martedì 20 ottobre 2009

Circa gli imprevedibili imprevisti del cambio di stagione.

Sproloquiato da eppifemili alle 08:00 43 commenti


No dico.
Ogni cambio di stagione la stessa barbosissima routine.
E prima muori di freddo.
E poi muori di caldo.
E poi così, così.

Insomma, alla fine mi decido.

Dopo aver trascorso ben due settimane sfrecciando a cavallo del mio motorino sul ciglio dell'ibernazione;

dopo aver socializzato con pino il pinguino;

dopo aver rischiato di ritrovarmi tipo fossile di mammuth ibernato in pieno raccordo anulare;

basta.
E' arrivato il momento.


Non mi pare più il caso di andare in giro in canottiera con 20 gradi sotto zero.
Prendo il coraggio a due mani e opto rassegnata per il tanto rimandato e ormai incombente cambio di stagione.

Lo odio.
Lo detesto.

Odio gli armadi, le cabine armadio, gli scaffali, le scarpiere.
Odio qualunque cosa abbia la parvenza di un contenitore per abiti.
Odio le stampelle.
Odio sentire il cotone sulla mani quando ormai è freddo e maneggiare la lana ruvida quando è già troppo caldo.

Si. Perchè io con il cambio di stagione ho un personale rapporto basato su un perenne ed ineluttabile ritardo cronico.
Lo faccio solo quando mi trovo o sull'orlo dell'assideramento o sulla spedita via dell'orticaria.

Mi accingo ad iniziare.
Tanto per cominciare decido che è il caso di mettere su una bella musica deprimente.
Così, per entrare nel
"mood" giusto.

Opterei per un Riccardo Cocciante se ce l'avessi.
Ma visto che non ne sono provvista (ma prometto quanto prima di rimediare), mi butto direttamente su un sicuro ed infallibile Eros Ramazzotti (
eppassalapaura, depressione garantita o rimborsata).

Tempo 5 minuti e già sospiro d'ansia.

Apro la parte bassa dell'enorme armadio a tutta altezza, quella che ancora contiene i vestiti estivi.
E' immenso.
Gigantesco.
Fagocitante.

E.... a guardarlo bene...è davvero carino.
Dovete sapere infatti sapere che tempo fa ho pensato bene di dipingerlo di verde per
abbinarlo con il famoso letto vintage (di cui ho ampiamente parlato QUI).

A tal proposito, eccovi un antefatto succulento:
settimane orsono la sottoscritta, che si trovava (grondante di sudore) abbarbicata su una scala in un'elegantissima posa plastica, con gesti di una sciccheria inimitabile e corredata da canottazza bianca a righe e pennellazzo gigante modello imbianchino, era intenta (posseduta dalla foga di un delirio cromatico) a dipingere il sopra menzionato gigantesco armadio.
Il risultato fu meritevole di lode (anche se rimasto indiscutibilmente incompleto - ma di questo non avevamo dubbio alcuno).

Fine dell'antefatto.

Torniamo a noi e al nostro cambio di stagione.

Con il preciso scopo di evitare ripensamenti, decido di prendere di petto la situazione.

Con pochi ma decisi gesti, catapulto fuori dalle mensole l'intero contenuto di ben 7 ante d'armadio, sparpagliando ogni cosa alla rinfusa nella stanza.
Cumuli di abiti giacciono sgualciti e tumefatti in ogni dove:
a terra, sul letto, sulla cassapanca, sulle lampade.

Eppi-dog non sta più nel pelo.
Tutta eccitata, annusa, sniffa, sale, scende, saltella sulle stoffe già accartocciate.
Ci si rotola in un delirio olfattivo che la manda in visibilio.
Sta per svenire dalla felicità.
Questo per lei è l'evento dell'anno.
Uno di quelli che racconterà (in qualche modo ne sono certa) ai suoi micro-nipoti.

In camera da letto sembra essere esplosa una bomba nucleare potenziata al carbonio attivo.
Mi viene da piangere.
Poi penso che Eros lo sta già facendo per me, e desisto.

