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martedì 19 ottobre 2010

L'IMPORTANTE E' AVERE LE IDEE CHIARE.

Sproloquiato da eppifemili alle 17:30 7 commenti



Vi è mai capitato cari lettori, di voler cambiare vita,
cambiare lavoro,
cambiare ritmi,
cambiare tutto insomma?

Quando il tuo lavoro, ovvero il mio lavoro, bello si percarità, ma davvero ti ha stufato?
E' diventato ripetitivo.
Senza più brividi né stimoli?

Beh!
A me si.
E' capitato.
Adesso.

Eppi è entrata nel tunnel del "e se volessi fare qualcosa di diverso nella mia vita cosa potrei fare?"
La risposta che prontamente si è data è....
...è...
è....

BUCO NERO.
VUOTO ASSOLUTO.
VORAGINE PNEUMATICA.

Una microparticella cosmica persa nell'iperspazio, avrebbe decisamente un migliore senso dell'orientamento.
Eppi si sente un po' come Eppidog quando pare concentratissima nell'elaborazione dei massimi sistemi, ma in realtà sta solo inseguendo il suo unico neurone impazzito che le ballonzola nel minuscolo cervelletto.

Eppure si legge continuamente di gente che inventa nuove professioni,
si fa venire idee favolose,
svolta la propria vita con iniziative banali che la rendono ultra miliardaria.

E Eppi?
Come si pone in tutto ciò?

Ci vorrebbe
il colpo di genio.
Lo spunto illuminato.
L'idea geniale.
Ecco cosa ci vorrebbe.

Dopo attenta, meditata e lucida riflessione;

dopo lunghe ricerche nella rete (durante le quali per la gran parte in realtà non ha fatto che sbirciare i blog dei vetusti amici di penna);

dopo tre caffè e due fette di dolce;

dopo una mezz'ora di occhio pallato davani alla home page di google,

Eppi ha finalmente deciso:

Stasera guarderà X Factor.

Che tanto, come dice Amica S. citando (secondo lei) il film Vento di Passioni,
...DOMANI E' UN ALTRO GIORNO.

venerdì 2 ottobre 2009

Una giornata particolare

Sproloquiato da eppifemili alle 09:19 38 commenti
















Homo, come alcuni di voi sapranno, fa il fotografo di professione.

Per lavoro immortala strani layout provenienti da disparati mondi di agenzie pubblicitarie.

Per passione fotografa qualunque altra cosa.
All'occorrenza anche le caccole di Eppi-dog.

Spesso dunque si lancia in bizzarri progetti personali che, ad essere sincera, sembrano frutto di una mente decisamente ed irrimediabilmente malata.

In tale delirio creativo, la sottoscritta viene spesso e volentieri reclutata come
APM (Assistente Personale del Maestro).
Zittaemosca!

Questo si traduce in:

"Le avventure di Schiava Isaura
alla corte del Reame Nikon".

In cotali avventure Schiava Isaura (cioè io) si prodiga eroica nell'adempimento di svariate mansioni che annoverano:

- lo spostamento di borsoni pesantissimi;
- il posizionamento di pannelli argentati o dorati (che non solo la accecano ad ogni scatto del flash, ma le sbattono orribilmente sull'incarnato);
- l'allestimento di simpatiche composizioni scenografiche che manco per l'Aida di Zeffirelli;
- e per concludere, ovviamont, il montaggio e lo smontaggio delle attrezzature fotografiche.

Eccheccevò?!

Oltre a ciò, i modesti servigi di Schiava Isaura (sempre io! Presente!), prevedono l'intrattenimento dei modelli di turno con battute sarcastiche e scenette da teatrante di strada, con il fine di metterli a proprio agio durante i servizi fotografici (e qui siamo alla puntata n.7 intitolata: "
Chejetoccafa' a Schiava Isaura pe' tenesse uno straccio di marito").

Fin qui non ci sarebbe nulla di troppo strano.
Tuttavia questa simpatica attività parallela, che si declina in una serie infinita di varianti situazionali, alle volte rasenta la follia pura.

Prendete l'altra settimana per esempio.

Soggetto da fotografare: il cane Walter (per gli amici Uolter), uno dei cani del rifugio dove Schiava Isaura e Maestro Homo fanno volontariato (per la cronaca infatti, le foto saranno utilizzate per una raccolta fondi - e non si dica che nel Reame Nikon noi non si è generosi!).
Locasciòn (come direbbe S.): la nostra modesta magione.
Ambientazione: Lui, Walter (per gli amici Uolter), 25 chili di setter purissimo, che per l'occasione deve trasformarsi nella versione canina del Drugo de Il grande Lebowsky.

