatti ha reagito dando cenni di vita.
Si è svegliato dopo i primi 15 minuti di tremore del palazzo, scosso praticamente da una sorta di terremoto al decimo grado della scala Mercalli.
La seconda mattina i minuti sono diventati 25.
Alla terza mattina, dopo ben due ore di martellamento pneumatico, gli operai vanno in pausa caffè.
A quel punto, il nostro si alza dal letto proferendo la seguente frase:
"Che bello Eppi! Gli operai hanno finito i lavori! Questa mattina non si sono sentiti!".
Metodo ovviamente archiviato e bollato.

Metodo fallimentare n.4:
i giochini per bambini lenti.
"Homo, ora muovi un ditino", e lui muove un ditino.
"Homo dai! Alza una manina", e lui alza una manina.
"Ora Homo, solleva un braccetto", e lui solleva il braccetto.
"Adesso, muovi una gambina", esegue.
Si procede insistentemente riattivando la circolazione nel corpo esanime e letargico del nostro, fino a completo (si fa per dire) risveglio.
Metodo troppo lungo e impegnativo.
Archiviato.

Metodo fallimentare n.5:
il ricatto psicologico.
Dovete sapere che il nostro,
la mattina ha piacere di non svegliarsi in solitudine (pure!).
O meglio, quando ciò avviene (nel caso in cui io debba uscire di casa ad orari decenti), qualora non avessi avuto il tempo di resuscitarlo, Homo mi cade in depressione.
Si avvilisce e dà inizio ad una di quelle che possiamo archiviare sotto la dicitura "giornate tristi e senza prospettive di recupero".
Ovviamente, spinta da infinito amore ed interminabile pazienza, al fine di evitare questo temibile stato d'animo, quando ho un appuntamento, comincio da un'ora prima di uscire, a ripetere il mantra:
"Homo, caro, sto per uscire".
Dopo 10 minuti:
"Homo, caro, sto per uscire".
Dopo 20 minuti:
"Homo, caro, sto per uscire".
Dopo 30 minuti:
"Homo, caro, sto per uscire".
Dopo 45 minuti:
"Homo, caro, sto per uscire".
E così' via, fino allo sconquassamento di timpani (del nostro) e alla crisi di nervi/epilettica (mia).

Ma voi che dite, la prossima volta,
LO LASCIO DORMIRE?!?

ps: si accettano suggerimenti per eventuali nuove tecniche di risveglio.
OH! A CHI MI TROVA LA SOLUZIONE ASSEGNO IL PROSSIMO TEFPOW.

lunedì 9 novembre 2009

OTTAVO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 08:26
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bravo

Per il post vincitore del TEFPOW (The Eppifemili's favourite Post Of the Week) di questa settimana non ho davvero parole da aggiungere.

Anzi, a dire il vero non le voglio proprio aggiungere per non sciupare la densità della lettura.

Vi dedico dunque questa scelta che non può che aprire una porta fresca verso il nuovo inizio di settimana.

Eccovi quindi:


V, 11 luglio 2009.

- per leggerlo cliccaci su -



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

venerdì 6 novembre 2009

La sorpresa

Sproloquiato da eppifemili alle 08:19
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L'altro giorno becco Homo davanti al computer che, quando passo io, chiude di corsa una schermata e comincia pateticamente a fare lo gnorri (dicesi "gnorri" colui il quale cerca in modo fin troppo evidente di condurre l'altrui attenzione verso lidi più sicuri e confortevoli con l'unico scopo di uscire dall'imbarazzo di una situazione oltremodo scomoda).

Mhmhm....

"Che facevi?", io vaga (molto) + curiosa (da attacco sincopato) + sospettosa (al limite del sopportabile).

Lui, rosso sulle gote, occhio pallato e roteante
a cazzo, con aria di chi nasconde ma non sa assolutamente mentire.

"
Niente. Una cosa. Che vuoi?!", che fa?! Ribatte?!

E' palese come il sole di ferragosto a mezzogiorno che sta nascondendo qualcosa.
Sento che si sta per scatenare l'investigatrice che è nascosta in me.
Manco tanto nascosta, a dire il vero.
Lui, è convinto di avermi fregato, imbastendo la strada del "Ora cambio discorso così si dimentica".
Illuso...
Tzè.

Io sono la versione giovane di Jessica Fletcher, PIU' la versione femminile del Tenente Colombo, PIU' la versione impicciona di Dexter...

e secondo voi, me la potevo bere?!?

Sono lì, lì che sto per armarmi di lente di ingrandimento fotonica, macchina della verità con elettrodi al cianuro e binocolo ai raggi X.

Ho praticamente già indossato il camice bianco di Dexter.

Sono tentata....

MA NO.

Resisto.

Io sono una che, nonostante la sua cronica curiosità per
n'emporte quoi, si fida e lascia correre.
Io!
Un'incurabile illusa forse, ma sono fatta così.

Troppa fatica preoccuparsi prima e dopo.
Tanto vale preoccuparsi solo dopo.

Quindi vado in cucina e lascio Homo alle sue
oscure ed ignote trame.

OGGI
.

Il nostro arriva tutto tronfio e soddisfatto e fa:
"Ti ricordi l'altro giorno quando trafficavo davanti al computer!?!? Beh! Ero lì che facevo questo".

E tira fuori due fantastici biglietti per un concerto al quale volevamo andare.

Io, felice e compiaciuta della scelta non indagatoria di qualche giorno fa, gli salto al collo.

"E poi, soprattutto, anche questo", ride.

E tira fuori altri due biglietti per
"IL CONCERTO".