Ultimata questa prima fase della mia lucida e lungimirante strategia, è tempo ora di passare alla seconda: la parte superiore dell'armadio.
La missione organizzativa che la mia mente acuta ha partorito, è quella di prendere ora gli abiti invernali contenuti negli scaffali superiori e posizionarli in quelli inferiori.
Dopo aver fatto ciò, ricollocare i resti dell'esplosione, negli scaffali in alto ormai vuoti.

Bene.
Ho il piano.
E' tutto sotto controllo.
Come al solito, di me ci si può fidare.

Monto sulla scala.
Arrivo all'ultimo piolo.
Impugno la chiave del primo sportello.
Giro.
Tiro.
Non si apre.
Ritiro.
Niente.
Comincio a dare pugni allo sportello, che per poco non mi crolla il palazzo addosso.
Niente.
Quel dannato non si apre.

Scendo dalla scala.
La sposto oltre, in corrispondenza dell'anta seguente.
Stessa cosa.
Giro chiave.
Tiro.
Non si apre.
Lo faccio con tutti i restanti cinque sportelli.
Nel frattempo impreco contro ogni divinità conosciuta nel nostro sistema solare.

NON SE NE APRE MANCO UNO!

Ma che è ?
La congiura dello
Spirito del Cambio Stagione?!

Chiamo Homo.
Arriva in camera e mi vede paonazza.
Spiego la situazione.
E fa:

"Ci penso io" (traduzione: oh fragile donna! Spostati di lì. Ora il capo famiglia impugna la situazione e con grande solidità nonchè impagabile spirito di iniziativa, ti salverà da questa scomoda quanto misteriosa ed oscura faccenda).

Stessa scena.
Non si apre niente.
Gli sportelli sembrano sigillati con la colla bicomponente più resistente mai creata.

Improvvisamente sulla testa di Homo compare una luminosissima lampadina.
Ha avuto un'idea.
Lo sento.
Mi guarda.

"Eppi, scusa. Vorrei chiederti una cosa.
Quando hai dipinto l'armadio non hai pensato per caso di aprire gli sportelli mentre seccava la vernice?"

"Veramente no".

"Bene cara. Allora adesso, a distanza di 4 mesi, sarà alquanto problematico renderli nuovamente funzionanti". (traduzione: demente di una donna che ho avuto la malaugurata idea di prendere in moglie, causa la tua assoluta inesperienza nonchè rincoglionitaggine cronica, abbiamo si un delizioso armadio verde, ma i suoi sportelli sono tutti ineluttabilmente ed ermeticamente sigillati. Il che mi fa sospettare che tu, mia devota consorte, abbia reso il nostro armadio totalmente inutilizzabile. Senza escludere ovviamente il suo contenuto).

Epilogo: la Eppifemili, al momento, va ancora bellamente in giro in canottiera.

domenica 18 ottobre 2009

IL SESTO TEFPOW !

Sproloquiato da eppifemili alle 17:07 11 commenti
bravo

Dopo aver letto questo post, non posso non attribuirlgli il sesto TEFPOW (The Eppifemili's favourite Post Of the Week) della storia di Eppifemili.

No. Non posso non farlo.

Perchè?

Perchè, in fondo, siamo tutti vanitosi, e non è affatto detto che questa sia necessariamente una cosa negativa.

Perchè sono anni che mi sparo endovena e con sommo gaudio, innumerevoli vasetti delle più variegate creme antirughe.

Perchè l'effetto rassicurante regalato da un piccolo acquisto in profumeria, non ha valore nei grigi pomeriggi invernali, magari in una di quelle giornate in cui ti senti un po' giù e l'unica cosa che vorresti fare è attaccarti alla canna del gas.

Ma soprattutto attribuisco a questo post il sesto Tefpow, perchè devo indiscutibilmente un riconoscimento ad una costante e rassicurante presenza della mia vita.

Il magico mondo della signora Viola.

La mia "profumiera" storica.
Quella che mi ha visto crescere, inciampare e rialzarmi insicura nell'alternarsi delle stagioni della mia giovane vita.

E' lei che ha assistito al susseguirsi dei miei profumi nelle fasi prima bambinesche, poi adolescenziali ed in ultimo di donna.