Arriva G. l' amica volontaria, che reca con sé la star.
Manco entra in casa che già cominciano i guai.
Walter (per gli amici Uolter) non ha la benchè minima idea di come salire quelle stranissime cose gli si parano davanti e che si mormora siano chiamate
scale.
Lui, che è sempre vissuto in canile, non le ha mai viste!

Tuttapposto.

Proviamo a spiegare, a sollecitare.
Gli buttiamo il croccantino traditore sul primo gradino.
Ma lui niente.
Ci guarda attonito con un gigantesco punto interrogativo ben piazzato sopra il capoccione peloso.
Fidata Assistente G. e Schiava Isaura - che sarei sempre io - decidono di prendere in mano la situazione in modo energico.
La qual cosa si traduce nella puntata N.8 in cui
Schiava Isaura si mette a spingere Walter (detto Uolter) sul culone peloso mentre Fida Assistente G. lo tira da davanti manco fosse un montacarichi.

Un, du', ttrè!
Un, du', ttrè!
Iiissà!

Dopo una sudata storica che neanche dentro una sauna svedese, arriviamo sulla soglia di casa e finalmente Uolter incede inorgoglito.
A quanto pare, si è già calato nel personaggio.

Lui non sospetta di avere un' acerrima nemica che lo attende.

Eppi-dog è lì.
Lo fissa.

E lo odia.

L'unico neurone che le galleggia nel cervello le sta suggerendo che quell'intruso deve sparire.
Va liquidato.
Al più presto.
Lei è la padrona di casa, la cocca di mamma e papà e non consentirà ad un

pinco-canino
qualunque di usurpare il suo territorio.
Lo guarda stortucci.
Annusa l'aria e medita guai.

Nel frattempo, Homo è concentrato ed intento a preparare le attrezzature.
La modesta magione è stata completamente ribaltata come una cabriolet.
Pare di stare in territorio bombardato.
Per fare posto al set, oggetti e mobili sono stati accatastati, sconquassati, smontati, catapultati ovunque.

Infatti a questa che state leggendo, seguirà la puntata intitolata: "
Schiava Isaura alla corte del Reame Nikon in assai poco reali faccende affaccendata".

Uolter perlustra le stanze.
Se la girella in giro.
Poi, improvvisamente, ha una brillante idea.
Punta una poltrona.
Si avvicina.
E ci fa elegantemente pipì sopra.
D'altro canto, si sa, non si sbaglia mai a marcare il territorio straniero.
Ora che si sente più leggero infatti,
si sente dell'umore giusto per attaccarsi al sacco dei croccantini che vengono istantaneamente catapultati in ogni dove.

Eppi-dog a quel punto ha un mancamento.
Le sta per partire l'embolo della gelosia.
La rianimiamo sventolandole sul naso il number one degli oggetti che sollecitano i suoi istinti passionali: il calzino puzzolente di Homo.
Subito si desta (roba che manco i s
ali).

Schiava Isaura comincia ad avere i primi attacchi di panico e vorrebbe mandare Uolter, Homo, Fida Assistente G. e tutto il Reame Nikon messi insieme, sentitamente a cagare.
Vorrebbe la mamma.
Un tè coi pasticcini.
Ed anche un comodo divano con la copertina su cui appisolarsi.

Invece, purtroppo, non siamo che all'inizio della guerra.

Per lo scatto, dobbiamo fare in modo che
il nostro si disponga garbatamente sul divano con accanto:
una fila di telecomandi,
una scatola della pizza vuota,
tre telefoni,
una serie incommensurabile di oggetti sparpagliati,
un'infinità di croccantini seminati in ogni dove,
una bottiglia di latte e chi più ne ha più ne metta.

In apparenza sembra facile.
Che ci vorrà mai a far rimanere per tre minuti un cane su un divano direte voi?!!
E invece Walter (per gli amici Uolter) non ne vuole sapere.
Aizzato da quella perfidina di Eppi-dog che lo provoca da lontano, lui vuole assolutamente scendere!
A lui il divano non piace proprio!
La star è attualmente focalizzata esclusivamente su un unico oggetto dei desideri: i croccantini che giacciono sul tappeto.
Tutto il resto è noia.

Schiava Isaura e Fida Assistente G. le provano tutte.
Stanno appunto per rinunciare, quando finalmente la sottocritta ha il colpo di genio.

Prende una vecchia canna da pesca sepolta in un armadio.
Alla sua estremità lega una piccola bustina.
Dentro ci infila una manciata di croccantini.
Si sposta lateralmente rispetto al set per non essere inquadrata.
Piazza la bustina esattamente sopra il nasone nero e umido della star, in modo che questa guardi in alto e verso l'obiettivo.

"Forza Homo sbrigatiiii! Scattaaaaaaa! Oppure mi sbilancio. Dai! Dai! Sbrigatiiiii!!".