Quello che ho mancato innumerevoli volte nel corso della mia vita per i motivi più bizzarri.
Quello che ho rimpianto per mesi.
Di cui parlo da una vita.
Quello che è rimasto in me come un sogno nel cassetto non realizzato.
Quello che non sapevo ci sarebbe stato in un freddo giorno del prossimo febbraio.
Proprio quello.
E lui ha in mano due fantastici ingressi per NOI.

Lo dicevo io che non fidarsi è bene.

Ma fidarsi è meglio.

mercoledì 4 novembre 2009

Mondi paralleli

Sproloquiato da eppifemili alle 08:30
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Eppi:
"Allora che si fa?Andiamo a cena al giapponese?"

Amico di Homo Pesce L.:
"Si dai! Prima però passo a prendere Stefanie e poi arrivo".

Eppi: "
Stefanie?!?! Ahaa-ah! Di nuovo lei! Non mi hai raccontato niente!"

Amico di Homo Pesce L.:
"Beh! Non ho raccontato niente perchè non c' è niente da raccontare. E' una ragazza che ho incontrato".

Punto.
Chiaro no?

Conciso.
Preciso.
Esaustivo.
Chiusa conversazione.

Del resto, cosa chiedere di più?

Amico di Homo Pesce L., l'uomo più taciturno della galassia, quello che al posto delle parole proferisce bolle (come un pesce appunto), ha infilato più sillabe di seguito di quante non ne abbia espresse negli ultimi dieci mesi.

La sua frase equivale praticamente ad una dettagliata confessione, corredata da particolari meticolosi, succulenti e piccanti.
Nel frattempo Homo, imbarazzatissimo, fa il vago fingendo di non conoscermi, facendo gestacci per farmi tacere, e rimpiangendo il giorno in cui mi ha chiesta in sposa.
Figuriamoci.
Io trivello e mi avvinghio alla questione come una cozza allo scoglio.
Ma niente.
Nessuna ulteriore informazione viene snocciolata, e rimango lì, in attesa dell'oracolo che non ha nessuna intenzione di palesarsi.

...Esattamente la stessa cosa che è successa pochi giorni prima, durante un
anonimo e non programmato caffè di mezza mattina.

Amica di Eppi R.:
"Tesooorooo! Non sai cosa mi è successo!"

Eppi:
"Cosa cara?! Dimmi tutto! Voglio i particolari. Non tralasciare nulla.
Non essere avara"
.

Amica di Eppi R: "Allora. Erano giorni che non mi chiamava.
Poi, ad un certo punto ha cominciato ad inviare una serie di messaggi.
Aspetta, te li leggo", li passiamo chirurgicamente al vaglio tutti; non ne tralasciamo neanche uno.

Valutiamo i pro.
I contro.
I come.
I perchè.
I quando.
E pure i qualora.
(Perche non si sa mai).

Procediamo con la conversazione.

Amica di Eppi R: "Vedi questa parola?!
La vedi?!

Non ci posso credere.
Ma secondo te, che senso ha realmente?"


La successiva ora e 20 minuti ci vede impegnate in una dettagliata frantumazione dell'io recondito del malcapitato messaggiatore, con conseguente analisi psico-socio-emotiva del suo subconscio (più sub che conscio a dire il vero).

Tre caffè, due fiumi in piena di parole, e circa 7 telefonate dopo, non paghe, decidiamo di darci appuntamento per l'aperitivo serale, per sviscerare la degna questione come merita.

Ma ora mi domando e dico: uomini e donne vivono davvero sullo stesso pianeta?

domenica 1 novembre 2009

IL SETTIMO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 17:40
Che ne pensi? 
9 commenti
bravo

Il post vincitore del TEFPOW (The Eppifemili's favourite Post Of the Week) di questa settimana, riflette con chirurgica precisione alcune situazioni che si verificano puntualmente nella nostra Eppifemili.

Ogni giorno come Dio lo manda, con puntualità svizzera ed insistenza tedesca, vagonate su vagonate di cibo imboccano la strada di casa nostra;
citofonano;
salgono le scale;
per poi stiparsi strettissime nel nostro frigorifero e, conseguantemente, sul nostro giro vita.

Cotali indeterminate quantità di manicaretti (dietetici e non), provengono dalle laboriosissime ed infaticabili cucine delle nostre rispettive
MDG (Macchine Da Guerra), altrimenti note come nostre madri generatrici, le quali, non avendo ancora la possibilità di sfogarsi con un nipotino ed avendo purtuttavia una grande e pneumaticamente vuota quantità di tempo libero, non fanno altro che cucinare dalla mattina alla sera, recapitandoci per direttissima la versione casalinga dei Mercati Generali di Roma.

Il risultato è che l'ultima volta che io e Homo (
"poveri figlioli così magri ed impegnati") abbiamo fatto personalmente la spesa, risale più o meno al lontano 2005.

Ragazzi, se aprite il nostro frigorifero in una qualsiasi ora di un giorno qualsiasi, non ci troverete neanche un misero centimetro quadrato libero.
Tuttavia avrete modo di ammirare ripiani stracolmi di verdurine, scatolette riempite di affettati, polpettine accatastate con precisione giapponese, ettolitri di minestrone e, per finire, tonnellate di frutta di stagione.

Tutto è stipato, costipato e pressato.

Quando poi capita che per alcuni giorni a settimana non consumiamo i nostri pasti in casa, succede l'apocalisse.
Il cibo in eccesso, non solo non viene smaltito in tempo, ma si accumula drasticamente costringendoci a sedute bulimiche forsennate o ad improvvisi inviti a cena di amici famelici.

Beh! Come dice il caro Presidente di Banana Republik, la mamma italiana queste cose ce l'ha nel DNA.
E non c'è altro da dire.

Anche perchè c'è poco da dire se uno è costantemente impegnato a masticare...

Vi auguro dunque una buona lettura di:


RESPECT


- per leggerlo cliccaci su -



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

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