Sempre lei ha visto passare sotto i suoi occhi truccatissimi, il mio primo Musk di Alyssa Ashley che per anni ha caratterizzato l'odore di tutti i miei indumenti.

La signora Viola, con la sua voce rassicurante e calma, il suo incedere altalenante dietro il bancone del negozio, il suo sorriso sincero ed il trucco esagerato (che la rende del tutto simile a Uby vestito da Drag Queen più che a una signora di mezza età), ha avuto un ruolo impagabile nella formazione della mia storica collezione di piccole bottiglie di profumo, che gelosamente custosdisco da anni.

Ma più di ogni altra cosa, la signora Viola, ha contribuito con i suoi consigli a farmi sentire più bella nell'inesorabile incedere del tempo.

Mi ha aiutato a sentirmi un po' più sicura.
E decisamente, a tratti, più felice nel concedermi periodicamente il lusso di quelle sane ed inestimabili coccole, che solo un gesto interamente dedicato a sé stessi sa dare.

E quindi, signora Viola, oggi io la ringrazio pubblicamente con questo Tefpow, e a tutti voi auguro una buona lettura di Insy Loan e Lo Stato delle Cose in:

IL PREZZO DELLA BELLEZZA


- per leggerlo cliccaci su -



*Qualora il meritevole del TEFPOW avesse qualcosa in contrario, potrà segnalarlo alla Segreteria di Eppifemili.
(Orari di apertura: il mercoledì dalle 10:00 alle 10:05
).
Sarà mia premura rimuovere immediatamente il link.


**Qualora il meritevole volesse invece dare prova sul proprio blog di essere stato insignito dell'autorevole segnalazione, potrà copiare ed incollare il seguente codice un po' dove cavolo vuole:

venerdì 16 ottobre 2009

Una sana ed ennesima botta di autostima.

Sproloquiato da eppifemili alle 10:10 36 commenti
Capitai su questo sito che stabilisce quanto vale il tuo blog.

Ora, non so in base a cosa venne stabilita codesta imperscrutabile verità.
Né tanto meno arrivai a comprendere il recondito significato e l'inamovibile utilizzo di tale quantificazione.
Cionondimeno, desiderai tentare la sorte.

E questo fu il risultato:



Grazie.

Oh!
Se continuo così, prima del week-end mi ritrovate su Ponte Sisto con un masso gigante attaccato al collo.

Oppure dentro alle lenzuola con tre boccette di mentine vuote al fianco e due gocce di Chanel N.5 addosso.

Che fa tanto più chic.

giovedì 15 ottobre 2009

Circa una sera in casa di amici.

Sproloquiato da eppifemili alle 09:25 41 commenti

Ieri a cena in casa di amici, la padrona di casa E., nonchè mia inseparabile e storica compagna di avventure giovanili più o meno dall'asilo in poi, ha una splendida idea.

Dopo aver mangiato come degli assatanati, lei apre un cassetto.

Ci ravana dentro per un quarto d'ora e ne esce con un simpatico oggettino rosa pallido, nuovo fiammante.
Il suddetto oggetto, al contrario di quello che pensate voi, era nientepopodimeno che un delicatissimo Nintendo Brain Training.

"E che è 'sto coso??!", faccio io.

"Come?!
Non lo conosci?!
Fanno anche la pubblicità.
Ti aiuta ad allenare il cervello.
Ti mantiene giovane.
Ed in più è divertente!
", risponde E. fiera del suo recente acquisto.

"Sarà.
Ma io non mi sento ancora così decrepita ed arteriosclerotica da sentire la senile necessità di allenare il mio cervello..."
, blatero saccente.

L'allegra compagnia si fionda sull'ammiccante oggetto dal design impeccabile e dalle dimensioni ultra maneggevoli.

"Provo io! Provo io!", fa Homo attirato incurabilmente da qualsiasi cosa abbia uno schermo a cristalli liquidi, una tastiera ed un microchip al suo interno.

"Io l'ho provato varie volte.
Ti fanno fare dei test per definire la tua età cerebrale e da lì parte l'allenamento"
, interviene l'esperto Master (mio amicone fraterno dai tempi della scuola).