CLICK!

E' fatta.
La missione è compiuta.
Abbiamo lo scatto.

Neanche ve lo dico che Schiava Isaura quella sera ha preteso una cena romantica nel suo ristorante giapponese preferito, e una bella slinguazzata umida in faccia da parte della star.

Quando ce vo' ce vo'!


Ps: detto questo, confesso che quando Uolter è andato via per tornare in canile, mi sono fatta un piantarello di commozione. Lui si è divertito un sacco ad uscire dal box. Ma a me a rimandarcelo mi si è stretto il cuore...Aò! sti giorni ciò la lacrima selvaggia!

domenica 17 maggio 2009

Circa Homo e la narcolessia.

Sproloquiato da eppifemili alle 14:52 0 commenti
Ieri.

Torniamo da una scampagnata di piacere/lavorativa in Umbria.

Partiamo io e Homo la mattina.

Presto.

E già di per sè questo è quasi un miracolo.

Eppidog è in trasferta dalla nonna la quale ha portato la “povera creatura” in montagna all’inno di “anche lei, poverina, ha bisogno di una vacanza“.

Quando avremo degli eredi, il delfino di francia rispetto a noi… tzè! ….sembrerà un pezzente. Tuttapposto.

Devo fare un sopralluogo in un cantiere per verificare l’andamento dei lavori.

Ovviamont, che ci facciamo scappare l’occasione di unire l’utile al dilettevole??!! Naaaaaaaaaaaaaaa!

Quindi, dopo un sopralluogo durato circa 5 minuti (e pure troppi dato che è un mese che ’sti deficienti non fanno una mazza – domani mi sentono), come cani affamati, e sotto un caldo appiccicoso che ha trasformato la mia frangetta in una serie di strisce di bava di lumaca, decidiamo di fare una sosta in una simpatica tipica trattoria.

Ci avventiamo su affettati, carne alla griglia e vinello e ci sollazziamo soddisfatti per un po’ all’ombra dei frondosi alberi del giardino.

Torniamo sui nostri passi verso le 5, imboccando l’A1 che ci riporterà a Roma; invochiamo San Parcheggino che oggi si rivela clemente, e arranchiamo verso casa.

Ci buttiamo sul divano come otarie obese e ubriache.

Lui mi fa: “Eppi, credo che ora mi farò un pisolin…………..zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz!

Oh! Giuro.

Non ha nemmeno finito di pronunciare quella parola che, rombante dall’altro lato del divano, sento il suo russare…..

Roba da far impallidire i tromboni dell’orchestra di Santa Cecilia.

Ma, mi chiedo: come cavolo fanno gli uomini a cadere in catalessi così velocemente??

C’è un corso speciale che frequentano da piccoli ad insaputa delle bambine femmine?

Se qualcuno sa darmi delucidazioni e farmi sapere se ci sono lezioni di recupero che io possa frequentare, prego, abbia pietà di me e batta un colpo!

sabato 16 maggio 2009

Per oggi chiamatemi…Wonder !

Sproloquiato da eppifemili alle 14:51 0 commenti
La mia giornata di ieri si è tranquillamente e serenamente svolta così.

Comincio dall’inizio:

Ore 1:45 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 2:10 am: sono a letto e penso che devo dormire.

Ore 3:45 am: penso che ora mi alzo e vado a suicidarmi buttandomi di sotto. Poi ci ripenso perchè sono al piano terra.

Ore 4:00 am: zzzzzz…

Ore 5:30 am: quella stronza di zanzara non aveva assolutamente niente da fare che banchettare sulla mia guancia….riprendo sonno finalmente.

Ore 8:00 am: Driiiiin ! Sveglia. Mi alzo. Bagno. Doccia. Caffè.

Ore 8:30 am: Solita prima bomba a mano in camera per svegliare Homo. Nessuna reazione.

Mi specchio e decido che ho bisogno di una restaurata a forza di botte di stucco in faccia date con la cazzuola (ma le occhiaie, loro, imperterrite, non desistono). Passo decisamente al piano B e aggiungo una spalmata di fard eppassalapaura. A quel punto sembro Maria Antonietta a Corte di Francia.

Ore 9:00 am: seconda bomba a mano. Sento dei mugugnii e spero in bene.

Ore 9:30 am: inizia la perlustrazione della casa in cerca di Eppi-dog la quale è l’unico esemplare al mondo di cane che NON VUOLE ASSOLUTAMENTE MAI USCIRE DI CASA (e sottolineo MAI: abbiamo seriamente pensato di comprarle un catetere a Natale).

Ore 10:00 am: approdo finalmente, arrancando, nello studio. Pensate che mi sarà possibile cominciare finalmente a lavorare? Naaaaaaaaaaa!