"Sono tutte cavolate per far spendere un sacco di soldi alla gente!", insisto io con aria di sufficienza, voltandomi (falsamente disinteressata) dall'altra parte.

Homo afferra il Nintendo.
Si mette ad armeggiare avido.

Ping. Piiing.
Ticchete, tacchete.
Tic.

- Inserisci il tuo nome - dice il computerino.

Tic. Ticchete. Tac.

- H-O-M-O - scrive diligente.

- Ora Homo, ti illustrerò alcuni passaggi che spiegano il funzionamento del tuo cervello -

Ping. Ping.
Tic.

- Sappi che l'età cerebrale ideale di un essere umano è di 20 anni -

Tic. Tic.
Tiiiic.
Ticchete.

- Andiamo avanti? Bene Homo!
Adesso dovrai rispondere il più velocemente possibile alle domande che ti porrò.
In questo modo stabiliremo la tua età cerebrale - incalza il computerino.

Homo è concentratissimo.
Gli è scattata la competizione e, con l'occhio iniettato di sangue, palpitante di motivazione, spreme le meningi.

Tic. Tiiic.
Ticchete.
Tacchete, tacchete.

Risponde rapido.
Dialoga agile con la mini tastiera.

Sta quasi per farsi partire l'embolo, quando finalmente arriva all'ultima domanda del test.
Dopo un istante di pausa, il computer dà il responso.

Biiiiiiiiiip.

- Bene Homo!
Abbiamo concluso il test.

La tua ètà cerebrale è di: 33 anni -


Niente male.
E' quasi la sua.
Persino un po' più giovane.

"Bravo Homo!", fa Master brindandoci su.
"Dai Eppi! Ora prova tu.
Vediamo cosa partorisce la tua mente lucida"
, incalza.

"Naaa! Dai!
Sono tutte domande cretine.
Una perdita di tempo"
.

"Hai paura eh?", insinua Master, viscido come una biscia (particolarmente viscida).

Paura?! Io?!! Ma non diciamo cazzate!

"Dammi qua! Ora vi faccio vedere io", e gli strappo il Nintendo dalle mani.

Ricominciamo.
Tic. Tiiic.
Tacchete. Tic.

- Inserisci il tuo nome -

Tic. Tic. Tic.

- E-P-P-I -

Tic. Ticchete.

- Ora Eppi, ti illustrerò alcuni passaggi che spiegano il funzionamento del tuo cervello - aridaje.

Ping. Ping.
Tic.

- Sappi che l'età cerebrale ideale per un essere umano è di 20 anni - Si. Ho capito.

Tic. Tic
Tiiic.

- Iniziamo il test -

Tic. Tiicchete.
Tic.

- Adesso Eppi, dovrai rispondere il più velocemente possibile alle domande che ti porrò. In questo modo stabiliremo la tua età cerebrale - Sono pronta.

Tic. Tiicchete.
Tic.

Sono sicura di me.
Pavento autostima.
Procedo serena verso il confronto decisivo con la mia intelligenza.
Il mio cervello è attivo.
Attento.
Vigile.
Palpitante.

Sto in una botte di ferro.

- Ora Eppi, procediamo con una serie di sottrazioni.
Ricorda che devi essere veloce! -


Tic.Ticchete.
Biiiip.
Ticchete, tacchete.
Tacchete.

- Bene Eppi.
Come ultima prova dovrai memorizzare dei numeri e poi trascriverli nel minor tempo possibile -
Si. Ce la posso fare.

Tic. Tic. Tiicchete.
Tic.

Alla fine, anche per me arriva il momento del responso.
Sono ansiosa.
Non sto nella pelle.
Bramo la preziosa informazione finale.

Il computerino pontifica impavido.

Biiiiiiiiiip.

- Bene Eppi!
Finalmente abbiamo concluso il test.


La tua età cerebrale è di:

80 ANNI -


Meno di 80 secondi dopo, avevo la faccia affondata nella vaschetta del gelato, nel vano tentativo di suicidarmi per asfissia nello zabaione.

martedì 13 ottobre 2009

Qualcuno fermi Eppi ! (sottotitolo: Think pink)

Sproloquiato da eppifemili alle 12:35 25 commenti


Credo di essere affetta da OCR (ovvero Ossessione per il Colore Rosa) all'ultimo stadio avanzato.


In tutti i suoi toni, tonalità e sfumature.

E, guardate, che non è che io vado in giro per Roma di tutto punto vestita in rosa, fuxia e lilla, eh?!

A parte i miei outfits ginnici, anzi, direi che il colore che maggiormente mi caratterizza nell'abbigliamento, è decisamente e fuori di ogni dubbio il
TOTAL BLACK.
Il punto è che il rosa mi mette di buon umore.
E' una droga.
Come le caramelle mu, come le puntate di Californication, come la palletta di Eppi-dog.

Il rosa è allegria, spensieratezza e luce;
il tutto condito con una buona e sanissima dose di
"follia frocia" (dicesi follia frocia quella rara componente umorale che racchiude in sé allegria, originalità, verve ed un'irresistibile e contagiosa simpatia).

Il mio blog è rosa.
E a cascata il mio Twitter e Friend Feed sono rosa.
Il mio avatar è decisamente molto rosa.
Il guinzaglio di Eppi-dog è rosa (per far capire che è femmina; che anche se lei scodinzola una cifra e fa gli occhi dolci, a volte pare mio nonno con la barba).

Ora, il problema sorge quando questa strana epidemia si diffonde a macchia d'olio anche al di fuori del mio delirante mondo virtuale.
In quel caso succede questo:



Succede cioè che io, in un pomeriggio di un sabato d'autunno, in pieno delirio cromatico senile, mi armi di pennello e secchio di vernice rosa e, come un'invasata novella Basquiat, decida di dipingere in serenità un'intera parete di casa mia;
succede anche che poi, presa da cotale ispirazione artistica di inarrivabile livello, prosegua imperterrita su buona parte del terrazzo, non trascurando infine di estendere il cromatismo ad un'allegra metà della mia frangetta.

State sereni.
E' comunque e come sempre, tuttapposto.


ps: qualcuno mi fermi. Potrei presto diventare una serial killer senza manco rendermene conto.


A volte, i miracoli

Sproloquiato da eppifemili alle 10:00 34 commenti


Vi ricordate le simpatiche vicissitudini che mi hanno vista
protagonista
QUI ?

Oh!
Non potevo crederci, ma ieri, rientrando a casa, passo davanti alla cassetta della posta.

Dentro, solitaria ed adagiata sul fondo rivestito di simil velluto rosso
(che francamente un bel rosa fluo ci stava di molto meglio), vedo lei:

una busta rettangolare di carta sottile, quasi trasparente.

Apro lo sportellino di vetro inserendo la micro-chiave nella micro-serratura.
Prendo la busta candida.
E' per me.
Sembra intonsa.
Salgo le scale.
Entro in casa.
Mi siedo in soggiorno di fronte al tavolo bianco.
Apro i lembi di carta.

Dentro ci trovo uno scontrino per l'importo di 110 euro.

Poi un foglio sul quale, a mano, con calligrafia oblunga e decisa, leggo un messaggio:

"Ecco la ricevuta che le avevo promesso.
Mario (quello della Siae)".


Sono arrossita come una sedicenne che riceve il suo primo biglietto d'amore accompagnato da tre dozzine di rose rosse.

Vacci a capire a noi donne...

lunedì 12 ottobre 2009

La rivelazione.

Sproloquiato da eppifemili alle 12:22 45 commenti


E finalmente, a grande ed insistente richiesta...

vi presento...

l'incommensurabile (in tutta la magnificenza dei suoi 5 kg),

l'acuta (grazie e sempre grazie al suo unico neurone defibrillato),

l'agguerrita (seguiranno nuove avventure della saga "L'acerrima crociata contro il gatto Minù"),

la divina (e cionondimeno chic in modo quasi imbarazzante)

EPPI - CHUBEKKA - DOG !



ps: stavolta occhio ai commenti che la prendo sul personale!
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