Salve ho un problema con la linea telefonica.

Buongiorno signora (sarà buono per lei. A me è cominciato malissimo). Ora controlliamo subito.

Grazie.

Si signora, effettivamente c’è un guasto in zona.

Si grazie, e per quanto ci sarà il guasto in zona? Sa, io avrei del lavoro da mandare avanti e senza internet né telefono mi risulta alquanto complicato.

Beh! Oggi verrà sicuramente riparato. Al massimo domani.

E lì volevo davvero tentare il suicidio ma ho ingoiato il rospo con grande signorilità.

Ore 12:00 pm: dopo aver sbrigato lo sbrigabile, rassegnata, esco e faccio delle commissioni che rimandavo da tempo, fra le quali annovero un’oretta di fila alla posta per irtirare una raccomandata che altro non si è rivelata che un cazzosissimo avviso di riunione di condominio.

Potevo anche lasciarla alla posta.

Ore 13:00 pm: pasto frugale e appuntamento con cliente rompipalle.

Scusi, ma le mattonelle in bagno come le scegliamo?

Ma signora, veramente mi pareva che avessimo escluso le mattonelle; potremmo usare dei materiali alternativi più moderni e dal look molto più interessante.

Ah! Davvero? Quali per esempio?

Non so, le resine oppure il corian. Hanno una resa estetica fantastica (parlo per un’ora spiegando per filo e per segno i pro e i contro, sembra convinta, meno male).

Si certo, interessante. Ma le mattonelle come le scegliamo?

Basta. Adesso mi suicido davvero.

Ore 16:30 pm: esco mezza morta dall’appuntamento e decido di andare direttamente in palestra….Cerbero mi aspetta.

Si. Sono masochista.

Indi, smadonno nel traffico per un’ora e arrivo.

Ore 18:30 pm: giungo stremata a casa.

Apro la porta e grazieatuttiisantiinparadiso trovo Homo sorridente e Eppidog che mi mettono finalmente in pace con il mondo.

Stappo una bottiglia di vino bianco decisa a scolarmela lentamente in giardino nelle successive due o tre ore….

Finalmente un momento per me.

Manco mi sono distesa un attimo che….

“Ma Eppi, ci dobbiamo sbrigare. Dobbiamo preparare la cena! Non ti ricordi che vengono Luigi, Laura, Domenico e gli altri?”

No. Evidentemente no. Non me lo ricordavo.

Se vabbè…e chi cazzo sono io??!! Wonder Woman???!!!

Anche se, effettivamente, con quel bustino d’acciaio che sfida ogni possibile legge di gravità, farei la mia porca figura…no?

martedì 12 maggio 2009

Il duro lavoro…

Sproloquiato da eppifemili alle 14:47 0 commenti
Se mi aveste visto nel simpatico pomeriggio di ieri, probabilmente la mia credibilità (e quella del mio amico/collega che era con me in faccende affacendato) sarebbe praticamente scesa a livelli di molto inferiori allo zero.

Ma molto, molto eh?!

Io e lui ci fronteggiavamo. Fra noi un tavolo enorme e una gigantesca, morbida ed invitante palla di pongo.

Si, si! Il pongo. Ve lo ricordate quel coso morbido con cui giocavamo quando eravamo piccoli? Amico dei nostri pomeriggi e nemico delle mamme perchè si frammentava in migliaia di piccole palline che si incrostavano sotto le scarpe e quindi sul pavimento di tutta la casa?

Proprio quello lì. Il pongo.

Solo che io e lui stavamo facendo finta di lavorare. Cioè, l’alibi era quello.

Obiettivo: disegnare una collezione di arredi per esterni.

Metodologia: regressione infantile allo stato puro.

Due over thirty che ne dimostravano 4 in totale!

“Allora! Questa forma la prendiamo come base”.

“Io direi, la stondiamo un po’ qui e anche un po’ lì”.

“Ecco! Geniale! Abbiamo fatto il tavolo! E se poi ci mettiamo questo coso così…allora si che diventa una figata e lo trasformiamo in una chaise longue che fa tanto chic”.

“Grande idea! Ma allora esageriamo e modelliamo questo elemento, lo appiccichiamo qui…e …e…che GRANDE FIGATA!”

“Ok. Perfetto. Colore?”

“Bianco e rosa ovviamente!” Che domande?!”

“Bene basta! Ora sono stanca. Per oggi abbiamo lavorato abbastanza. Mi serve assolutamente una pausa caffè.”

Morale: quando comprate un costosissimo oggetto di design accendendo un mutuo trentennale, siate coscienti del fatto che dietro quelle superfici lucide e quelle fantastiche forme ardite, ci sono con ogni probabilità dei deficienti che giocano col pongo.

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